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  1. #1
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    Predefinito Le posizioni di Cofferati

    Ecco come Il nuovo riporta l'intervista di Cofferati a La7.
    In particolare per quanto riguarda il presunto tramonto della sinistra liberista alla Blair, vista secondo lui sul viale del tramonto.
    Non so se effettivamente la politica di D'Alema sia stata questa.
    Qualcuno di voi sa dove si possa trovare conferma di questa idea?

    Da www.ilnuovo.it

    "Il modello Blair- D'Alema è finito"


    "La sinistra laburista, aperta al capitalismo è sul viale del tramonto", dice Sergio Cofferati. A Bertinotti: "Mai parlato di partito democratico". "Farò politica solo nei week-end".


    ROMA - Sergio Cofferati ha una certezza. Quella cioè che il modello Blair, della sinistra laburista e aperta al capitalismo, sostenuto tanto per intenderci anche da D'Alema quand'era a Palazzo Chigi , sia sul viale del tramonto. "E' difficile azzardare previsioni in materia - dice il segretario della Cgil in una lunga intervista a La7 - ma mi pare che si stia facendo strada l'idea di come sia importante la somma di regole che orientano e governano la globalizzazione. Le preoccupazioni che soprattutto i giovani hanno portato in piazza sono destinate a far riflettere tutti. Soprattutto la sinistra, che mi pare stia recuperando l'importanza dei diritti, delle tutele, della rappresentanza collettiva che non è alternativa al far da sé, dell'abbandono delle persone in una società complessa e articolata. Magari illudendo quella persona che senza regole e senza leggi è più libera. In verità è più sola e più debole''.

    Il grande Ulivo - Anche sulla politica interna, il Cinese ha le idee chiare. Ritiene cioè necessario dar vita ''prima a un progetto di società, che poi può e deve diventare un programma politico''. ''Credo che per una singola forza politica - spiega il leader della Cgil - sia più semplice la ricerca di una linea all'interno di un progetto più ambizioso e ampio. Se ognuno cerca prima la sua linea, poi l'assemblaggio diventa difficile. Più alto è il profilo della ricerca e l'intensità con cui si va a stabilire priorità e valori di riferimento, più semplice diventa la gestione delle attività ordinarie. Anche in sede parlamentare, la battaglia diventa più efficace. Questo - ha proseguito Cofferati - vale sia per le forze che facevano parte dell'Ulivo, così come per il partito della Rifondazione Comunista che potrà avere con queste forze un rapporto fecondo, come già avviene in molte amministrazioni locali''.

    E' possibile, secondo Cofferati, un rapporto tra le diverse voci dell'opposizione ma questo non comporta necessariamente l'eclisse dei partiti: ''Non ho mai parlato di partito democratico - afferma il numero uno di Corso Italia - Non ci penso affatto. Se questo serve a tranquillizzare l'onorevole Bertinotti - sottolinea - dico che non sta nelle mie intenzioni''.

    La politica ? Nei week-end - Ribadisce di voler tornare, al termine dell'esperienza della guida della Cgil, al suo posto di lavoro originario. Ma, aggiunge, la professione non è incompatibile con il voler continuare ad ''occuparsi degli altri''. ''Tornerò alla mia attività professionale in Pirelli - afferma Cofferati - non a tempo parziale, ma per le ore previste per qualsiasi dipendente. Per fortuna il sindacato ha ridotto questo tempo a non più di otto ore al giorno. Avrò quindi spazio ogni giorno e nel fine settimana per altre attività ''. ''Manterrò la presidenza della Fondazione Di Vittorio - aggiunge Cofferati - con compiti precisi che riguardano il sindacato e non la politica. Penso che si possano sommare attività professionale ad il resto senza doverli considerare alternativi tra loro''.

    Autunno caldo - Sarà una autunno ''molto delicato, difficile e carico di conflitti" Cofferati sottolinea che ''dal '94 ad oggi molti progressi sono stati fatti, ma improvvisamente in questo quadro positivo si sono determinate le incognite e le nuvole pesanti dell'autunno. Questo processo non è stato completato, ma soprattutto bisognerebbe dar seguito a politiche economiche efficaci, cosa che questo governo - sottolinea il numero uno della Cgil - non sta facendo''.

    La battaglia sui diritti - Cofferati sottolinea anche la profonda comunanza tra movimento dei lavoratori e mondo cattolico. ''Nella storia italiana in generale - afferma nell'intervista tv - il processo di emancipazione delle persone è passato dall'attività di tanti soggetti diversi che si sono progressivamente affiancati. Penso, ad esempio, al riformismo di stampo marxista che si è sempre affiancato a quello laico e a quello cattolico. Il filo che ha unito questa idea di progresso è stato spessissimo il filo delle protezioni sociali e ancor piu' dei diritti. E in questo ci sono elementi di comunanza profondi''.

    (10 AGOSTO 2002, ORE 180)

    Rimane comunque punto fisso che Rifondazione secondo Cofferati non debba fare parte dell'Ulivo. Maliziosamente (ogni tanto ci vuole), come la mettiamo con i compagni del partito che portavano avanti l'accordo con Rifondazione (come se fossero gli unici a cercarlo) e Cofferati come loro leader?

  2. #2
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    Predefinito Re: Le posizioni di Cofferati

    Originally posted by Red River
    ...

    Rimane comunque punto fisso che Rifondazione secondo Cofferati non debba fare parte dell'Ulivo. Maliziosamente (ogni tanto ci vuole), come la mettiamo con i compagni del partito che portavano avanti l'accordo con Rifondazione (come se fossero gli unici a cercarlo) e Cofferati come loro leader?

    Credo che Cofferati non escluda Rifondazione per scelta ma semplicemente constati che essa vuole starsene per conto suo: governare logora, rifugiarsi nell'utopia meno.

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Le posizioni di Cofferati

    Originally posted by lsu



    Credo che Cofferati non escluda Rifondazione per scelta ma semplicemente constati che essa vuole starsene per conto suo: governare logora, rifugiarsi nell'utopia meno.
    Si, infatti ha detto così, ha detto che nella sua proposta RC è fuori perchè è sempre stato Bertinotti a chiamarsi fuori.

    Saluti Don Vituperi

  4. #4
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    Cerchiamo di mettere in chiaro però...

    Al V congresso di Rifondazione, e Roderigo me ne potrà dare atto, Bertinotti ha lanciato delle precise proposte nei confronti dell'Ulivo.

    E l'Ulivo (Fassino e poi Rutelli) ha risposto positivamente.

    Alle amministrative del 2002 ci siamo presentati quasi sempre uniti.

    Allora, erano solo parole al vento o c'era qualcosa di serio dietro?

  5. #5
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    Originally posted by Red River
    Cerchiamo di mettere in chiaro però...

    Al V congresso di Rifondazione, e Roderigo me ne potrà dare atto, Bertinotti ha lanciato delle precise proposte nei confronti dell'Ulivo.

    E l'Ulivo (Fassino e poi Rutelli) ha risposto positivamente.

    Alle amministrative del 2002 ci siamo presentati quasi sempre uniti.

    Allora, erano solo parole al vento o c'era qualcosa di serio dietro?
    Per quanto sono riuscito a capire io (poi potrei anche essermi sbagliato) fin dall'inizio si scelse di fare una distinzione fra elezioni amministrative e politiche.
    E cioè, per le amministrative, là dove ce ne fossero state la necessità e la possibilità, era stata data ampia discrezionalità alla periferia. Per quanto riguarda poi la possibilità di andare o comunque di studiare un percorso che portasse tutti (Ulivo e RC) sotto un unico tetto alle elezioni politiche, quando saranno, non mi pare che siano mai stati presi impegni .

    Saluti (p.s. Red River, ci siamo per caso incontrati in un altro forum?)

  6. #6
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    Ecco i due articoli con le reazioni alle dichiarazioni di apertura di Fausto Bertinotti, e le reazioni di Bertinotti alle reazioni.

    ROMA - Fausto Bertinotti riapre dopo quattro anni il dialogo con l'Ulivo. E incassa il consenso unanime dei Ds, da Fassino a Folena, da Salvi a Mussi. Ai quali si aggiunge Francesco Rutelli. Non per caso, la proposta viene esplicitata in un'intervista uscita stamane sull'Unità e assume la veste di una assemblea dei parlamentari "delle opposizioni" per trovare "punti comuni" e organizzare la reazione al "berlusconismo". Quanto ai possibili punti comuni, Bertinotti ne vede tre: l'ostruzionismo in Parlamento contro le modifiche all'articolo 18, di sponda al sindacato; una piattaforma comune sul programma con una "vera e propria stagione referendaria" contro le leggi sulle rogatorie, sul conflitto di interessi, ma anche a favore della Tobin Tax e per mettere sotto l'ombrello dell'articolo 18 anche le aziende con meno di 15 dipendenti; infine, una "convergenza sul piano politico" per costruire "dialogo e azioni comuni" con il sindacato stesso e il movimento No global.

    Non si fa attendere la risposta del segretario dei Ds, Piero Fassino: "Raccolgo come un fatto positivo che da Bertinotti venga una disponibilità a ricercare con il centrosinistra convergenze e intese che consentono all'opposizione di essere più efficace e incisiva. Per quel che ci riguarda, pensiamo che già dalle prossime settimane si debba ricercare una convergenza e intese fra centrosinistra e le altre forze d'opposizione come Rifondazione comunista e Italia dei Valori così come anche con movimenti d'opinione".

    Fassino aggiunge: "Credo che la domanda di unità venga manifestata continuamente da tutti coloro che vogliono un'opposizione più forte, più incalzante, più incisiva. Era l'unità la parola d'ordine della manifestazione dell'Ulivo il 2 marzo scorso, è unità la parola d'ordine delle tante forme di iniziative della società civile".

    Nel pomeriggio anche Francesco Rutelli dà un giudizio positivo: "Siamo favorevoli ad allargare l'Ulivo ad una alleanza con le altre forze che non ne fanno parte". Il richiamo è a "vedere bene i programmi, costruirli, prepararli. Oggi il compito principale per noi è fare dell'Ulivo una federazione moderna, aperta ai cittadini, cui si possa aderire e partecipare anche se non si è iscritti ai partiti. Raccogliere così - prosegue il leader della Margherita - le voci critiche che vengono dalla società e rafforzare il coordinamento in Parlamento. Dobbiamo preparare le linee di un nuovo programma e poi certamente allargare questa alleanza anche a quelle forze che dell' Ulivo non fanno parte". Lo si sarebbe dovuto fare in passato, "ma non è stato possibile". Quindi ora "va assolutamente fatto per le prossime amministrative, dove già avviene quasi dappertutto, in una prospettiva per battere la destra nelle prossime politiche".

    Tornando ai Ds, ecco reazioni positive anche dal "correntone". Cesare Salvi parla di "novità politica molto importante", da raccogliere "a partire dal direttivo dei Ds di lunedì". Sì alla "assemblea dei parlamentari di tutti i partiti delle opposizioni", anzi "i preannunciati appuntamenti dell'Ulivo vanno trasformati in sedi di confronto e di iniziativa di tutte le forze del centrosinistra, della sinistra e dei movimenti per superare i limiti politici, programmatici e di rapporto con il Paese che portarono alla sconfitta dell'anno scorso".

    Per Pietro Folena, dell'area berlingueriana, "l'intervista di Fausto Bertinotti è l'occasione per un confronto serio e approfondito sul quale opposizione fare nel Paese contro il disegno illiberale e antisociale di Berlusconi". Folena nell'apertura di Bertinotti vede "per l'Ulivo un'occasione per ripensare la propria azione nel Paese partendo dal basso e ampliando le alleanze programmatiche con Di Pietro e Prc a partire dalle prossime scadenze elettorali".

    Infine, secondo Fabio Mussi, vicepresidente ds della Camera, "occorre che la proposta di Bertinotti venga immediatamente raccolta dai gruppi parlamentari dell'Ulivo, affinché l'assemblea si svolga subito, la prossima settimana". L'assemblea dei parlamentari di tutte le opposizioni, dice Mussi, "io e Cesare Salvi la chiediamo dal 20 febbraio. Che ora la proponga Bertinotti è un segnale politico decisamente importante. Possono determinarsi significative novità".

    (16 marzo 2002)


    Fassino apre a Bertinotti:
    "Intesa alle amministrative"
    Il leader di Rifondazione soddisfatto: "Reazione positiva"

    ROMA - I primi passi di disgelo a sinistra passano per l'apertura di Fausto Bertinotti che, dalle colonne dell'Unità, ha proposto un fronte comune contro il "berlusconismo" e dalle parole del segretario dei Ds Piero Fassino che individua nelle prossime amministrative il terreno per dare sostanza alle intenzioni. "I tempi del disgelo? Fin dalla prossima tornata di elezioni amministrative - dice Fassino - Si tratta di ricercare in ogni città in cui si vota la convergenza per giungere ad una rosa di candidati comuni sulla base dei programmi concordati. Ci vuole una iniziativa di ordine nazionale per verificare cosa si può fare insieme".

    Soddisfatto il leader di Rifondazione comunista che da Torino, dal congresso provinciale del suo partito, parla della "positiva risposta del centrosinistra al suo appello di ieri sull'Unità". "Una reazione incoraggiante - afferma Bertinotti, al termine del suo intervento - lo sottolineo perché non era scontato. Mi pare che dalla più parte dei casi venga un riconoscimento di questa apertura, si è colto il significato politico. Aggiungo che sono molto incoraggiato anche da alcune reazioni di intellettuali di peso, come Alberto Asor Rosa, che ha acutamente capito l'operazione politica tentata. Mi pare che il processo si possa avviare".

    Non sarà un cammino facile certo, non a caso Enrico Letta della Margherita avverte: "In linea di principio il cartello Ulivo-Prc è giusto, più complicato è metterlo in pratica". Ma, rileva Fassino, il primo passo è stato fatto, dal momento in cui Bertinotti "è uscito dall'isolamento". La stessa idea del segretario di Rifondazione di un'assemblea congiunta dei parlamentari di tutto il centrosinistra per decidere come agire, ragiona il segretario diessino, "è utile" ed è "un progetto che può essere accolto e spero sia apprezzato anche dalle altre forze dell'Ulivo". "C'è un interesse comune - continua Fassino - di costruire un'opposizione efficace, dobbiamo tutti rendere più incisiva e incalzante l'azione dell'opposizione".

    Ma nel giorno del rasserenamento a sinistra, tocca al leader dell'Udeur Clemente Mastella e ad Antonio Di Pietro sparare a zero contro Rutelli, considerando esaurita la sua leadership dell'Ulivo. "Per me Rutelli è l'ex leader della coalizione - attacca Mastella, che non chiude all'apertura di Rifondazione - anzichè farsi carico di un partito che appartiene alla coalizione, stabilisce uguale dignità tra noi e altri amici che si riuniscono altrove". Poi tocca a Di Pietro che prima attacca Rutelli di cui, dice l'ex pm, "non riconosco la leadership". Quello che Di Pietro ha in mente è "una nuova cosa, che raccolga le istanze dei cittadini". Con una guida diversa da Rutelli perché, conclude il leader dell'Italia dei Valori, "cavallo che non vince si cambia".

    (17 marzo 2002)

  7. #7
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    Si, Red River, tutto questo me lo ricordo bene anch'io.
    Piuttosto mi pare (e qui, ripeto, vado a memoria per cui potrei sbagliarmi) che in seguito ad un primo momento in cui prevaleva lo spirito riportato negli articoli di cui sopra, sia seguito un raffreddamento dei propositi, e mi pare da parte proprio da parte di Bertinotti, forse preoccupato dall'idea di venir risucchiato all'interno del CS.

    Ciao Don Vituperi

  8. #8
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    Ma quando? E con quali prese di posizione?

  9. #9
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    Originally posted by Don Vituperi
    ...Bertinotti, forse preoccupato dall'idea di venir risucchiato all'interno del CS.

    ...
    Coincide con la mia lettura: finchè fa politica di nicchia, mantiene il consenso del suo nocciolo duro, se va al governo è chiamato ad affrontare la realtà.

  10. #10
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    Come spieghi che Rifondazione raggiunse le sue percentuali più alte quando sosteneva l'Ulivo?

 

 
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