Dopo la visita nel penitenziario di Buoncammino (Cagliari), il ministro della giustizia parla del problema del sovraffollamento. "Dignità per i detenuti, non lusso"


CAGLIARI - “Il nostro obiettivo è quello di garantire la dignità dei detenuti, non di farli vivere nel lusso”. A termine della visita-lampo del carcere cagliaritano di Buoncamino, il ministro della Giustizia Roberto Castelli prende posizione sul regolamento carcerario. Senza negare che il problema del sovraffollamento dei penitenziari sia reale, Castelli avverte che “il regolamento va rivisto e modificato”. Perché, secondo il ministro, “era stato pensato come se il carcere fosse un grande albergo”. Come dimostra, ancora secondo Castelli, “l’obbligo di mettere nelle celle la televisioni a colori”.

Un problema quindi “gonfiato”, secondo Castelli, per quanto serio. Il ministro ha comunque ricordato che ''il governo ha varato un piano da mille miliardi per l'edilizia penitenziaria”. Il finanziamento servirà a realizzare nuovi penitenziari.

In testa alle priorità dell’esecutivo c’è proprio la Sardegna dove è in programma la costruzione di quattro nuovi carceri, a cominciare da quello di Cagliari. ''La possibilità di dare al capoluogo sardo una nuova struttura è reale - ha spiegato Castelli -, la volontà politica c'è, i fondi anche. I tempi, però, non saranno brevi: i passaggi sono molteplici, dall'individuazione dell'area fino agli accordi con gli enti locali''.

Il carcere di Buoncammino è tra quelli dove il problema del sovraffollamento è tra i più pesanti d’Italia. Attualmente ospita 450 detenuti, esattamente il doppio di quanto previsto. Recentemente i detenuti avevano presentato un appello in cui avevano denunciato lo stato di “profonda invivibilità”. Le celle, quattro metri per quattro, ospitano sei persone. Le ore d’aria sono tre al giorno. I colloqui con i familiari sono di 40 minuti e si svolgono in una stanzetta in cui vengono ammassate 15 persone per volta. Duri anche i giudizi sull’assistenza sanitaria e sui programmi di rieducazione.

Nel corso della visita il ministro non ha ripreso questi argomenti e non ha incontrato alcun detenuto. ''Sono qui per portare, attraverso questa breve visita a Cagliari, un doveroso saluto a tutti gli agenti penitenziari d'Italia - ha spiegato Castelli - che garantiscono con il loro lavoro, 365 giorni l'anno, la sicurezza dei cittadini affinché si godano anche questo periodo di ferie in tutta tranquillità''.

(15 AGOSTO 2002, ORE 160