Una ventina di congressisti ha presentato un appello che chiede che chiunque scarichi gratuitamente file audio o video da Internet venga perseguito penalmente.
NEW YORK - Diventa una battaglia politica la lotta per la difesa dei diritti di proprietà intellettuali minacciati dalle nuove tecnologie. Ma assomiglia anche a una sorta di caccia alle streghe, tanto anacronistica quanto dura. Questo è quello che sembra indicare l'appello che, sottoscritto da 19 congressisti d'entrambi i partiti, è stato inviato a fine luglio al segretario alla Giustizia John Ashcroft chiedendo che l'uso del "peer-to-peer" al fine di scaricare gratuitamente file audio o video da Internet, venga perseguito come un reato penale (destinato mettere in prigione chiunque lo pratichi anche solo occasionalmente).
Tra i firmatari ci sono nomi di spicco - dal deputato del Michigan John Conyers, al senatore del Delaware Joseph Biden, a quello della senatrice della California Dianne Feinstein - di alcuni tra i più riconosciuti "liberals" del partito democratico. La serie di iniziative politiche contro il P2P si fa sempre più forte, ogni giorno di più (anche se proprio la scorsa settimana Kazaa, uno dei più popolari tra i soft incriminati, ha annunciato d'aver superato la soglia dei 100 milioni di scaricamenti settimanali).
Soltanto qualche giorno fa, grandi polemiche aveva sollevato il progetto di legge presentato dal rappresentante democratico della California Howard Berman, che punta a concedere alle case discografiche il diritto d'usare, contro chi scarica musica on line, forme di "hackeraggio". Occhio per occhio... E dal Congresso giunge la richiesta "bipartisan" di criminalizzare quello che la lettera dei congressisti definisce "un furto della creatività nazionale ed una minaccia all'economia".
(12 agosto 2002, ore 11,45)




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