Il rapporto dell'Onu che prepara il vertice sui diritti della Terra
Cento leader riuniti in Sudafrica, sotto accusa i Paesi industrializzati
Siccità, fame, inquinamento
i "crimini" dello sviluppo selvaggio
di STEFANIA DI LELLIS


ROMA - Acqua, aria, terra coltivabile, energia, biodiversità, salute umana. Al vertice di Johannesburg si parlerà dell'"abc" della vita, di quel cocktail di elementi essenziali che industrializzazione e globalizzazione selvagge hanno messo a rischio. Su questi temi - individuati dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan - si concentrerà il piano d'azione che uscirà dai nove giorni di lavoro del summit sudafricano (dal 26 agosto al 4 settembre).

Ieri al Palazzo di Vetro è stato presentato il rapporto che farà da canovaccio alle trattative. Una fotografia aggiornata del Pianeta terra, un quadro sconfortante che mostra come gli obiettivi fissati dieci anni fa a Rio per conciliare progresso economico e tutela dell'ambiente siano stati in gran parte mancati.

Il 40 per cento della popolazione mondiale soffre per la siccità e la situazione è destinata a peggiorare. Ogni anno tre milioni di persone muoiono uccise dagli effetti dell'inquinamento atmosferico, mentre proprio a Rio de Janeiro i governanti si impegnarono solennemente a non far aumentare le emissioni inquinanti. Nell'ultimo decennio 90 milioni di ettari di foreste sono stati distrutti, con una conseguente strage di animali e piante. Un solo esempio: la metà dei primati, i nostri cugini più prossimi, rischia l'estinzione.


La lista non è soltanto l'ennesimo grido d'allarme delle Nazioni Unite, ma è anche un tentativo di evidenziare le trappole dello sviluppo insostenibile percorso dall'Occidente. Uno degli obiettivi dei delegati che parteciperanno alla conferenza di Johannesburg è quello di riuscire a indicare delle alternative per il Nord del mondo ammalato e per il Sud che, affamato e assetato, rischia di fare gli stessi sbagli.

Che avesser ragione i no-global?