Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 27
  1. #1
    Ante Pavelic
    Ospite

    Predefinito Il caso del professro Franco Damiani

    Un professore filonazista nega in classe l' Olocausto 27-10-2000
    VENEZIA ó Un professore di Mestre avrebbe negato in classe, durante le lezioni, l'Olocausto e l'esistenza dei campi di concentramento, e in una lettera a un settimanale s'è detto convinto ´delle verità delle tesi negazionisteª. Infine avrebbe confessato di aver fatto conoscere ai suoi allievi ´i libri di Richard Hardwood e Jurgen Graf, che circolano semiclandestinamenteª.
    Dopo la denuncia di un ragazzo il professore di storia Franco Damiani , dell' Istituto Gritti di Mestre, si trova ora al centro di una interrogazione parlamentare presentata da sei deputati dei Ds al ministro della Pubblica Istruzione.
    A Tullio De Mauro, i parlamentari chiedono se non ritenga necessario ´prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di un docente apertamente filonazista, che afferma senza mezzi termini di voler insegnare tesi negazionisteª.
    I Ds chiedono inoltre al ministro se non ravvisi nelle affermazioni del professor Damiani ´un palese contrasto con la Costituzione italiana, con la legislazione internazionale sui diritti umani, con la normativa italiana sul reato di istigazione all'odio razzialeª.



    ZA DOM SPREMNI!!

  2. #2
    Ante Pavelic
    Ospite

    Predefinito

    In duemila contro il prof che nega l'Olocausto
    Il verde Boato: ´E' un corteo da curva sudª 26-10-2000
    VENEZIA ó C'è stata tensione al corteo dei quasi duemila studenti contro il professore accusato di essere revisionista e negare l'Olocausto. Nonostante il divieto del preside dell'istituto tecnico nel quale esercita il docente, Franco Damiani di 47 anni, i manifestanti, (studenti delle superiori di Mestre e Venezia, giovani dei centri sociali, 'tute bianche' e giovani comunisti) sono entrati nella sede scolastica con bandiere, striscioni e fischietti dopo aver lanciato uova contro l'ingresso, colpendo alcuni dei presenti. Dopo un nuovo incontro con il capo istituto, al quale è stata consegnata la petizione da consegnare al ministro De Mauro nella quale si chiede l'allontamento dell'insegnante, il corteo si è sciolto, non prima del lancio di alcuni razzi luminosi.
    Al professor Damiani, ieri assente in quanto il mercoledì è il suo giorno di riposo, gli studenti contestano la posizione nei confronti dell'Olocausto: ´è intollerabile ó ha detto uno dei dimostranti ó la presenza di un docente che ha sostenuto addirittura, citando un presunto esperto, l'impossibilità di far morire gli ebrei nelle camere a gas perchè erano troppo piccole. Non iscriverei mio figlio in una scuola dove rischia di avere quell'insegnanteª.
    Il professor Damiani si è sempre difeso sostenendo di aver proposto la tesi revisionista in aula semplicemente a scopo didattico. In tutte le ispezioni ministeriali che ha ricevuto è sempre stato giudicato in regola. ´Questa è una protesta da curva sudª è il parere del verde Michele Boato, convinto che demonizzare un insegnante, come già accaduto col professor Marsiglia, serve soltanto a trasformarlo in eroe.

  3. #3
    Ante Pavelic
    Ospite

    Predefinito

    Sono il prof accusato di ´neonazismoª 25-10-2000
    Ho letto nel vostro giornale una lettera a firma ´dott.ssa Silvia Antonucci, Romaª, che sotto il titolo ´Fermate quel profª mi chiama in causa. Vi si afferma che il sottoscritto ´nega la Shoah e insegna ai suoi studenti che l'Olocausto non è mai esistitoª. Ringrazio la dott.ssa Antonucci per il credito che mi attribuisce, ma non sono uno storico e quindi qualsiasi mia affermazione in merito avrebbe ben poco valore. Sono un insegnante di Storia che ha il grave torto di documentarsi e di informare i suoi allievi delle varie posizioni della storiografia, anche le più scomode per il pensare comune. Gli studenti sono dotati di cervello e possono quindi confrontarle tra loro e farsi un'idea propria. ´Quella della negazione della Shoah è una tesi risaputa ó continua la lettera ó ampiamente smentita dai documenti e dalle testimonianze oculari dei sopravvissuti ai campi di sterminioª. Domando: quale è la tesi ´risaputaª e soprattutto da chi è risaputa? I testi ´revisionistiª, molti dei quali consultabili in Internet, sono svariate decine e non sempre in pieno accordo tra loro. Sono comunque tutti argomentati, essendo il frutto di anni di lavoro e di ricerche sul campo: possono essere discussi e criticati come ogni altro testo storico, ma vanno prima conosciuti, anche dagli studenti. In Italia (ma anche all'estero) sono sicuro che sono ben pochi gli studenti che ne hanno una conoscenza di prima mano, e forse meno ancora gli insegnanti.
    Per quanto riguarda le testimonianze e il valore che esse hanno per lo storico, rinvio la dott.ssa Antonucci all'Intervista sull'Olocausto di Carlo Mattogno (Edizioni di Ar) che mette a punto questa e altre questioni. Le ricordo che il capostipite del revisionismo, Paul Rassinier, era un socialista, arrestato dalla Gestapo, deportato a Buchenwald e a Dora e torturato dalle SS tanto da rimanere invalido al 95%. Sarei anche curioso di sapere cosa pensa la scrivente dei tanti rabbini Haredim che sostengono che la Shoah è stata una punizione divina meritata dagli ebrei per i loro peccati di modernità. Io a questo non sono arrivato. Infine le sottopongo (gliele invierò privatamente) le semplici domande che Jurgen Graf ha rivolto agli sterminazionisti e che, a quanto ne so, attendono ancora risposta.
    ´Da tempo studenti, insegnanti e genitori di quella scuola protestano, ma sono ignorati dalle autorità scolasticheª. Chissà come fa la dott.ssa Antonucci, da Roma, a sapere quello che nemmeno io, sul posto, sapevo. Non è vero, naturalmente. Con gli studenti e con le famiglie l'armonia è totale, con punte di entusiasmo che posso documentare e come l'ispezione ha puntualmente riscontrato. Di ispezioni ne ho subite tre in tre anni e nessuna ha trovato elementi a mio carico. Infine la studentessa nel tema ´incriminatoª non ha espresso ´il disagio suo e della classeª, ma un turbamento strettamente personale per il contrasto tra ciò che sentiva da me e ciò che le era sempre stato raccontato. Forse aveva capito che fino ad allora le avevano propinato frottole.

    Franco Damiani

  4. #4
    Ante Pavelic
    Ospite

    Predefinito

    La verità e le mistificazioni sull'Olocausto 17-09-2000
    Egregio direttore,

    apprendo solo ora che il quotidiano da lei diretto ha pubblicato circa un mese fa un articolo sul sottoscritto intitolato: ´Un professore neonazista nega in classe l'Olocaustoª. Non ho ancora potuto leggere l'articolo, ma rifiuto la definizione di neonazista che ritengo ingiuriosa. Sono cattolico del tipo che voi definite 'integralista' e considero il nazismo espressione di una filosofia gnostico-esoterica con radici neopagane, del tutto incompatibile col cattolicesimo. Quello che l'autore dell'articolo evidentemente ignora è che il revisionismo olocaustico, fondato dal socialista deportato a Buchenwald Paul Rassinier e pubblicato in Francia e in Italia anche da case editrici di estrema sinistra, non ha nulla a che vedere col neonazismo, che anzi considera il suo avversario più pericoloso perché riduce i frutti di lunghi e accurati studi a slogan buoni per gli orecchianti. Esso ha come unico scopo l'accertamento della verità storica al di là della propaganda. Insegnando Storia, non posso dunque nascondere ai miei studenti l'esistenza di una corrente cosiddetta 'revisionista' che, sulla base di argomentazioni prettamente tecniche, contesta la versione ufficiale dell''Olocausto' e anzi la sua stessa esistenza nei termini solitamente indicati. Avendo una conoscenza di massima di tale corrente ed essendomi convinto che le sue argomentazioni siano valide o comunque interessanti (in realtà anche gli autori revisionisti sono diversi tra loro e di diverso valore), ho ritenuto doveroso farla conoscere ai miei studenti, che saranno forse tra i pochi in Italia e in Europa (viste le leggi esistenti in Francia, Germania e Svizzera) ad avere il privilegio di conoscerne l'esistenza, il che ritengo sia per loro un arricchimento culturale che li induca quanto meno a pensare. L'ispezione ministeriale già svoltasi ha accertato la perfetta regolarità del mio operato, regolarmente registrato nel giornale di classe e nel documento d'esame, con tanto di bibliografia completa. Constato che in Italia si scrivono gli articoli senza nemmeno conoscere i fatti (chi infatti ha letto il tema 'incriminato', chi conosce la sua autrice ó che si è sempre dichiarata entusiasta del lavoro svolto, solo esprimendo turbamento per il contrasto tra ciò che sentiva e ciò che le era stato sempre insegnato ó chi sa che cosa ha letto in classe il sottoscritto? I testi sono in commercio e stampati con tutti i crismi di legge, anche se ahimé di difficilissima reperibilità). L'altro motivo di amarezza è che la libertà di insegnamento e di ricerca sia considerata una pura petizione di principio, regolarmente conculcata ogniqualvolta qualcuno si permette di dire cose 'sgradite'. Penso che il vero nazismo sia questo.


    Franco Damiani

  5. #5
    FIAT VOLUNTAS TUA
    Data Registrazione
    11 Mar 2002
    Località
    Sacro Romano Impero
    Messaggi
    3,748
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Qualcuno con le palle rimane in Italia, allora. NOn tanto per quello che insegna, ma per come lo insegna: le tesi negazioniste possono anche essere frottole (non sempre, infatti, sono oro colato) ma non vanno negate a priori, ma dopo attenta discussione. Del resto, se si è sicuri, non vedo perché tanto ostracismo.
    "

  6. #6
    anticomunista
    Data Registrazione
    13 Aug 2002
    Località
    West Side
    Messaggi
    2,540
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    codardi come sempre i rossi: 2000 contro uno! si fanno forti quando sono in branco. Presi uno per uno sono solo dei frocetti spauriti.
    E poi sanno che il Sistema li tollera e li appoggia.

    lotta ad oltranza contro il comunismo!!!

  7. #7
    taurinense-anarchico nero
    Data Registrazione
    10 May 2002
    Località
    <torino>
    Messaggi
    180
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ovviamente il professore è stato preso di mira
    da Furio Colombo (dell'Unità) e compagni...
    il caso era apparso anche sulla trasmissione Terzo Grado
    del sig. Pisanò un anno fa...
    scrissi anche una lettera di protesta agli "sterminazionisti" di Mestre...ma evidentemente il fatto è rimasto nell'ombra.
    Saluti.

  8. #8
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Località
    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
    Messaggi
    3,432
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by cm814
    Qualcuno con le palle rimane in Italia, allora. NOn tanto per quello che insegna, ma per come lo insegna: le tesi negazioniste possono anche essere frottole (non sempre, infatti, sono oro colato) ma non vanno negate a priori, ma dopo attenta discussione. Del resto, se si è sicuri, non vedo perché tanto ostracismo.

    Caro Imperatore quanta saggezza! Non ci si poteva aspettare di meno!
    Prosit

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Messaggi
    14,440
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Hanno paura,
    la cricca liberticida juden,teme che il revisionismo possa smontare
    l'enorme panzana sull'olocacchio.
    Altrimenti non userebbero la repressione,bensi' il dialogo
    ma quando si ha torto.......

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Mar 2002
    Località
    napoli
    Messaggi
    1,203
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Poiché la vicenda del prof. Damiani smebra essersi conclusa con una bella vittoria ai tempi supplementari può essere utile la pubblicazione di una puntuale cronologia della vicenda di ordinaria repressione
    Ugo Tassinari

    Novembre 1999. Il professor Franco Damiani, docente di Italiano e Storia all'Istituto Turistico "Andrea Gritti" di Mestre, approfitta della trasmissione serale del film "Vincitori e vinti" per introdurre i suoi studenti di V C al problema storico della seconda guerra mondiale, e in particolare alle "ragioni dei vinti". Domanda se qualcuno ha visto il film e si sofferma in particolare sulla figura dell'avvocato tedesco interpretato da Maximilian Schell e sulla sua risposta al giudice americano, interpretato da Spencer Tracy, a proposito del divieto di matrimoni misti: i primi a vietarli, ricorda, furono gli americani, tra bianchi e pellerossa. Gli studenti reagiscono bene, sembrano interessati a questo modo anticonvenzionale di affrontare la storia. Il professore allora, la volta successiva, tira fuori un articolo di Piero Buscaroli da un "Borghese" del 1965, che si proponeva di sfatare alcuni miti storiografici, come quello che Hitler volesse a tutti i costi la guerra contro l'Inghilterra (non la voleva, voleva quella contro l'URSS) e che l'Italia: a)fosse entrata in guerra impreparata; b) vi fosse entrata controvoglia; c) che in ogni caso sia stato bene che l'abbia perduta.
    Nuovo interesse da parte dei ragazzi, interventi, domande, e soprattutto cervelli in movimento. Il professore ha verificato quello che gli premeva, ossia che alcuni luoghi comuni sono saldamente radicati nella testa dei ragazzi (tra i quali, per la verità, c'è anche un ferroviere quarantasettenne).
    La terza volta il professore, dichiarato che vuole solo far conoscere dei testi capaci di far riflettere e che non aggiungerà una sillaba alla loro lettura, estrae l'asso nella manica: il testo dell'"Olocausto allo scanner" di Jurgen Graf, tradotto in italiano sulla rivista "L'Uomo libero" dal preside Vittoriano Peyrani di Milano e quello di "Auschwitz: una leggenda" di Richard Harwood, pubblicato in italiano da "Le Rune" nel 1978 ma ora quasi introvabile. Ne legge due paragrafi (uno per libro) tanto da far capire la tesi principale del cosiddetto revisionismo olocaustico: ossia che la "soluzione finale" non consistesse nel programmato sterminio di tutti gli ebrei d'Europa ma nella loro deportazione lontano dalla Germania e che quindi le camere a gas omicide su cui si basa la vulgata olocaustica non siano mai esistite se non nella fantasia dei reduci. Una tesi quindi circoscritta (nessuno nega le persecuzioni contro gli ebrei né che ne siano morti tantissimi, anche se sicuramente non sei milioni: si nega che sia affermabile fuori di ogni ragionevole dubbio che i tedeschi ne abbiano programmato l'eliminazione fisica e che a tal fine abbiano costruito locali - le camera a gas appunto - nei quali, secondo ben quattro perizie tecniche tra loro indipendenti - al massimo si potevano sterilizzare gli abiti). Tesi discutibile, certo, anche se non più di altre (il Risorgimento come guerra di liberazione, la resistenza come fenomeno di popolo, la Rivoluzione Francese come moto spontaneo della borghesia) che invece nella scuola italiana passano per scontate. Tesi, comunque, che l'insegnante ritiene sia opportuno che i giovani conoscano per abituarsi a sentire le due campane anche sugli argomenti più scottanti, a non dare mai per acquisita nessuna verità che non sia di fede e a interrogarsi sugli interessi che possono celarsi dietro ogni "vulgata".
    Il senso di questo intervento risulta chiaro alla stragrande maggioranza degli studenti, che vengono a domandare "come mai...", a chiedere indicazioni bibliografiche e a farsi fotocopie dei testi. Dal punto di vista didattico, un successo. Avendo raggiunto questo risultato, il docente chiude per ora il discorso, ripromettendosi di riprenderlo più avanti, tempo permettendo (il tempo poi non ci sarà) e ripartendo con lo svolgimento del programma "normale".

    11 luglio 2000. Sul "Gazzettino", principale giornale di Venezia, esce una "lettera firmata" (il cui autore non è mai uscito allo scoperto) che denuncia come in una scuola superiore di Mestre, durante gli esami di Stato, una studentessa avrebbe denunciato nel tema di Italiano che il suo professore, nel corso dell'anno, avrebbe "ripetutamente negato l'esistenza dei campi di sterminio". Risposta di Edoardo Pittalis, vicedirettore e addetto al dialogo coi lettori: "E' uno scandalo, si tratta di un cattivo maestro in mala fede, sarebbe bene che ogni tanto la scuola italiana facesse luce su queste vergogne".
    Il professor Damiani capisce che al 99% di tratta di lui, ma formalmente nessuno lo chiama in causa. Si interroga a lungo su cosa sia meglio fare, poi decide di venire allo scoperto per non alimentare voci di corridoio, pettegolezzi, "si dice": prende carta e penna e scrive al giornale che ritiene di potersi identificare nella persona indicata nella lettera; che se non si tratta di lui la cosa può finire lì, ma che se si tratta di lui è pronto a dichiarare quel che ha fatto, in modo che tutti possano controllare la regolarità del suo operato. Precisa anche, dettagliatamente, quali siano stati i suoi interventi sull'argomento. Consegna personalmente la lettera al caporedattore, facendosi dare la sua parola che la lettera sarà pubblicata integralmente. Il 13 luglio invece la lettera compare a pezzi e bocconi, sotto il titolo a tutta pagina (Cronaca di Mestre) : "OLOCAUSTO NEGATO: INDAGINI IN CLASSE", e affiancata dagli interventi: di un reduce da Buchenwald (dov'era detenuto per spionaggio e tradimento commessi come militare, come il prof. Damiani appurerà), che dichiara: "Questo signore non dovrebbe insegnare ai ragazzi" e lo invita a recarsi con lui nei campi di concentramento (a spese del docente, naturalmente); del dermatologo prof. Roberto Bassi, esponente della Comunità Ebraica di Venezia, che dichiara che "il prof. Damiani dovrebbe essere cacciato da tutte le scuole della Repubblica"; e del prof. Giannantonio paladini (Storia delle dottrine politiche a Ca' Foscari) il quale dichiara che "la storia è un'altra cosa" e che è grave che l'ideologia prevalga sulla serena ricerca storiografica.
    Il prof. Damiani, indicato come una sorta di capostipite del revisionismo, replica che si è limitato a far conoscere agli studenti una corrente storiografica per lo più ignorata; che non ha nascosto niente ma che anzi ha dato loro quegli elementi di confronto e di giudizio che i suoi colleghi normalmente negano loro, che non è uno storico ma un semplice insegnante di storia, e che comunque è pronto a dar conto a un ispettore del suo operato.
    20 luglio 2000. Manifestazione del Centro Sociale Rivolta (guidato da Luca Casarini) sotto il Provveditorato agli Studi, con lo striscione "Damiani vattene", e nuovo articolo denigratorio del "Gazzettino" che dà voce a qualche studente di anni lontani col dente avvelenato nei confronti del docente, senza naturalmente sognarsi di ospitare repliche (il prof. Damiani oltretutto attende a questo punto l'ispezione). Intanto sulla facciata della scuola compare una scritta a caratteri cubitali: DAMIANI VERGOGNA VATTENE, che il pres. Pontini, dopo averla fotografata, fa ricoprire con una mano di vernice.
    27 luglio 2000. Mentre altri interventi si susseguono sulla stampa cittadina - da notare che ancora nessuno, nemmeno lo stesso Damiani, conosce i fatti - , di persone di solito ostili al professor Damiani, di cui viene messa in questione tutta la carriera scolastica, attribuendogli ventennali distorsioni della realtà storica (mentre invece il revisionismo olocaustico, l'ha scoperto da pochi anni), di cui vengono passate al setaccio anche le lettere scritte come privato cittadino ai giornali (col pretesto di una polemica estiva con "L'Espresso" sul processo Irving-Lipstadt, in cui egli protestava contro la pretesa dei giudici di scrivere la storia, Furio Colombo, Umberto Folena, Giuseppe Giulietti e altri tre parlamentari DS rivolgono un'interrogazione al ministro De Mauro chiedendo la sospensione del docente; il Provveditore ne approfitta per attribuire a lui un giudizio anticonformista di uno storico inglese su Hitler: ecco che si completa il quadretto del "nazista"( benchè chi conosce il prof. Damiani sappia che egli è semmai cattolico tradizionalista e considera il nazionalsocialimo espressione di neopaganesimo gnostico ) e le cui repliche vengono cestinate o tagliate, arriva l'ispettore Burato, della sovrintendenza regionale, che in breve verifica l'accaduto, controlla i registri, dove ogni intervento è rigorosamente annotato con la relativa bibliografia, sente anche qualche studente e mostra al professore "l'elaborato dello scandalo": un tema in perfetta chiave olocaustica, tanto che la ragazza, di solito mediocre in Italiano, aveva ottenuto una valutazione nettamente superiore a quelle di tutto il triennio, in cui, nelle righe finali, ella dichiara un po' sbigottita che il suo professore di Lettere nell'ultimo anno le aveva "riempito la testa" di informazioni sull'Olocausto "diverse da quelle che aveva sempre sentito". si rivela, insomma, più confusa e turbata che scandalizzata (è una ragazza mite, non particolarmente interessata all'argomento, ma che aveva una visione emotiva della vicenda tanto da essersi dichiarata, in un tema precedente, "spiritualmente ebrea").
    3 agosto 2000.
    L'ispettore Burato chiude l'ispezione dichiarando che non ha riscontrato nessuna irregolarità nel comportamento del professor Damiani.
    4 agosto 2000. Il "Gazzettino", nel riportare solo una parte del comunicato con cui il Provveditore agli Studi comunicava l'esito dell'ispezione, dà voce nuovamente al Centro Sociale Rivolta, il quale dichiara: "A settembre gli impediremo di entrare a scuola". Nessuna reazione delle autorità, tanto che lo stesso Damiani, a settembre, si vede costretto a chiedere il discreto intervento della Digos per poter entrare nel suo luogo di lavoro.
    Fine agosto 2000. Recatosi all'Ateneo veneto per assistere alla presentazione di un libro sulla "soluzione finale", alla presenza del prof. paladini, il prof. Damiani si sente investito da una raffica di insulti dal dott. Roberto Bassi, che ignora la sua presenza: "prima credevo che fosse solo un sessuofobo, poi ho capito che è un vetro nazista". Alla sua difesa, viene investito da ululati e da grida di "Buffone, buffone".

    8 settembre 2000. Alla ripresa dell'attività scolastica, 42 colleghi del prof. Damiani (su 110 insegnanti deklla scuola; nessuno dei firmatari è collega di Damiani nel Coordinamento per materia) leggono in Collegio Docenti una mozione, poi inviata anche al "Gazzettino" che la pubblica, in cui lamentano una conduzione "compiacente" dell'ispezione e dichiarano la loro "condanna"
    nei confronti del collega e il loro "disagio" nel dover lavorare a fianco di una persona che "nega con pervicacia un fatto storico definitivamente accertato".
    25 ottobre 2000. Annunciata da roboanti proclami alla stampa, si svolge per le vie di Mestre e fino all'Istituto "Gritti" una manifestazione di circa 2000 studenti di tutta la provincia (tra cui nessun allievo del prof. Damiani, che pure quel giorno è assente perché è il suo giorno libero) che, al lancio di uova, sassi e petardi, tentano l'assalto all'Istituto, chiedono il suo licenziamento e presentano al Preside una petizione in tal senso con 2000 firme. Il Preside non esita un istante a inoltrarla al Ministero.
    27 ottobre 2000. Arriva, mandata da Roma, l'ispettrice Luigia Savino per svolgere una nuova ispezione sul prof. Damiani (senza, si badi bene, che sia accaduto alcun fatto nuovo). Questa volta vengono presi in esame tutti i suoi scritti e detti pubblici degli ultimi 11 anni, naturalmente selezionati e disposti in modo da costruire l'immagine di un provocatore fanatico, che ha lo scopo di creare disordine a scuola e di dividere gli studenti, ragion per cui si prospetta il suo trasferimento per incompatibilità ambientale. Tra le altre cose passano tra gli addebiti anche le reiterate prese di posizione del docente contro il modo di impostare la cosiddetta "educazione sessuale" degli allievi e le richieste di un'informazione più equilibrata sul problema della donazione degli organi (il docente è membro della Lega Antipredazione): tutti modi di creare "confusione e divisione". Vengono passati in rassegna altresì i titoli dei temi da lui assegnati..
    28 ottobre 2000. Con un articolo riportato dalla "Nuova Venezia", il prosindaco Gianfranco bettin ringrazia gli studenti manifestanti "a nome della città", per la "manifestazione di maturità" fornita.
    5 novembre 2000. Il giornale "Libero", su iniziativa del CNADSI, del cui direttivo il prof. Damiani è membro da 4 anni, riprende la vicenda ascoltando le dichiarazioni di tutti gli studenti componenti la classe "incriminata", benché ormai "sciolta": "Il docente più bravo che abbia avuto", "Eccezionale", "Ottimo", "Troppo bravo e, forse, anche per questo è scomodo" "Non ha mai imposto nulla e ha sempre lasciato libertà di pensiero" e via elogiando.
    In quei giorni il prof. Damiani riceve una cinquantina di testimonianze telefoniche e scritte di solidarietà da trutta Italia, con fornitura di documentazioni da parte di testimoni oculari e incitamenti a "non mollare, in nome della verità storica". A Venezia e a Mestre, invece, si levano solo le voci di AN, del MSFT e di Forza Nuova a difesa della libertà d'insegnamento del docente. Egli viene invitato a partecipare a due trasmissioni televisive di portata interregionale e, grazie a un avvocato, ottiene un'intervista al "Gazzettino" in cui può esporre le sue ragioni.
    Intanto il CNADSI ha scritto al ministro in sua difesa e due interrogazioni parlamentari, una al Senato ad opera dei senatori Serena e Danieli di AN e una alla camera a opera dell'on. Del Mastro Delle vedove, sempre di AN, hanno sollevato la questione, sempre nel nome della libertà di insegnamento e contro le censure e le intimidazioni ideologiche. Il Preside nel frattempo continua la sua opera di "punzecchiamento" nei confronti del docente, infliggendogli contestazioni d'addebito per ogni minima mancanza (ritardi), tentando di screditarlo agli occhi degli studenti, contestandogli persino le ore dedicate a ogni singolo argomento, spaventando gli studenti di V con lo spauracchio dell'esame cui a suo dire arriveranno con delle lacune nei programmi e organizzando a tal fine un corso pomeridiano di italiano e Storia affidato a docente di altra classe, senza avvisarne nemmeno il prof. Damiani. In seguito a un trafiletto di "Libero" che denuncia tali manovre, il preside riceve la solidarietà "a priori" del collegio dei presidi della provincia di Venezia, che nella sua dichiarazione allude all'esistenza di un settennale (!?) "caso Damiani" di cui si invoca la "soluzione finale". Il comunicato naturalmente viene riportato dal "Gazzettino". Un docente del Liceo Scientifico "G. Bruno" scrive a sua volta al "Gazzettino" per incitare gli studenti alla mobilitazione continua.
    Il consigliere comunale "verde" Beppe Caccia, magna pars del Centro Rivolta, guida una gita di studenti a Dachau, organizzata con denaro pubblico e svoltasi, a quanto risulta dalla denuncia di un genitore, tra fiumi di alcool e fumi di spinelli, senza nessuna guida competente, onde dimostrare al colto e all'inclita... l'esistenza del campo. Perché questo è stato fatto credere agli studenti: che il prof. Damiani sia un mentecatto che neghi l'esistenza fisica dei campi di concentramento. Ovviamente sul "Gazzettino" compare un'epica cronaca della spedizione, culminata nell'eroica cacciata di 2-naziskin-2 da parte della quarantina di studenti veneziani "democratici".
    28 maggio 2001. L'ispettrice Savino consegna la sua ponderosa relazione in cui muove al docente pesanti addebiti di ordine didattico e disciplinare, alla luce come detto degli ultimi 11 anni scolastici, chiedendone il trasferimento per incompatibilità ambientale e in parallelo l'ammonizione in vista di un possibile licenziamento .
    24 giugno 2001. Il Preside Grossi apre un nuovo procedimento disciplinare nei confronti del docente, per... un ritardo già giustificato, un programma controfirmato da due studenti "non rappresentanti di classe" e... per aver svolto Svevo in tre ore e mezza.
    4 settembre 2001. Senza alcun preavviso, il Preside Grossi sposta il prof. Damiani dal triennio al biennio.
    20 dicembre 2001. Il Consiglio di Disciplina del Ministero PI proscioglie definitivamente il prof. damiani, assistito dal prof. Trani dell'UGL, da tutti gli addebiti mossigli sia in merito al procedimento per incompatibilità ambientale sia in merito a quello disciplinare. Naturalmente, nessun articolo sulla stampa (il prof. Damiani si guarda bene dal comunicare la notizia al "Gazzettino", che sarebbe capace di rilanciare con nuove accuse): è inveterato costume nazionale quello di dare ampio risalto alle accuse ma nessuno alle assoluzioni. Il prof. Damiani si è nel frattempo rivolto a un avvocato, con l'assistenza del quale si propone di sporgere denuncia per mobbing contro il Preside, dolendosi di non poter procedere contro il Gazzettino e il Centro Rivolta per prescrizione dei termini.
    Due considerazioni: 1) se un insegnante, leggendo due paragrafi in classe in un Istituto tecnico, può provocare la sollevazione di duemila persone, tre interrogazioni parlamentari e una campagna di stampa della durata di mesi, non sarà forse che la categoria è sottovalutata (e sottopagata?)
    2) Quanto è fragile un regime di pensiero quale quello attuale che, incapace di controbattere le argomentazioni con le argomentazioni, non sa far altro che demonizzare, isolare e uccidere moralmente (ma, come ahimè vediamo, anche fisicamente) chi ha il torto di pensare con la propria testa.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 29-04-05, 15:52
  2. Il Prof Damiani sul caso Damiani
    Di Harm Wulf nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-12-04, 21:29
  3. messaggio per Franco Damiani
    Di Bellarmino nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 28-08-03, 11:33
  4. per il prof. Franco Damiani
    Di carbonass nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-05-03, 20:23
  5. solidarietà a Franco Damiani
    Di cariddeo nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 10-10-02, 23:06

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito