Il Tribunale del Riesame conferma l'ordinanza di custodia cautelare in carcere e gli arresti domiciliari di quattro imputati nell'ambito dell'inchiesta su un giro di cocaina nella capitale.


ROMA - Il Tribunale del riesame di Roma ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere e gli arresti domiciliari per Pierluigi Messa, Luca Antinori, Stefano Alviani e Massimo Galletti nell'ambito dell'inchiesta su un giro di cocaina nella capitale. Coinvolti anche il ministero dell'Economia il viceministro Gianfranco Miccichè e un suo presunto collaboratore, Alessandro Martello. Collaborazione sempre smentita dal viceministro.

Pierluigi Messa, ispettore di polizia, si è visto riqualificare il reato: da concorso in detenzione a favoreggiamento personale nei confronti di Antinori. Il poliziotto resterà agli arresti domiciliari.

Intanto le indagini vanno avanti.Ci sarebbe una supertestimone nella vicenda della cocaina al ministero dell'Economia. Una dipendente avrebbe visto la sera del 10 aprile entrare e uscire dal palazzo di via XX Settembre Alessandro Martello.

La testimone, secondo quanto riportato dal quotidiano "Repubblica", si trovava nell'anticamera del viceministro e avrebbe visto Martello uscire poco prima di Miccichè. La testimone è stata l'ultima persona ad abbandonare gli uffici.

La donna avrebbe fornito elementi importanti circa la natura della "collaborazione tra il viceministro e Alessandro Martello". Gli investigatori mantengono il più stretto riserbo e non confermano se la testimone abbia visto entrare Martello nello studio di Miccichè. La donna sarà interrogata per la terza volta.
Gli inquirenti ipotizzano che Martello abbia introdotto nel ministero 20 grammi di cocaina. Come si evince dalle intercettazioni telefoniche Martello avrebbe anticipato i soldi per pagare gli stupefacenti.

Da parte su il viceministro Miccichè ha sempre negato di aver ricevuto la visita di Martello all'interno del ministero. Come ha smentito di fare uso di cocaina.