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Discussione: Identità padana

  1. #1
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    Predefinito Identità padana

    A quale di questi popoli che hanno abitato le regione del nord Italia nel corso dei secoli vi sentite maggiormente legati?

    •   Alt 

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  2. #2
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    Padania libera fino all'indipendenza

  3. #3
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    Non penso che il messaggio indipendentista farà molti proseliti finché i suoi fautori si fossilizzeranno su queste, con rispetto parlando, puttanate. Nessuno si lascerà mai convincere a fare la secessione in virtù del retaggio ostrogoto, contrapposto a quello, chessò, lucano di altri. La reazione più comune (e condivisibile) è: chissenefrega. Il vero punto, la vera identità che unisce i padani è quella di essere gli schiavi fiscali del Mezzogiorno, e di vedere tutte le proprie potenzialità castrate da una legislazione punitiva.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  4. #4
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    Originally posted by Stonewall
    Non penso che il messaggio indipendentista farà molti proseliti finché i suoi fautori si fossilizzeranno su queste, con rispetto parlando, puttanate. Nessuno si lascerà mai convincere a fare la secessione in virtù del retaggio ostrogoto, contrapposto a quello, chessò, lucano di altri. La reazione più comune (e condivisibile) è: chissenefrega. Il vero punto, la vera identità che unisce i padani è quella di essere gli schiavi fiscali del Mezzogiorno, e di vedere tutte le proprie potenzialità castrate da una legislazione punitiva.
    Non condivido il tuo msg.
    A mio avviso i Popoli Alpino-Padani, quei fieri Popoli figli della Terra di Mezzo che è la Padania, hanno la necessità di riscoprire chi erano i loro veri Avi, di riscoprire quale è la loro vera Identità (etnica, storica, culturale, linguistica),di reimpossessarsi delle loro ancestrali Tradizioni. Il messaggio etnonazionalista punta a questo: ad un "risveglio etnico" delle comunità etno-nazionali padane!
    Il messaggio indipendentista non può ( e non deve!) essere un puro messagio di tipo BASTA TASSE! o si cade nel qualunquismo di FI. Pertanto un messaggio sia esso di tipo autonomista,federalista o indipendentista deve SEMPRE essere connesso al collante etnico. Federalismi alla Spinelli sanno molto di massoneria.
    E' necessario dunque abbinare il discorso etnonazionalista e tradizionalista a quello fiscale, allora il quadro del messaggio padanista ed indipendentista sarà davvero completo e vincente.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
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    Va tutto benissimo. Però non esiste che un partito politico si metta a parlare degli Ostrogoti. I politici facciano il loro lavoro, che è la politica, e degli Ostrogoti si occupino gli antropologi. In questa maniera si eviterebbero pure tutte le meschine figure fatte pubblicamente da un noto leader politico che, da un po' di tempo in qua, spara una castroneria dopo l'altra coprendosi di ridicolo. E non facendo gli interessi di coloro che, si suppone, dovrebbe rappresentare.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  6. #6
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    Condivido ciò che dice Stonewall, ma per stare al gioco (se tale voleva essere) direi, per una marea di ragioni, longobarda.

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  7. #7
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    Originally posted by Stonewall
    Va tutto benissimo. Però non esiste che un partito politico si metta a parlare degli Ostrogoti. I politici facciano il loro lavoro, che è la politica, e degli Ostrogoti si occupino gli antropologi. In questa maniera si eviterebbero pure tutte le meschine figure fatte pubblicamente da un noto leader politico che, da un po' di tempo in qua, spara una castroneria dopo l'altra coprendosi di ridicolo. E non facendo gli interessi di coloro che, si suppone, dovrebbe rappresentare.
    Da un punto di vista antropobiologico, e quindi prettamente scientifico, chi erano i nostri Avi è logico che se ne debbano occupare gli antropologi.
    Ma il "retaggio degli Avi" non può essere escluso dal dibattito politico-culturale di un Movimento Identitario e Tradizionalista come la Lega Nord che ha fatto appunto della "riscoperta delle nostre Tradizioni e delle nostre peculiarità etnonazionali di Popoli Alpino-Padani il suo messaggio meta-politico in contrapposizione alla vulgata che ci vuole tutti itagliani, tricolorutti,ecc.
    Quindi se da un punto di vista prettamente scientifico la scienza dello studio antropobiologico dei nostri Ascendenti è unicamente da consegnare a scienziati ( il più possibile imparziali).
    Da un punto di vista meta-politco invece la necessità di reimposserarci delle nostre ancestrali Tradizioni ( siano esse culturali, storiche, linguistiche..) e della nosta reale Identità etno-nazionale di Popoli Alpino-Padani è fondamentale.
    E questo lo si fa anche attraverso la politica.
    Tutti i vari movimenti etnonazionalisti ( nati TUTTI da istanze di carattere etno-culturale ) come la Lega Autonomista Lombarda, la £iga Veneta e Piemont Autonomista ( e per un certo periodo anche Arnassita Piemonteisa) sono confluiti nella Lega Nord .
    La Lega Nord, quindi, non è un Movimento politco come gli altri,
    ma una federazione di movimennti etno-nazionalisti che persegue/perseguono il disegno del federalismo integrale così come esposto dal teorico francese dell’etnofederalismo Guy Heraud.
    A questo proposito, e concludo, segnalo il libro :Europa der Regionen", un manifesto dell’etnoregionalismo, che contiene saggi di Bossi, Haider,dello stesso Guy Heraud, e curato da Hatzenbichler, apparso nel 1993.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    Non a caso nel vostro sito avete inserito :
    il libretto edito da La Padania "50 buone ragioni per l'Indipendenza!" dove (nei primi capitoli) si tratta di argomenti etno-nazionalisti e il 3D "Alla riscoperta delle radici celtiche"
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Lega Lombarda - Lombardia Autonomista 1982
    Ecco il "manifesto" della neonata Lega Lombarda:

    fu l’editoriale del primissimo numero di "Lombardia Autonomista"

    pubblicato nel marzo del 1982.





    --------------------------------------------------------------------------------

    Lombardi !

    Non importa che età avete, che lavoro fate, di che tendenza politica siete: quello che importa è che siete - che siamo - tutti lombardi. Questo è il fatto realmente importante, ed è giunto il momento di ricordarlo dandogli una concretezza politica.

    E’ come lombardi, infatti, che abbiamo tutti un fondamentale interesse comune di fronte al quale devono cadere in sottordine i motivi della nostra divisione in partiti di ogni colore: partiti italiani che ci strumentalizzano e distolgono il nostro impegno dalla difesa dei nostri interessi per servire interessi altrui (e il loro, prima di tutto!).

    Questo nostro fondamentale interesse comune è la liberazione della Lombardia dalla vorace e soffocante egemonia del governo centralista di Roma, attraverso l’autonomia lombarda nel più vasto contesto dell’autonomia padano-alpina. E’ una questione di sopravvivenza lombarda - etnica, culturale, economica - che investe il senso di responsabilità morale, civile, politico, di tutti i lombardi, senza distinzioni di sorta.

    E’ un’esigenza che il regime accentratore romano ha sempre cercato di farci dimenticare temendone una nostra responsabile presa di coscienza, ma che ora - di fronte a una situazione nazionale in irrimediabile deterioramento - si propone come problema concreto che dobbiamo portare al più presto alla ribalta della vita politica.

    Il governo accentratore di Roma - con la complicità di tutti i partiti italiani (che sono contemporaneamente sostegno ed emanazione del regime centralista unitario) - chiacchiera di autonomie e di Europa, ma di fatto non vuole né autentiche autonomie né lo Stato Federale Europeo.

    Abbiamo infatti un Parlamento Europeo fantasma perché creato apposta senza poteri, e strutture regionali che non sono governi autonomi, ma soltanto doppioni amministrativi del governo centrale, unico depositario di ogni potere. Ma non esiste effettiva autonomia senza il relativo potere politico.

    E oggi, la Lombardia non è più dei lombardi, la Padania non è più della gente padana. E’ soltanto un’espressione geografica senza alcun valore politico, un territorio senza diritti di fronte all’invadenza altrui. Il suo popolo è una massa di gente priva di un’identità politica, incorporata anonimamente in uno Stato nazionale in fallimento che ci trascina nella sua crisi senza sbocco e senza speranza.

    Eppure i lombardi, e tutte le altre genti padane e alpine, avrebbero, come tali, la possibilità e capacità di non trovarsi in crisi e di essere realmente a un livello europeo... In Lombardia, tutti i centri della burocrazia, i pubblici uffici, le funzioni dell’apparato statale sono sempre meno in mani lombarde. Tutte le assegnazioni di alloggi non soltanto sfavoriscono la nostra gente, ma privilegiano i forestieri a danno dei nostri.

    Questa situazione non è dovuta né al caso né alla libertà di movimento delle merci e delle persone, che siamo i primi ad appoggiare in tutta Europa e non solo in Italia: è invece volutamente costruita dal sistematico svolgersi di un preciso disegno del governo romano, impostato su un’immigrazione programmata di altre genti nei nostri territori e nello scaltro collocamento dei posti-chiave nelle loro mani, e ciò nell’illusione di creare un’utopistica omogeinizzazione " italiana " attraverso la progressiva cancellazione dell’etnia lombarda e padana.

    Roma dispone dei nostri territori come se fossero suoi, senza che i lombardi possano dire la loro in terra lombarda!

    Questi sono fatti reali che avete sotto gli occhi tutti i giorni, ma di cui non parlate perché non ne parlano i soliti partiti. Ma sperate davvero ancora nei partiti italiani? Ma i partiti hanno interessi e poltrone a Roma e con Roma, mentre i vostri interessi non sono gli stessi e, soprattutto, non sono a Roma ma qui! A Roma la Lombardia interessa per quello che rende; a noi la Lombardia è cara per quello che è.

    Ecco perché dobbiamo incominciare a dirci quello che i partiti del regime nazionale si guarderanno bene dal dire. Se i lombardi non si ergono a difendere i diritti dei lombardi, non lo faranno certamente i loro sfruttatori!

    La Lombardia è una realtà che chiama a raccolta i suoi cittadini, non è una vacca da mungere né un territorio da dominare con le burocrazie forestiere.

    La Lombardia non è il fesso che paga i debiti altrui. Non intende seguire passivamente Roma nella bancarotta perché non vuole sacrificare sull’altare del malgoverno romano il diritto dei suoi cittadini, il sudore dei suoi figli, la laboriosità della sua gente, la personalità del suo popolo.

    Soltanto una forza politica lombarda, per i lombardi, è il vero strumento per la difesa della Lombardia. Nasce per questo la Lega Autonomista Lombarda, nel segno della libertà e della socialità federalista, per l’autonomia lombarda nel quadro dell’ideale dell’unità federale dell’Europa.

    Valdostani, trentini, tirolesi, friulani, triestini, sardi con la coscienza della loro identità di popoli concretizzatasi in forze politiche autonomiste per la difesa dei loro diritti, hanno già dimostrato come si devono tutelare i propri interessi e la propria dignità governandosi senza la sottomissione ad apparati di forestieri, al di sopra di divisioni in partiti che soltanto servendo il centralismo nazionale possono continuare a servire lautamente se stessi.

    Noi siamo orse da meno?

    Il Piemonte, la Val d’Ossola, il Veneto vanno anch’essi dimostrando con movimenti autonomisti in via di organizzazione, il risveglio di un’aspirazione autonomistica che si accinge ad affiancarsi ai movimenti fratelli dell’Alternativa Federalista Europea.





    --------------------------------------------------------------------------------

    Ecco ora il primo
    PROGRAMMA POLITICO DELLA LEGA LOMBARDA:
    apparve nel 1983 su "Lombardia Autonomista"

    — 1 —

    Per l’autogoverno della Lombardia superando lo Stato centralizzato con un moderno Stato federale che sappia rispettare tutti i popoli che lo costituiscono.

    — 2 —

    Per la riaffermazione della nostra cultura, storia, della lingua lombarda, dei nostri valori sociali e morali. Contro ogni attentato alla identità nazionale lombarda. Perché accanto al tricolore venga sempre esposta la bandiera storica della Nazione Lombarda (croce rossa sul fondo bianco).

    — 3 —

    Per la precedenza ai lombardi nella assegnazione di lavoro, abitazioni, assistenza, contributi finanziari. Perché ogni tassazione sia uguale per tutte le regioni e non si verifichino ancora truffe come quella del " Condono " e del " Ticket " sui medicinali che al Sud costano la metà che in Lombardia.

    — 4 —

    Perché i frutti del lavoro e le tasse dei lombardi siano controllati e gestiti dai lombardi, attraverso l’organizzazione di un sistema finanziario simile a quello in via di attuazione nel trentino e nel Sud Tirolo.

    — 5 —

    Per la difesa di un proporzionato sviluppo di industria, artigianato e agricoltura: patrimonio di lavoro e di civiltà inalienabile del popolo lombardo.

    — 6 —

    Per un sistema pensionistico lombardo che garantisca l’intoccabilità della pensione dei nostri lavoratori, minacciata dalle numerose pensioni di invalidità distribuite nel Meridione.

    — 7 —

    Perché l’amministrazione pubblica e la scuola tornino ad essere gestite dai lombardi e non snaturalizzate.

    — 8 —

    perché i nostri ragazzi possano compiere il servizio di leva in Lombardia come avviene già adesso per i giovani del Sud Tirolo.

    — 9 —

    Perché la giustizia in Lombardia combatta con efficacia e con adeguati strumenti delinquenza, mafie, racket.

    — 10 —

    Contro la devastazione e la svendita del nostro territorio, plasmato e difeso dalle generazioni precedenti, patrimonio che abbiamo il dovere di trasmettere integro alle prossime generazioni.

    — 11 —

    Contro la mentalità opportunistica dei partiti romani, contro la conseguente degradazione della Lombardia.

    — 12 —

    Per la costruzione di un’Europa fondata sull’autonomia, il federalismo, il rispetto e la solidarietà diretta tra tutti i popoli, e quindi tra i lombardi e ogni altro popolo

  10. #10
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    Appunto come dicevo io nella prima Lega Lombarda il messaggio etnonazionalista era molto forte

    Lombardi !

    Non importa che età avete, che lavoro fate, di che tendenza politica siete: quello che importa è che siete - che siamo - tutti lombardi. Questo è il fatto realmente importante, ed è giunto il momento di ricordarlo dandogli una concretezza politica.

    E’ come lombardi, infatti, che abbiamo tutti un fondamentale interesse comune di fronte al quale devono cadere in sottordine i motivi della nostra divisione in partiti di ogni colore: partiti italiani che ci strumentalizzano e distolgono il nostro impegno dalla difesa dei nostri interessi per servire interessi altrui (e il loro, prima di tutto!).

    Questo nostro fondamentale interesse comune è la liberazione della Lombardia dalla vorace e soffocante egemonia del governo centralista di Roma, attraverso l’autonomia lombarda nel più vasto contesto dell’autonomia padano-alpina.

    E’ una questione di sopravvivenza lombarda - etnica, culturale, economica - che investe il senso di responsabilità morale, civile, politico, di tutti i lombardi, senza distinzioni di sorta.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 
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