9/9/2009 (82) - L'APPELLO
Napolitano: "Omofobia e xenofobia sono contro la Costituzione italiana"

Richiamo alla «non discriminazione»,
contro ogni forma di violenza nei confronti di donne e omosessuali

«La lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia fa tutt’uno con la causa del rifiuto dell’intolleranza e della violenza, in larga misura oggi alimentata dall’ignoranza, dalla perdita dei valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica». E' quanto ha dichiarato Giorgio Napolitano inaugurando questa mattina la conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, organizzata alla Farnesina nell’ambito degli incontri del G8 a Presidenza italiana.

Anche «in paesi evoluti e ricchi come l’Italia, dotati di Costituzione e di sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne, continuano a verificarsi fatti raccapriccianti, in particolare, negli ultimi tempi, di violenza di gruppo contro donne di ogni etnia, giovanissime e meno giovani» ha continuato il capo dello Stato - Se nel mondo esistono fattispecie terribili di sopruso nei confronti del mondo femminile, associate a situazioni di conflitto e di emergenza o a costumi barbarici come quello delle mutilazioni genitali femminili, nondimeno troppe altre si riscontrano anche in paesi moderni avanzati» ricordando l'elevata diffusione di aggressioni e stupri nelle nostre comunità, senza dimenticare le violenze domestiche e altre di varia natura nel mondo del lavoro.

Nel suo discorso, Napolitano ha poi sottolineando come oggi viviamo «nell’età dei diritti, intendendo la complessità di questa espressione: diritti proclamati, diritti affermati o in via di affermazione, diritti da conquistare, diritti da rendere universali» e menzionato ancora una volta l'importanza del «riconoscimento dei diritti umani» come «condizione essenziale di convivenza civile, libera e democratica». «In qualsiasi contesto il pieno riconoscimento la concreta affermazione dei diritti umani - ha poi rilevato - costituisce una innegabile pietra di paragone della condizione effettiva delle popolazioni e delle persone del grado di avanzamento materiale e spirituale di un Paese».

Quello lanciato da Napolitano è un richiamo alla «non discriminazione», indirizzato contro ogni forma di violenza - fisica e psicologica - nei confronti della comunità omosessuale. E' un appello di indubbia attualità che ci vincola alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Ue, in cui sono elencati tutti i possibili motivi di discriminazione da mettere al bando: il sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le convinzioni personali, le convinzioni politiche, fino alla disabilità e all’orientamento sessuale. «Quest’ultima innovativa nozione - conclude il Presidente - va ricordata e sottolineata nel momento in cui l’intolleranza colpisce persone e comunità omosessuali». Maltrattamenti e soprusi eseguiti con ferocia incomprensibile, «alimentate dall’ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dai principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica».

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