Peladan" Gli antichi iniziati temevano il contaggio passionale come noi temiamo il bacillo della tubercolosi. Essi praticavano una igiene dell'anima e una profilassi sentimentale, cose queste di cui noi oggi non ci curiamo".

E' sicuramente interessante notare come spesso i grandi discorsi sul piano astrale, sulla tradizione, la ricerca spirituale, stridono con il comportamento di molti. I quali sono sempre pronti ad entrare in gruppi, a meditare a maglia aperta, a ritualizzare i rapporti, e quanto altro senza la minima attenzione e cura alla propria persona.

Quali i motivi ?! La solitudine, l'essersi creati una propria dimensione (dialettica ed illusoria) nell'esoterismo, interessi legati alla sfera economica, o a dinamiche sessuali. Ecco allora roboanti dichiarazioni, spesso frutto di elementari copia ed incolla, manie di protagonismo, pavoneggiamenti, adescamenti, e quanto altro.

Del resto anche questa dimensione mentale ed emotiva, e il saperla distinguere da una dimensione più propriamente spirituale, rappresenta una prova: forse la prima ed unica prova.

Il contagio psichico ed emotivo, è come un fluido che trova sempre e comunque modo di passare da un elemento all'altro; quando questi sono posti in contiguità.

Tanto più evidente, la potenzialità del contagio, quanto più roboante è l'illusorio immaginario di cui si avvolge la persona (reincarnazione di dee egizie o templari, astronavi dalle pleiadi, iniziazioni a pagamento, cacofonie di divinità, ecc...). Invece di rifuggire da questa dimensione psicologica di progressivo alienamento, invece di osservare come l'esoterista è colui che ha piedi ben piantati al suolo, e solo così può svettare verso il cielo, alcuni si lanciano in questa dimensione, con la pretesa successiva di essere considerati e trattati alla stregua di simili.
E guai a non riconoscere loro tale orpello.........