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    Predefinito Massoneria: importante forza motrice della Rivoluzione americana

    Cristoforo Colombo non fu il primo scopritore delle Americhe. Verso l'inizio del Quattordicesimo secolo, nei dintorni di Cape Cod, sbarcarono uomini che custodivano un segreto e avevano negli occhi il miraggio di una nuova Terra Promessa. Erano i Templari, sbarcati nel continente che ribattezzarono "terra della Stella di Merika", o "La Merika". L'America...


    ... Che la massoneria abbia funto da importante forza motrice della Rivoluzione americana e della fondazione della repubblica degli Stati Uniti d'America non è un segreto.

    Se non erano essi stessi massoni, i fondatori degli Stati Uniti d'America avevano intrecciato stretti rapporti con i Figli della Vedova. Essi pertanto attinsero alla filosofia sviluppatasi in Inghilterra nel corso del secolo precedente, prendendola a impalcatura della nuova costituzione. Senza esserne consapevoli, per devozione ai princìpi massonici di giustizia, verità ed eguaglianza da applicare nel nuovo stato, essi si studiavano di creare un paese ispirato al riscoperto caposaldo di Mé''e, una moderna nazione erede genuina della grandezza dell'antico Egitto. Se in un certo senso gli architetti degli Stati Uniti riuscirono nell'intento, il loro fu anche, sotto molti aspetti, un vero e proprio fallimento: per porre fine alla schiavitù della popolazione nera degli stati meridionali ci volle una terribile guerra civile e ancora oggi la parola «uguaglianza» è, in molte regioni, l'aspirazione delle menti ragionevoli in contrasto con l'indifferenza degli stolti. Come la massoneria, così gli Stati Uniti simboleggiano un ideale imperfetto meritevole sì del trionfo, ma che ha il difetto di essere formato da meri mortali.

    Tra i firmatari della Dichiarazione di indipendenza del 4 luglio 1778, quelli che seguono erano massoni: William Hooper, Benjamin Franklin, Matthew Thornton, William Whipple, John Hancock, Phillip Livingston e Thomas Nelson. Al punto che si vociferò che sarebbe bastato far uscire dalla stanza quattro persone perché i rimanenti fossero più che sufficienti ad aprire una loggia in camera di maestro! Alla tornata avrebbe potuto legittimamente presenziare anche il grosso dei capi militari, tra cui si ricordano Greene, Marion, Sullivan, Rufus, Putnam, Edwards, Jackson, Gist, il barone Steuben, il barone de Kalb, il marchese de Lafayette e George Washington in persona.

    A nominare Washington primo presidente degli Stati Uniti il 30 aprile 1789 fu il gran maestro di New York. Il presidente prestò giuramento sulla Bibbia massonica, adoprata d'ordinario come volume della Legge Sacra nella loggia di St John, registrata con il numero 1 nell'archivio della Gran loggia di New York. Essendo stato iniziato nella loggia massonica di Fredericksburg cinque mesi prima di compiere ventun anni, il venerdì 4 novembre 1752, è debito sostenere che Washington fu un massone per tutta la sua vita adulta. Poiché la sua loggia madre soleva adunarsi nel giorno di venerdì, il futuro capo di stato fu ammesso al secondo grado il 3 marzo 1753 e, infine, innalzato al «grado eccelso» di maestro massone il 4 agosto 1753, nella stessa loggia. All'epoca della sua iniziazione costui aveva appena terminato di ispezionare i possedimenti in Virginia di Lord Fairfax, i cui progenitori erano stati avvicinati alla massoneria da Oliver Cromwell. La famiglia Fairfax si distingueva nella Gran loggia di York per la propria dinamicità e alacrità. Il fratello maggiore di Washington, Lawrence, con cui George viveva in quegli anni, aveva studiato in Inghilterra e si era sposato con la nipote di Lord Fairfax. Con tutta probabilità la loggia frequentata da Washington si atteneva ad hoc al Rito di York anziché al Rito scozzese, ma sei anni dopo l'iniziazione di costui, nel 1758, la loggia di Fredericksburg ricevette una bolla dalla Gran loggia scozzese che ne formalizzava la posizione.6 Il giorno in cui fu eletto primo presidente degli Stati Uniti d'America George Washington, associato all'epoca alla loggia di Alessandria numero 22, era membro dell'ordine da quasi 36 anni.

    Sfogliando alcuni antichi documenti ci imbattemmo nella copia di un discorso di Washington tenuto in occasione del conferimento di un Book of Constitutions con dedica da parte dei massoni di Boston, il 27 dicembre 1792. La data suggerirebbe che in quell'occasione si celebrò l'anniversario dei quarant'anni di presenza nell'ordine di Washington:

    Per quanto lusinghiero possa essere per la mente umana, e per quanto decisamente onorevole sia ricevere dai propri concittadini testimonianza di approvazione nei confronti degli sforzi personali volti alla promozione del benessere pubblico, non meno gradevole è sapere che fin le più delicate virtù del cuore siano altamente rispettate in una Società i cui princìpi liberali sono fondati sugli immutabili capisaldi di verità e giustizia.

    Ampliare la sfera della felicità sociale è un atto meritorio per un'istituzione massonica, il suo benevolente disegno; ed è da auspicarsi fervidamente che la condotta dei singoli membri della confraternita, così come le pubblicazioni che ne illustrano i princìpi ispiratori, sia protesa a persuadere l'umanità che il solenne obiettivo della massoneria è quello di promuovere la gioia del genere umano.

    Vi prego di accettare la mia sentita riconoscenza per la copia del Book of Constitutions che mi avete inviato e per l'onore che avete desiderato riservarmi nella dedica. La quale, vogliate concedermi l'opportunità di confermarlo, non ha mancato di far affiorare in me il sentimento di piena gratitudine che intendeva suscitare. Al Grande Architetto dell'Universo rivolgo la fervida preghiera che possa deporre su di voi la sua benedizione e che possa accogliervi, d'ora innanzi, nel suo tempio immortale.

    Washington pose la prima pietra della Casa Bianca il 13 ottobre del 1792, il giorno dell'anniversario della crocifissione di de Molay! Lo stesso anno il dollaro fu adottato come unità di moneta degli Stati Uniti d'America. Simbolo del dollaro è una «s» percorsa in verticale da due linee, benché in caratteri tipografici esso sia più comunemente riprodotto con una sola linea: $. Se la «esse» maiuscola venne ripresa da un'antica moneta spagnola, i due tratti verticali erano intesi a raffigurare le colonne nazaree mishpat e zedeq, meglio note ai fondatori massonici degli Stati Uniti come Boaz e Jachin, i pilastri posti all'ingresso del tempio salomonico.

    Le odierne banconote (da un dollaro) statunitensi mostrano ancora l'immagine di una piramide con un occhio nel mezzo, l'emblema più antico tra quelli tuttora in uso, tramandatoci dai tempi di Seqnenrîe Te'o, scampato alla purga del simbolismo egizio della cerimonia di incoronazione del sovrano voluta dal profeta Ezechiele durante la cattività babilonese degli ebrei. Essa raffigura Dio (in forma di Amon-Rî'e), l'ente dotato dell'occhio eterno, che vigila sul suo popolo, giudicandone ogni azione in vita per poter, alfine, conferire a ciascuno la giusta ricompensa nella morte. Fondamento di Mé''e era la valutazione, da una prospettiva divina, del bene perpetrato in vita. Sul retro della banconota da un dollaro vi è l'immagine del fratello George Washington, mentre sulla banconota da due dollari, oramai in disuso, spiccava l'effigie di un altro celebre massone, il fratello Benjamin Franklin.



    * * *



    Con indosso gli abiti massonici di cerimonia, al pari di tutti i confratelli presenti, il 18 settembre 1793 George Washington poneva la pietra angolare del palazzo del governo a Washington.

    Paese ancor giovane, per poter eguagliare la longevità dell'antico Egitto gli Stati Uniti d'America dovrebbero saper conservare la propria preminenza fino all'anno 4500; all'incirca quattro secoli sarebbero, invece, necessari per essere all'altezza almeno del primo periodo di splendore di quella nazione. Il nostro presentimento è che l'esperimento massonico condotto in quel paese cosmopolita d'oltreoceano potrà contare, alfine, su un esito ben più eccelso. Perché si tratta soltanto di un ulteriore passo avanti nel percorso verso la grandezza avviato nell'Iraq meridionale almeno seimila anni fa.


    http://www.mondadori.com/libri/yesterday/hiram/usa.html
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Washington, George: Generale e uomo politico nord americano (Bridges Creek, Virginia, 22.2.1732 - Mount Vernon, Virginia, 14.12.1799). Proveniente da una ricca famiglia di piantatori, nel 1751 entrò come ufficiale nell'esercito coloniale. Nel 1753 fu protagonista dell'incidente con i francesi al forte di Pittsburgh, causa immediata della guerra dei sette anni, cui partecipò come aiutante del gen. Braddock e riorganizzatore dell'esercito virginiano dopo Monongahela. Congedatosi nel 1758 col grado di maggiore, per matrimonio divenne uno dei più ricchi latifondisti del paese. Sedette all'Assemblea provinciale, manifestando dapprima sentimenti lealisti, che mantenne anche durante le agitazioni del 1765. Solo nel 1774, deputato al primo congresso continentale, aderì alla causa dell'indipendenza, e l'anno successivo fu eletto dal secondo congresso a capo delle truppe americane radunate a Boston ed a New York. Subì dapprima gravi sconfitte, resistendo e battendo poi gli inglesi a Trenton ed a Princeton. Nel 1777 fu confermato dittatore dal congresso, con pieni poteri, e colse poi la vittoria decisiva di Monmouth nel maggio 1778. Diresse poi la conduzione della guerra fino al riconoscimento dell'indipendenza degli Stati Uniti d'America (1783). Fu popolarissimo tra ufficiali e soldati, soprattutto per aver ottenuto un premio per i veterani al momento della smobilitazione. Rifiutò la corona offertagli dagli ufficiali più conservatori, e nello stesso 1783 lasciò il proprio comando. Contro la sua volontà venne eletto rappresentante della Virginia alla convenzione di Filadelfia del 1786, e l'anno seguente ne divenne presidente. La sua influenza nella redazione della Costituzione federale si rispecchiò soprattutto nella definizione dei poteri del Presidente, che volle particolarmente ampi. A quella carica fu unanimemente eletto nel 1789, e confermato nel 1792. Durante la sua seconda presidenza fu accusato di anglofilia e di autoritarismo, per essersi rifiutato di appoggiare la causa della Francia rivoluzionaria, popolarissima negli Stati Uniti, anche in ricordo degli aiuti francesi ricevuti durante la guerra d'indipendenza. Nel 1796 rifiutò un terzo mandato, per accettare infine nel 1798, sebbene con riserve, il comando supremo dell'esercito. Y (Massoneria) G. Washington fu iniziato il 4.11.1752, elevato il 3.3.1753 e fatto Maestro il 4.8.1753. Allorché il giovane Marchese di Lafayette venne in America all'età di 20 anni, e raggiunse l'esercito di Giorgio Washington in occasione della battaglia di Brandywine del 1777, la causa americana doveva diventare la sua causa. L'affetto che avrebbe unito i due uomini doveva diventare leggendario. Molto incisivo è lo strascico che la storia massonica sviluppava attraverso quell'affetto. Il grembiule Lafayette, in raso bianco ricamato dalla signora Lafayette, veniva consegnato al Fr. Washington nell'agosto del 1784. Il grembiule veniva poi affidato alla Gran Loggia della Pennsylvania dalla Società Filantropica Washington il 3 luglio 1829, ed è ora esposto nel Museo della Gran Loggia presso il Tempio Massonico di Philadelphia. Esso rappresenta un vero compendio della simbologia massonica. Per esempio, il rosso, bianco ed azzurro del bordo del grembiule sono i colori sia degli Stati Uniti che della Francia. I simboli sono emblemi taciti aventi un significato soltanto se interpretati. Considerato il carattere unico ed esclusivo del processo d'interpretazione, si comprende come nessun simbolo possa avere un significato assoluto. Nel predisporre la descrizione che segue, il Fr. Frank W. Bobb, bibliotecario e curatore della Gran Loggia, ha usato quei significati più diffusamente accettati dagli studiosi massonici nell'interpretazione della simbologia del grembiule di Washington qui raffigurato. La sua legenda:

    Rosso: simboleggia il coraggio, lo zelo, il sangue vitale, nonché il fuoco. É il colore della Massoneria dell'Arco Reale.

    Bianco: fin dall'antichità rappresenta la purezza e l'innocenza.

    Blu: in tutti i tempi è stato considerato colore benefico, rappresentativo dell'immortalità, dell'eternità, della castità e della fedeltà. É il colore della Massoneria Simbolica, detta "Loggia Azzurra".

    Occhio Onnivedente: un simbolo dell'attenta osservazione e dell'Essere Supremo.

    Raggi o Gloria: simboleggia la potenza dell'Essere Supremo nel penetrare nel profondo dell'intimo il cuore umano.

    Arcobaleno: è talvolta associato all'Arco Reale. Fa anche parte dell'arco architettonico, essendo il nono arco posto sotto il Tempio di Salomone. É supportato dalle due Colonne (v. N° 8). In un'altra interpretazione viene definito l'Arco celeste supportato da colonne (Giobbe 26, 11). Le Colonne che sostengono l'arco sono emblemi di Bellezza e Forza.

    Luna: una delle Luci minori della massoneria. Simbolo femminile. La luna governa e regola la notte.

    Colonne di Enoch: Enoch, presagendo che i principi delle arti e delle scienze andassero perduti, eresse due colonne, una in marmo per resistere al fuoco, l'altra in bronzo per contenere l'acqua. Su ciascuna scolpì quanto temeva andasse perduto. I globi sono simbolo dell'unità, della pace e dell'abbondanza (v. anche il N°37).

    Colonne B e J: erano poste all'entrata del Tempio di Salomone. Il nome della colonna di sinistra è Boaz, che significa "nella Forza", quella di destra, Jachin; significa "Dio decide" (v. anche il N°38). Il globo sulla colonna sinistra rappresenta la terra, quello sulla colonna destra il cielo. Queste colonne in bronzo con i loro globi sono oggi le colonne del 1° e del 2° Sorvegliante.

    Colomba: nella Massoneria antica era simbolo del messaggero di Noè. Nell'antica simbologia la colomba rappresenta la purezza e l'innocenza.

    Il 47° teorema di Euclide: il primo libro della Geometria. Si dice che allorché Pitagora risolse il problema esclamasse "Eureka", che significa "l'ho risolto". Comunque non si tratta di un problema ma di un teorema. In Pennsylvania è stato adottato quale simbolo del gioiello dell'Ex Maestro Venerabile.

    Speranza: talvolta raffigurata da una donna con un'ancora, come pure da un'ancora accostata all'arco. L'Ancora è emblema della speranza ben fondata e della vita ben spesa. Come la speranza, un'ancora mantiene l'anima sicura e salda.

    Filo a Piombo: gioiello del 2° Sorvegliante, ammonisce al diritto cammino dinanzi a Dio ed all'uomo. É uno degli attrezzi da lavoro dei Massoni operativi, impiegato per il controllo delle perpendicolari.

    Scala di Giacobbe: senza baldacchino o volta celeste stellata, come la vide nella visione che collegava la terra al cielo. I primi tre gradini sono denominati Fede, Speranza e Carità.

    Squadra delimitata: è un simbolo formato da quattro squadre affacciate, che formano un quadrato (v.) spigolato. É quindi il simbolo del Lavoro Massonico, ovvero della squadratura della materia, nonché dello stesso Tempio, ubicato tra i quattro punti cardinali, in un punto geodetico noto ai soli Figli della Vedova. Qualche studioso lo considera anche simbolo dei quattro Elementi (v. anche Squadre).

    Luci o Candele accese: come i tre principali dignitari di Loggia, fanno indubbiamente riferimento alle tre posizioni solari: il suo sorgere ad oriente (Venerabile Maestro), la sua posizione intermedia a meridione (2° Sorvegliante), ed il suo tramonto all'occidente (1° Sorvegliante). (v. anche i N°30 e 31).

    Cazzuola: attrezzo da lavoro del massone operativo, viene usato per distribuire la malta dell'amore e dell'affetto fraterno.

    Pentalfa: rappresenta i cinque punti della fratellanza. Al suo interno vi è la lettera "G", simbolo ben noto sia del creatore che della geometria.

    Pavimento a scacchi: è una rappresentazione del piano del Tempio di Re Salomone. Il pavimento massonico è emblematico della vita umana, caratterizzata e provata dal bene e dal male.

    Gradini: normalmente sono in numero di tre. Si dice che i sei gradini rappresentino i sei gradi ricevuti da Washington.

    La Sacra Bibbia: è considerata la grande luce della Libera Muratoria.

    Bara: ha sempre simboleggiato la morte. Si trova su tavole scultoree del 18° secolo e, a quel tempo, faceva parte della simbologia esoterica.

    Teschio ed Ossa incrociate: sono simboli della mortalità, della caducità delle cose terrene, e sono spesso usati nei gradi massonici francesi.

    Ramo d'Acacia: l'albero dell'acacia dovrebbe essere il legno consacrato dell'Antico Testamento, usato per la costruzione dell'Arca dell'Alleanza. É stato simbolo d'immortalità, ed è presente nella leggenda di Hiram.

    Squadra: è il gioiello tipico del Maestro Venerabile della Loggia. É una delle Grandi Luci della Massoneria. Essa è la squadra a braccia uguali di controllo del massone scalpellino.

    Compasso: l'emblema dell'Istituzione Muratoria, ed una delle Grandi Luci della Massoneria.

    Muro di Mattoni: sembra rappresentare il posto che nella Loggia è occupato dall'Altare. Il Libro Sacro, la Squadra ed il Compasso sono posti su di esso, così come le tre Candele. Forma nove strati di mattoni, uno sull'altro. Per chiarire il significato simbolico del muro occorrerebbe una profonda speculazione.

    Arco: è emblematico di quell'Arco divino che fa superare le tempeste della vita. Viene spesso raffigurato con l'ancora.

    Maglietto: usato nella massoneria operativa per sistemare le pietre di una costruzione. Talvolta considerato simbolo della morte inaspettata, nella Loggia viene usata dai tre dignitari per regolamentare i Lavori massonici.

    (v. N°16).

    (v. N°16).

    Chiavi incrociate: sono il simbolo del Tesoriere della Loggia, ed è rappresentato nel gioiello che evidenzia la sua funzione di custode del tesoro.

    Misura di 24 Pollici: simboleggia le 24 ore del giorno, suddivise in tre parti uguali dedicate a Dio, le usuali vocazioni ed il riposo.

    Spada puntata al Cuore nudo: sta a dimostrare che presto o tardi la giustizia si impone su di tutti, e che nonostante le nostre credenze, parole ed azioni possano restare occultati all'occhio umano, non possono sfuggire all'occhio onniveggente del Creatore.

    Fiocco: consiste in una corda con fiocchi alle estremità. Allude alla provvidenza che ci circonda e ci protegge mentre gestiamo le nostre vite con le quattro virtù cardinali. Temperanza, Forza, Prudenza e Giustizia. Il Fiocco può anche rappresentare la mistica catena, quel sacro legame che unisce uomini di diverse opinioni in una vera Fratellanza.

    Livella: è il gioiello del 1° Sorvegliante, simboleggia l'eguaglianza e ci ricorda che stiamo viaggiando sulla livella temporale. É un altro attrezzo da lavoro del massone operativo.

    (v. N°8).

    (v. N°9).

    Sole: è una delle Luci minori. Simbolo maschile. Quale sorgente di luce, ricorda al Massone la luce intellettuale di cui egli è in costante ricerca.

    Stella Esagonale: simboleggia la Divina Provvidenza, ed è detta stella o scudo di Davide. É formata da due triangoli interallacciati, che si prestano ad innumerevoli interpretazioni massoniche.

    Lettere: sono impiegate simbolicamente del grado di Mark Master Mason, nel Capitolo massonico dell'Arco Reale.

    Alveare: è emblema dell'operosità. Ci insegna che siamo arrivati a questo mondo come esseri razionali ed intelligenti, quindi dovremmo sempre essere industriosi.

    Grembiule: il grembiule massonico, che deriva dal grembiule da lavoro dello scalpellino, è di per sé un simbolo. É emblema dell'innocenza, e distintivo tipico del Libero Muratore.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    All'indice dei materiali sulla massoneria Alleanza Cattolica
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    Saggio tratto da: CESNUR. CENTRO STUDI SULLE NUOVE RELIGIONI, Massoneria e religioni, a cura di Massimo Introvigne, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1994, (pubblicato per gentile concessione dell'Editore).



    I rapporti fra Mormonismo e massoneria: una breve storia

    Michael W. Homer



    I. Le origini della massoneria in America

    Poco dopo la formazione della Gran Loggia di Londra nel 1717, la massoneria inglese fu introdotta nel Nord America. Nel 1730 Daniel Cox venne nominato Gran Maestro Provinciale per gli Stati di New York, New Jersey e Pennsylvania, e tre anni dopo Henry Price fu nominato Gran Maestro Provinciale per il New England (1). Nello stesso periodo la Gran Loggia degli Antients ("Antichi"), risultato di uno scisma in Inghilterra, concedeva patenti in America a diverse Gran Logge Provinciali, la maggioranza delle quali non venivano registrate presso la Gran Loggia di Londra. Al tempo in cui le colonie americane conquistavano l'indipendenza dalla Gran Bretagna, la Gran Loggia di Londra aveva nominato negli Stati Uniti ventitré Gran Maestri Provinciali, e la Gran Loggia Provinciale degli Antients per la Pennsylvania aveva stabilito più di cinquanta logge nell'America del Nord e nei Caraibi (2). In seguito a questi avvenimenti le logge degli Stati Uniti si resero indipendenti dalle due Gran Logge rivali del Regno Unito. Nell'anno 1800, la fraternità dichiarava di avere 11 Gran Logge, 347 logge subordinate e sedicimila membri negli Stati Uniti (3), e nel 1826 è stato stimato che ci fossero 26 Gran Logge, tremila logge costituenti e tra centomila e centocinquantamila membri (4). Soltanto nello Stato di New York - che aveva la più ampia popolazione massonica del paese - potevano esserci cinquecento logge e ventimila membri (5). Mentre le logge massoniche in America conoscevano una fenomenale crescita nei primi tre decenni del diciannovesimo secolo, cominciò a fiorire una letteratura massonica che cercava di spiegare le credenze e le pratiche dell'Ordine. I libri più importanti scritti da massoni negli Stati Uniti durante questo periodo sono The Freemason's Monitor or Illustrations of Masonry di Thomas S. Webb, pubblicato nel 1797 (6) e The True Masonic Chart, or Hieroglyphic Monitor di Jeremy L. Cross, pubblicato nel 1820 (7). Oltre ai libri cominciavano ad essere pubblicati diversi giornali massonici, fra cui il Masonic Mirror and Mechanic's Intelligencer, che apparve per la prima volta nel novembre 1825. Queste opere discutevano apertamente - con dettagli oggi sorprendenti - i gradi e le leggende dell'Ordine: spiegavano che l'Ordine trovava le sue origini in Adamo, in Enoch, in Mosé, in Salomone; che la sua organizzazione, gli insegnamenti e i rituali erano stati conservati attraverso la costruzione delle cattedrali, e che insegnava un linguaggio e un simbolismo necessari per entrare nella "Loggia Celeste dell'Aldilà" (8). In breve la massoneria era - secondo i suoi esponenti - l'unica istituzione che aveva "resistito alle ingiurie del tempo. Tutte le altre [istituzioni antiche] sono sprofondate nell'oblio" (9). Si trattava - secondo queste fonti - del "sistema più morale che sia mai esistito" (10), e dell'unica istituzione "fondata sulla Roccia di tutti i Tempi" (11), in grado di trasmettere "i principi eterni e invariabili della religione naturale" in base ai quali gli uomini potevano regolare la loro condotta (12).

    A partire dal 1749 "rivelazioni" sulla massoneria scritte da non massoni che erano state pubblicate in precedenza nel Regno Unito vennero stampate per la prima volta negli Stati Uniti. Ma la prima vera campagna contro l'Ordine in America venne lanciata dopo la Rivoluzione francese, quando una serie di libri, pubblicati per la prima volta in Europa, cominciarono ad apparire sostenendo che un gruppo di massoni bavaresi, gli Illuminati, si erano organizzati per prendere il controllo del mondo e avevano cominciato con l'abbattere la monarchia francese (13). Questi attacchi vennero presto seguiti da libri scritti da autori americani che rivolgevano le stesse accuse alla massoneria così come esisteva in America (14). Questi lavori prepararono la scena per l'ondata successiva di propaganda anti-massonica - comprensiva di libri, congressi, giornali, rappresentazioni pubbliche che svelavano i segreti delle cerimonie massoniche e perfino un partito politico - che iniziò dopo la sparizione di William Morgan. Morgan era un ex-massone che era entrato nell'Arco Reale a LeRoy, nello Stato di New York, il 23 maggio 1825, ma a cui - sembra - era stata rifiutata la partecipazione a un nuovo capitolo formato a Batavia. Poco dopo Morgan - che era un imprenditore edile - nell'estate del 1826, in collaborazione con il direttore del giornale Republican Advocate di Batavia, David Miller, preparò un testo (secondo alcuni massoni copiato in realtà da opere già apparse in Inghilterra) (15) in cui rivelava i primi tre gradi della massoneria, compresi i segni di riconoscimento, le parole di passo e le penalità. Infuriati dall'ovvia violazione, da parte di Morgan, del giuramento di non rivelare i rituali della massoneria, gruppi di massoni cercarono di impadronirsi del testo prima che il libro venisse pubblicato e - almeno secondo le fonti anti-massoniche - di bruciare l'ufficio di Miller. Quando questi sforzi fallirono, sembra che alcuni massoni abbiano deciso di rapire Morgan il 12 settembre 1836, prima che il libro venisse pubblicato. La moglie di Morgan, Lucinda, tentò di offrire il manoscritto del marito in cambio della sua libertà (16), ma di Morgan non si sentì più parlare e il suo volume Illustrations of Masonry (17), il primo vero libro americano di rivelazioni sulla massoneria, venne pubblicato da Miller in novembre e ottenne un notevole successo (18).

    Il rapimento di Morgan e la pubblicazione del suo libro sono alle origini dell'autentica febbre anti-massonica che scosse la nazione. Il libro di Morgan venne pubblicato in almeno venti edizioni tra il 1826 e il 1830, al culmine del fervore anti-massonico negli Stati Uniti, fino a quando la sua popolarità dovette cedere il passo a quella del libro di David Bernard Light on Masonry (19), dove questo ministro battista ed ex-massone, che era stato il segretario del primo congresso anti-massonico americano (e dichiarava di essere stato il primo massone a uscire dall'Ordine dopo il caso Morgan), utilizzava non solo le rivelazioni di Morgan sui primi tre gradi, ma anche i manoscritti inediti che l'imprenditore ex-massone aveva lasciato sui gradi di Maestro del Marchio, ex-Maestro, e Maestro Eccelso, che aveva ottenuto dalla vedova del costruttore scomparso (20), e aggiungeva ricerche sue fino a comprendere più di quaranta gradi. Spiegava pure - in un modo che sarebbe stato ripetuto da numerose opere anti-massoniche successive - perché Bernard si era indotto a violare il suo giuramento massonico (21). Nel 1829 il libro di Bernard venne pubblicato in sei varianti diverse. In questi libri di rivelazioni e in altre opere anti-massoniche venivano denunciati il carattere spurio delle leggende sulle origini antiche della massoneria (22) e su Hiram Abiff (23), e veniva messa in dubbio la legittimità della pretesa massonica di offrire luce e conoscenza ai membri per permettere loro di entrare nella "Loggia Celeste" (24).

    Durante il periodo della maggiore crescita massonica negli Stati Uniti una persona che firmava Joseph Smith Senior, e che poteva essere il padre del fondatore dei mormoni (ma anche un omonimo, dal momento che i "Joseph Smith" erano certamente comuni nella zona), venne iniziato fino al grado di Maestro nella loggia Ontario n. 23 a Canandaigua, nello Stato di New York, tra il 26 dicembre 1817 e il 17 maggio 1818 (25). Il profeta mormone, Joseph Smith Junior, non divenne massone prima del 1842, ma altri futuri mormoni si affiliarono alla massoneria nel decennio 1820, fra cui Hyrum Smith, il fratello del fondatore (loggia Mount Moriah n. 112 a Palmyra, nella Contea di Ontario, Stato di New York); Heber C. Kimball (loggia Victor n. 303, a Victor, Contea di Ontario, Stato di New York); Newell K. Whitney (loggia Meridian Orb n. 10, a Painesville, Contea di Lake, Stato dell'Ohio); George Miller (loggia dei Figli della Vedova n. 60, ad Albemarle, Contea di Milton, Stato della Virginia); e James Adams (loggia Springfield n. 2, a Springfield, Stato dell'Illinois).

    Le pubblicazioni massoniche e le rivelazioni di coloro che si opponevano all'Ordine permettevano agli iniziati e ai curiosi di scoprire un certo numero di leggende relative alla costruzione di templi nell'antichità e a documenti e parole chiave che si supponeva avessero permesso alla massoneria di perpetuare la vera conoscenza di Dio dall'antichità al tempo presente. Tra le leggende principali tre sono rilevanti per il nostro argomento:



    1. La leggenda di Enoch

    A Enoch venne mostrata in sogno una lamina triangolare d'oro, che conteneva il vero nome di Dio. Enoch si fece una lamina triangolare d'oro simile a quella che aveva visto in sogno, vi incise sopra i "caratteri ineffabili", la collocò su un piedistallo triangolare e la mise in un tempio che aveva costruito sotto terra a cui si accedeva tramite un arco. Nessuno tranne Enoch conosceva il tesoro che aveva depositato nel tempio. Per assicurarsi che il tesoro non andasse perduto, Enoch collocò una porta di pietra all'ingresso della caverna dove la lamina d'oro era nascosta, e sopra la porta costruì due pilastri, uno di ottone per proteggere dall'acqua e uno di marmo per proteggere dal fuoco, su cui pose iscrizioni che descrivevano il tesoro. In cima al pilastro di ottone collocò una sfera che conteneva mappe del mondo e dell'universo e costituiva uno strumento "per migliorare la mente e fornirle l'idea più distinta di ogni problema o proposizione" (26). La lamina d'oro fu più tardi scoperta dal re Salomone vicino al luogo dove sarebbe stato costruito il suo tempio, nel quale venne depositata in un "sarcofago sacro" (27).



    2. La leggenda di Hiram Abiff

    Durante la costruzione del tempio di Salomone il Gran Maestro (il "figlio della vedova", Hiram Abiff) fu ucciso da tre traditori perché si rifiutava di rivelare loro la "parola del Maestro". Dopo la morte di Hiram Abiff il re Salomone rivelò il "grande segnale di pericolo", che da allora ogni massone utilizza quando si trova realmente in pericolo. Uno dei simboli della massoneria comprende una vergine "che piange su una colonna spezzata, con un libro aperto dinanzi a lei", che simboleggia lo "stato incompiuto del tempio al momento dell'assassinio di Hiram Abiff" (28). Dopo che il tempio di Salomone fu terminato diversi segni, parole di passo, penalità e simboli vennero rivelati; essi sono necessari per progredire fino a una completa conoscenza di Dio (29). Il primo assassino di Hiram Abiff finì per essere decapitato, e gli amici di Hiram giurarono di vendicarsi dei suoi assassini e di coloro che avrebbero tradito i segreti della massoneria (30).



    3. La restaurazione della Parola del Maestro

    Durante la ricostruzione del tempio di Salomone ad opera di Zarubbabel o Zorobabel, circa quattrocentonovanta anni dopo l'originaria costruzione del tempio, la parola del Maestro massone - che era andata perduta con l'assassinio di Hiram Abiff - sarebbe stata riscoperta tra le rovine del tempio (31).



    II. Joseph Smith e il "Libro di Mormon"

    Nella serata del 21 settembre 1823, secondo il suo racconto, Joseph Smith, un ragazzo di diciassette anni che viveva nello Stato di New York, ricevette l'apparizione di un messaggero celeste chiamato Moroni. Quest'ultimo rivelò a Joseph che: "C'era un libro nascosto, scritto su tavole d'oro, che fornisce un resoconto dei primi abitanti di questo continente, e rivela da dove sono venuti. Disse pure che la totalità dell'eterno Vangelo era contenuta in questo libro, così come era stata rivelata dal Salvatore a questi antichi abitatori; che c'erano anche due pietre in astucci d'argento - e queste pietre, legate a un pettorale, costituivano quello che è chiamato Urim e Thummim - nascoste con le tavole; il possesso e l'uso di queste tavole era quanto costituiva i veggenti nei tempi antichi; e che Dio le aveva preparate perché servissero a tradurre il libro" (32). La visione venne manifestata a Joseph tre volte nel corso di quella serata, e nuovamente il mattino seguente. A Joseph venne concesso di vedere le tavole d'oro, il pettorale e l'Urim e Thummim immediatamente, ma gli fu detto che non avrebbe potuto prenderli dal luogo dove si trovavano - la collina di Cumorah - né tradurli per quattro anni, quindi fino al 21 settembre 1827. Quando finalmente ottenne le tavole ne cominciò una traduzione, che venne pubblicata nel marzo 1830 con il titolo Libro di Mormon. Il Libro di Mormon è la storia degli abitatori del continente americano dall'epoca della Torre di Babele fino al 400 d.C. Il libro descrive i viaggi di questi antenati degli Indiani d'America dal Vecchio al Nuovo Mondo, la divisione che si sarebbe verificata fra i figli di Nefi (Nefiti) e di Laman (Lamaniti) così come le loro rispettive guerre, forme di governo, culture. Poco dopo la pubblicazione del Libro di Mormon Joseph Smith Junior e cinque altre persone fondarono la "Chiesa di Cristo" (oggi nota come Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, o Chiesa mormone).



    III. Paralleli tra la massoneria e il Mormonismo: il "Libro di Mormon"



    A. Le tavole d'oro

    Ci sono diversi elementi nelle leggende massoniche e nella storia delle origini mormoni che offrono materia per paralleli interessanti. Joseph Smith è stato spesso comparato al profeta Enoch in diverse rivelazioni che fanno oggi parte di Dottrina e Alleanze (33). Joseph Smith aveva la stessa età, quando fondò la "Chiesa di Cristo" nel 1830, di Enoch quando - secondo la leggenda - ricevette il sacerdozio di Melchisedec (34). Inoltre Joseph ed Enoch avevano avuto esperienze simili. Enoch aveva ricevuto una visione in cui si parlava di tavole d'oro nascoste nel Monte Moriah, e in seguito depositò le tavole nella collina per le generazioni future; a Joseph venne detto che tavole d'oro erano nascoste nella collina di Cumorah, ed egli dichiarò di avere tradotto queste tavole, di averne ricavato un testo sacro e di avere quindi riconsegnato le tavole perché fossero nascoste di nuovo in modo inaccessibile nella stessa collina. È anche significativo che - secondo il resoconto di Joseph Smith - gli strumenti e le tavole trovate nella collina di Cumorah e tradotte erano state portate nel Nuovo Mondo dal Vecchio, e precisamente dallo stesso luogo in cui Enoch aveva seppellito il suo tesoro (35).



    B. Il "Libro di Mormon"

    Poco dopo la pubblicazione del Libro di Mormon a Palmyra, nello Stato di New York, nel mese di aprile del 1830, alcuni osservatori cominciarono a sostenere che comprendeva dei brani anti-massonici. Martin Harris, che aveva collaborato con Joseph Smith scrivendo sotto la sua dettatura, ed era fra coloro che avevano testimoniato che le tavole d'oro esistevano, definì nel 1831 il Libro di Mormon "la Bibbia anti-massonica" (36). Autori non mormoni offrirono osservazioni simili. Nel 1831 Alexander Campbell, il fondatore della denominazione protestante dei Discepoli di Cristo, notava che il Libro di Mormon "decide tutte le grandi controversie (...) perfino la questione della massoneria" (37). Jason Whitman osservava nel 1834: "infine, è ben noto che nelle menti di molti vi è un forte sentimento di opposizione all'istituzione della massoneria. Tutti costoro trovano qualcosa nel Libro di Mormon che corrisponde alle loro vedute (...) pertanto si trovano, nel libro stesso, cose che si adattano perfettamente ai ben noti pregiudizi della comunità" (38). E.D. Howe, uno dei primi e più aggressivi autori anti-mormoni, notava nello stesso anno che "la massoneria è stata introdotta qui [nel Libro di Mormon] e si dice che è stata fondata da una banda di ladroni. Di questa istituzione si parla in termini molto negativi, giacché i suoi membri si sono legati da patti segreti per proteggersi a vicenda in ogni cosa dalla giustizia e dalla legge. I Nefiti [gli antichi abitatori del continente americano secondo il Libro di Mormon] sono rappresentati come cristiani anti-massoni, il che prova che l'autore era capace di prevedere la situazione politica dello Stato di New York negli anni 1828-1829, o che il volume fu rivisto più o meno a quell'epoca" (39).

    Edward Strut Abdy notò nel suo famoso resoconto di un viaggio negli Stati Uniti pubblicato nel 1835 che un particolare brano del Libro di Mormon "segnala il luogo in cui è stato concepito e il materiale che l'autore aveva a sua disposizione" giacché "allude nei termini più inequivoci ai massoni" (40). LaRoy Sunderland scrisse nel 1838 che "il lettore troverà frequenti allusioni nel libro [di Mormon] alla massoneria (...) sotto i nomi di 'società segrete', 'terribili giuramenti' e 'combinazioni segrete'" (41). Gli studiosi contemporanei continuano a discutere sull'esistenza e sul significato di questi presunti riferimenti anti-massonici (42). Possibili paralleli con la massoneria sono stati del resto notati anche in altre scritture mormoni, tra cui il Libro di Mosé, una rivelazione a Joseph Smith del dicembre 1830 dove Caino - dopo che Satana gli ha rivelato un "segreto" - viene chiamato "Mastro Mahan" (Master Mahan), un'espressione la cui assonanza con "Maestro Massone" (Master Mason) sembra evidente (43).

    Oltre a questi possibili riferimenti anti-massonici ci sono altri passaggi del Libro di Mormon che trovano paralleli nella massoneria. Per esempio il "fratello di Jared", un personaggio del Libro di Mormon vissuto al tempo della Torre di Babele, venne condotto in un luogo chiamato Morancumer dove salì su una montagna, ricevette una visione del futuro, gli venne comandato di trascrivere la visione, di sigillare lo scritto in modo che non potesse essere letto, e di nasconderlo con "due pietre" in modo che potesse essere tradotto in qualche epoca futura. In una rivelazione a Joseph Smith fu rivelato che il "fratello di Jared" aveva ricevuto gli Urim e Thummim e il pettorale sulla montagna, e che lo stesso "fratello di Jared" li aveva in seguito portati in America e seppelliti nella collina di Cumorah, dove li avrebbe poi ricevuti Joseph Smith. Il racconto del Libro di Mormon è molto simile al racconto relativo agli antichi documenti discusso nella leggenda massonica di Enoch, e può avere convinto alcuni dei primi convertiti al Mormonismo che conoscevano bene la massoneria che i documenti di Enoch erano stati portati negli Stati Uniti e tradotti da Joseph Smith.

    Altri paralleli tra il Libro di Mormon e le leggende massoniche comprendono le somiglianze tra (a) il Liahona - una sorta di bussola utilizzata da Lehi e dalla sua famiglia per guidarli nel nuovo mondo - anche questa scoperta da Joseph Smith nella collina di Cumorah, e la mistica sfera cava che si trovava in cima al pilastro di ottone di Enoch e che conteneva le mappe del mondo e dell'universo (44) e (b) l'uccisione di Laban - con la stessa spada dell'ucciso - da parte di Nefi, perché Laban si rifiutava di consegnare le tavole di ottone che contenevano la storia degli antenati di Nefi, e la decapitazione di uno degli assassini di Hiram Abiff che aveva tentato di ottenere la Parola del Maestro.



    IV. Il caso William Morgan e i suoi legami con i mormoni

    Come si è visto, a causa dei brani "anti-massonici" nel Libro di Mormon, alcuni osservatori pensavano che il Mormonismo nascente fosse una "religione anti-massonica". Questa tesi venne discussa per la prima volta sui giornali Painesville Telegraph e Ohio Star nel 1831 (45), e Ebenezer Washington, uno dei primi convertiti al Mormonismo, scrisse dopo aver lasciato la Chiesa mormone che i mormoni all'inizio "si opponevano strenuamente alle società segrete" ma che "in seguito una notevole modifica di questo sentimento sembrò prodursi" (46). Ironicamente E.D. Howe, che più tardi osservò che c'erano dei brani anti-massonici nel Libro di Mormon, all'inizio criticò la tesi secondo cui il Mormonismo era una religione anti-massonica, notando che il Libro di Mormon era stato pubblicato da "una tipografia massonica" e che i suoi principi erano compatibili con quelli della massoneria (47). È vero che il Mormonismo contava nelle sue fila diversi ex-massoni e altri che erano anti-massoni i quali potevano essere stati attirati dalle messe in guardia del Libro di Mormon contro le società segrete, tra cui Martin Harris che, come abbiamo visto, era uno dei tre testimoni dell'esistenza delle tavole d'oro (48), William Wines Phelps, che aveva partecipato a uno dei primi congressi anti-massonici e aveva diretto due periodici anti-massonici a New York (49), e George Washington Harris, che conosceva William Morgan e partecipò agli stessi congressi di Phelps (50). Per contrasto alcuni eminenti massoni - come Pomeroy Tucker (51) e Orsamus Turner (52) - che avevano conosciuto la famiglia Smith nello Stato di New York più tardi pubblicarono libri contro i mormoni.

    Tuttavia, è anche vero che la maggioranza dei massoni che divennero mormoni nei primi anni 1830 - tra cui Heber C. Kimball, Newell K. Whitney e George Miller - non abbandonarono la massoneria dopo il caso Morgan. Alcuni di loro vennero perfino perseguitati per la loro qualità di massoni: fra questi, Heber C. Kimball dovette fuggire dalla sua casa cinque volte inseguito dalla folla perché era un massone (53), e non poté realizzare il suo desiderio di essere iniziato nella massoneria dell'Arco Reale perché la sede massonica dove la cerimonia doveva avere luogo era stata bruciata dagli anti-massoni (54). D'altro canto non ci sono prove che Joseph Smith abbia propagandato o adottato tesi o atteggiamenti anti-massonici dopo la pubblicazione del Libro di Mormon nel 1830.

    Non è meno vero che il caso Morgan ha un importante collegamento con la storia mormone. Nel 1830 la moglie di Morgan, Lucinda, sposò George Washington Harris (55) - come abbiamo visto un ex-massone e un amico di Morgan - anche se il corpo del marito non era stato trovato e non si poteva parlare legalmente di morte presunta perché non erano passati i prescritti sette anni dalla sua sparizione (56). Nel 1834 sia Lucinda che il suo secondo marito si convertirono al Mormonismo (57). Nel 1836 la coppia si trasferì a Far West, nel Missouri, allora il centro principale del Mormonismo, e visse nella casa di Joseph Smith e della sua famiglia per almeno tre mesi (58). Gli Harris seguirono i mormoni quando questi fondarono la loro nuova città santa a Nauvoo. Lucinda entrò in una relazione poligamica con Joseph Smith - non è chiaro se già nel Missouri o a Nauvoo - in un'epoca in cui era ancora la moglie di Harris (59). Se si accettasse la tesi secondo cui Morgan era ancora vivo a quell'epoca, se ne dovrebbe concludere come ha fatto un'autrice recente che "Lucinda potrebbe aver avuto tre mariti contemporaneamente all'inizio degli anni 1840, qualche cosa di inaudito nell'America del diciannovesimo secolo" (60). Lucinda venne ufficialmente suggellata come moglie nella poligamia a Joseph Smith dopo la sua morte (una pratica possibile nel tempio mormone) nel 1844, e poco dopo ottenne il divorzio da Harris (61). Dopo la morte del profeta, Lucinda fu vista piangere sul suo corpo tenendo in mano una copia aperta del volume anti-massonico di Stearns (62).



    V. La massoneria a Nauvoo

    Dopo il caso Morgan molte logge massoniche negli Stati Uniti furono sciolte - nel solo Stato di New York il numero di logge scese da cinquecento a meno di cento dal 1825 al 1830 - compresa la Gran Loggia dell'Illinois che era stata fondata nel 1805. Poco dopo l'arrivo di Joseph Smith e dei mormoni nella cittadina di Commerce - che avrebbero poi ribattezzato Nauvoo - nella Contea di Hancock, nell'Illinois, nel mese di maggio 1839, venne fondata una nuova Gran Loggia dell'Illinois. Il 6 aprile 1840 Abraham Jonas venne eletto Gran Maestro e James Adams sostituto del Gran Maestro (63). All'epoca della riorganizzazione della Gran Loggia dell'Illinois c'erano soltanto circa duemila massoni in tutti gli Stati Uniti, e meno di duecento nell'Illinois. James Adams era stato battezzato come mormone il 4 dicembre 1836 e conosceva bene Joseph Smith (64). Poco dopo l'organizzazione della Gran Loggia, John C. Bennett, un non mormone che era massone ed era arrivato fino al grado di Maestro nell'Ohio, scrisse almeno tre lettere a Joseph Smith e al suo collaboratore Sidney Rigdon dove manifestava il desiderio di recarsi presso i mormoni a Nauvoo e offriva i suoi servizi alla Chiesa. All'epoca Bennett era un alto funzionario dello Stato dell'Illinois e risiedeva a Fairfield (65). Nell'agosto del 1840 Joseph Smith rispose alle prime due lettere dichiarando che Bennett era il benvenuto a Nauvoo, e nel giro di pochi giorni Bennett rispose annunciando il suo prossimo arrivo. Il 1° settembre 1840 John C. Bennett arrivò a Nauvoo e un mese dopo parlò "piuttosto a lungo" nel corso della Conferenza Generale della Chiesa mormone (66).

    Bennett divenne presto un membro preminente della buona società di Nauvoo. Venne incaricato dalla Chiesa di ottenere una carta di fondazione per la città di Nauvoo come comune autonomo, compito che riuscì a svolgere con successo nel dicembre del 1840; e nel gennaio 1841 venne citato in un proclama ai mormoni che si trovavano fuori di Nauvoo come uno dei "principali uomini dell'Illinois che hanno prestato orecchio alle dottrine da noi promulgate, sono diventati obbedienti alla fede e godono del suo possesso" (67). Poco dopo Joseph Smith ricevette una rivelazione relativa alla costruzione di un tempio a Nauvoo, e John C. Bennett venne di nuovo citato come incaricato di "aiutare [Joseph Smith] nella tua fatica per avvertire i re e i popoli della terra, e confortare (...) Joseph Smith nell'ora dell'afflizione, e riceverà la sua ricompensa se sarà obbediente al consiglio" (68). Poco dopo questa rivelazione Bennett venne eletto sindaco di Nauvoo, cancelliere dell'Università della Città di Nauvoo, maggiore generale della Legione di Nauvoo; infine nell'aprile del 1841 divenne "assistente alla presidenza" nella Prima Presidenza, il massimo organo di governo della Chiesa mormone (69).

    Il 28 giugno 1841 John C. Bennett indirizzò una comunicazione alla Loggia Bodley n. 1 di Quincy, nell'Illinois, richiedendo una "raccomandazione" per fondare una loggia massonica a Nauvoo. La richieste venne negata perché i mormoni erano "sconosciuti a questa loggia come massoni" (70). Tuttavia il 15 ottobre 1841 il Gran Maestro Jonas della Gran Loggia dell'Illinois - forse per promuovere le sue aspirazioni politiche conquistandosi il sostegno dei mormoni - firmò una "dispensa" che autorizzava la fondazione di una loggia a Nauvoo. Non è chiaro se la prescrizione che una loggia già esistente debba raccomandare la concessione di una "dispensa" sia stata, in questo caso, oggetto di un'esplicita deroga dopo il rifiuto della richiesta alla Loggia Bodley n. 1 (71). Al tempo della dispensa c'erano circa cento membri nelle logge di Nauvoo (72). Durante i successivi due anni ulteriori "dispense" vennero concesse per l'organizzazione di quattro nuove logge composte pressoché esclusivamente da mormoni: le Logge Helm e Nye a Nauvoo; la Loggia Aquila a Keokuk, nell'Iowa; e la Loggia del Sole Nascente a Montrose, nell'Iowa. Il 29 dicembre 1841 diciotto mormoni massoni si incontrarono nell'ufficio di Hyrum Smith, il fratello del profeta, per organizzare la Loggia Nauvoo. George D. Miller venne eletto Gran Maestro; John D. Parker Gran Segretario; e Lucius Scovill Assistente alla Segreteria. Il giorno successivo - 30 dicembre 1841 - Joseph Smith e Sidney Rigdon chiesero di essere ammessi alla Loggia Nauvoo. Un comitato di investigazione della Gran Loggia si espresse in senso favorevole alla petizione il 3 febbraio 1842 (73), e il 15 marzo 1842 la Loggia Nauvoo venne ufficialmente inaugurata dal Gran Maestro Jonas in un bosco vicino al luogo di costruzione del tempio mormone. Miller, Parker e Scovill vennero proclamati alle cariche a cui erano stati eletti. Nella stessa serata Joseph Smith e Sidney Rigdon vennero iniziati come apprendisti nell'ufficio del profeta, il famoso "Negozio di mattoni rossi" (74). Il giorno seguente Joseph Smith e Sidney Rigdon ottenere in rapida successione i gradi di Compagno e di Maestro.

    Poco dopo la fondazione della Loggia Nauvoo, John C. Bennett abbandonò la Chiesa mormone e si dimise da sindaco di Nauvoo (75). Secondo Hyrum Smith, non molto dopo John C. Bennett chiese di parlare con lui - come rappresentante della massoneria - e con Joseph Smith - come rappresentante della Chiesa mormone - per chiedere perdono. Secondo Hyrum Smith a quel tempo riconobbe che Joseph Smith non aveva insegnato "né la fornicazione, né l'adulterio, né la poligamia" (76). Poco dopo i mormoni scoprirono che Bennett era stato espulso dalla sua loggia massonica nell'Ohio (77) e, come risultato, fu espulso dalla Loggia Nauvoo, disassociato e quindi scomunicato dalla Chiesa mormone (78).

    Come conseguenza di questi incidenti, John C. Bennett cominciò a pubblicare una serie di articoli nel Sagamon Journal di Springfield, nell'Illinois, nei quali attaccava la Chiesa mormone e le sue dottrine, accusandola fra l'altro di praticare un rituale simile ai riti massonici. Il suo libro History of the Saints venne pubblicato poco dopo a Boston. Dopo la rottura con Bennett, Joseph Smith pubblicò una dichiarazione intitolata "Fatti importanti relativi alla condotta e al carattere di John C. Bennett, esposti perché la parte onorevole della nostra comunità possa conoscere i suoi disegni di impostore e di adultero di bassa lega" (79). Nello stesso tempo la Loggia Bodley n. 1 di Quincy, citando varie presunte irregolarità, votò una risoluzione in cui si chiedeva al Gran Maestro Jonas di sospendere la "dispensa" per la Loggia Nauvoo fino alla convocazione annuale della Gran Loggia nel successivo mese di ottobre del 1842 (80). La Loggia di Quincy richiedeva pure che la Gran Loggia aprisse un'inchiesta sul "modo in cui i dirigenti della Loggia Nauvoo sono stati proclamati" e sull'iniziazione un poco troppo rapida di Joseph Smith e Sidney Rigdon (81). L'11 agosto 1842 la "dispensa" per la Loggia Nauvoo venne sospesa dalla Gran Loggia dell'Illinois fino all'incontro annuale della stessa Gran Loggia sulla base delle presunte irregolarità. All'epoca della sospensione la Loggia Nauvoo aveva iniziato 286 candidati, 256 dei quali erano pervenuti al grado di Maestro (82). Nell'ottobre successivo, la Gran Loggia decise di investigare le irregolarità che erano state attribuite alla Loggia Nauvoo e di preparare un rapporto per il Gran Maestro (83). Nello stesso incontro venne riferito che l'Illinois contava 480 massoni in dodici logge, 253 dei quali facevano parte della Loggia Nauvoo (84). Sulla base del risultato dell'indagine il nuovo Gran Maestro Helm ritirò la sospensione della "dispensa" per la Loggia Nauvoo e permise alla loggia di riprendere il lavoro massonico, sulla base del rapporto del comitato di inchiesta il quale dichiarava che, benché ci fossero state delle irregolarità ("la pratica di votare per più di un candidato nello stesso tempo", e "l'ammissione di un candidato di carattere per lo meno dubbio sulla base di una semplice promessa di riforma di vita e di restituzione"), si doveva permettere ai fratelli di Nauvoo di riprendere il lavoro dopo averli ammoniti a non continuare nelle irregolarità (85). Dopo la rimozione della sospensione, una nuova dispensa venne concessa dal Gran Maestro per istituire una loggia a Keokuk (86), e la pietra angolare per un nuovo tempio massonico venne deposta a Nauvoo dal Maestro Venerabile della loggia locale, Hyrum Smith (87). Inoltre vennero concesse dispense per la Loggia Helm e la Loggia Nye (entrambe a Nauvoo) e per la Loggia Aquila (a Keokuk), tutte composte quasi soltanto da mormoni. Infine una patente venne concessa alla Loggia del Sole Nascente a Montrose (88). La Loggia del Sole Nascente aveva allora 45 membri, da paragonare a un totale di 439 di tutte le logge della giurisdizione.

    Nell'ottobre del 1843, menzionando nuove irregolarità ("si arruolano membri senza considerare il loro carattere", "i membri vengono avanzati di grado troppo rapidamente" e "la Loggia Nauvoo si è rifiutata di sottoporre i suoi verbali al Comitato di ispezione sui lavori delle logge"), la Gran Loggia rifiutò di concedere una patente e revocò la dispensa per le logge Nauvoo, Nye, Helm e Aquila, e sospese la patente della Loggia del Sole Nascente (89). Nonostante la revoca delle dispense le logge Nauvoo continuarono nei loro lavori, dichiarando che la revoca non era stata loro comunicata ufficialmente, e consacrarono il tempio massonico il 5 aprile 1844 con una solenne cerimonia (90). Joseph Smith partecipò alla consacrazione del tempio massonico di Nauvoo, le cui cerimonie furono dirette dal Maestro Venerabile Hyrum Smith. Erastus Snow pronunciò l'orazione massonica, e anche Joseph Smith pronunciò un discorso. Le cerimonie vennero seguite da 550 massoni (91). Almeno una loggia nell'Illinois mise sotto inchiesta i suoi membri che avevano partecipato a questa cerimonia per la loro frequentazione di "pseudo-massoni clandestini a Nauvoo" (92).

    Meno di tre mesi dopo la consacrazione del tempio massonico di Nauvoo, Joseph e Hyrum Smith vennero assassinati a Carthage, nell'Illinois; Joseph Smith lanciò il segnale massonico di pericolo poco prima di morire (93). Nell'ottobre del 1844 la Gran Loggia dell'Illinois ruppe tutte le relazioni con le logge Nauvoo, Helm e Nye, a causa del loro rifiuto di restituire le dispense ai rappresentanti della Gran Loggia. La Gran Loggia decise pure con un voto di dichiarare il lavoro di tutte queste logge "clandestino" e di sospendere i loro membri da tutti i privilegi massonici (94). La Gran Loggia votò pure l'istituzione di un comitato per determinare se la dispensa per la Loggia Aquila dovesse essere rinnovata (95). Un anno dopo la Gran Loggia decise di non rinnovare la dispensa della Loggia Aquila (96).



    VI. La cerimonia del tempio mormone

    Benché i mormoni abbiano continuato a compiere lavori di loggia dopo la morte di Joseph Smith, il centro della loro attività era ormai la costruzione del tempio che in una rivelazione era stato loro comandato di costruire fin dal 1841. All'interno di questo tempio particolari ordinanze - che sono state paragonate ai riti massonici - avrebbero dovuto essere compiute. In realtà anche prima che la struttura del tempio fosse completata, Joseph Smith aveva iniziato nove persone (Hyrum Smith, patriarca della Chiesa e primo consigliere nella Presidenza; William Law, secondo consigliere; gli apostoli Brigham Young, Heber C. Kimball e William Richards; e inoltre Newell K. Whitney, George Miller, William Marks e James Adams, tutti massoni), in un "Ordine Santo" o "dotazione" il 4 maggio 1842. Questa iniziazione avvenne nel suo ufficio nel "Negozio di mattoni rossi" dove sei settimane prima Joseph Smith era stato iniziato come Apprendista massone.



    VII. Ulteriori paralleli



    A. Rituale

    Giacché cinque membri dell'Ordine Santo erano massoni da molto tempo, gli altri quattro erano stati da poco reclutati nella massoneria, è probabile che Joseph Smith si rendesse conto che sarebbero stati fatti dei paragoni tra i riti massonici e la dotazione; è interessante notare che egli non scoraggiò questi paralleli. Nel momento in cui questi primi mormoni ricevevano la dotazione, Smith insegnò che c'era una "somiglianza di sacerdozio nella massoneria" (97). Benjamin F. Johnson, un massone di Nauvoo, riferiva che Joseph Smith insegnava che "la massoneria deve essere considerata oggi la dotazione degli apostati, così come la religione settaria è la religione degli apostati" (98). Joseph Smith paragonò ulteriormente i due rituali nel suo discorso in occasione della consacrazione del Tempio massonico di Nauvoo, pronunciato poco prima di morire. Il successore di Joseph Smith, Brigham Young, insegnò che il Re Salomone aveva costruito il suo tempio con lo scopo primario di celebrarvi dotazioni (99), e che Salomone era il fondatore della massoneria (100); ma che tuttavia Salomone e i suoi compagni "riuscirono a celebrare poche dotazioni, seppure ne celebrarono qualcuna" perché "il Sommo Sacerdote [Hiram Abiff] venne ucciso da uomini malvagi e corrotti, che avevano già cominciato a diventare apostati, perché non voleva rivelare i segreti del sacerdozio che gli era proibito rivelare finché non fosse arrivato nel luogo opportuno" (101). Il primo consigliere nella Presidenza di Brigham Young, Heber C. Kimball, insegnava pure nel 1858 che "la massoneria di oggi deriva dall'apostasia che si verificò ai tempi di Salomone e di Davide" (102). Giacché la massoneria "derivava dall'apostasia", Joseph Fielding, uno stretto collaboratore del profeta e un massone di Nauvoo, scriveva nel dicembre 1843 che "molti si sono affiliati all'istituzione massonica" come un "passo iniziale o preparazione per qualcos'altro che si colloca alle vere origini della massoneria" (103). James Cummings, che era pure un massone di Nauvoo, secondo il nipote ricordava che Joseph Smith sembrava "comprendere alcune caratteristiche della cerimonia [massonica] meglio di qualunque massone, e diede delle spiegazioni che rendevano i riti molto più belli e carichi di significato" (104). In seguito diverse "autorità generali" della Chiesa mormone offrirono simili paralleli tra la massoneria e il Mormonismo.

    Nel 1886 il periodico mormone Juvenile Instructor pubblicò un articolo in cui affermava che benché questa istituzione "massonica sia antica di diversi secoli, è solo un sacerdozio pervertito sottratto ai templi dell'Altissimo" (pervertito, ma pur sempre sacerdozio) (105). Franklin D. Richards, presidente del Quorum dei dodici apostoli, una delle "autorità generali" che visse più a lungo fra quanti erano stati massoni a Nauvoo, scrisse nel 1891 che "certi riti mistici che sono praticati nella Cristianità pretendono un'antichità che risale al Tempio di Salomone" (106). Otto anni dopo nel corso di una discussione sulle "società segrete" con i suoi colleghi apostoli, Richards disse al suo Quorum che "il profeta Joseph sapeva bene che ci sono cose nella massoneria che vengono dall'antichità, e voleva sapere quali fossero; di qui venne la Loggia [di Nauvoo]. I massoni ammettevano che alcune chiavi di conoscenza relative alla massoneria erano andate perdute. Joseph chiese al Signore di illuminarlo su questa materia, ed Egli rivelò al profeta la vera massoneria, come la abbiamo nei nostri templi. A causa della conoscenza superiore che Joseph aveva ricevuto, i massoni diventarono gelosi e tagliarono fuori la loggia mormone" (107).

    L'apostolo Matthias Cowley ritornò su questo tema l'8 gennaio 1902 in un incontro dei Dodici quando "parlò della massoneria trattandola da contraffazione della vera massoneria che è quella dei Santi degli Ultimi Giorni" (108). Se si paragona la situazione a quella dei giorni nostri - in cui sono gli anti-mormoni a insistere sulle derivazioni massoniche nel Mormonismo - è ironico il fatto che gli anti-mormoni degli inizi del secolo pensavano che il parallelo fra il Mormonismo e la massoneria fosse invece proposto dai mormoni stessi come parte di una campagna di pubbliche relazioni. Mary Eddy V. Smith osservava che "i mormoni sono ansiosi di far credere ai Gentili [cioé ai non mormoni] che tutto quanto essi hanno potuto sapere sulle 'dotazioni bestiali' è associato alla massoneria o è una forma modificata di quest'ultima, reso accessibile anche alle donne. Ma si tratta di un trucco per coprire l'oggetto reale di questa 'istituzione'; e mi sono accorta dal materiale stampato - da quando sono arrivata negli Stati Uniti - che questa opinione è condivisa perfino dai 'Gentili' che si dovrebbero supporre meglio informati dell'argomento. Ripeto che si tratta di un trucco. L'oggetto reale delle mistiche cerimonie mormoni non ha niente a che fare, in nessun modo, né è stato preso a prestito dalla massoneria" (109).

    In modo simile una delle più famose autrici anti-mormoni dell'epoca scriveva: "Si dice che i riti misteriosi [mormoni] sono stati tratti dalla massoneria e che le dotazioni vengono in via diretta da questa società segreta (...). Ma io sono sicura che tutti i buoni massoni rifiuterebbero questo insegnamento" (110). Un'altra autrice celebre della polemica anti-mormone, Fannie Stenhouse, non era meno sicura che per quanto "sia stato spesso sostenuto, e molti ci hanno creduto, che i misteri della Casa delle Dotazioni, erano solo una sorta di imitazione - parodistica finché si vuole - dei riti massonici, c'è appena bisogno di dire che questa affermazione - quando viene esaminata alla luce dei fatti - si rivela non solo infondata ma assurda" (111). Negli stessi anni osservatori non mormoni - fra i quali gli scrittori britannici Richard Burton, Phil Robinson e Rudyard Kipling, tutti massoni - vedevano la stessa relazione tra la massoneria e il Mormonismo a cui avevano fatto cenno Joseph Smith, Brigham Young, Heber C. Kimball e Franklin D. Richards (112).



    B. La morte di Joseph Smith

    Anche le circostanze della morte di Joseph Smith nel giugno 1844 trovano paralleli nella massoneria. Joseph Smith, come Hiram Abiff, era il "figlio della vedova", giacché suo padre, Joseph Smith Senior, era morto poco dopo l'arrivo a Nauvoo. Smith aveva insegnato ai suoi seguaci che la parola perduta della massoneria, che era stata smarrita quando Hiram Abiff venne ucciso, era ora restaurata attraverso il suo ministero profetico (113). Dopo queste rivelazioni Joseph Smith venne arrestato, incarcerato nella prigione di Carthage, nell'Illinois, e ucciso da una folla in tumulto dove si trovavano anche massoni. In un tentativo di fuggire dalla prigione poco prima della morte, Joseph aveva lanciato il segnale di pericolo massonico (114), ma nessuno dei suoi fratelli massoni aveva risposto. Come Hiram Abiff, egli venne assassinato e fu pianto dai suoi seguaci. Uno dei simboli della massoneria è una vergine "che piange su una colonna spezzata, con un libro aperto di fronte a lei, che simboleggia il Tempio lasciato incompiuto". E il dottor B.W. Richard, un ospite a Nauvoo nel 1844, ha riferito che - come abbiamo visto - Lucinda Morgan Harris teneva una copia del manuale anti-massonico di Stearns nelle sue mani mentre piangeva sul corpo del profeta assassinato (115). Come il Tempio era rimasto incompiuto alla morte di Hiram Abiff, così anche il tempio di Nauvoo non era stato completato quando Joseph Smith fu assassinato.



    VIII. Le relazioni fra la massoneria e il Mormonismo nel Territorio dello Utah (116)

    I mormoni non si rivolsero alle autorità massoniche per stabilire una loggia dopo il loro arrivo a Salt Lake City nel 1847: ma una famosa fotografia di Brigham Young, scattata nel 1850, lo mostra chiaramente con un distintivo massonico, e "scuole massoniche" vennero tenute ai deputati nella sessione del 1852 del Parlamento Territoriale (lo Utah era allora un "Territorio" degli Stati Uniti e non ancora uno Stato) (117). Queste due indicazioni di un interesse massonico che permaneva, tuttavia, devono essere viste nel contesto della posizione di Brigham Young, che non solo non tentò di fondare una nuova loggia massonica, ma si sforzò di far prendere alla Chiesa mormone le distanze dalla massoneria. Secondo Wilford Woodruff il 19 aprile 1860 la possibilità di ottenere patenti massoniche venne sollevata in una riunione della Prima Presidenza e del Quorum dei dodici apostoli. Brigham Young commentò che "Joseph e Hyrum [Smith] erano Maestri massoni, ma nonostante questo vennero uccisi da massoni o da gente istigata da loro; Joseph diede il segnale di pericolo ma venne ucciso da massoni mentre lo dava". Young credeva pure che "il popolo degli Stati Uniti ha cercato di distruggerci e (...) si è servito dell'istituzione massonica per realizzare il suo piano" (118). Un anno prima dei commenti di Young, un gruppo di ventitré Maestri massoni giunse con altri soldati a Camp Floyd nello Utah - come parte di un contingente inviato a sorvegliare i mormoni - e ricevette una dispensa dalla Gran Loggia del Missouri il 6 marzo 1859 a cui, il 1° giugno 1860, fece seguito una patente per costituire la Loggia delle Montagne Rocciose n. 205 (119). Brigham Young - come è naturale - era sospettoso nei confronti di questo collegamento massonico di soldati inviati a minare la sua autorità (120). Come risultato di questi eventi, Brigham Young disse a coloro che ancora desideravano organizzare una loggia massonica nello Utah che fondare una Gran Loggia mormone "ci tirerebbe tutto l'Inferno addosso finché il potere rimane in mani altrui" (121). In effetti nessuna loggia massonica di mormoni nacque nello Utah, e Brigham Young continuò a considerare i massoni responsabili della morte di Joseph Smith, anche se molti mormoni si consideravano ancora buoni massoni (122).

    Nell'ottobre del 1862 un'altra unità militare, comandata dal colonnello Patrick Conner, arrivò nello Utah. Conner iniziò a pubblicare la Union Vedette, una tribuna per i soldati, mercanti e minatori non mormoni che aspiravano a un ruolo più significativo nello sviluppo politico ed economico del Territorio. La tensione salì e raggiunse il suo apice quando Brigham Young, a partire dal 1865, incoraggiò i membri della Chiesa mormone a boicottare i mercanti non mormoni. All'inizio di novembre 1865 - in questo clima agitato - diversi mercanti massoni convocarono una riunione con lo scopo di organizzare una loggia massonica (123). Nonostante i sentimenti ambigui dei leader mormoni che erano massoni, e l'innegabile animosità che opponeva il Mormonismo alla massoneria, diversi mormoni parteciparono alla riunione. I non mormoni, tuttavia, si rifiutarono di riconoscerli come massoni genuini, e organizzarono la loggia senza di loro. Come d'abitudine, richiesero una patente alla Gran Loggia più vicina, e ricevettero una dispensa annuale dalla Gran Loggia del Nevada datata 26 gennaio 1866 che li autorizzava a inaugurare la Loggia Mount Moriah. La dispensa recava tuttavia una condizione: nessun mormone avrebbe dovuto essere ammesso né come membro né come visitatore. In una lettera di istruzioni, scritta in risposta a un quesito della loggia, il Gran Maestro spiegava che mentre "le leggi del paese hanno dichiarato che la poligamia è un crimine", i mormoni "hanno apertamente dichiarato, con aria di sfida, la loro intenzione di resistere all'applicazione della legge". Inoltre "la poligamia è una peste morale e sociale che è dovere della massoneria combattere" (124).

    I massoni dello Utah obiettarono, non perché volessero iniziare poligamisti, ma perché non volevano accettare restrizioni quanto ai visitatori. Inoltre - evidentemente - non tutti i mormoni erano poligamisti. Pertanto accettarono la limitazione "per quanto riguarda i poligamisti" ma richiesero il diritto di ricevere come visitatori "tutti i massoni che non sono d'accordo con la poligamia né la praticano" (125). La Gran Loggia del Nevada non solo rifiutò la richiesta, ma rifiutò anche di concedere una patente permanente nel 1866, rinnovando soltanto la dispensa per un anno. I massoni dello Utah accettarono la dispensa così rinnovata ma, per quanto riguardava la loro loggia, decisero "sulla base della nostra idea del diritto e della giustizia, che non possiamo massonicamente escludere un visitatore per ragioni religiose, mentre escluderemo i poligamisti per ragioni generali" (126). La Gran Loggia del Nevada non si lasciò convincere, rifiutò la richiesta del 1867 per una patente, e così costrinse la Loggia Mount Moriah a sciogliersi (127).

    I massoni dello Utah ricostituirono la Loggia Mount Moriah, cercarono senza successo di ottenere una nuova dispensa dalla Gran Loggia del Montana, quindi - nel 1868 - si rivolsero con successo alla Gran Loggia del Kansas, ottenendo prima una dispensa e poi una patente. Nel frattempo la Gran Loggia del Montana aveva concesso una dispensa a un altro gruppo di massoni residenti nello Utah per aprire la Loggia Wasatch nell'ottobre del 1866. La loggia comprendeva soldati di Camp Douglas e altri residenti di Salt Lake City che non erano mormoni. La dispensa non conteneva condizioni relative ai mormoni, ma imponeva alla loggia di assumere il nome "Wasatch" anziché "Re Salomone" come era stato inizialmente proposto, perché Salomone era "identificato come un poligamista". La Loggia Wasatch, apparentemente, era libera di ammettere mormoni sulla base della dispensa e della patente, ma si rifiutò di farlo. Nonostante la sua diffidenza verso i massoni in genere, Brigham Young si lamentò della politica di esclusione in un discorso del febbraio 1867 nel Tabernacolo. "Hanno paura della poligamia", disse, e contrattaccò in modo sarcastico: "Chi ha fondato la massoneria? Possono andare indietro soltanto fino a Salomone, e lì si fermano (...). Ora, è vero o no che era un poligamista? Se anche credeva nella monogamia, non sembra averla molto praticata, perché aveva settecento mogli, più di quante ne abbia io" (128).

    La terza loggia dello Utah, chiamata Argenta, venne organizzata nel 1871 con patente della Gran Loggia del Colorado. Secondo uno storico la Loggia Argenta venne creata per "opporsi alle idee di alcuni uomini di grande potere [presumibilmente i mormoni] che intendevano ottenere dispense e patenti per creare logge massoniche nello Utah da paesi stranieri" (129). Circa trent'anni dopo, il Comitato di Giurisprudenza della Gran Loggia dello Utah ricordava che questa "loggia giovane e immatura venne partorita a forza nel 1871 perché c'erano già altre due logge, e ne occorrevano tre per fondare una Gran Loggia, fondazione resa necessaria per impedire a certe persone che vivevano in aperta violazione delle leggi del Paese di procurarsi una patente e fondare una loggia loro" (130). L'allusione ai mormoni era ancora una volta evidente. Secondo la procedura corrente negli Stati Uniti, tre logge erano in effetti il minimo per fondare una Gran Loggia; la presenza di una Gran Loggia in uno Stato o Territorio sottraeva le logge locali alla giurisdizione delle Gran Logge situate fuori dallo Stato che avevano concesso le patenti. La Gran Loggia dello Utah venne organizzata il 20 gennaio 1872, con 124 membri nelle tre logge locali. Nonostante il conflitto fra la Loggia Mount Moriah e la Gran Loggia del Nevada sull'esclusione dei mormoni, come membri o come visitatori, fossero o no poligamisti, le regole non scritte della Gran Loggia dello Utah ebbero da allora lo stesso effetto.

    Alcuni massoni potevano temere una prevalenza dei mormoni se fosse stato loro concesso di essere iniziati, ma la prima ragione era l'ostilità alla poligamia. Un primo caso pilota significativo fu quello di John P. Sorenson. Si trattava di un mormone non praticante e non poligamista che era entrato nella Loggia Argenta nel 1876, era diventato un Maestro massone nello stesso anno e un dirigente della loggia nel 1878. Tuttavia - quando ricominciò a frequentare la Chiesa mormone nel 1879 - venne prontamente espulso con un voto di cinque a uno dai Commissari eletti dalla Loggia Argenta per esaminare il suo caso. Le ragioni fornite erano in primo luogo che si trattava di un "membro a pieno titolo della Chiesa mormone, i cui principi e pratiche nello Utah sono in diretta violazione delle leggi degli Stati Uniti, e anche delle leggi della morale e della comune decenza". In secondo luogo "si è dichiarato un seguace del principio e della pratica della poligamia, e così facendo ha recato offesa al buon nome della massoneria" (131).

    Nel 1882 il Gran Maestro della Gran Loggia dello Utah diede istruzioni al Gran Segretario, Christopher Diehl, di preparare una comunicazione esplicativa alle Gran Logge di tutto il mondo per "impedire ulteriori equivoci" rispetto alle regole di esclusione che vigevano nello Utah. La circolare di Diehl ricordava ai massoni che un buon massone deve "obbedire a tutte le leggi, e i massoni dello Utah ritengono che questo importante requisito manchi nei mormoni, perché una delle principali dottrine della loro Chiesa nello Utah è la poligamia, che una legge degli Stati Uniti ha dichiarato un crimine, e che tutte le civiltà considerano un residuo di barbarismo" (132).

    La massoneria dello Utah crebbe molto lentamente fra il 1880, quando contava 392 Maestri massoni, e il 1890, quando il numero era salito a 486. Tuttavia singoli massoni figuravano in modo preminente nella politica locale e nelle battaglie legali, fra cui quelle per togliere il diritto di voto ai mormoni poligamisti e per eliminare la pratica stessa della poligamia. Dopo l'abbandono ufficiale della poligamia nel 1890 e l'ammissione dello Utah negli Stati Uniti come Stato nel 1896, la coalizione non mormone aveva evidentemente raggiunto i suoi scopi di maggiore partecipazione nell'economia e nel governo e di attuazione delle leggi contro la poligamia.

    Dopo l'abbandono della poligamia da parte dei mormoni la prima ragione dichiarata dai massoni dello Utah per escludere i mormoni non esisteva più, ma la politica di esclusione non venne modificata. Nel 1821 Sam H. Goodwin, Gran Segretario della Gran Loggia dello Utah, cominciò a modificare la ragione dell'esclusione dalla poligamia alla pratica di riti segreti. Nel 1921 scrisse un articolo pubblicato in due parti su The Builder, un mensile massonico, per spiegare perché "i Santi degli Ultimi Giorni non sono ricevuti nelle logge massoniche nello Utah, né come visitatori né come membri" (133) e quindi ne pubblicò una versione ampliata in un opuscolo intitolato Mormonismo e massoneria dove per la prima volta dopo la circolare del 1882 di Diehl si spiegavano le ragioni per l'esclusione dei mormoni. Tra le ragioni fornite da Goodwin per escludere i mormoni dalla massoneria c'era la sua convinzione che la cerimonia del Tempio mormone era stata presa a prestito dalla massoneria, e che pertanto il Mormonismo promuoveva una forma di massoneria "clandestina". La gerarchia mormone fece pubblicare delle risposte dettagliate all'opuscolo di Goodwin, dove si sosteneva che la cerimonia del Tempio non plagiava nessun rito massonico; ma in realtà le autorità massoni e mormoni erano d'accordo fra loro nel ritenere che la doppia appartenenza fra le loro rispettive organizzazioni non fosse possibile (134).

    Diversi massoni tentarono di modificare la regola dell'esclusione, ma nel 1925 la Gran Loggia approvò una risoluzione che modificava il Codice della Gran Loggia dello Utah e proibiva a tutti i mormoni, compresi i non praticanti, di divenire massoni nello Stato (135). Il voto metteva per iscritto una politica praticata nello Utah dal 1866, e faceva della Gran Loggia dello Utah l'unica giurisdizione massonica negli Stati Uniti ad avere regole scritte che impedivano ai membri di una religione esplicitamente nominata di diventare massoni o di frequentare le logge. Vari ulteriori tentativi vennero effettuati nel 1927 (136), nel 1958 (137), nel 1965 (138), e nel 1983 (139) per modificare la proibizione scritta contro l'ammissione dei mormoni alla massoneria nello Utah. Soltanto nel 1984 una modifica che eliminava l'esclusione dei Santi degli Ultimi Giorni (che nel frattempo potevano diventare massoni in altri Stati, ma non nello Utah) venne finalmente approvata (140).



    IX. Conclusioni

    Dall'epoca della fondazione della Chiesa mormone a oggi, i mormoni hanno considerato la massoneria come il risultato di una degenerazione e di una apostasia da un'originaria e valida rivelazione di Dio. La massoneria manteneva alcune verità nelle sue leggende e nelle sue pratiche, ma per restaurarla nella sua forma originaria era necessaria una nuova rivelazione. Questa nuova rivelazione - sostenevano i mormoni - era il Libro di Mormon, che rappresentava il compimento delle leggende massoniche sulle "tavole triangolari", sulla loro traduzione e sulla rivelazione del vero nome di Dio. La cerimonia del Tempio mormone era una restaurazione del rito massonico degenerato. La partecipazione dei primi mormoni alla massoneria a poco a poco venne vista come una semplice preparazione a ricevere la "pienezza del Vangelo" nella Chiesa mormone. Dopo la fondazione della Chiesa e la morte di Joseph Smith non si ritenne più necessario che i mormoni avessero rapporti con la massoneria. Anzi - all'epoca del Territorio - nello Utah si sviluppò un'aspra battaglia verbale fra mormoni e massoni relativa all'origine e al significato delle due istituzioni. Mentre le origini della massoneria continuano a essere un oggetto di dibattito per gli storici, si può credere che anche sui rapporti fra Mormonismo e massoneria le controversie siano destinate a continuare.

    ***

    (1) John Hamill, The Craft: A History of English Freemasonry, Crucible, Wellingborough (Northamptonshire) 1986, p. 88.

    (2) Ibid.

    (3) Ronald P. Formisano con Kathleen Smith Kutolowskj, "Antimasonry and Masonry: The Genesis of Protest, 1826-1827", American Quarterly, vol. 29, n. 2 (estate 1977), pp. 139-143.

    (4) Cfr. R.P. Formisano, op. cit., p. 143, n. 18; Paul Goodman, Towards a Christian Republic. Antimasonry and the Great Transition in New England, 1826-1836, Oxford University Press, Oxford 1988, p. 3; The Freemason's Library, Baltimora 1828, citato da Henry Dana Ward, Freemasonry, New York 1828.

    (5) Cfr. A Report on the Abduction of William Morgan, New York, 14 febbraio 1829. Questo numero deve essere tuttavia esagerato, giacché The Freemason's Library, cit., pubblicata un anno prima citava soltanto 157 logge massoniche nello Stato di New York. Cfr. pure Henry Leonard Stillson (a cura di), History of the Ancient and Honorable Fraternity of Free and Accepted Masons, and Concordant Orders, The Fraternity Publishing Company, Boston 1910, p. 261; James C. Odierne, Opinions on Speculative Masonry, Boston 1830, p. 198; R.P. Formisano, op. cit., p. 143.

    (6) [Thomas S. Webb], The Freemason's Monitor; or, Illustrations of Masonry, Spencer and Webb, Albany 1797. Anche prima della fine del Settecento erano stati pubblicati alcuni testi massonici significativi fra cui Welling Calcott, A Candid Disquisition..., Boston 1772.

    (7) Jeremy L. Cross, The True Masonic Chart, or Hieroglyphic Monitor, John C. Gray, New Haven 1820. Cfr. pure Thaddeus Mason Harris, Discourses..., Charlestown 1801.

    (8) William Morgan, Illustrations of Masonry, presso l'Autore, Batavia (New York) 1826, p. 102.

    (9) Masonic Mirror, 27 novembre 1824.

    (10) T.S. Webb, op. cit., p. 34.

    (11) Masonic Mirror, 27 novembre 1824.

    (12) (Rev.) Cheever T. Felch, An Address Delivered before Mount Carmel Lodge at Lynn, June 1821..., Boston s.d., p. 7.

    (13) La versione americana più nota di questa letteratura è John Robison, Proofs of a conspiracy against all the religions and governments of Europe carried on in the secret meetings of Freemasons, Illuminati, and reading societies, 4ª ed., G. Forman, New York 1798; tra le traduzioni di opere europee cfr. [Abbé] Barruel, The Anti-Christian and Anti-Social Conspiracy, Joseph Ehrenfried, Lancaster (Pennsylvania) 1812.

    (14) John Cosens Ogden, A View of the New England Illuminati: who are indefatigably engaged in destroying the religion and government of the United States; under a feigned regard for their safety - and under an impious abuse of true religion, T. Carey, Philadelphia 1799; Seth Payson, Proofs of the real existence, and dangerous tendency of Illuminism, containing an abstract of the most interesting parts of what Dr. Robison and the Abbé Barruel have published on this subject; with collateral proofs and general observations, Samuel Etheridge, Charlestown (Massachusetts) 1802.

    (15) Stanley Upton Mock, The Morgan Episode in American Free Masonry, The Roycrofters, East Aurora (New York) 1930, pp. 28-29.

    (16) Cfr. la testimonianza di Lucinda Morgan in A Narrative of the Facts and Circumstances Relating to the Kidnapping and Murder of William Morgan, D.C. Miller, Batavia 1827.

    (17) Op. cit.

    (18) Wayne Sentinel, 17 novembre 1826. Per un punto di vista anti-massonico sul caso Morgan cfr. Proceedings of United States Anti-Masonic Convention, held at Philadelphia, September 11, 1830, Skinner and Dewey, New York 1830; e David Bernard, Light on Masonry: A Collection of the Most Important Documents on the Subject of Speculative Free Masonry, W. Williams, Utica 1829. Per un punto di vista massonico cfr. Rob Morris, William Morgan: Or Political Anti-Masonry, its Rise, Growth and Decadence, Robert McCoy, New York 1883. Cfr. pure William Preston Vaughn, The Anti-Masonic Party in The United States, 1826-1843, University Press of Kentucky, Lexington (Kentucky) 1983.

    (19) D. Bernard, op. cit.

    (20) LeRoy Convention, A Revelation of Freemasonry as published to the World by a Convention of Seceeding Masons, Weed and Heron, Rochester 1828.

    (21) S.U. Mock, op.cit., pp.119-120, 125-126, 128-129.

    (22) Cfr. per esempio Henry Dana Ward, Free Masonry, New York 1828, pp. 1-5.

    (23) W. Morgan, op. cit., pp. 69-70; D. Bernard, op. cit., pp. 58-59. Morgan - da cui copia Bernard - ammette che Hiram figura nel Vecchio Testamento (2 Cronache 2, 13) dove peraltro il nome Abiff non è utilizzato.

    (24) Cfr. D. Bernard, op. cit., p. 62: "La massoneria professa di condurre gli uomini al Cielo, eppure nega queste benedizioni a una larga maggioranza della famiglia umana. Tutte le donne, e inoltre i vecchi, i giovani e i poveri sono esclusi. Quanto poco questo assomiglia al glorioso Vangelo del Figlio di Dio. In quest'ultimo non c'è nessuna restrizione di persone; i potenti e gli umili, i ricchi e i poveri, i liberi e gli schiavi, gli uomini e le donne, tutti sono uno in Cristo Gesù".

    (25) Secondo gli archivi della Gran Loggia di New York.

    (26) La leggenda di Enoch è contenuta nel nono grado (dell'epoca) e discussa dettagliatamente da T.S. Webb, op. cit., pp. 242-247.

    (27) Ibid., pp. 249-257.

    (28) La leggenda di Hiram Abiff è contenuta nel grado di Maestro massone, ed è discussa da W. Morgan, op. cit., pp. 78-103 e D. Bernard, op. cit., pp. 61-74.

    (29) Fra questi emblemi ci sono l'ape e l'occhio "che vede da tutte le parti"; cfr. W. Morgan, op. cit., pp. 78-103; e D. Bernard, op. cit., pp. 61-74.

    (30) La decapitazione dell'assassino di Hiram Abiff e il giuramento di vendicare la sua morte sono contenuti nel grado di Cavaliere Eletto; cfr. D. Bernard, op. cit., pp. 196-199.

    (31) La restaurazione della parola del Maestro è contenuta nel grado dell'Arco Reale; cfr. D. Bernard, op. cit., pp. 124-144.

    (32) Joseph Smith [e altri], History of the Church, nuova ed., Deseret Book Co., Salt Lake City 1978, 7 voll., vol. I, pp. 9-17.

    (33) Cfr. Dottrina e Alleanze, Sezioni 78, 92, 96 e 104.

    (34) Cfr. Dottrina e Alleanze, Sezione 107.

    (35) Cfr., nel Libro di Mormon, il Libro di Ether, capitoli 2, 3 e 15.

    (36) Geauga Gazette, 15 marzo 1831.

    (37) Alexander Campbell, "The Illusions", Millennial Harbinger, vol. II, n. 2, 7 febbraio 1831, p. 31.

    (38) Jason Whitman, "Notes of Books, The Book of Mormon", The Unitarian, vol. I, n. 1, 1° gennaio 1834, p. 47.

    (39) E.D. Howe, Mormonism Unvailed [sic], Painsville (New York) 1834, p. 81.

    (40) E.S. Abdy, Journal of a Residence and Tour in the United States of America, from April, 1833 to October, 1834, 3 voll., Londra 1835, vol. III, pp. 55-56.

    (41) LaRoy Sunderland, Mormonism Exposed and Refuted, Piercy & Reed, New York 1838, p. 46.

    (42) Un articolo recente che sostiene l'esistenza di riferimenti anti-massonici è quello di Dan Vogel, "'Mormonism's Anti-Masonick Bible'", John Whitmer Historical Association Journal, 9 (1989), pp.17-30. Il migliore articolo che sostiene il punto di vista contrario è quello di Daniel C. Peterson, "Notes on 'Gadianton Freemasonry'", in Steven D. Ricks - William J. Hamblin (a cura di), Warfare and the Book of Mormon, Deseret Book Company, Salt Lake City e Foundation for Ancient Research and Mormon Studies, Provo (Utah) 1990, pp. 174-224.

    (43) Libro di Mosè, cap. 5.

    (44) Cfr. H.D. Ward, op. cit., p. 69; T.S. Webb, op. cit., p. 56.

    (45) Cfr. The Telegraph Painesville, Ohio, 2ª serie, vol. II, n. 40, 22 marzo 1931; Ohio Star, citato da Max H. Parkin, Conflict at Kirtland, Salt Lake City 1966, p. 23. Per i problemi trattati in questo e nei successivi paragrafi cfr., più diffusamente, il mio "'Similarity of Priesthood in Masonry': The Relationship Between Mormonism and Freemasonry", Dialogue: A Journal of Mormon Thought, vol. 27, n. 3, primavera 1994, pp. 1-115.

    (46) Ebenezer Washington, "Items of Personal History of the Editor", The Return, voll. I-III (1888-1890), p. 90.

    (47) In realtà Joseph Smith si rivolse anzitutto a Thurlow Weed del Rochester Telegraph, un giornale anti-massonico, prima di concludere l'accordo per la pubblicazione del Libro di Mormon con il tipografo E.B. Grandin di Palmyra, nello Stato di New York: così Thurlow Weed, Life of Thurlow Weed, a cura di Harriet A. Weed, Houghton Miffin and Co., Boston 1883, pp. 358-359.

    (48) Harris - che abbiamo visto definire il Libro di Mormon, "la Bibbia anti-massonica" - era stato membro del comitato anti-massonico della città di Palmyra nel 1827. Cfr. The Wayne Sentinel, 5 ottobre 1827; e Richard Lloyd Anderson, "Martin Harris, the Honorable New York Farmer", Improvement Era, vol. 72 (1969), p. 20.

    (49) Cfr. D. Bernard, op. cit., pp. 413-417, 452-459; Milton W. Hamilton, Anti-Masonic Newspapers, 1826-1834, The Southworth-Authoesen Press, Portland (Maine) 1939, p. 82. Phelps fondò con R.M. Blumer l'Ontario Phoenix il 28 aprile 1829 a Canandaigua, nello Stato di New York. Egli ricevette una copia del Libro di Mormon il 9 aprile 1830, pochi giorni dopo la fondazione della Chiesa, e continuò a dirigere l'Ontario Phoenix fino al 18 maggio 1831, quando si convertì al Mormonismo. Cfr. pure The Wayne Sentinel (pubblicato a Palmyra, Stato di New York), vol. V, n. 24, 7 marzo 1828: dopo avere ripudiato la massoneria nel 1828 Phelps annunciava la sua intenzione di pubblicare i segreti dei vari gradi massonici.

    (50) William Morgan e sua moglie avevano abitato sopra l'ufficio di Harris a Batavia. Harris venne espulso dalla Loggia di Batavia n. 433 il 15 agosto 1826 "per l'enorme depravità della sua condotta massonica". Una notizia della sua espulsione venne pubblicata dalla loggia lo stesso giorno di una "Notizia e messa in guardia" contro William Morgan, definito "un impostore e un uomo pericoloso": Masonic Mirror and Mechanic's Intelligencer, vol. II, n. 36, 2 settembre 1826, p. 290. Dopo la morte di Morgan la vedova, Lucinda, e il suo amico Harris dichiararono che un corpo trovato sulle sponde del Lago Ontario era quello di William Morgan. Si sbagliavano, perché si trattava di un canadese chiamato Timothy Munro: cfr. Rob Morris, op. cit., pp. 258-259.

    (51) Pomeroy Tucker, Origin, Rise, and Progress of Mormonism, D. Appleton & Co., New York 1867.

    (52) Orsamus Turner, History of the Pioneer Settlement of Phelps and Gorham's Purchase, William Alling, Rochester 1851. Orsamus Turner fu tra le poche persone imprigionate nell'indagine sul rapimento di William Morgan: cfr. R. Morris, op. cit., pp. 191-192, 206, 209, 224, 228.

    (53) Orson F. Whitney, Life of Heber C. Kimball, Stevens & Wallis, Salt Lake City 1945, pp. 11-12.

    (54) Millennial Star, n. 26, 23 luglio 1864, pp. 471-472.

    (55) R. Morris, op. cit., pp. 276-277.

    (56) Ibid., pp. 277-278.

    (57) Anti-Masonic Review, 11 dicembre 1830.

    (58) Donna Hill, Joseph Smith, The First Mormon, Doubleday and Co., Garden City (New York) 1977, p. 227.

    (59) Cfr. Wilhelm Wyl, Mormon Portraits, Joseph Smith the Prophet, his Family and his Friends, Tribune Publishing Company, Salt Lake City 1886, p. 60; Daniel W. Bachman, A Study of the Mormon Practice of Plural Marriages Before the Death of Joseph Smith, tesi di dottorato, Purdue University, dicembre 1975, pp. 112-113.

    (60) Martha Taysom, "Is There No Help for the Widow? The Strange Life of Lucinda Pendleton Morgan Harris", relazione inedita presentata al congresso annuale della Mormon History Association, Lamoni (Iowa), maggio 1993, p. 5.

    (61) Andrew Jensen, The Historical Record, dicembre 1899; Benjamin F. Johnson, My Life's Review, Zion's Printing and Publishing Company, Independence (Missouri) 1947, p. 61; Lee County Democrat, 1° ottobre 1842; Helen Mar Whitney, "Scenes and Incidents in Nauvoo", Women's Exponent, vol. X, p. 26; R. Morris, op. cit., p. 279.

    (62) Deseret News, 22 novembre 1875.

    (63) Proceedings of the Grand Lodge of Illinois, 1840, pp. 1-5.

    (64) Mervin B. Hogan, "Mormonism and Freemasonry: The Illinois Episode", The Little Masonic Library, II (1977), p. 311.

    (65) [J. Smith e altri], History of the Church, cit., vol. IV, pp. 168-170, 172.

    (66) Ibid., vol. IV, pp. 177-179.

    (67) Ibid., vol. IV, pp. 270-271.

    (68) Ibid., vol. IV, pp. 275-276.

    (69) Ibid., vol. IV, pp. 287, 293, 295-296, 341.

    (70) John C. Reynolds, History of the M.W. Grand Lodge of Illinois, H.G. Reynolds Jr., Springfield (Illinois) 1869, p. 154; Records of Bodley Lodge No. 1.

    (71) J.C. Reynolds, op. cit., p. 184.

    (72) S.H. Goodwin, Mormonism and Masonry: A Utah Point of View, Sugarhouse Press, Salt Lake City 1921, p. 4.

    (73) Mervin B. Hogan (a cura di), Founding Minutes of the Nauvoo Lodge, U.D., Research lodge No. 2, Des Moines (Iowa) 1971, pp. 8 e 10.

    (74) [J. Smith e altri], History of the Church, vol. IV, pp. 550, 566.

    (75) Ibid., vol. V, pp. 12, 71.

    (76) [J. Smith e altri], History of the Church, vol. V, pp. 71-73.

    (77) Mervin B. Hogan, The Confrontation of Grand Master Abraham Jonas and John C. Bennett in Nauvoo, presso l'Autore, Salt Lake City 1976, pp. 8-9.

    (78) Proceedings of the Grand Lodge of Illinois, 1842, p. 78; Dean Jessee (a cura di), The Papers of Joseph Smith, 2 voll., Deseret Book Company, Salt Lake City 1989-1992, vol. II, p. 387.

    (79) In Times and Seasons, vol. III, 1° luglio 1842, pp. 839-843.

    (80) J.C. Reynolds, op. cit., pp. 174-175.

    (81) Ibid., p. 175.

    (82) S.H. Goodwin, op. cit., p. 13.

    (83) Proceedings of the Grand Lodge of Illinois, 1842, pp. 59-60.

    (84) J.C. Reynolds, op. cit., p. 174.

    (85) Proceedings of the Grand Lodge of Illinois, cit., pp. 71-72; J.C. Reynolds, op. cit., pp. 172-173.

    (86) Ibid., p. 226; Proceedings of the Grand Lodge of Illinois, 1844, pp. 120-121.

    (87) [J. Smith e altri], History of the Church, vol. V, p. 446.

    (88) J.C. Reynolds, op. cit., pp. 192-193.

    (89) Ibid., pp. 199-200; Proceedings of the Grand Lodge of Illinois, 1842, pp. 96-97.

    (90) J.C. Reynolds, op. cit., p. 244.

    (91) [J. Smith e altri], History of the Church, cit., vol. VI, p. 287.

    (92) J.C. Reynolds, op. cit., pp. 254-257.

    (93) Times and Seasons, vol. V, p. 585 (15 luglio 1844).

    (94) J.C. Reynolds, op. cit., p. 232.

    (95) Ibid., p. 228.

    (96) Ibid., p. 261.

    (97) Lettera di Heber C. Kimball a Parley P. Pratt, 17 giugno 1842, Parley P. Pratt Papers, Archivi della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, p. 80.

    (98) Benjamin F. Johnson, My Life's Review, cit., p. 96.

    (99) Journal of Discourses, vol. 18, p. 303.

    (100) Ibid., vol. 11, pp. 327-328.

    (101) Ibid., vol. 18, p. 303.

    (102) Manuscript History of Brigham Young, 13 novembre 1858, p. 1085.

    (103) Andrew F. Ehat (a cura di), "'They might have known that he was not a Fallen Prophet' - The Nauvoo Journal of Joseph Fielding", BYU Studies, vol. 19, n. 2 (inverno 1979), pp. 145-147.

    (104) Horace Cummings, "History of Horace Cummings", Harold B. Lee Library, Brigham Young University, citata da Kenneth W. Godfrey, Causes of Mormon / Non-Mormon Conflict in Hancock County, Illinois, 1839-1846, tesi di laurea, Brigham Young University, 1967, p. 86. Una parte del diario di Horace H. Cummings venne pubblicata sul Juvenile Instructor, un periodico mormone, nell'agosto 1929. In questa versione la spiegazione del rito massonico da parte di Joseph Smith viene riferita nei termini seguenti: "Alcuni dei primi avvenimenti che fecero grande impressione sulla mia mente e furono per me un'utile lezione mi furono raccontati da mio padre. I suoi genitori, che avevano una famiglia numerosa, vivevano a Nauvoo ed erano piuttosto intimi con il profeta Joseph. In effetti suo padre, che era un Maestro massone, officiava quando il profeta venne condotto attraverso i gradi della massoneria. Mentre questo avveniva il profeta spiegò molte cose sul rito che gli stessi massoni non pretendono di capire, ma che egli rese chiare e meravigliose" (Horace H. Cummings, "True Stories from my Journal", Juvenile Instructor, vol. 64, n. 8, agosto 1929, p. 441).

    (105) Juvenile Instructor, vol. 21, n. 6, 15 marzo 1886, p. 91.

    (106) Franklin D. Richards, "The Temple of the Lord", Juvenile Instructor, vol. 26, n. 23, 1° dicembre 1891, ristampato in The Utah Genealogical and Historical Magazine, vol. 11, n. 4, ottobre 1920, p. 147.

    (107) Diario di Rudger Clawson, 4 aprile 1899, Papers of Rudger Clawson, collezioni speciali, Biblioteca Marriott, University of Utah, Salt Lake City, Utah; pubblicato in A Ministry of Meetings. The Apostolic Diaries of Rudger Clawson, a cura di Stan Larson, Signature Books, Salt Lake City 1993, p. 42.

    (108) Ibid., p. 380.

    (109) Nelson Winch Green, Fifteen Years Among the Mormons, H. Dayton, New York 1859, pp. 49-50.

    (110) Ann Eliza Young, Wife No. 19, Dustin, Gilman & Co., Hartford (Connecticut) 1875, p. 371.

    (111) [Mrs. T.B.H.] Stenhouse, "Tell it All": The Story of a Life's Experience in Mormonism, A.D. Washington & Co., Hartford (Connecticut) 1874, p. 354.

    (112) Cfr. Richard F. Burton, The City of the Saints, Longman, Green, Longman & Roberts, Londra 1861, p. 271 (tr.it.: I Mormoni e la Città dei Santi, Fratelli Treves, Milano 1875); Phil Robinson, Sinners and Saints, Sampson, Law, Marston, Searle & Rivington, Londra 1883, p. 139; Rudyard Kipling, From Sea to Shining Sea, 2 voll., Doubleday & McClure Co., New York 1899, vol. II, p. 111.

    (113) In realtà i massoni - qualunque cosa pensino i mormoni - credono che la parola perduta sia stata nuovamente scoperta da loro, e sia trasmessa nel grado dell'Arco Reale (cfr., per esempio, W. Morgan, op. cit., p. 102).

    (114) Times and Seasons, vol. V, p. 585 (15 luglio 1844).

    (115) Deseret News, 27 novembre 1875, che ristampa un articolo del Chicago Times. Cfr. John C. Stearns, An Inquiry into the Nature and Tendency of Speculative Free-Masons, Utica (New York) 1826. Dopo questa edizione - che precede anche il libro di William Morgan - una quinta edizione considerevolmente ampliata venne pubblicata nel 1829 - da Northway & Porter, Utica (New York) - e più volte ristampata.

    (116) Cfr. sul punto, con ulteriori osservazioni, il mio "Masonry and Mormonism in Utah, 1847-1984", Journal of Mormon History, vol. 18, n. 2, primavera 1992, pp. 51-96.

    (117) City of the Saints in Picture and Story, Deseret News, Salt Lake City 1906, p. 34; Douglas F. Tobler - Nelson B. Wadsworth, The History of Mormons in Photographs, St. Martin's Press, New York 1989, pp. 10, 11, 23, 148; On the Mormon Frontier: The Diary of Hosea Stout, a cura di Juanita Brooks, 2 voll., University of Utah Press, Salt Lake City 1964, vol. II, pp. 415, 423.

    (118) Wilford Woodruff, Wilford Woodruff's Journal, a cura di Scott G. Kinney, 9 voll., Signature Books, Midvale (Utah) 1984, vol. 5, p. 482.

    (119) Gustin Gooding, First 100 Years of Freemasonry in Utah (ristampato con il titolo The History of Utah Masonry), Franklin Lodge No. 27, Salt Lake City 1983; Samuel H. Goodwin, Freemasonry in Utah, Thirty Years of Mt. Moriah Lodge No. 2 F & A.M. 1866-1896, presso l'Autore, Salt Lake City 1930, p. 6.

    (120) Norman H. Furniss, The Mormon Conflict, 1850-1859, Yale University Press, New Haven (Connecticut) 1960, pp. 76, 119-120, 127, 196.

    (121) W. Woodruff, op. cit., vol. 5, p. 483.

    (122) Journal of Discourses, vol. 9, pp. 180, 182; vol. 10, pp. 125-126.

    (123) Edward W. Tullidge, The History of Salt Lake City and Its Founders, s.e., Salt Lake City 1886, Appendice, pp. 15-18.

    (124) 1866 Proceedings of the Grand Lodge of Nevada, Carson City (Nevada) 1866, pp. 120-121, 124, 165-167; 1867 Proceedings of the Grand Lodge of Nevada, Carson City (Nevada) 1867, p. 288.

    (125) S.H. Goodwin, op. ult. cit., p. 14.

    (126) Ibid., p. 15.

    (127) 1867 Proceedings of the Grand Lodge of Nevada, cit., pp. 288-289.

    (128) Journal of Discourses, vol. 11, pp. 327-328.

    (129) Sam H. Goodwin, Freemasonry in Utah: The First Decade of Argenta Lodge No. 3 and its First Master, presso l'Autore, Salt Lake City 1925, pp. 8-9.

    (130) "Report of Committee on Jurisprudence", in 1899 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, Tribune Printing and Publishing Co., Salt Lake City 1899, p. 33.

    (131) S.H. Goodwin, op. ult. cit., p. 17.

    (132) 1882-83 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, s.e., Salt Lake City 1883, pp. 18, 24-25.

    (133) Sam H. Goodwin, "A Study of Mormonism and its Connection with Masonry in the Early Forties", in The Builder, vol. 7, n. 2, febbraio 1921, pp. 36-42; e vol. 7, n. 3, marzo 1921, pp. 64-70.

    (134) Cfr., per esempio, B.H. Roberts, "Masonry and 'Mormonism'", in Improvement Era, vol. 24, agosto 1921, pp. 939-973; Anthony W. Ivins, The Relationship of "Mormonism" and Freemasonry, Deseret News Press, Salt Lake City 1934; e E. Cecil McGavin, "Mormonism" and Masonry, Deseret News Press, Salt Lake City 1935.

    (135) 1925 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, Salt Lake City 1925, pp. 48 e 65.

    (136) 1927 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, Salt Lake City 1927, pp. 65-66.

    (137) 1958 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, Salt Lake City 1958, pp. 70-72, 80, 99-100, 104-105.

    (138) 1965 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, Salt Lake City 1965.

    (139) 1983 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, Salt Lake City 1983, p. 61.

    (140) 1984 Proceedings of the Grand Lodge of Utah, Salt Lake City 1984, p. 63.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Simbolismo esoterico del dollaro

    Avete mai fatto caso a quel singolare disegno che figura sul dorso dei biglietti americani da un dollaro? E’ denominato "The Great Seals" e si compone da una Piramide tronca sul cui vertice figura un triangolo con dentro un occhio. Tutt’intorno è scritto "Annuit Coeptis" e "Novus Ordo Seclorum". 72 mattoni formano la Piramide, disposti su 13 livelli. E’ il simbolo degli Illuminati e fu "stampato sul dollaro per ordine del Presidente Roosevelt massone del 32esimo grado". Così scrive Barry R. Smith a pag. 83, nel suo libro Warning (Wright and Carman LTD, Nuova Zelanda). La scritta "The Great Seal" (Il Grande Suggello) non sta certo ad indicare che si tratti del simbolo dell’America che, come sappiamo, è rappresentato dall’aquila. Qual è allora il significato occulto di questo simbolo che è presente finanche nella Sala della Meditazione del Palazzo dell’O.N.U. a New York?

    La valenza di questo simbolo è satanica. Infatti, "il simbolismo dell’occhio è connesso al demonio attraverso la sua affinità con la lettera ebraica Ayin, il numero 70 che, come 7 x 0, rappresenta l’aspetto più materiale del numero sette (Sevekh, Venere)", spiega Kenneth Grant che di diavoli se ne intende.


    L' "Ordine degli Illuminati" (Illuminaten Orden) fu fondato dal principe Jean Adam Weishaupt (1748-1830) l'1 maggio del 1776 all'età di 28 anni. Il simbolo dell'Ordine fu costituito da un "punto tracciato in un Cerchio" (rappresentante il simbolo del Sole e del dio Horus). Weishaupt, incredibile a dirsi, fu educato dai Gesuiti e, all'età di 20 anni, fu nominato professore di Diritto Canonico a Ingolstadt, città in cui era nato. In quegli anni l'Ordine dei Gesuiti si trovava sotto l'effetto di una bolla papale di scioglimento che verrà revocata molto più tardi.

    Weishaupt organizza una potente società segreta, col fine occulto di distruggere un mondo fondato sulle ingiustizie sociali, per poi riorganizzarlo. La regola principale di Weishaupt era che "Ogni uomo capace di trovare in sé stesso la Luce Interiore... diventa eguale a Gesù, ossia Uomo-Re...". L'insegnamento segreto che veniva impartito agli adepti asseriva che: "...tutte le religioni si fondano sull'impostura e le chimere, che tutte finiscono per rendere l'uomo debole, strisciante e superstizioso, che tutto, nel mondo, è materia e che Dio e il mondo non sono che un'unica cosa".

    Weishaupt ancora spiegava che "per raggiungere la società ideale si deve passare, per parecchie generazioni, attraverso l'esperienza della società autoritaria". Sui suoi appunti verranno trovate frasi come questa: "Dobbiamo distruggere tutto, senza riguardo per alcuno, pensando solamente questo: il più possibile e il più presto possibile".

    Cadet-Gassicourt nel suo libro "Le Tombeau de Jacques de Molay" (1797) trascrive il terribile giuramento degli Illuminati che, tra l’altro, recitava l’impegno di: "... sterminare tutti i re e la razza dei Capeti; di distruggere la potenza del papa; di predicare la libertà dei popoli... di fondare una repubblica Universale...". Haugwitz e Wollerner denunceranno il "vasto complotto degli Illuminati contro le Monarchie e contro le Chiese".

    Gli Illuminati sarebbero pericolosamente attivi ancora oggi, almeno così assicurano molti studiosi. Ted Gunderson, l’ex funzionario dell'FBI di Los Angeles, nella trasmissione televisiva "Arcana", del giornalista Giorgio Medail, andata in onda su Canale 5, affermò che gli Illuminati: "Sono presenti a livello internazionale, in tutto il mondo, ma sono presenti soprattutto qui negli Stati Uniti. Qui da noi c'è una rete satanica in tutto il paese...".

    Nella stessa trasmissione, Doc Marquis, ex sacerdote di Satana, nel corso dell'intervista rispose che: "... gli Illuminati sono la più potente organizzazione sotterranea che sia mai esistita... Il capo del movimento, a livello mondiale, si trova in Scozia...". Marquis, che vive nascosto perché teme di essere ucciso per le sue terribili rivelazioni, disse, tra l'altro, che: "I gruppi satanici ricevono ordini dagli Illuminati...".

    E, nel più assoluto segreto, quest'Ordine, il cui catechismo raccomanda: "La nostra forza sta nel segreto...", sarebbe arrivato fino ai nostri giorni, perfettamente organizzato e pericoloso per il mondo. Hutin osserverà che: "Questa ipotesi di una gigantesca congiura, ordita a livello europeo, doveva farsi strada. E, come abbiamo visto, pare non si tratti di un mito, ma piuttosto di una realtà".

    Nel XVIII secolo Jean Adam Weishaupt rivelava: "che gli Illuminati erano più una Corrente che un Ordine ed avrebbero potuto agire più efficacemente sotto altra veste -sotto altri nomi ed altre occupazioni-. ...gradualmente, assunsero il controllo di tutti gli Ordini più importanti, sino a creare una rete illuminizzata di società segrete".

    I simboli di questo pericoloso Ordine sono impressi nella banconota del dollaro USA. L'Ordine degli Illuminati comprende 13 gradi suddivisi in due categorie: l'Edificio Inferiore e l'Edificio Superiore. L'Edifico Inferiore comprendeva i gradi di Novizio, Minervale, Illuminato Minore, Illuminato Maggiore.

    Scrive Hutin in "Governi occulti e società segrete" che: L'Edificio Superiore comprendeva: "i gradi di Apprendista, Compagno, Maestro, Scudiero Scozzese, Epopte, Principe, Filosofo-Mago, ed infine il grado supremo di Uomo-Re". Tutti questi simbolismi ed altri ancora, dell'Ordo Illuminatorum, sono chiaramente presenti nella banconota americana da un dollaro.

    Le tredici iniziazioni sono così simbolizzate:

    - Nel bagliore, a forma di cerchio, sopra l'Aquila vi sono 13 stelle;

    - Le strisce sullo scudo sono 13.

    - Nell'artiglio destro dell'Aquila è stretto un ramo d'olivo con13 rami e 13 olive.

    - Con l'artiglio sinistro l'Aquila tiene 13 frecce.

    - La scritta "E Pluribus Unum" è formata da 13 lettere.

    - La piramide è costituita da 13 strati di pietre.

    - L'altra scritta "Annuit Coeptis" contiene pure 13 lettere.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    THE LADY WITH THE LAMP



    Per più di 200 anni i venti dell'indipendenza e della libertà hanno soffiato attraverso l'Atlantico, tra America e Francia. Se la vittoria di Washington a Yorktown ha segnato la svolta decisiva della rivoluzione americana, la storia ricorderà anche i nomi di Lafayette, de Grasse e Rochambeau, tutti Massoni, e delle flotte e degli eserciti francesi che hanno contribuito a quella vittoria. Con almeno 29.000 soldati e marinai francesi, le forze di Francia superarono per ben due a uno i loro 11.000 alleati americani. Da allora, due volte nel XX secolo, gli Americani hanno varcato l'Atlantico per aiutare la Francia in altre vittorie. Come simbolo tanto di quell'amicizia franco-americana, quanto della libertà stessa, un'alta Signora si erge maestosamente all'ingresso del porto di New York, regalo del popolo di Francia al popolo d'America, eterna memoria del legame di pegno reciproco tra le due nazioni.
    Se la Statua, negli anni, è diventata strettamente identificata con l'immigrazione, non possiamo dimenticare che il suo significato iniziale era il tema dell'amicizia inscindibile franco-americana. Benché a volte quell'amicizia è stata messa in discussione ed esposta a mari burrascosi, queste incomprensioni sono state superficiali e le acque, alla fine, si sono calmate, lasciando una solida base di forte fratellanza tra le due nazioni. La Statua, in ogni caso, è più di un semplice simbolo degli ideali dell'amicizia franco-americana, è anche un simbolo universale di libertà, di speranza per il futuro e dei sacrifici fatti per rendere possibile quel futuro. Il Presidente Grover Cleveland, nel suo discorso d'inaugurazione della Statua il 28 ottobre 1886, ha accennato a questa speranza: Non dobbiamo dimenticare che la libertà ha costruito qui la sua casa; né il suo nobile altare dovrà mai essere dimenticato. Volontari fedeli manterranno costantemente accesi i suoi fuochi e questi brilleranno sopra le coste della nostra Repubblica sorella all'Est. Di là riflesso ed unito ai raggi che gli risponderanno, un fascio di luce trafiggerà l'oscurità dell'ignoranza e l'oppressione dell'uomo, finché la libertà non illumini il mondo. Come trafiggere quell'oscurità d'ignoranza e di oppressione dell'uomo è stato un argomento che ha contrapposto le nazioni per secoli. Trovare il giusto equilibrio tra questi concetti, con quello della giustizia, si è dimostrato un problema difficile. Mentre una soluzione perfetta forse è ancora da trovare, l'America è arrivata più vicina alla realizzazione di questi ideali meglio che altrove.
    Tom Paine ha proclamato il Nuovo Mondo un asilo per chi ama la libertà civile e religiosa da ogni parte d'Europa. Con timori concreti per questi diritti, i Figli della Libertà guidarono le rivendicazioni contro quelli che erano considerati aspetti fiscali ingiusti del regime del Re inglese. Allo stesso modo altri, come Franklin e Jefferson, prestarono la propria voce all'avanzata verso l'indipendenza americana, diritto di scelta e Libertà, Uguaglianza e Fraternità, parole forse allora non ancora realmente coniate, ma che comunque erano in essere. Fu a questi ideali che la Signora dovette la sua esistenza. Ma perché una Statua? Dalla metà degli anni 1870, Napoleone III aveva lasciato il potere ed in Francia il nuovo governo repubblicano cercava di sopravvivere, fatto che alcuni consideravano impossibile. Tuttavia la Repubblica non solo sopravvisse, ma guadagnò forza e spinse la nazione verso un periodo di benessere. Gli Stati Uniti, incidentalmente, furono la prima potenza a riconoscere la nuova Repubblica. Durante quel clima di prosperità, uno scultore francese, Frederic Auguste Bartholdi, incominciò a prepare progetti per un simbolo ambizioso e visibile dell'amicizia franco-americana.
    Auguste nacque il 2 aprile del 1834, a Colmar, una piccola città dell'Alsazia nel nord est della Francia. La famiglia di Bartholdi era agiata, di discendenza tedesca ed era stata luterana protestante per diverse generazioni, con un ramo stabilitosi poi in Alsazia. Benché la situazione finanziaria della famiglia fosse buona, quando Bartholdi ebbe due anni il padre morì e sua madre trasferì la famiglia a Parigi per amministrare le loro proprietà. Colmar rimase però profondamente impressa nelle loro radici e fu spesso meta di visite e vacanze. Studente un po' pigro, Bartholdi scoprì l'arte, prese le sue prime vere lezioni a Colmar e quindi lavorò con celebri pittori e scultori come Ary Sheffer, Jean-François Soitoux ed Eugène E. Viollet-le-Duc. Di fatto, ebbe la migliore preparazione possibile per quei tempi. Situata al confine settentrionale della Francia vicino al confine tedesco, la provincia dell'Alsazia occupa una nicchia in qualche modo unica nella storia europea, perduta a vantaggio del nuovo impero germanico nella guerra franco-prussiana e poi successivamente restituita alla Francia. Contemporaneamente francesi e ferventi patrioti, gli Alsaziani parlano sia francese che un dialetto locale con tracce di tedesco. Intorno al 1850, gli uomini preminenti della città decisero di celebrare gli eroi locali e di utilizzare artisti del posto per farlo. Questione non facile per un giovane nuovo arrivato, ma quando Colmar decise di onorare il generale Jean Rapp, l'occasione bussò alla porta. Essendo della città e con amici influenti, Bartholdi ricevette l'incarico, la sua reputazione salì e seguirono altre commesse. Mentre la Statua della Libertà può essere il suo successo più monumentale, la sua eredità comprende anche molte altre opere di grande effetto, i cui prototipi possono essere visti nella sua casa di Colmar, trasformata in museo.
    Nel 1856, in un viaggio attraverso l'Egitto, Bartholdi aveva ammirato le colossali sculture del paese e l'architettura antica, le loro bellezze ed i tratti pieni di forza ed incominciò a sognare un monumento tutto suo. Inizialmente pensò ad un faro da erigersi a Suez, forse con tratti simili al leggendario Colosso di Rodi o a divinità romane. Mentre seguì poco a quel sogno segreto, si può vedere come alcuni dei suoi primi schizzi per Suez suggeriscono l'aspetto della Statua. Nel 1871, la sua disillusione per l'esito della guerra franco-prussiana, il disordine portato a Parigi dalla Comune, la prospettiva di trovare commesse per le sue sculture ed il desiderio tanto di vedere l'America, quanto di trovare aiuti decisivi per il suo monumento alla Libertà, lo spinsero a lasciare la Francia. Giunto nel porto di New York il 21 giugno 1871, viaggiò per tutta la nazione. Visitando, tra le altre, città come Boston, Chicago, San Francisco, Washington, fu impressionato tanto dalla vastità del continente americano, quanto dalla sua forza e dalla sua connotazione nazionale. Ritornando a Parigi nell'autunno del 1871, aveva già visualizzato l'isola di Bedloe nel porto di New York come lo scenario perfetto per il suo progetto. Non pensò però ad un'altra delle tante banali sculture, ma piuttosto ad un monumento sensazionale, costruito per durare. Influenzato dal suo amico professor Edouard Réné Lefebre de Laboulaye, giurista insigne e fautore dell'indipendenza dell'America, l'immaginazione di Bartholdi trasferì semplicemente il suo faro da Suez agli Stati Uniti. Uomo sognatore e di grandi idee, Bartholdi era anche permeato di pragmatismo e dell'abilità di tradurre in realtà i suoi sogni, una combinazione positiva. Mentre egli può essere considerato il creatore della Statua, de Laboulaye ne può essere considerato il padre. Ad un pranzo del 1865 nella casa appena fuori Parigi di de Laboulaye, la sua idea di commemorare il centenario dell'Indipendenza dell'America rapì l'immaginazione di Bartholdi. Ma se il sogno esisteva nel 1865, gli eventi politici avrebbero imposto un ritardo di molti anni, in attesa di un momento più opportuno per la sua realizzazione. Attraverso una vita spesa in discorsi, insegnamento, scritti ed altre attività, gli sforzi di de Laboulaye contribuirono a creare un clima intellettuale e politico favorevole che rese la società francese propensa all'idea di una Statua. Tra le sue molte idee progressiste, ad esempio, ci fu la proposta del 1858 per la separazione di Chiesa e Stato, lodando la Riforma che liberava la coscienza umana, ed il sostegno dei diritti civili, sociali e religiosi. Dopo aver esaminato diverse soluzioni per la forma da dare al suo progetto, modificando la sua idea per Suez, è comunemente accettato che Bartholdi scelse per la Statua l'espressione del volto di sua madre con l'aspetto generale che si vedeva in un famoso quadro francese di Delacroix, la Libertà che guida la Nazione, una donna che tiene in alto una bandiera francese durante la rivolta civile del 1830. Al posto di una bandiera, Bartholdi pose invece una fiaccola con la luce della libertà che brillava in avanti. Le sue modelle, secondo la leggenda, furono una sconosciuta Jeanne ed Emilie Baheux du Pusicux, più tardi sua moglie.
    Era importante, comunque, che il monumento non fosse visto come un simbolo della vittoria rivoluzionaria, ma piuttosto come un simbolo d'indipendenza. La fiaccola della Libertà e il faro di luce, il libro nel braccio sinistro della Statua, le Tavole della legge, con l'iscrizione 4 luglio 1776, riferentesi alla Dichiarazione d'Indipendenza, sono probabilmente il risultato dell'influenza di Laboulaye, strenuo difensore della libertà. Nella Francia del XIX secolo, la Massoneria era strettamente legata al pensiero politico liberale ed un gran numero di simboli scelti per la Statua possono essere ricondotti al pensiero massonico, ad esempio la fiaccola, il libro e la stella a sette punte sulla testa della Statua. Mentre i documenti storici non possono identificare con sicurezza tutti i Massoni coinvolti, molti notoriamente membri del governo, è evidente che l'influenza massonica predomina sia nella nascita della Statua che nel suo simbolismo. Thomas Jefferson, un Massone senza Grembiule, sostenne per tutta la sua vita la causa della libertà. Poco prima della sua morte, scrisse: Tutti gli occhi sono aperti o si stanno aprendo sui diritti dell'uomo. La diffusione generale della luce della scienza ha già mostrato sotto tutti i punti di vista l'evidente verità che la folla dell'umanità non è nata con basti sulla schiena, né che esistono pochi privilegiati in stivali e speroni, pronti a cacciarla via legittimati dalla grazia di Dio. Le sue parole furono profetiche e se la loro realizzazione non si è dimostrata un compito facile, il tempo ne ha dimostrato il valore.
    Dopo la rivoluzione francese del 1789 e le rivolte del 1830, 1848 e 1870, l'idea di un simbolo per esprimere il concetto di libertà, quella libertà di cui parlava Jefferson, fu ben accolta in Francia. In breve, era un'idea il cui momento era maturato. Poiché i monumenti commemorativi avevano allora grande fascino, Bartholdi scrisse nel 1890 ad un amico americano: La mia idea è sempre stata che ci sarebbe stato nel futuro una specie di Pantheon per le glorie dell'Indipendenza Americana. Che voi avreste costruito attorno al monumento della Libertà le statue dei vostri grandi uomini e riunite colà tutte le sublimi memorie. Se non ci sono statue che circondano la Signora, possiamo vedere l'idea di Bartholdi in molti monumenti ai grandi uomini d'America in Washington, D.C., come Washington, Lincoln, Grant e Jeffeson. Nel 1875, fu formato un Comitato Confederato franco-americano con lo scopo di raccogliere fondi per la Statua ed il 6 novembre di quell'anno, ad una grande cena al Hotel du Louvre, l'idea suscitò molto interesse. Bartholdi, suo cugino Dietz Monnie, Jean Mace e V. Vorie, tutti massoni, erano membri del Comitato e naturalmente ne erano i maggiori sostenitori. Altri coinvolti nel progetto furono Oscar de Lafayette, il conte di Tocqueville ed ancora un noto massone, Henri Martin.
    Intanto Bartholdi, deciso l'aspetto, aveva incominciato a tradurlo in realtà. Il suo primo modello in gesso era di poco oltre 4 piedi di altezza, poi ingrandito in scala 1:16, poi in scala 1:4 ed infine, grazie al genio dell'ingegneria e della scultura, alla dimensione finale. Utilizzando per precisione fili a piombo, regoli e compassi, ciascun modello aveva richiesto migliaia di meticolose misurazioni, calcolate alla fine in oltre 100.000. Il cugino di Bartholdi era il Ministro Addetto agli Stati Uniti e l'Esposizione del Centenario a Filadelfia, l'anno successivo, sembrò un'occasione perfetta per la presentazione. Nessuno comunque aveva previsto ritardi ed in particolare le difficoltà finanziarie. Si fecero molti tentativi per raccogliere fondi e tante città francesi, uomini d'affari e Massoni diedero contributi sostanziosi, ma il denaro raccolto era ancora molto lontano dall'importo necessario. Fra gli altri progetti per raccogliere fondi, fu esposta la testa di 30 piedi della Statua all'Esposizione Universale di Parigi del 1878 ed ai costruttori furono permesse campagne pubblicitarie. Infine, nel 1879, venne decisa una lotteria, quest'ultimo sforzo portando finalmente con il 7 luglio 1881 il totale raccolto a 400.000 dollari. Se è comunemente riconosciuto che si deve la Statua a Bartholdi, un non ricordato ma essenziale collaboratore fu l'ingegnere francese Alexandre Gustave Eiffel, già celebre per la costruzione di un importantissimo ponte, al quale lo scultore si rivolse per consigli. Fu Eiffel che progettò l'ingegnoso ed innovativo peso interno supportante la struttura metallica, dando alla Statua la massima capacità tecnologica dell'epoca. Pur mostrando nella sua collaborazione una parte della sua genialità ingegneristica, fu soprattutto il suo capolavoro del 1889, la torre, a dare ad Eiffel fama immortale. Gli architetti posteriori devono molto al genio dell'audace progetto di Eiffel, soprattutto il suo contributo ad innalzare strutture, tecnica che più tardi gli Americani preferirono. Un'altra necessità vitale per la Statua da 225 tonnellate, fu una tecnica di assemblaggio-disassemblaggio per permettere il trasporto in America. I rivestimenti esterni necessitarono di sostegni interni solidi ma mobili ed il contributo di Eiffel si dimostrò decisivo per il successo del progetto. Certamente il più ambizioso monumento mai concepito nel suo genere, la Statua è un testamento al genio di Bartholdi. Montati sulla struttura metallica interna della Statua vi sono 300 lastre di rame, ciascuna spessa solo 3/32 di pollice e con circa 4 piedi di larghezza. La costruzione fu un processo ripetitivo, la Statua assemblata in sezioni, ogni lastra di rame martellata una ad una su modelli di legno per dare loro la forma voluta, alla fine rivettate insieme, quindi fissate ai supporti metallici interni. Il processo di lavorazione e costruzione è talmente perfetto che la Statua sembra essere un unico pezzo senza giunzioni piuttosto che un insieme di centinaia di pezzi separati.
    Agli inizi del 1884, dopo dieci anni di costruzione ed ancora protetta dall'impalcatura, la Statua si elevò alta sopra i tetti parigini, vi rimase per circa due anni e diventò un'importante attrazione turistica. Tra le migliaia di visitatori vi furono il presidente francese Jules Grevy, l'ex presidente degli Stati Uniti Ulysses S. Grant ed il romanziere francese Victor Hugo. Iniziato alla massoneria francese il 14 ottobre 1875 nella Loggia parigina Alsazia e Lorena, Bartholdi fu innalzato Maestro il 9 dicembre 1880. Il 14 giugno 1884 i Fratelli della Loggia andarono tutti insieme a vedere in anteprima la creazione dello scultore ed il 4 luglio la Statua fu offerta ufficialmente agli Stati Uniti, ricevuta dal suo Ministro in Francia, Levi Parsons Morton, a nome del Presidente Chester A. Arthur e del popolo americano. Per il suo sostrato massonico, il 13 novembre Bartholdi scolpì una tavola nella sua loggia sulla storia e sui vari metodi usati nella creazione della Statua e sull'uso della luce e dell'illuminazione, memori simboli della sua appartenenza massonica. Da quel momento il governo francese apppogiò il progetto e nel dicembre iniziò il lavoro di smontaggio, lavoro che durò diversi mesi. Ogni pezzo fu attentamente numerato, i pezzi imballati in gigantesche casse di legno e la struttura metallica interna fu imballata allo stesso modo in gabbie per un totale complessivo di 214 singole casse. Autocarri speciali trasportarono poi le 500.000 libbre di legno e metallo alla stazione ferroviaria di St. Lazare ed un treno di 70 vagoni rimorchiò il tutto al porto interno di Rouen per il trasporto in America, sulla nave da guerra Isere. Se oggi conosciamo la Statua come la Signora con la fiaccola, sarebbe ben potuta diventare la storia della Signora che non ci fu! Progetto sopravvissuto prima in Francia a serie difficoltà finanziarie, poi a serie difficoltà finanziarie in America, ebbe ancora un altro possibile disastro in mare aperto. Salpata il 21 maggio 1885, la Statua avrebbe potuto non raggiungere mai 1'America, dato che l'Isere fu messa duramente alla prova da una tempesta in mezzo all'oceano, con il suo carico di casse che si spostava pericolosamente. Il destino ebbe la meglio, la fortuna infine sorrise ed il 18 giugno vide l'arrivo della Statua sana e salva. Durante la seconda visita di Bartholdi in America, nel 1876, era stata donata alla città di New York la sua statua di Lafayette, che ora s'innalza nella Union Square della città, regalo della Francia e della comunità francese di New York.
    Per sottolineare maggiormente l'amicizia franco-americana, Bartholdi progettò il monumento dedicato a Lafayette ed a Washington che ora è in Place des Etats-Unis a Parigi. Quello stesso anno, il 1876, il braccio a grandezza naturale e la fiaccola andarono in mostra a Filadelfia e a New York ed incominciarono gli sforzi americani per finanziare la costruzione del piedistallo. Ripetendo gli sforzi iniziali francesi, i fondi, comunque, non arrivarono né facilmente né in fretta, l'opinione pubblica era piuttosto indifferente e persino il Congresso inizialmente non favorì il finanziamento necessario. Se, alla fine, si trovarono altri 100.000 dollari, fu soltanto grazie agli sforzi ostinati di Joseph Pulitzer e del suo giornale World. Emigrante ungherese arrivato negli Stati Uniti nel 1864, aveva fatto fortuna con il giornalismo. Avendo acquistato da poco World, rimase deluso dalla scarsa risposta americana alla raccolta di fondi e cercò una soluzione. Uomo d'intuito, vide nella Statua il mezzo per guadagnare pubblico al suo giornale, sollecitando aiuti per il piedistallo. Lanciando la sua campagna il 16 marzo 1885, Pulitzer portò sensazionalismo e folklore alla raccolta di fondi e si appellò all'onore della nazione. Le donazioni piovvero, molte da modesti contribuenti e con l'11 agosto il successo fu raggiunto e poté continuare la progettazione del piedistallo.
    La diffusione del World aumentò, per inciso, in maniera esponenziale. Il 6 dicembre 1881 era stato scelto l'americano Richard Morris Hunt, architetto e massone, per disegnare il basamento. Studioso di architettura francese, fu anche l'unico Americano ad avere un ruolo nel progetto del grande museo francese, il Louvre. Dopo molte proposte, il 13 luglio 1884 fu fatta una selezione definitiva tra i progetti presentati, inizio indiscutibilmente consono all'allegoria di Bartholdi. La fondazione incominciò il 9 ottobre 1894 e completata il 17 maggio 1885, quando iniziò il lavoro al piedistallo. Il 5 agosto del 1884, nonostante le forti piogge, alle cerimonie dirette dal Gran Maestro di New York William A. Brodie, una delegazione di oltre 100 massoni presenziò alla posa della pietra angolare del piedistallo con una capsula di rame fatta per durare nel tempo contenente oggetti dell'allegoria massonica. Quindi il Deputy Gran Maestro ed i Grand Wardens celebrarono le cerimonie rituali di consacrazione massonica. Il Gran Maestro fece alcune osservazioni ed il Deputy Gran Maestro, R. W. Prank W. Lawrence, ebbe parole emozionanti esaltando l'idea di libertà. Quando gli fu chiesto il perché la Fratellanza Massonica fosse stata chiamata a posare la pietra angolare di un'opera come quella, il Gran Maestro Brodie replicò: Nessuna istituzione ha fatto di più per promuovere la libertà e per liberare l'uomo dagli ostacoli e dalle catene dell'ignoranza e della tirannide di quanto ha fatto la Massoneria.
    Il brigadiere generale Charles Pomeroy Stone fu il genio che guidò sia la fondazione che la costruzione del piedistallo e la posa della Statua. Fu anche lui che progettò i supporti strutturali necessari ad ancorare l'insieme contro le tremende raffiche di vento. Assediato da innumerevoli difficoltà, cronica mancanza di fondi e critiche dei giornali, egli continuò nonostante tutto, portò a termine il suo compito in maniera eccezionale e fu orgoglioso del fatto che nessuna vita umana andò perduta durante l'imponente sforzo di costruzione, eclatante contrasto con le vite umane perse nella costruzione del ponte di Brooklyn. Nell'osservare il progetto finito, Bartholdi disse: Il sogno della mia vita è compiuto. In questo, io vedo il simbolo dell'unità e dell'amicizia tra due nazioni, due grandi Repubbliche. Egli disse ancora: L'arte statuaria non consiste semplicemente nel costruire una Statua enorme. Essa dovrebbe dare un'emozione nel respiro degli spettatori, non per la sua mole ma perché la sua grandezza è nella capacità di mantenere l'idea che interpreta. Si presentò, però, ancora un problema. Se i bozzetti del 1875 erano accompagnati da una nota che diceva: di notte un alone di luce splenderà dalla sua fronte lontano verso il mare senza confini, nessuna soluzione era stata presa per il sistema definitivo d'illuminazione. Non essendoci fondi disponibili, un donazione di 7.000 dollari da parte di Edward Goff, presidente dell'American Electric Manufactoring Co., permise la progettazione e la realizzazione dell'impianto elettrico. Quando la Statua fu finalmente completata, martellato l'ultimo dei 300.000 rivetti e finita l'ambientazione paesaggistica di Frederic Law Olmsted, fu stabilita come data per l'inaugurazione il 28 ottobre 1886. Nonostante la pioggia e la nebbia, lo sfarzoso spettacolo incluse una sfilata di due ore, a cui parteciparono molte Logge massoniche, una flottiglia nel porto di New York ed una folla stimata in più di un milione di persone. New York era uno scintillio di bandiere francesi ed americane e fu dichiarata festa pubblica, nonostante i fuochi d'artificio in programma fossero ritardati per il tempo inclemente. Di fronte al World di Pulitzer fu eretto un arco di trionfo di sempreverde con striscioni su cui si leggeva la Belle France, the United States e Vive l'entente fraternelle des Deux Republiques.
    Le cerimonie furono aperte con un'Invocazione del vescovo Episcopale di New York Fratello Henry C. Potter, il Fratello Bartholdi tirò una fune liberando un velo tricolore dalla testa della Statua ed il presidente Cleveland ricevette ufficialmente la Statua ed il piedistallo a nome degli Stati Uniti. Il Fratello senatore Chauncy M. Depew pronunciò il discorso centrale ed il vescovo Potter chiuse la cerimonia con una benedizione. Nel 1936, alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della Statua, il presidente e Fratello Franklin D. Roosevelt disse: Fu nella speranza di coloro che ci hanno dato questa Statua e nella speranza del popolo americano nel riceverla che si fusero insieme la dea della Libertà e la dea della Pace. Alta 151 piedi, la Statua poggia su un piedistallo di 89 piedi che, a sua volta, poggia su un basamento di 65 piedi, una passeggiata lastricata che una volta era la piattaforma artigliera a forma di stella del vecchio Fort Wood. Due scale a chiocciola di 168 scalini si avvolgono intorno ad una colonna centrale interna alla Statua, che vanno dalla base fino all'Osservatorio nella Corona, una per salire, l'altra per scendere. Oggi sono in genere autorizzati a salire senza permesso fino alla Fiaccola solo gli operai addetti alla manutenzione. Negli anni, le fortune della Statua hanno avuto alti e bassi per vari problemi di consolidamento e manutenzione che sorgevano periodicamente, tormentandola. All'approssimarsi del suo centesimo compleanno, fu evidente che era indispensabile un restauro straordinario per i molteplici problemi dovuti al tempo ed alle intemperie.
    Nel maggio del 1952, perciò, fu costituito un comitato di 21 membri per il centenario della Statua della Libertà nell'Ellis Island. Principali finanziamenti provenienti da fonti private diedero i 70 milioni di dollari necessari per il restauro della Statua e più di 100.000.000 di dollari per ricostruire le infrastrutture dell'Ellis Island, l'ingresso all'America durante il periodo della grande immigrazione. In tono con le opere di restauro, il 26 settembre 1972 fu inaugurato dal presidente Nixon un American Museum of Immigration da 5.000.000 di dollari a Bedloe's Island, ribattezzata nel 1956 Liberty Island. Nel 1976, per il bicentenario nazionale, grazie alla donazione di un appaltatore nel settore dell'elettricità, fu reso operativo un sistema completamente nuovo di illuminazione. Preludendo alla celebrazione del 4 luglio 1986, furono spesi molti anni nei restauri necessari. Mentre possono essere immediatamente visibili le effettive piccole modifiche esterne, l'ambizioso disegno ha dato a tutta la Statua, da capo a piedi, uno spazio interno maggiore ed un completo restauro esterno. Fra i molti miglioramenti, ad esempio, furono posati nuovi rivetti, riposizionato e rinforzato il braccio, eseguiti importanti lavori interni e sostituite oltre 1700 sbarre metalliche interne di supporto, con uno sforzo imponente forse tanto complesso quanto lo era stata la stessa costruzione originale. Seguendo il progetto di partenza di Bartholdi, furono costruiti anche una nuova fiaccola, un balcone ed una fiamma, gli originali essendo irrecuperabili. Per eseguire questo delicato lavoro, fu portata in America una squadra di artigiani francesi specializzati nella tecnica della modellatura in rilievo del metallo, conosciuta come repousse [lavorazione a sbalzo], analoga al processo di lavorazione originale. Rifinita con una foglia d'oro applicata da uno specialista francese ed illuminata da riflettori esterni, la nuova fiaccola brilla come uno splendido faro. Con il presidente Ronald Regan che accendeva la fiaccola, il week-end del 4 luglio vide un numero altissimo di festeggiamenti con più di 1.000.000 di visitatori. Vi furono concerti di musica sinfonica e popolare, balletti, mostre di libri, altre manifestazioni ed uno spettacolo pirotecnico senza precedenti. I festeggiamenti furono celebrati non soltanto quel week-end ma furono prolungati per dieci giorni, legando il nostro 4 luglio americano con il corrispondente francese, il 14 luglio giorno della Bastiglia. Furono esposte copie più piccole della Statua in varie località tanto in Francia che nel mondo, ma forse la più famosa è la riproduzione in bronzo di 36 piedi che si innalza a Parigi, nell'Ile des Cygnes, al ponte Grenelle sulla Senna e che guarda alla sua sorella americana lontana 3.000 miglia, dono della colonia americana a Parigi nel 1889. Alla sua inaugurazione il 4 luglio di quell'anno, il presidente Carnot guidò la grande rappresentanza del Governo francese. Scolpite nel piedistallo vi sono le parole: Francia e America sono tutt'uno nella causa in un governo di uomini liberi. Per i danni interni dovuti all'acqua per le crepe causate dall'esplosione di una granata durante la Liberazione di Parigi del 1944, anche questa statua fu restaurata per eliminarne i danni.
    La Statua della Libertà è stata esaltata e satirizzata, usata come immagine pubblicitaria e invasa da gruppi politici radicali. Alfred Hitchcock vi ambientò la scena culminante di un film di Hollywood, l'illusionista David Copperfield la fece sparire ed è stata riprodotta in souvenir, puzzles ed in centinaia di altri gadgets. Nonostante tutto questo, un'umanità più attenta vede nella Statua la detentrice di un'aura ineguagliata di dignità. Come la torre Eiffel è diventata il simbolo della Francia, così la Statua è diventata il simbolo dell'America. L'interesse del pubblico è aumentato talmente che dalla metà degli anni '60 in poi, è stata visitata da ben più di un milione di persone all'anno, con un numero in costante crescita. La Statua è diventata più di una semplice virtuosità meccanica ed una attrazione turistica. Essa rappresenta un simbolo di libertà ed indipendenza e l'America è vista come un'emblema visibile di quelle idee, una nazione dove l'uomo può liberarsi dalle catene della tirannide ed abbracciare la libertà, dove l'uomo non è stretto dalla coercizione di confini e/o dell'origine, ma è libero di cercare e forgiare il proprio destino. Mentre pochi conoscono il vero nome della Statua gigantesca, la Libertà che illumina il mondo, molti possono recitare i versi del famoso poema di Emma Lazarus, the New Colossus. Figlia di un ricco uomo d'affari ebreo newyorkese, le fu chiesto di scrivere un poema che fu pubblicato la prima volta nel 1883, in concomitanza con una mostra d'arte progettata per raccogliere fondi per il piedistallo. Inizialmente il poema ebbe poco successo e fu soltanto l'incremento di milioni di immigranti che diede alla fine celebrità al suo lavoro. Nel 1903 fu affissa alla base della Statua una placca di bronzo con il suo poema, i versi che seguono essendo i più conosciuti: Datemi le vostre stanche, le vostre povere, le vostre masse affollate bramose di vivere libere, i miserabili rifiuti della vostra brulicante costa. Mandatemi questi, i senza casa, tempesta scagliata contro di me, io innalzo la mia fiaccola accanto alla porta d'oro. Milioni di immigranti si sono ammassati alle coste d'America, come un posto di rifugio dalla persecuzione religiosa, da governi tiranni, o semplicemente per sfuggire terre povere e cercare opportunità nel Nuovo Mondo; attraversato l'oceano, la prima cosa che vedevano era la Signora con la Fiaccola. Bartholdi passò alla Grande Loggia Superiore il 3 ottobre 1902, ma il suo retaggio vivrà per le ere a venire.


    Bro. William E. Parke MPS
    Copyright © April 1998 The Philalethes Magazine

    Tradotto dall'originale inglese da Tomaso Vialardi di Sandigliano
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    2. Statue Of Liberty - 0. Handlin - Newsweek Books - 1971. 1984 - Doubleday & Co
    4. Statue Of Liberty the First 100 Years - Blanchet & Dard - 1985 - English Version B. A. Weisberger - American Heritage, N.Y.
    5. Liberty-the Statue And The American Dream - L. Allen 1-1985 - Statue of Liberty - Ellis Island Foundation, Inc. in Cooperation with National Geographic Society
    6. France Magazine - Vol. I, No.3 - Winter 1985-6 - Maison Française3 Wash., D.C.
    7. GLNF Actualites - Nos. 17 & 19 - Paris, France - 1986
    8. France And The United States - J.R Droselle - 1976 - University of Chicago Press
    9. MSA. Bulletin -Vol 62, # 8 - August 1984
    10. Encyclopedia Britannica
    11. Alpha Endopedta - Paris - French Edition
    12. Endopedie Quillet - PARIS
    13. How They Built The Statue Of liberty~ M. J. Shapiro - 1985 - Random House
    14. The Statue Of Liberty - P.B.S. Documentary - 1985
    15. The Making Of Liberty - P.B.S. Documentary - 1986
    16. Miscellaneous Magazine & newspaper References
    17. Statue Of Liberty - C. Mercer - 1985 - G. Putman's Sons, NY

    http://www.geocities.com/lodge34/tor...dylamp_it.html
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    SMASCHERIAMO LA SOCIETÀ "TORRE DI GUARDIA"


    http://pages.globetrotter.net/mlebla...masquonsi.html

    Lo scopo di questo articolo è di affrontare l'argomento "tabù" della Società Torre di Guardia: il suo passato. Essa non desidera che si indaghi troppo, soprattutto senza il suo consenso. Per tentare di dare una risposta alle numerose domande che la mettono a disagio, essa ha pubblicato prima nel 1971, poi nel 1993, due opere contenenti la sua biografia. Si esige, da parte dei suoi adepti, che essi le considerino come autentiche e sufficienti. Tuttavia, dopo un esame attento, queste ultime rivelano alcune lacune. Quali? È ciò che andremo a scoprire nelle pagine che seguono. La Società Torre di Guardia attribuisce alla "Provvidenza" la nascita della sua attività teocratica ed il suo apparente successo.

    Occorre dunque dimostrare l'esagerazione di queste affermazioni. L'ironia della sorte ha voluto che la Società non sia l'unica ereditiera delle opere di Charles Taze Russell. Alla morte di quest’ultimo, nel 1916, uno scisma si produsse al suo interno. I nuovi adepti, detti "Russelliti", hanno continuato l’opera di colui che veneravano con grande rispetto. La Torre di Guardia, invece, ha semplicemente cancellato la memoria del suo fondatore, minimizzando considerevolmente il suo apporto. Attraverso la sua letteratura, essa attribuisce alla sua epoca un risveglio della "verità", ma che fu appesantito da compromessi religiosi ed errori. Fu solamente nel 1919, sotto la presidenza di Joseph Franklin Rutherford, che il "culto puro" spuntò delle tenebre spirituali. A partire da questa data, Rutherford riorganizzò la Torre di Guardia e gli impresse l’indirizzo che tutt’ora conserva. I successivi presidenti hanno continuato questa azione con maggior vigore.

    Tuttavia, i movimenti Russelliti hanno messo per iscritto la storia della Società Torre di Guardia. Esistono anche alcune testimonianze complementari di ex Testimoni di Geova che apportano alcune stupefacenti rivelazioni. Metteremo dunque tutte queste versioni a confronto. Così, dietro una facciata cristiana ed un numero infinito di tipografie sparse in tutto il mondo, si nasconde un vero e proprio impero finanziario, rivestito di un complesso di manipolazione mentale orchestrata in nome della Bibbia, le cui radici affondano negli ambienti massonici. Numerose dicerie hanno circolato a proposito di questo argomento, ma assai poche conferme sono state portate. é venuta dunque l'ora di porre fine a queste voci e di svelare la verità. Andiamo quindi a riscoprire la storia della Società, soffermandoci su certi dettagli oscuri, volontariamente occultati dalla principale interessata agli occhi dei suoi fedeli. No! La Società Torre di Guardia non deriva unicamente da una branca protestante (l’Avventismo), ma anche e soprattutto dal cuore delle Logge massoniche. La sua origine non è assolutamente "divina", ma esoterica, e di conseguenza satanica!

    Tutto ciò scopriremo è stato estratto dalle seguenti opere (di cui vi raccomando la lettura, oltre che alle riflessioni fatte da persone che appartengono ancora a questi ambienti e agli scritti di certi Russelliti ancora attivi):

    Les Témoins de Jéhovah dans les desseins divins ("I Testimoni di Geova nei disegni divini"), Watchtower Society, 1971;
    Les Témoins de Jéhovah, Prédicateurs du Royaume de Dieu ("I Testimoni di Geova, predicatori del Regno di Dio"), Watchtower Society, 1993;
    Fritz Springmeyer, Bloodlines of the Illuminati ("Le stirpi degli Illuminati"), ed. Ambassador House;
    Die geheime Macht hinter den Zeugen Jehovas (Ed. Pro Fide Catholica, Robin de Ruiter, ISBN 3-929170-67-1)
    Charles Taze Russell. La vérité sur son œuvre ("Charles Taze Russell. La verità sulla sua opera"),Ed. Mouvement Missionnaire Intérieur Laïc (branca Russellita francese);
    Volume completo della Torre di Guardia 1911-1912, ed. Mouvement Missionnaire Intérieur Laïc;
    The Bible Student's Library ("La biblioteca degli Studiosi della Bibbia"), ed. Pastoral Bible Student (branca Russellita americana);
    Raymond Franz, Crisi di Coscienza, Ed. Dehoniane, Roma 1989.
    Le principali domande alla quale cercheremo di dare una risposta, sono le seguenti: Cos’è la Società Torre di Guardia? Da dove proviene esattamente? Quali erano i suoi veri obiettivi? è cambiata? Per potere far luce, andremo a rivisitare attentamente la storia di questa organizzazione, e più particolarmente quella dei suoi inizi. Durante le mie ricerche sul suo incredibile passato, alcuni precisi indizi sono ricomparsi un po' ovunque e mi hanno permesso di risolvere la maggior parte degli enigmi che la circondano. Prima di tutto, l'uso evidente di simboli prettamente massonici (li commenteremo dettagliatamente più avanti) a quell’epoca, non lasciano nessun dubbio sulla vera natura della Società. E tuttavia, oggi, la sua letteratura, e soprattutto i suoi due libri che riportano la storia e che essa diffonde come l’unica versione autentica, mascherano totalmente questo aspetto dei fatti. La cosa più sbalorditiva, è che essa nega semplicemente tutte queste cose, e a ragione!

    Per iniziare la nostra narrazione, cercheremo di presentare l'ideologia fondamentale della Torre di Guardia, quella che sostiene e difende fermamente. Questa "associazione religiosa" è sorta perché Dio, che essa chiama Geova (come lo chiamano anche i Rosacroce), ha deciso così. Era il momento annunciato dalle "Sacre Scritture" per l'apparizione profetica del tanto atteso "schiavo discreto e fedele". A quell’epoca, questo "schiavo" simbolico si chiamava Charles Taze Russell (del resto, questa famiglia non era totalmente sconosciuta negli ambienti massonici). Poi, alla morte di quest’ultimo, si è costituito un piccolo gruppo di uomini abili, diretto da Joseph Franklin Rutherford, Nathan Homer Knorr, Frederick William Franz e attualmente da Milton Henschel, per portare la fiaccola di questo "onore" teocratico. In altri termini, è grazie alla "Provvidenza" che essa è nata ed esiste tutt’oggi. Questa descrizione è corretta e coerente? È ciò che ora andremo a scoprire. Non mi resta che augurarvi una buona lettura...

    Prima di ogni cosa, vorrei citare il vangelo di San Luca (Lc 8, 17) in cui è scritto:

    "Poiché non c’è nulla di nascosto che non divenga manifesto, né alcuna cosa accuratamente occultata che non diventi mai nota e non venga mai allo scoperto" (dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, Revisione 1987).

    Che cosa capiamo da queste parole? Che per la Torre di Guardia non è più possibile nascondere per lungo tempo la verità, e dunque la sua vera natura. È una dichiarazione divina (e internet, che essa considera uno strumento del diavolo, sarà forse il canale che la condurrà sulla strada della perdizione). La Società ha dimenticato che, non molto tempo fa, nacque un piccolo gruppo di uomini che si definivano "Studiosi della Bibbia". Questa genia (la Torre di Guardia descrive i suoi primi adepti, i vecchi Russeliti dissidenti, come degli apostati dell'organizzazione originaria) esiste tutt’oggi, sebbene si sia frammentata in numerosi rami (in effetti, tutti complementari.). Collettivamente, i Russelliti sono rimasti pressappoco fedeli ai valori e alla memoria di Charles Taze Russell. Essi sono fermamente rimasti attaccati a ciò che sono sempre stati fin dal loro inizio: una brillante "obbedienza massonica", e lo affermano pubblicamente. (Dopo l’uscita di questo articolo, i dirigenti Russelliti hanno negato in blocco questo fatto... ed insistono presso l’opinione pubblica e gli adepti nel negare qualsiasi rapporto tra la Massoneria e gli attuali "Studiosi della Bibbia". Secondo essi, Russell avrebbe solamente cercato di convertire i massoni, i quali utilizzano allegorie bibliche. Tuttavia, ancora oggi - negli Stati Uniti - in diverse occasioni queste organizzazioni dissidenti si riuniscono sempre nei templi massonici per le loro assemblee...). La maggior parte dei documenti dell’epoca sono oggi accessibili, con sommo disappunto della Torre di Guardia, e per di più, per una somma irrisoria. Tutti i libri, i sermoni, i discorsi e tutti i vecchi numeri della Torre di Guardia (l’organo ufficiale) sono oramai disponibili, o direttamente presso i Russelliti o in rete. Personalmente, ho acquistato alcuni rari esemplari degli scritti originali che serviranno dunque per sostenere i nostri propositi. Certamente, tutti questi scritti sono stati anatemizzati dalla principale interessata. Vi lascio indovinare perché...

    Ultima nota: il libro I Testimoni di Geova nei disegni divini è una vera e propria miniera di notizie. Quest’ultima opera di 300 pagine sulla storia della Società Torre di Guardia è di gran lunga più completa del libro sucessivo che lo ha sostituito, stampato 22 anni più tardi, I Testimoni di Geova, predicatori del Regno di Dio, e che conta più di 700 pagine (una raccolta di favole). Questa opera ci servirà come riferimento nel corso della nostra esposizione. Senza indugiare oltre, scopriamo la saga degli "Studiosi della Bibbia" così com’è stata raccontata dalla stessa Società Torre di Guardia.



    La Società "Torre di Guardia" sotto

    la presidenza di Russell

    Charles Taze Russell nacque il 16 febbraio 1852 ad Allegheny (in Pennsylvania), in una famiglia protestante presbiteriana. Fu il secondo figlio di Joseph e di Anne Élise Russell. Sua madre morì quando Charles aveva solamente nove anni. Questa improvvisa scomparsa minò la sue fede in Dio. Difatti, egli lasciò la sua confessione religiosa d’origine e si unì alla Chiesa Congregazionalista perché ne preferiva le idee. Suo padre possedeva un negozio di vestiario. Il giovane Charles, che sembrava già portato per gli affari, si associò al padre fin dall'età di undici anni e fece prosperare l’attività. All'età di sedici anni, egli entrò in un'associazione religiosa per adolescenti la cui la sigla è YMCA. Eravamo nel 1868. Quelli che ne hanno già sentito parlare (non mi riferisco all’omonimo brano interpretato dai Village People), soprattutto sulla natura delle sue attività, sapranno che questo ramo congregazionalista fa parte di un cerchio massonico "alleggerito", una derivazione del movimento Rosacroce (che ha detto: tutto iniziò là). Russell nutriva alcuni dubbi a riguardo di Dio, soprattutto per quel che concerne il credo cristiano che egli trovava paradossale. La sua giovane fede si smussò. Ma una sera del 1869, durante una passeggiata, Russell trovò la risposta alle sue domande. Il suo incontro con un certo Jonas Wendell, un pastore evangelico "avventista del Secondo Avvento", gli restituì la fiducia che gli mancava per intravedere l'amore del Dio dell'Universo. Quest’uomo espose alcune idee bibliche innovatrici, e Russell, sedotto da queste spiegazioni, iniziò la sua rilettura del libro sacro, per migliorarne la comprensione. La sua ricerca della verità era appena iniziata...

    Charles Taze Russell cominciò ad organizzare la sua vita a partire da questa data, con l'unico obiettivo di dedicarla alla comprensione delle Sacre Scritture, progetto di per sè lodevole. La letteratura geovista ci dice che egli riunì i suoi più fedeli amici, incluso suo padre, per integrarli nel suo gruppo di studio. Potete immaginare una cosa del genere anche per un solo istante? Proviamo a metterci al suo posto. Arriveremmo mai a convincere i nostri amici, persino i più intimi e la nostra stessa famiglia, a seguirci in uno dei progetti tra i più inverosimili e filosofici al mondo, ossia la scoperta del messaggio divino? La Torre di Guardia racconta anche che più tardi Russell cedette la sua catena di negozi e i suoi fondi di magazzino per la somma di 250.000 dollari per investirli in questa inedita attività. Tutto ciò vi sembra credibile? Vediamo.

    In questa prima presentazione, occorre aggiungere un importante dettaglio, passato pressoché inosservato. La Guerra di Secessione aveva imperversato dal 1861 al 1865, vale a dire durante l'adolescenza di Charles Taze Russell. Questo conflitto lasciò gli Stati Uniti in un considerevole caos economico. Prova ne è che occorsero diversi anni per riorganizzare il lavoro negli Stati più straziati. La disoccupazione ne fu una conseguenza, e gli scioperi dei lavoratori furono numerosi. Per calmare questi ardori patriottici e ridare la speranza alle folle, alcuni oratori si improvvisarono nelle vie, nei bar o nelle sale pubbliche affittate a questo scopo (in effetti, essi erano mandati per calmare gli animi, e vedremo molto presto anche da chi). Essi annunciavano cose inedite, e la popolazione li apprezzava. Queste notizie confortanti avevano spesso come tema centrale la Bibbia. Essendo l’America una terra di libertà, i liberi pensatori e i massoni hanno il diritto di parola, e alcuni pastori di diverse confessioni iniziarono un serie interminabile di predicazioni. In sostanza, questi predicatori raccomandavano alle folle di non cercare di vendicarsi da sè stessi a causa dell'ingiustizia di cui erano vittime, ma di lasciare questo compito a Dio. Russell divenne uno di questi oratori pacifisti, e anche una considerevole carta vincente.

    Ma riprendiamo la nostra narrazione. Per tentare di comprendere la situazione, cerchiamo di conoscere i nomi della cerchia di amici di Russell che partecipavano ai suoi studi. Chi erano? La Torre di Guardia ce li indica con precisione: George Stetson era un pastore della Chiesa Cristiana Avventista di Edinboro, in Pennsylvania; George Storrs era l'editore della rivista «The Bible Examiner» ("L’esaminatore della Bibbia") di Brooklyn, nello Stato di New York;, William Miller era un eminente predicatore avventista. A prima vista, diremmo che non si trattava di persone banali. Esse erano tutte immerse nello studio biblico da molto più tempo di Russell. E per giunta, avevano tutte almeno trent’anni più di lui. Forse sarebbe più ragionevole designarle come gli amici intimi di suo padre! Altro dettaglio: esse erano delle eminenti personalità del mondo religioso. La Torre di Guardia lascia intendere che gli affari di suo padre erano piuttosto modesti, e che egli non era cresciuto in una ricca famiglia americana, ma tutt’al più borghese. Ma se le cose stanno così, come poteva Russell essere intimo amico di tali personaggi? Una delle risposte, più plausibili viene dalle Logge. Sì, questi signori erano tutti dei perfetti massoni. Alcuni di loro erano membri dell'Ordine della Rosacroce. In effetti, le loro attività pastorali non erano che l'espressione profana dei loro lavori in Loggia. Bisogna ricordare che a quell’epoca l’appartenenza ad un Ordine massoncio era di gran moda. Ma allora, anche suo padre frequentava le Logge? Effettivamente, suo padre era un Maestro massone affiliato alla Loggia n° 223 di Pittsburgh, situata in Jefferson Street, e alla Loggia "Mizpah" n° 288 di Allegheny.. Del resto, queste Logge si trovavano nei dintorni della sua area commerciale. E è in una di queste Logge che anche il giovane Charles venne iniziato. È possibile confermare una simile affermazione? Sì! Nel suo libro Occult Theocracy ("La teocrazia occulta"), pubblicato negli Stati Uniti nel 1931, Lady Queenborough (alias Edith Star Miller, compagna di Aldoux Huxley [1894-1963], l'autore del celebre romanzo The Brave New World) pubblicò un elenco non esauriente dei più eminenti massoni che avevano avuto un'influenza considerevole sul corso della storia americana contemporanea. Alla pagina 737, scopriamo il nome di Charles Taze Russell, fondatore degli Studiosi della Bibbia, presidente della Società Torre di Guardia e membro a vita della Gran Loggia di Pennsylvania (Loggia che pratica il Rito di York, ed in particolare il massonico Arco Reale), promosso al Grado di "Cavaliere Templare", vale a dire il più elevato, ossia il 10º Grado. Questo ci fornisce almeno una spiegazione accettabile riguardo all'uso della "Croce nella Corona", che era la sua decorazione massonica.

    A partire da questa data, Russell partecipò episodicamente alla redazione di alcuni articoli nei giornali locali. La Torre di Guardia non precisa i loro nomi. Lo scrittore Fritz Springmeyer cita uno di essi in particolare: il giornale massonico The Mizpah Magazine. Uno degli articoli apparsi in questa rivista aveva un titolo evocatore: "Sentinella! A che punto è la notte"?. (Is 21, 11) Questa espressione, cara all'ideologia di Russell, diventerà il suo leitmotiv nel corso di tutta la sua vita. Durante questo periodo, egli e i suoi amici proposero alcune date per la fine del mondo: prima il 1874, poi 1878, ma senza grande successo.

    Soffermiamoci per un momento sulle origini e sui legami familiari di Russell. La sua era una semplice famiglia americana come molte altre o una famiglia la cui fama era fuori discussione? Un elemento di risposta è contenuto nel libro di Robin de Ruiter Die geheime Macht hinter den Zeugen Jehovas e in quello di Franz Springmeyer intitolato Bloodlines of the Illuminati . Entrambe queste opere confermano la seguente genealogia, in stretto legame con diverse organizzazioni "fraterne":

    . Charles Taze Russell: Cavaliere Templare del Rito di York ad Allegheny. Fondatore della Società Torre di Guardia. Sua madre ebbe il privilegio di essere scelta come dama abituale del celebre massone ed Illuminato Lafayette (1757-1834), in occasione di un suo soggiorno a Philadelphia;

    . Joseph Russell: padre di Charles Taze Russell, Maestro massone;

    . Harvey D. Russell: Cavaliere Templare, leader di Pittsburgh alla "Beaver Valley Lodge" n° 8412;

    . William H. Russell: massone, detentore di azioni del Pony Express;

    . George William Russell (1869-1935): membro importante della Loggia Teosofica di Dublino. Scrisse anche alcuni articoli nel periodico teosofico The Irish Theosophist. Egli era inoltre affiliato alla Loggia di Iside (la cui iniziazione includeva anche riti di natura sessuale). Era anche un ottimo amico di William Butler, leader della Loggia Rosacroce Golden Dawn ("Alba dorata"). Egli scrisse alcuni articoli a proposito dei riti satanici e massonici utilizzati in questa Loggia;

    . James Russell: Presidente della Società Reale di Edinburgo, che fu associata a gruppi esoterici come la Massoneria;

    . Archibald D. Russell (1811-1871): massone presbiteriano che fu premiato dall'Università di Edinburgo. Egli studiò all'Università di Bonn, in Germania. Fu molto attivo nella creazione di numerose organizzazioni negli Stati Uniti;

    . Benjamin Russell (1761-1845): massone e giornalista americano;

    . Charles H. Russell: Governatore del Nevada, dal 1950 al 1958 e massone del 32º Grado; membro del Rito di York e membro dell'Ordine massonico degli Shriners;

    . John Stuart Russell: massone e giornalista, deputato e Presidente della Federal Reserve Bank di Chicago;

    . Lee M. Russell (1875-1943): massone e Luogotenente del Governatore del Mississipi dal 1916 al 1920;

    . Louis A. Russell (1854-1925): massone e organista della chiesa South Park Presbyterian, a Newark, nello Stato di New Jork;

    . Richard B. Russell (1861-1938): massone, giudice, editore e uomo d’affari;

    . Bertrand Russell (1872-1970): filosofo famoso ed Illuminato.

    Come potete constatare, questa famiglia è ben lontana dall’essere ordinaria come si vorrebbe far credere...

    Per Charles Taze Russell il 1876 fu l'anno della rivelazione. Difatti, dopo essere venuto in possesso fortuitamente di un esemplare del giornale Herald of the Morning ("Il messaggero del mattino"), durante l'estate incontrò il suo direttore e capo-redattore, l'avventista Nelson Barbour, di Rochester. Quest’uomo divenne la sua guida spirituale per due anni, perché ne sapeva molto più di lui sulla Bibbia e sul compimento di alcune delle sue profezie. È lui il vero autore della spiegazione della profezia dei 2.520 anni inerente la seconda venuta (invisibile) di Cristo sulla terra, spiegazione ancora molto in voga tra i Testimoni di Geova, che da quel momento se ne attribuirono l’esclusività. In breve, Russell si associò al giornale di quest’ultimo, ed impegnò anche una parte delle sue finanze personali. Insieme, Russell e Barbour pubblicarono un libro di 196 pagine, intitolato Three World and the Harvest of This World ("I tre mondi e la mietitura di questo mondo"), in cui Russell era il co-redattore. Tuttavia, questa intesa non durò per molto tempo. In seguito ad un articolo controverso sul tema della Redenzione, essi si separarono. Russell rinunciò anche a recuperare i propri investimenti. Ciò accadde nella primavera del 1879. Nel 1877, Russell aveva acquistato la Watchtower, una piccola tipografia religiosa in fallimento. Prima constatazione: questo nome particolare non è stato inaugurato né da Russell, né dai suoi successori, perché esisteva già! Altre domande si impongono: chi era il fondatore, e che tipo di stampe eseguiva questa tipografia? Lasciamo rispondere la Società stessa nei suoi libro I Testimoni di Geova, Predicatori del Regno di Dio che dichiara in una nota a pagina 48: "L’espressione "Watchtower" non appartiene a Russell e ai Testimoni di Geova. Nel 1850, George Storrs scrisse un libro intitolato "The Watchtower, or Man in Death, and the Hope for the Future Life" ("La Torre di Guardia, o l'uomo nella morte, e la speranza di una vita futura"). Questa espressione appare anche nel titolo di diversi periodici religiosi".Di quali periodici religiosi parliamo esattamente? Semplicemente di scritti rosicruciani e massonici che erano molto in voga a quell’epoca, sotto la copertura religiosa.

    In definitiva, possiamo sapere di più sull'origine della parola "Watchtower" (che può essere tradotta come "torre di guardia", "torre di sorveglianza", o anche come "posto di guado") secondo altre versioni delle Sacre Scritture? Quale può essere il reale significato di questa espressione? Una prima risposta viene dalla Bibbia, nel Libro di Isaia (21, 8). Ma questa formula ha una seconda interpretazione, più esoterica. In effetti, la si ritrova nel funzionamento di un linguaggio particolare, detto "Linguaggio degli Angeli" o anche linguaggio "Enochiano". Siamo in pieno satanismo. Questo linguaggio è basato su un alfabeto composto da 72 lettere. Queste ultime permettono la comunicazione con un universo parallelo (o paranormale) che si suddivide in quattro regioni (o piani). Ciascuna di esse è detta comunemente "Torre di Guardia". Esse si presentano in questo ordine:

    - 1) Eterea: la "Torre di Guardia" della Terra;

    - 2) Astrale: la "Torre di Guardia" dell'Acqua;

    - 3) Mentale: la "Torre di Guardia" dell'Aria;

    - 4) Causale: la "Torre di Guardia" del Fuoco;

    Per quelli che conoscono queste definizioni, si tratta delle quattro entità fondamentali della vita, viste dagli occultisti. La loro conoscenza conduce alla padronanza della forza insita nelle parole segrete dello spiritismo. Bisogna notare che i sei volumi degli Studies on the Scriptures ("Studi sulle Scritture") - che inizialmente si intitolavano Millenial Dawn ("L’aurora del millennio") - e la maggior parte dei libri che sono venuti dopo utilizzano questa tecnica di comunicazione. Ad esempio, nel primo tomo di questa serie, The Divin Plan of Ages ("Il piano divino delle ere"), viene presentato un grafico basato su un spiegazione piramidologica delle profezie bibliche. I piani "M" (piano dello spirito generato), "L" (piano della perfezione dello spirito), "K" (piano della gloria divina), "N" (piano della perfezione umana), "R" (piano inferiore del razza adamica) e "P" (piano della giustificazione tipica) ne sono un'applicazione diretta. Per darne una definizione più globale, questo linguaggio utilizza la pronuncia di sillabe che provocano dei suoni particolari sulla base della Bibbia o di un grimorio. Un'associazione corretta di questi suoni apre la comunicazione col proprio "angelo custode" o con quello di un partner (perché sembra che tutti ne abbiamo uno!), e pare che quest’ultimo abbia un’influsso sulla nostra vita. Non posso prolungarmi oltre su questo argomento perché non sono stato iniziato a questa forma di esoterismo, ma ho letto queste spiegazioni in certi libri che affrontano il tema misterioso della Cabala. Forse vi sembrerà strano, ma questo linguaggio è privilegiato proprio nei templi rosicruciani e massonici, esattamente quelli da dove è partita la Società Torre di Guardia. Ciò vi stupisce?



    Ma riprendiamo la nostra descrizione. A pagina 23 dell’opera The Divin Plan of Ages, nella seconda colonna, si apprende che tra il 1879 e il 1880 il Pastore Russell fondò una trentina di congregazioni che chiamò "Ecclesia". Fin dal 1880, egli fissò alcune disposizioni per visitarle regolarmente e dirigere un programma di studio intensivo che durava almeno sei ore al giorno. È da notare che la distanza che separava tutti questi luoghi di riflessione teosofica era abbastanza grande per l'epoca. Pennsylvania, New Jersey, New York, Delaware, Massachussetts, Ohio e Michigan. Doveva essere abbastanza difficile percorrere tali distanze velocemente perché l’automobile era ancora estremamente rara. Allora, riflettiamo un po’! L’opera di Russell nacque ufficialmente nella primavera del 1879, in seguito alla separazione da Nelson Barbour. Il primo numero della Torre di Guardia uscì dalla sua piccola tipografia nel luglio del 1879. Prima di questa data, Russell era solamente il co-redattore dell’Herald of the Morning.Egli aveva convinto ben poche persone delle sue idee, non abbastanza da poter avviare nel giro di pochi mesi trenta congregazioni, anche se composte solamente da dieci persone ciascuna! Ma allora come si può interpretare questa dichiarazione della Società? Ebbene, tutto diventa limpido se si aggiungono i tasselli mancanti a questo puzzle. Com’è noto, Nelson Barbour era un avventista, ma era anche un Cavaliere Rosacroce! Questa notizia mi è stata confermata da persone competenti. Nella Massoneria, le parole "Loggia" o "Tempio" possono essere sostituite anche da "Ecclesia", soprattutto nel Rito di York. Del resto, fu per questa ragione che dopo la morte di Russell, le "Ecclesie" furono ribattezzate "Sale del Regno", per evitare un’eccessivo accostamento al mondo dell’occultismo. In realtà, a quell’epoca, Charles Taze Russell militava nella Massoneria, giungendo fino ai più alti Gradi. Egli confidò suoi studi biblici ai suoi fratelli di Loggia, i primi "Eletti", i primi "membri unti", ma poiché deteneva un più Grado elevato, potè conservare l'autorità necessaria per mantenerli nella direzione desiderata.

    Consideriamo un altro punto. Sempre nello stesso libro, a pagina 47, si apprende che la Società voleva espandersi. Nel 1908, Russell volle acquistare un locale a New York. Fu Joseph Franklyn Rutherford che curò l’aspetto finanziario. La Società acquistò dunque un locale chiamato "Bethel di Plymouth". Dopo alcuni lavori di rinnovo e l'inaugurazione, Russell dichiarò sulla Torre di Guardia di quell’anno che questo edificio avrebbe portato il nome di "Bethel". Qui bisogna notare che, in effetti, Russell acquistò un edificio che si chiamava già "Bethel" che conservò il suo nome. Perciò, questa denominazione esisteva già prima che la Società ne entrasse in possesso. Da dove proviene questo termine? Certamente dalla Bibbia. Il primo significato che la Società gli da è "Casa di Dio". Ma Bethel era anche un luogo elevato di culto sacro situato in Israele, ma non dedicato al Dio degli ebrei. Baal, un dio pagano (e concorrente), era spesso adorato in questo luogo mediante riti sacrificali, ed il popolo d'Israele ha sempre preferito questo dio a quello del suo profeta liberatore, Mosé. Ancora una volta chiediamoci: chi, oltre alla Torre di Guardia, utilizza questo termine? Avete indovinato: i massoni. Questo termine è usato per designare una Loggia che guida molte altre Logge, una specie di "Loggia madre". Ma questa non è non la stessa definizione di un’obbedienza massonica? Dunque, la Società non ha inventato niente. In realtà, a quell’epoca, essa non fece che assolvere unicamente il suo ruolo, ossia guidare alcune Logge annesse tramite i suoi scritti, per approfondire i suoi studi teosofici, sotto la copertura di una tipografia religiosa.

    A pagina 52, nella seconda colonna del succitato libro di Russell leggiamo una dichiarazione stupefacente. Russell annuncia l'imminenza della Prima Guerra Mondiale. Nella Torre di Guardia di febbraio del 1885, egli dichiarò:

    "Grosse nuvole minacciose si addensano sul vecchio mondo. Sembra che una grande guerra europea sia un'eventualità da considerare in un non lontano avvenire".

    Nel 1893, sempre sulla Torre di Guardia, Russell rincara la dose:

    "Una grande tempesta è imminente. Sebbene non si sappia esattamente quando esploderà, sembra ragionevole supporre che non sia distante più di dodici o quattordici anni al massimo".

    A questo punto, una domanda si impone: come poteva Russell fare simili predizioni con oltre vent'anni di anticipo? La Bibbia forniva gli indizi di una guerra in Europa? Ma gli anni che precedettero il 1914 non furono considerati da tutti come un’epoca di felicità per l'umanità intera? Gli scritti attuali della Torre di Guardia descrivono quest’epoca come un periodo di pace e di felicità per il genere umano. Allora, come fu in grado Russell di predire un tale conflitto? I preparativi della Prima Guerra Mondiale erano un argomento unicamente conosciuto dai massoni di alto rango e dagli Illuminati. Nessun mezzo di comunicazione ne era stato informato. Russell doveva dunque appartenere necessariamente a questo ambiente assai ermetico per essere in grado di annunciare in anticipo questi drammatici presagi.

    Durante tutto questo tempo, Russell aumentò enormemente la sua attività. Vendette tutti i suoi beni e li investì nella sua impresa teocratica. Nel 1879, egli sposò Maria France Ackley (il padre di Charles sposerà, alcuni tempi più tardi, una delle sue sorelle). Come regalo di nozze, Charles Taze Russell gli cedette il 10% della Società. A pagina 45 del summenzionato libro di Russell, apprendiamo che la signora Russell divenne direttrice e membro dell'ufficio direttivo. Essa ricoprì anche gli incarichi di segretaria e tesoriera. Siccome era molto istruita, divenne anche co-redattrice degli articoli del marito, soprattutto di quelli apparsi sulla Torre di Guardia. Essa scrisse anche alcuni articoli, con molto brio. Sappiamo qualcosa di più sulla famiglia della signora Russell? Sì. La famiglia Ackley è molto conosciuto negli ambienti massonici e mormoni della Pennsylvania e dell'Utah. Alcuni membri ne sono degli alti dignitari.





    Per più di trentacinque anni, Russell viaggiò attraverso gli Stati Uniti ed il mondo intero per diffondere sempre più la speranza della Bibbia, corredata dalle sue numerose pubblicazioni e dalle sue predizioni apocalittiche annunciate per il 1914. Tuttavia, questa era la sua unica attività? La Società risponde senza esitare: sì! Ma di che cosa si trattava esattamente? È ciò che ora scopriremo.



    Una delle ragioni che mi ha spinto ad approfondire questo argomento deriva dalla domanda essenziale riguardante il punto vitale di ogni organizzazione: da dove proveniva il denaro? Come ha potuto Russell finanziare tutte le sue campagne di proselitismo? Dalla letteratura geovista, e alle pagine 26 e 26 del succitato libro, apprendiamo che Charles Taze Russell amava distribuire gratuitamente i suoi giornali, e talvolta anche i suoi libri, in milioni di esemplari. Apprendiamo anche che Russell aveva negoziato con certi quotidiani locali, e talvolta anche nazionali, come il New York Time, per la distribuzione gratuita dei suoi articoli. Come è possibile tutto ciò? Forse che Russell era un filantropo come tutti i suoi collaboratori? Inoltre, Russell cercava continuamente di ampliare i suoi locali. Come ci riusciva? Le risposte ad alcune di queste domande mi hanno aperto degli orizzonti sconosciuti.

    Tuttavia, la Torre di Guardia tenta di fornire delle risposte semplici, precisando particolarmente tre fonti di introito.

    Primariamente, tutti i lettori assidui dei periodici davano un piccolo contributo.

    Fin lì, siamo tutti d’accordo. Secondariamente, alcuni generosi donatori, dei mecenati convinti dalle parole di verità di queste letture lo sostenevano enormemente. Chi erano costoro?

    Terzo: Geova badava che quest’opera andasse a buon fine (dunque, grazie alla "Provvidenza"!).

    Dunque, Geova inoculava negli uomini il desiderio di contribuire all'espansione dell’opera della Società. Ciò che è divertente in questa risposta, è constatare che alcuni anni dopo la morte di Russell, la Torre di Guardia minimizzò considerevolmente il suo ruolo, non menzionandolo nei suoi scritti per lunghi decenni. Egli è stato riabilitato solo ultimamente, ma con la reputazione di un uomo che viveva ancora nell'errore religioso. Ciononostante, il suo lavoro sembrava sostenuto da Dio, poiché Egli veniva incontro ai suoi bisogni finanziari! A me pare che queste dichiarazioni siano un controsenso. Non sembra anche a voi?

    In effetti, per risolvere questo enigma basta identificare alcuni generosi mecenati della Società. Charles Taze Russell era un uomo sufficientemente sincero per ringraziare pubblicamente i suoi donatori, e particolarmente citandoli dalle colonne della Torre di Guardia, il suo giornale-faro. Grazie a Dio (è un gioco di parole...), queste ultime sono oggi accessibili grazie agli Studiosi della Bibbia o Russelliti, sempre presenti ed attivi. Essi compaiono nel loro CD-ROM, e tra i nomi dei benefattori spiccano quelli di tre banchieri: John David Rockefeller, il Barone Edmund de Rothschild ed il responsabile di una delle sue principali succursali, John Pierrepont Morgan! Pensate veramente per un solo istante che questi tre banchieri, di reputazione internazionale, che hanno sostenuto finanziariamente le prime due Guerre Mondiali, la Guerra di Seccessione e la Rivoluzione bolscevica di ottobre del 1917 (per citare solamente questi fatti noti a tutti), abbiano avuto il minimo interesse spirituale per il messaggio cristiano della Torre di Guardia? Non lo credo per un solo istante. Inoltre, questi uomini sono riconosciuti dalla Massoneria come illustrissimi Illuminati! La Torre di Guardia ha ricevuto anche dei fondi che provenivano da altri circuiti, come le banche Kuhn Loeb & Co., Warburgs e dal B'nai B'rith, un movimento massonico, ebraico e sionista molto attivo a quell’epoca. No, le ragioni che hanno spinto queste organizzazioni a finanziare l’opera della Società non erano la loro simpatia per le visioni giudeo-cristiane di Russell. Ma allora perché hanno sborsato così tanto denaro?

    Innanzitutto, possiamo provare queste affermazioni? Sì. Ma queste notizie non provengono dalle fonti storiche attuali della Torre di Guardia. Esse sono solamente sottintese. Dobbiamo riferirci agli scritti di Fritz Springmeyer, Robin de Ruiter, e certamente ai Russelliti. Prima iniziare la nostra spiegazione bisogna porre alcuni picchetti. Di quale natura era il messaggio di Russell?

    Russell fu il primo cristiano ad annunciare e a promuovere l'idea del ristabilimento del popolo ebraico in Palestina, e ciò fin dal 1880. In seguito, la Torre di Guardia ha rettificato questa concezione delle cose, trasformando la nazione ebraica carnale in una nazione spirituale! Checché ne sia, Russell tenne numerose conferenze filo-sioniste davanti a degli uditori ebrei considerevoli. Citerei ad esempio: il 25 agosto 1897 alla Casa dell'Opera di Brooklyn, 1.700 persone. Il 9 ottobre 1910 all'Ippodromo di New York City, 4.200 persone. Più tardi, a Londra alla Royal Albert Hall (luogo privilegiato per gli incontri massonici), 1.300 persone. Più di 800 persone alla Shoreditch Town Hall, 1.200 a Manchester, 1.400 a Glasgow e oltre 5.000 a Cincinnati. Il leitmotiv dei suoi discorsi era il seguente: "Il nostro messaggio è ebraico ed è destinato agli ebrei" (Is 40, 1-2); oppure: "Il sionismo è l’unica speranza per il mondo" 2. In queste conferenze, Russell dichiarò che "gli ebrei diventeranno i padroni del mondo", e allora "tutte le nazioni si convertiranno al giudaismo", perché "Dio manterrà le sue promesse fatte agli ebrei". Inoltre, "la razza ebraica è superiore a quella dei cristiani", e "gli ebrei sono l'incontro della morale e dell'intelligenza". La Società Torre di Guardia ha continuamente operato per annunciare il ristabilimento degli ebrei nella terra promessa, e numerosi scritti sono stati pubblicati, come l'opuscolo in lingua yiddish Di Stimme ("La via"). Nel 1925, Joseph Rutherford continuò in questa direzione scrivendo un libro intitolato Consolazione per gli ebrei, una puro distillato di sionismo. Ricordatevi che tale questione è sempre stata il pomo della discordia tra i popoli ebraico e quello arabo, la causa delle loro disgrazie nei tempi passati e ancora oggi. Si tratta dunque di una questione estremamente delicata.

    Ma la Società di Geova fu l'unica ad affrontare questo tema? No, ed è a questo punto che intervennero altre due importanti fonti finanziarie. La prima è l'Ordine massonico e sionista del B'nai B'rith, il quale lavorava attivamente a questo progetto, e con il quale Russell collaborava strettamente. In qualche modo, egli divenne il loro messaggero privilegiato. Il secondo è il gruppo bancario che appartiene alla famiglia Rothschild, protettrice del B'nai B'rith, e che partecipò alla creazione di uno stato ebraico in terra d’Israele dopo la guerra dei sei giorni nel 1948. Nel 1891 e nel 1911, Charles Taze Russell inviò dalla Palestina parecchi telegrammi diretti al Barone de Rothschild per informarlo della situazione politica ed economica del Paese. Ad esempio, nel 1891, Russell incontrò Asher Kinzberg, fondatore della Loggia "B'nai Moïsche" ("i figli di Mosé"), soprannominato il "re degli ebrei", in compagnia di un membro della famiglia Rothschild e di Lord Arthur James Balfour (1848-1930), entrambi Illuminati. Questi ultimi parteciperanno qualche anno dopo ai primi negoziati per la creazione di un Stato ebraico in Israele. Russell giocò il ruolo di esploratore 3. Parecchie decine di anni più tardi, Yona Malachy e Benjamin Netanyau nel corso di in un'intervista metteranno l'accento sull’intervento innovatore di Charles Taze Russell circa l'avanzamento del pensiero sionista nel mondo. Grazie alle sue campagne di conferenze e ai suoi scritti espliciti, intere famiglie ebraiche hanno nutrito la speranza di poter un giorno tornare nella terra d'Israele. In un libro dedicato al B'nai B'rith, intitolato The Challenge of the Ethnic Leadership ("La sfida del comando etnico"), a pagina 201, Charles Taze Russell viene presentato come un eminente ambasciatore dell’ideologia sionista. Così, in cambio di questi numerosi servigi, le banche Rothschild e i loro partners contribuirono generosamente allo sviluppo del Società Torre di Guardia, particolarmente finanziando la sua gigantesca espansione immobiliare e tutti i suoi progetti, come il famoso "Fotodramma della Creazione", un investimento oneroso per quell’epoca.

    Nei paragrafi precedenti, abbiamo parlato dell'appartenenza di Russell alla Massoneria, e non di una persona ingenua. In che cosa hanno contribuito questi fattori allo sviluppo della Torre di Guardia? Innanzitutto, ricordiamo che le conferenze (o meglio i convegni) che Russell organizzò, all'infuori dei suoi incontri sionistici, si tennero quasi sempre all’interno di prestigiosi templi massonici 4. In questi luoghi, si parlò solamente di Massoneria, e per di più, egli era spesso un invitato d’onore. La conclusione che si impone è la seguente: gli studi biblici della Società Torre di Guardia erano di natura massonica. Nel 1891, Russell introdusse il simbolo della "Croce nella Corona" sulla copertina della Torre di Guardia. Esso rappresenta la più alta decorazione delle Logge che praticano il Rito di York, quella di "Cavaliere Templare". Nel 1895, Russell ne integrò un secondo, altrettanto prezioso. Nel 1911, egli adottò un terzo simbolo esoterico, ma questa volta sulla copertina del suo libri Studies on the Scriptures: quello del Sole alato. Quest’ultimo è di origine egizia, e rappresenta il dio Amon-Ra. Nel zoroastrismo, questa divinità corrisponde al dio Ahura Mazda. Ma questo fregio è soprattutto uno di più importanti nell'Ordine della Rosacroce e presso i satanisti, particolarmente diffuso tra i discepoli spirituali del mago britannico Aleister Crowley (1875-1947), un fanatico seguace del famoso massone Albert Pike (1809-1891). Russell doveva dunque appartenere incontestabilmente alla sètta degli Illuminati.

    Altri esempi. Nella maggior parte dei suoi sermoni, il nostro Pastore (i documenti riportati dei Russelliti sul loro CD-ROM sono numerosi a questo proposito), paragona spesso il personaggio mitico e massonico Hiram Abiff a Gesù Cristo. Nel libro Harvest Gleannings 3, a pagina 1318, Russell dichiara che "la roccia protettiva di ogni società è la roccia massonica", questa roccia che è essa stessa fondata sulla montagna di Dio. Per finire, nel suo discorso "Il Tempio di Dio", pronunciato nel 1913 a Pasadena, in California, Russell si rivelò come un eminente massone, un "Cavaliere Templare" e dimostrò senza ombra d’equivoco che l’opera della Società Torre di Guardia era manifestatamente di questa natura.

    GGrazie a questa stretta collaborazione, la Torre di Guardia si attirò i favori di altri due banchieri, John David Rockefeller e J. Pierpont Morgan, che avevano un interesse evidente favorendo la nascita di nuove religioni, purché pilotate dalla Massoneria. Nella Torre di Guardia, del 1 gennaio 1911, (di aprile del 1911, nell’edizione francese), Russell ringraziò Morgan per il suo contributo finanziario, nel quadro del sostegno alle nuove priorità ecumeniche. Altra conferma: nel 1923, due giornali tedeschi denunciarono l'implicazione dei sionisti e dei massoni americani nel funzionamento della Società Torre di Guardia, e più particolarmente sul modo in cui la finanziavano per raggiungere i loro obiettivi che possono essere così riassunti: indebolire il potere del cattolicesimo e del protestantesimo nel mondo. Essi pubblicarono una lettera compromettente ed autentica, proveniente dalle più alte istanze massoniche elvetiche, in combutta con le obbedienze americane. Il responsabile della filiale svizzera dei Testimoni di Geova depositò una querela contro questi due quotidiani, ma tale denuncia venne respinta dalle autorità giudiziarie. A partire dagli anni ‘30, la Società Torre di Guardia beneficiò della protezione del Dipartimento di Stato americano. Ciò può sembrare paradossale, poiché a tutt'oggi, la Società Torre di Guardia osa dichiararsi separata dal mondo e sotto la sola protezione del suo Dio, Geova. Essa non cessa di fustigare, senza alcun riguardo, tutte le istanze politiche e religiose della nostra epoca. Secondo i suoi scritti, queste ultime sono sotto il potere di Satana, rappresentate spesso da bestie selvagge e demoniache o sotto le sembianze di draghi. Vi sembra coerente? Giudicate voi.

    Un ultimo dettaglio. Nella sua volontà chiaramente manifesta di minimizzare l’operato di Russell, la Società edulcora un'altro aspetto dei suoi precetti religiosi. Russell non nutriva un semplice interesse per le piramidi, come lascia intendere il libro I Testimoni di Geova, predicatori del Regno di Dio, a pagina 201, come un collezionista di francobolli. No, la Grande Piramide di El-Giza era la base dei suoi insegnamenti biblici, e spiegava la Bibbia. Tutte le sue riflessioni convergono verso quest’ultima, come dimostrano molto chiaramente il 1º ed il 3º tomo degli Studies on the Scriptures (The Divin Plan of Ages e Venga il tuo Regno), e la Torre di Guardia, di giugno del 1912 (ed. francese), molto similmente agli scritti rosicruciani. Ad esempio, il fascicolo di presentazione dell'A.M.O.R.C. ("Antico e Mistico Ordine Rosa Croce", ed. 1999) dichiara quanto segue alla fine della pagina 9:

    "I lavori mistici assunsero allora un carattere più riservato e si tennero esclusivamente nei templi che erano stati costruiti a questo scopo. Secondo gli insegnamenti rosicruciani, l’edificio più sacro agli occhi di iniziati era la grande Piramide di El-Giza. Così, contrariamente a ciò che afferma la maggior parte degli storici, queste piramidi non sono state costruite per essere il sepolcro di qualche faraone. In realtà, esse erano dei luoghi di studio e di iniziazioni mistiche".

    Non c'è alcun dubbio: la Piramidologia (così viene chiamata) è realmente una scienza rosicruciana, massonica e per di più satanica. Essa non dev’essere confusa con l'Egittologia, che è lo studio della civiltà e della cultura egizia, particolarmente dell'epoca dei faraoni, ma è il punto di riferimento dei templi massonici che praticano rituali d’iniziazione ai Gradi elevati. Per darvene almeno un’idea, vi invito a leggere il passo chiave del 10º capitolo, del 3º tomo degli Studies on the Scriptures (ed. francese del 1959) alle pagine 374 e 375:

    "Il passaggio discendente che va dell'entrata della Grande Piramide alla "fossa", o "camera sotterranea", rappresenta la via seguita in generale dal mondo (sotto la guida del principe di questo mondo) fino al tempo della grande disperazione (la "fossa"), durante il quale finirà il male. La misurazione di questo periodo e la determinazione del momento in cui la fossa della disperazione verrà raggiunta sono abbastanza facili da ottenere, se abbiamo nella Piramide una data ben definita, un punto di partenza. Questo limite-data, è contrassegnato dalla congiunzione del "primo passaggio ascendente" con la "grande galleria". Questo punto segna la nascita di Gesù Cristo, così come il "pozzo" distante 33 pollici indica la sua morte. Così, se misuriamo andando verso il basso il "primo passaggio ascendente" fino alla sua congiunzione con l'"entrata del passaggio", otterremo una data fissa da iscrivere sul "passaggio discendente". Questa misura è di 1.542 pollici, ed indica l'anno 1542 a. C. come la data segnata da questo punto. Poi, misurando il passaggio discendente verso l'"entrata del passaggio" questo punto, verso il basso, per scoprire la distanza fino all'entrata della "fossa", che rappresenta i tempi del grande smarrimento e della distruzione con cui questo periodo terminerà, quando la maledizione verrà vinta dal potere, scopriamo che è di 3.457 pollici, che simboleggiano 3.457 anni dal punto di partenza che è il 1542 a. C. Questo calcolo ci mostra il 1915 d. C. come l'inizio del periodo di smarrimento, perché 1542 a. C. più 1915 d. C. compongono un periodo di 3.457 anni. Dunque, la Grande Piramide manifesta che il mese di ottobre del 1914 sarà il punto di partenza dei tempi della disperazione, come non c'è mai stata prima e né ci sarà mai più. Inoltre, è da notare che questo "testimone" corrobora totalmente la testimonianza della Bibbia a questo riguardo, come è stato dimostrato dalle "dispensazioni parallele" del 2º volume, cap. 7º degli "Studies on the Scriptures"".


    C’è di che sbigottire! E tuttavia, questo non è che un frammento della "verità", della "salsa" Russell com’era insegnata dalla Società Torre di Guardia a quell’epoca. Oggi, quest’ultima preferisce dichiarare che egli ha commesso alcuni piccoli errori d’interpretazione, ma che tutto è stato rivisto e corretto, e che alla fine è giunto il "culto puro"! C'è tuttavia un altro dettaglio da esaminare. La Società sostiene da più di 120 anni che tutti i suoi scritti sono stati redatti sotto la guida dello spirito santo di Dio. Dunque, Geova gliene dispensa una parte per guidarla nella comprensione della sua parola ispirata, la Sacra Scrittura. Ma riflettiamo un po’. All'epoca della redazione della Bibbia, Dio ha forse fatto preparare delle bozze da rivedere e correggere prima di iniziare la redazione della versione definitiva delle Sue leggi e delle Sue profezie? A me pare proprio di no! Allora, come si può sostenere che Egli abbia ispirato le deliranti righe che abbiamo appena letto per sostituirle qualche anno più tardi con altre un po’ più plausibili e un po’ meno strampalate? . Ricordiamo però, che l'eresia che abbiamo appena letto è stata insegnata per più di cinquanta anni, ossia fino al 1928, per oltre dodici anni, dunque, sotto la presidenza di Rutherford. Come conferma, citeremo la Torre di Guardia del 15 giugno 1922, dove Rutherford dichiarava:

    "Nei passaggi della grande Piramide di El-Giza, se solamente una o due misure corroborassero la cronologia biblica, ciò potrebbe essere una coincidenza, ma la corrispondenza di più di una dozzina di misure prova che Dio stesso è all'origine della Piramide e dei suoi piani".

    La Torre di Guardia del 15 maggio 1925 continua nella stessa linea:

    "La "Grande Piramide d'Egitto", si erige come un testimone del Signore, silenziosa ed intima, come il suo messaggero. E la sua testimonianza parla con grande eloquenza a proposito dei piani divini"

    Ma nella Torre di Guardia del 15 novembre 1928 Rutherford cambia completamente tono scrivendo:

    "Se la Piramide non è menzionata nella Bibbia, allora seguire i suoi insegnamenti, le sue vane filosofie e le sue false scienze va contro gli insegnamenti di Cristo 6. […]

    È più ragionevole concludere che la Grande Piramide di El-Giza, come qualsiasi altro monumento, come la Sfinge, è stata costruita secondo le regole egizie, sotto la direzione di Satana e del suo demoni [...]. Satana ha posto la sua scienza in un monumento inanimato, chiamato la "Bibbia di Satana" e non il testimone di pietra di Dio […]. Così, tutti coloro che si sono consacrati alla Piramide hanno commesso un peccato di fronte agli importanti insegnamenti che Dio ha rivelato alla sua vera chiesa. Il loro spirito è stato allontanato da Geova e dalla sua parola" 7.

    Per quanto sorprendente ciò possa sembrarvi, la Società si condanna da sè stessa!

    Tuttavia, è essa stessa (per bocca di Russell e di Rutherford) che è all'origine di questi insegnamenti "satanici". Ha forse dimenticato che è nella Bibbia che aveva attinto questa "prova", questo "testimone di pietra" di Dio, questo "profeta", secondo Isaia (Is 19,19-20)? E adesso condanna i suoi adepti per avere creduto alle sue sciocchezze! È facile, non trovate?

    Un altro dei suoi strani insegnamenti era la credenza secondo cui Dio aveva il suo trono su Alcione, una stella della costellazione di Orione, conosciuta anche come la costellazione delle Pleiadi. Questa conferma si ritrova nella Torre di Guardia del 1º giugno 1912, e nel 3º volume degli Studies on the Scriptures, a pagina 360 (ed. in lingua francese). Questa particolare stella sembra essere allineata con la Grande Piramide di El-Giza. Ma Russell non è stato l’unico personaggio importante della Società Torre di Guardia a dichiarare una cosa del genere. Joseph Franklyn Rutherford, nell'Annuario dei Testimoni di Geova del 1928 (e in quello del 1929) dichiarò:

    "Il gruppo di stelle, meglio conosciuto con il nome di "costellazione delle Pleiadi", situato a Nord, sembra essere indicato dalla Bibbia come il centro dell'Universo celeste, il luogo del trono di Geova dal quale esercita la sua autorità suprema".

    Frederick William Franz, che più tardi divenne il quarto presidente del Società Torre di Guardia, scrisse sul periodico The Golden Age ("L’Era d’oro") il 16 maggio 1928, a pagina 540 (ed. in lingua inglese):

    "La Bibbia sembra dimostrare che il trono di Dio nei cieli si trovi in una regione a Nord, vicino ad un gruppo di stelle chiamate Pleiadi".

    Da dove provengono questi insegnamenti? È vero che la Bibbia parla, in tre diversi passi, della costellazione delle Pleiadi. Ma precisa anche che vi si troverebbe il trono di Dio? Nent’affatto. Ecco i tre versetti che vi invito a consultare: Gb 9, 9; Gb 38, 31; Am 5, 8. Poiché la Bibbia non fà simili affermazioni, che altri può averle fatte? La verità è che si tratta di insegnamenti tipicamente rosicruciani.

    La domanda che adesso si pone è la seguente: la Società era l'unica all’epoca a distillare tali credenze, fatta eccezione per le Logge massoniche tradizionali e per i Rosacroce? Ebbene, la risposta è no! Un altro pastore, un tal Joseph Smith, fondatore della Chiesa mormone, insegnava alcuni anni prima le stesse "verità", passibili della Santa Inquisizione! Alcune decine di anni più tardi, l'Ordine del Tempio Solare (O.T.S.) dirà le stesse cose, ma utilizzando il secondo nome dello stella Alcione, Sirio. Conoscete tutti la tragica fine di quest’Ordine derivato dai Rosacroce! I mass-media del mondo intero si sono fatti eco di questo dramma. A questo proposito, vi invito a confrontare i due simboli riprodotti, col grafico della "Tavola delle ere" secondo Russell. Se siete buoni osservatori, constaterete certamente alcune similitudini (una Piramide la cui pietra angolare appare radiosa). Il primo simbolo è stato estratto da un libro mormone, mentre il secondo appare da parecchi decenni sul dorso dei biglietti di un dollaro statunitensi.







    Ci chiediamo: la Torre di Guardia e la Chiesa mormone lavorano per l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale?

    Se proviamo a fare un rapido bilancio sull’operato teologico della Società Torre di Guardia durante l'epoca di Charles Taze Russell, possiamo affermare senza timore che essa si è resa colpevole di plagio. Essa ha usurpato e si è impossessata della maggior parte degli insegnamenti dei suoi concorrenti "colleghi" religiosi molto in voga in quel periodo. Tutti i suoi scritti erano ispirati alle riflessioni "avventiste", di cui Russell era un grande ammiratore e collaboratore (vi ricordate la sua cerchia di amici?); "mormoni", giacché sua moglie proveniva da una famiglia molto osservante di questa sètta, e citava spesso con grande rispetto parecchi pensieri del suo amico e "fratello" di Loggia Joseph Smith; "sioniste" e naturalmente "massoniche", tenuto conto della sua qualità incontestabile di "Cavaliere Templare" e dei simboli esoterici e massonici che faceva stampare su tutta la sua letteratura.

    LA Società TORRE DI GUARDIA dopo Russell

    La situazione è cambiata dopo la morte di Russell? A dire il vero, non molto. Ma prima di descriverla, occorre soffermarsi su di un fatto drammatico. Dalla letteratura della Torre di Guardia sappiamo di che cosa sono morti tutti gli ex presidenti della Società, tutti eccetto uno: Russell. Joseph Rutherford è morto nel 1942 in seguito ad un'infezione polmonare contratta all'epoca del suo soggiorno in prigione. Nathan Knorr è deceduto a causa di un tumore al cervello nel 1977. Fred Franz è morto nel sonno a 99 anni, nel 1992. Ma di che cosa è morto Russell? Sembra di malattia. Strano, perché da nessuna parte la Torre di Guardia ci dice che la sua salute fosse cagionevole, eccetto nel corto paragrafo del summenzionato libro, alla fine della pagina 61 in cui si annuncia la sua morte avvenuta nel suo treno privato, a Pampa, nel Texas. é esatto? Recentemente, è circolata una voce sul decesso di Charles Taze Russell. Secondo quest’ultima, egli sarebbe stato assassinato ritualmente per avvelenamento il giorno della festa di Halloween (la festa degli stregoni), il 31 ottobre 1916. Per quale ragione? Non lo sappiamo. Secondo l’opinione di molti, siccome Russell deteneva un Grado più elevato degli altri in Massoneria, imponeva spesso le sue vedute bibliche e massoniche a tutti i suoi "fratelli", visto che insegnava spesso nei loro templi. Nella maggior parte dei suoi discorsi, li sfidava particolarmente sul significato di certi dogmi o di certi emblemi proprî del "arte muratoria". Tuttavia, le sue predizioni sul 1914 furono un insuccesso cocente. Ciononostante, il suo metodo di insegnamento era così intenso che aveva fatto vacillare più di un "fratello". Per essere più diretto, Russell stava affondando il sistema massonico, suo malgrado. Ora, siccome la Massoneria è uno strumento assai potente nelle mani dei leader americani, era dunque necessario proteggerla e riabilitarla. Russell doveva quindi essere eliminato dal circuito. La sua morte sacrificale avrebbe fatto di lui un eroe, una leggenda.

    Questa spiegazione non può essere accreditata ufficialmente, ma sta di fatto che la sua morte sospetta è stata spesso vista dai Russelliti dell'epoca (e lo è ancora oggi), come il frutto di disaccordi di cui si conosceva l’esistenza già prima della scomparsa del loro incontestato maestro. Fritz Springmeyer e Robin de Ruiter condividono questa opinione nelle loro rispettive opere. Tutti i collaboratori più stretti vennero sospettati, soprattutto Rutherford, W. Van Amburgh, R. H. Hirsh, M. Edgard, C. Woodworth, A. Macmillan, e molto altri.

    Russell venne cremato, cosa ancora assai rara a quell’epoca negli Stati Uniti, e sepolto sotto una gigantesca piramide di granito (costruita secondo i piani del "fratello" J. Bohnet), tutt’ora visibile al cimitero di Rosemond, presso Allegheny, in Pennsylvania. In quel periodo, questo genere di funerale era riservato unicamente a personaggi appartenenti alle élites massoniche, più comunemente soprannominate "Illuminati". Tuttavia, alcuni mesi più tardi, una piccola lapide, recante l'iscrizione "The Laodicean Messenger" ("Il messaggero di Laodicea"), venne posta non lontano da questa piramide, per non attirare troppo l'attenzione della gente. Del resto, questa piccola lapide è la sola indicazione che è riportata dall’attuale letteratura geovista. Sulla piramide, troviamo incisi il simbolo templare della "Croce nella Corona", simbolo caro alla Società, corredato dal nome della Società dell'epoca: "Watch Tower Bible and Tract Society". All'epoca della prima assemblea, tenutasi nella primavera del 1919, dopo la liberazione dal carcere di Rutherford e dei suoi collaboratori, i 150 partecipanti vennero a raccogliersi davanti a questa piramide, per rendere omaggio a quello che fu il loro maestro spirituale per tanti anni.

    Quando Rutherford divenne presidente della Società, tutto entrò in crisi. I sette membri del Collegio centrale, nominati da Russell nel suo testamento, non si intendevano tra loro. In effetti, il litigio cadde su Rutherford che non sembrava voler operare secondo i desideri del suo predecessore. In realtà, quest’ultimo voleva comandare da solo, ed il suo atteggiamento di despota attizzò le liti in seno al Bethel. Sebbene fosse stato il legale e l’economo di Russell, quest’ultimo non l'aveva designato per dirigere la Società dopo lui, giudicandolo troppo pericoloso ed egocentrico. Egli era stato designato unicamente come sostituto. Dato che gli statuti della Società, nella sua nuova configurazione, erano ancora registrati nello Stato della Pennsylvania, mentre la Società aveva sede nello Stato di New York dal 1908, Rutherford fece annullare le disposizioni di Russell, e la registrò a New York avendo cura di ricostituire un Collegio centrale secondo i suoi desideri, e di destituire quegli anziani non abbastanza docili ai suoi comandi. Un personaggio inatteso intervenne in questo conflitto: John David Rockefeller. In effetti, a quell’epoca, due nuove banche avevano integrato il nuovo funzionamento della Torre di Guardia: la Chemical Bank e la Chase Manhattan Bank. due filiali di Rockefeller. Quest’ultimo raddrizzò il timone della Società, e pagò per Rutherford e per i suoi sette collaboratori la cauzione per farli uscire di prigione tramite la banca Hirsh di New York. Tuttavia, a partire da quel momento, la Società Torre di Guardia perse definitivamente la sua autonomia. Uno dei personaggi-chiave di questa presa di possesso del Bethel fu Frederick William Franz. Ma di costui parleremo più oltre.

    Resta da spiegare un dettaglio. Perché Rutherford e i suoi sette collaboratori erano stati incarcerati? L’accusa fu di "sedizione", vale a dire di ribellione contro lo Stato, insurrezione, tradimento. Alcuni hanno preteso che Rutherford si rifiutasse di prestare il servizio militare. é esatto? Un indizio inatteso è recentemente uscito dall'ombra. Nella primavera del 1918, una ricetrasmittente spia venne ritrovata nella metropolitana di Broadway. Essa era in grado di comunicare con la Germania, Paese impegnato nella Prima Guerra Mondiale. Alcuni agenti federali del Governo effettuarono alcune perquisizioni supplementari, in stretta collaborazione con le autorità tedesche, e trovarono lo stesso tipo di apparecchio clandestino nei locali della Società, a Brooklyn, in perfetto stato di funzionamento. Che cosa ci faceva in quel luogo un apparecchio del genere? La Società cercò di negare questo fatto, con il pretesto che questa radio servisse essenzialmente ad informarla sulle allarmanti notizie provenienti dal mondo. Sappiate tuttavia che a quei tempi, le trasmissioni radiofoniche erano estremamente rare. Il linguaggio codificato nell’alfabeto Morse era il più l'utilizzato per comunicare, e la radio trovata al Bethel era di questo tipo. Chi al Béthel era in grado di decodificare dei messaggi telegrafici? Non fu mai data una risposta ufficiale, ma forse i responsabili della Società furono accusati di sedizione proprio per questo motivo. Se oggi qualcuno potesse risolvere questo mistero sarebbe il benvenuto...

    Per alcuni anni, Rutherford continuò l’opera di Russell, insegnando gli stessi precetti religiosi. Egli fondò un nuovo giornale, battezzato The Golden Age. Il titolo di questa rivista è molto equivoco, perché corrisponde ad un leitmotiv massonico molto in voga, ossia l'arrivo di un'era d’oro, quella del "Nuovo Ordine Mondiale". A partire dal 1920, Rutherford diminuì progressivamente la diffusione degli Studies on the Scriptures sostituita dai suoi libri, come The Finished Mystery ("Il mistero compiuto") e L'Arpa di Dio, ed alcuni anni più tardi i libri di Russell scomparvero totalmente della circolazione. Dato che gli anni 1914 e 1918, non avevano visto la realizzazione delle promesse tanto attese dagli Studiosi della Bibbia, Rutherford si lanciò a sua volta in una serie di articoli che annunciavano il 1925 come l'anno del giubileo di Dio. Ma anche questo annuncio si rivelò essere un fiasco. Non scoraggiandosi, egli sfidò i suoi adepti più fedeli - che cominciavano a dubitare di lui - iniziando la costruzione di una lussuosa casa in California detta Beth-Sarim (in ebraico "la casa dei prìncipi"), destinata ad accogliere i patriarchi del passato, come Abramo, Isacco o Giacobbe che sarebbero risorti a partire dal 1925. Aspettando questo avvenimento che non arrivò mai, Rutherford visse nella villa durante i mesi invernali per ragioni di salute. Vi abitò fino alla sua morte avvenuta nel 1942.

    Nel 1930, la Società pubblicò un nuovo libro intitolato Vindication ("Rivendicazione"). In questa opera, Rutherford annunciò ufficialmente che il popolo ebraico secondo la carne, non era più la nazione scelta da Dio per rappresentarlo. Non erano più il popolo "eletto". Strano, perché fino a questa data, il sionismo era stato il suo cavallo di battaglia! Come spiegare dunque questo improvviso cambiamento di rotta? Ciò avvenne per diverse ragioni. Innanzitutto, l’ondata di antisemitismo che infuriava in Europa era una possibile fonte di persecuzione per gli Studiosi della Bibbia. Inoltre il simbolo della "Croce nella Corona" rappresentava in maniera troppo marcata l’atteggiamento sionista e massonico americano agli occhi dei nazisti. Del resto, a partire dal 1933, su ordine di Adolf Hitler, essi fecero chiudere tutte le Logge in terra francese e germanica. La Società, che non aspirava al martirio, abolì nel giro di alcuni mesi tutti i segni esteriori della sua affiliazione alla Massoneria, simboli e linguaggio. Da quel momento, essa abbandonò anche ogni idea sionista, parlando solamente di "ebrei spirituali". Inoltre, all'epoca dell'Assemblea Nazionale tenuta in Germania in quello stesso anno, Rutherford propose al Cancelliere Hitler un strano patto di non aggressione in cui presentava la Società come filo-germanica e nel quale denunciava i commercianti ebrei di avere osteggiato la Società e di essere i responsabili della sua incarcerazione. Questa lettera spedita ad Hitler è tutt’ora presente nell’Annuario dei Testimoni di Geova del 1934.

    A partire dal 1920, venne registrato un esodo massiccio di Studiosi della Bibbia. Alcuni di essi fondarono le loro case editrici, come ad esempio The Dawn ("l'Alba"), The Pastoral Bible Institute ("l’Istituto Pastorale Biblico") o The Associated Bible Students ("l'Associazione degli Studiosi della Bibbia ed il Movimento Missionario Interiore Laico"). A partire dal 1928, Rutherford modificò completamente l'orientamento della Torre di Guardia. Le credenze e i simboli di Russell vennero abbandonati, come l'uso della "Croce nella Corona", la festa di Natale e i compleanni, e tutto ciò che poteva essere compromettente. Egli sostituì anche la credenza secondo cui Gesù era morto su di una croce con quella di un palo. Nel 1931, egli diede un nuovo nome agli adepti della Società: "Testimoni di Geova", distinguendosi così di tutti gli altri movimenti Russelliti.

    Sebbene sembrava che le cose - almeno in apparenza - andassero aggiustandosi, alcune gravi dicerie vennero allo scoperto in occasione dell’abbandono di alcuni responsabili della Società. Innanzitutto, Rutherford venne accusato di alcolismo aggravato. Poi, lui e il suo braccio destro, Clayton Woodworth, vennero sospettati di scrivere i periodici, The Watchtower e The Golden Age, così come tutti i loro nuovi libri, attraverso il metodo medianico del "channeling", più conosciuto con il nome di "scrittura automatica" sotto l’influenza demoniaca. Tra il 1924 e il 1927, un libro molto strano venne raccomandato diverse volte dalle colonne di The Golden Age 8: Angels and Woman ("Gli angeli e la donna"). Questo libro racconta la storia di un angelo decaduto che ossessiona una donna di cui cerca di possedere il corpo. Questo libro fu consigliato ai fedeli Studiosi della Bibbia per denunciare l’immenso potere dei demoni sulla vita degli uomini...







    Durante tutto il suo mandato di presidente della Torre di Guardia Joseph Rutherford coltivò alcune relazioni privilegiate con certe persone molto altolocate, particolarmente nei quotidiani come il New York Time o la National Labor Tribune di Pittsburgh, così come nel Senato americano, nelle banche del gruppo Rockefeller, con Lord Arthur Balfour, con Herbert Samuel e con il Barone Hirsch (tutti e tre erano Illuminati), George Louis Wellington (33° Grado della Massoneria), Cordell Hull (32° Grado della Massoneria, Ministro degli affari esteri dal 1933 al 1944 e membro del mondialista Council on Foreign Relations), George White (Governatore dell'Ohio) ed alcuni membri del Congresso, come Blackburn Barett Dovener e William Jennings Brian (entrambi 33° Grado della Massoneria). Egli spese un’enorme quantità di denaro per tentare di far dimenticare le ramificazioni massoniche della Società. Numerosi articoli anti-massonici vennero pubblicati sulla Torre di Guardia per smentire il suo passato molto imbarazzante 9. Ma questa tattica, molto conosciuta tra i massoni, serve sempre a nascondere i loro legami occulti col potere politico e finanziario. Tutte le pubblicazioni che vennero pubblicate durante la presidenza di Rutherford contribuirono enormemente alla diffamazione pubblica della Chiesa cattolica romana e di quella protestante. In considerazione del suo operato, delle sue relazioni con massoni d’alto rango e della sua posizione predominante, non c’è nessuno dubbio che anche Rutherford fosse un importante massone. Per ben 16 anni il suo emblema fu la "Croce ed il Corona" e quindi, come Russell era almeno "Cavaliere Templare".

    Joseph Franklyn Rutherford morì l’8 febbraio 1942 nella sua proprietà californiana di Beth-Sarim. Alcuni misteri rimangono sulle reali circostanze della sua morte, ma non apporterebbero nulla al nostro dibattito. Ufficialmente, egli spirò in seguito ad una brutta polmonite contratta all'epoca della sua incarcerazione, e che lo rese più cagionevole di salute per il resto della sua vita. Due settimane più tardi, Nathan Homer Knorr divenne il terzo presidente della Torre di Guardia.

    Come mai quest’uomo, quasi sconosciuto dalla letteratura dell'epoca, diventò il presidente del Società Watchtower tutto d'un colpo? Nei suoi due libri autobiografici, la Società c’informa che Frederick Franz era il segretario particolare di Joseph Franklyn Rutherford, e dunque il suo legittimo successore. In effetti, quando quest’ultimo passava i mesi invernali in California, chi lo sostituiva alla presidenza a Brooklyn era Frederick Franz! Ma allora perché egli non venne chiamato a ricoprire questa funzione? Una risposta unanime viene fornita dalle opere storiche della Società e da Raymond Franz nel suo libro Crisi di coscienza. Negli anni ‘40, la Società era in una fase ascendente del suo successo. Un gran lavoro di espansione era in atto, ma necessitava di numerosi spostamenti, particolarmente intorno al globo. Difatti, per la Torre di Guardia, era urgente estendere la sua egemonia (era un obbligo imposto dai suoi finanzieri), particolarmente per l'insediamento di nuove filiali e tipografie nei nuovi Paesi che si aprivano al suo brillante messaggio. Ma chi dice espansione, dice anche presenza. Frederick Franz era un uomo sedentario. Non amava per nulla i lunghi viaggi ed ancor meno l'aereo, e considerava che il suo posto fosse al Bethel di Brooklyn, da dove poteva coordinare meglio le sue azioni. Dunque, Nathan Knorr era l'uomo della situazione.

    Contrariamente ai suoi predecessori, Nathan Knorr somigliava più ad un dinamico uomo d’affari che ad un predicatore della tempra di Russell o di Rutherford. Malgrado le apparenze e le funzioni di cui era investito, il vero presidente e decisionista, operante nell'ombra, era Frederick Franz. Questa conferma proviene dal libro Crisi di Coscienza, scritto dall'ex membro del Corpo direttivo ed ex Testimone di Geova, Raymond Franz, nipote di questo ultimo. Nathan Knorr era in effetti solamente un fantoccio, obbediente in ogni cosa a Franz. Tuttavia, egli contribuì al magistrale sviluppo della Società progettando e realizzando un programma mondiale di studi della Bibbia. Inoltre, egli creò la "Scuola di Galaad" che formò centinaia di missionari per una predicazione sempre più efficace. Nathan Knorr fece parecchie volte il giro del mondo per riorganizzare il funzionamento delle filiali e delle congregazioni che spuntavano come i funghi. La via della Società Torre di Guardia sembrava completamente tracciata, anche se rimaneva eccessivamente onerosa. Alla morte di Rutherford, il numero dei fedeli era del tutto insufficiente (appena 100.000 persone) per partecipare alle sue spese reali. è evidente che il denaro proveniva da fonti occulte. Il totale delle filiali aperte aumentò fino a raggiungere le 60 unità (solamente 12 sotto Rutherford, e 3 sotto Russell). Le tipografie diventarono produttive, ma il numero degli adepti non aumentava in modo adeguato. Fin dagli anni 1955, la data del 1975 venne timidamente proposta nei discorsi durante le assemblee, poi in modo sempre più aperto nelle pubblicazioni. Essa scatenò un'adesione massiccia di nuovi fedeli (più di 2.500.000 in 20 anni), completamente convinti di questo approssimarsi profetico, inquietante e lieto al tempo stesso. Alcuni dissensi si manifestarono in seno al Bethel di Brooklyn, particolarmente a riguardo delle interpretazioni della data del 1914, ma furono messi a tacere. Essi esplosero solamente sotto la presidenza di Frederick Franz, negli anni ‘80. L'anno fatidico del 1975 fu identico ai precedenti anni apocalittici già preannunciati nel passato, senza risultato. Nei due anni successivi, più di 1.000.000 di Testimoni di Geova lasciarono l'organizzazione, delusi e afflitti.

    Si fatica ad immaginare Nathan Knorr come massone. Ciononostante un dubbio rimane. Negli anni ‘50, la Torre di Guardia organizzò una delle sue assemblee generali annuali in un tempio Rosacroce! Questa notizia proviene dal un ex membro del Bethel e responsabile di tipografia, Randall Watters.

    Nel 1956, Nathan Knorr fece ridisegnare il sigillo ufficiale del Società Torre di Guardia in modo strano, molto equivoco e francamente massonico. Per finire, sulla rivista Svegliatevi, dell’8 agosto 1958, egli scrisse un articolo molto entusiasta e ben documentato sui primi tre Gradi dell'Ordine massonico. Egli presentò Albert Pike come il più grande maestro della Massoneria e l'organizzatore della sua struttura attuale. Le sue conclusioni furono abbastanza benevole a riguardo di questa istituzione, precisando che essa opera per l’instaurazione in campo politico e religioso di un unico Ordine Mondiale. La Massoneria sembra indubbiamente sempre molto presente nei locali del Bethel di Brooklyn...





    Nathan Knorr morì l’8 giugno 1977, di tumore maligno al cervello. Il 22 giugno 1977, alla veneranda età di 83 anni, Frederick Franz divenne il quarto presidente del Società Torre di Guardia.

    Chi era Frederick William Franz? Suo padre era uno stretto collaboratore di Russell e membro della famiglia del Bethel. Nel 1919, dopo brillanti studi, Frederick Franz si vide proporre la prestigiosa borsa di studio "Rhodes". Che cosa rappresentava questa borsa? A che cosa serviva? Chi ne è il fondatore? Essa venne creata dal celebre "re dei diamanti" Cecile Rhodes, un eminente massone ed Illuminato, e permetteva al candidato, selezionato con cura scrupolosa dagli agenti delle famiglie Rothschild e Rockefeller, di lavorare per la realizzazione del più maestoso progetto massonico: il "Nuovo Ordine Mondiale". Le scuole di Oxford e di Yale sono le migliori per la preparazione a questo compito. All'inizio del XX secolo, la scelta degli aspiranti veniva stabilita nelle più alte istanze massoniche, per prepararli ad acquistare le qualità richieste di un vero membro Illuminato. Dopo la sua formazione, il candidato entrava in un cerchio più interno detto Round Table ("Tavola Rotonda"), un’istanza preparatoria che consentiva l’accesso o al Council on Foreign Relations o al Royal Institute of International Affairs - R.I.I.A. ("Istituto Reale degli Affari Internazionali"). Queste due organizzazioni internazionali sono deputate all'elaborazione dell'Ordine Mondiale unico, ma anche per essere i due più grandi riferimenti illuminati del mondo. Essi collaborano strettamente con un'altra istituzione illuminata: il "Comitato dei 300". Ricordatevi che a quell’epoca (1920), la Torre di Guardia era ancora un organismo massonico, malgrado le innocenti apparenze di una tipografia religiosa. Non sappiamo con certezza se alla fine Franz ottenne questa borsa di studio; la letteratura geovista ci dice solamente che egli si disinteressò di ciò per un po’ di tempo 10. Checché ne sia, il fatto che sia stato scelto indica molto chiaramente che, come minimo, egli era un membro altolocato della Massoneria, e più precisamente un 33° Grado. Del resto, l'arrivo di Fred Franz divenne una carta vincente considerevole, non tanto per la Torre di Guardia, ma per i suoi finanziatori.

    Durante la sua presidenza, Franz riorganizzò completamente la Società. In meno di tre anni, egli modificò da cima a fondo tutti gli insegnamenti fondamentali della Torre di Guardia. Sotto la presidenza del suo predecessore, la comprensione e l'applicazione di certe dottrine era stata lasciata alla coscienza di ogni fedele. Con Fred Franz, il libero arbitrio venne abolito. La Società divenne la coscienza collettiva alla quale tutti i "veri" Testimoni di Geova hanno il dovere di aderire. Venne dunque a formarsi una specie di dittatura che fu estesa a tutte le congregazioni del mondo intero mediante un controllo più assiduo esercitato dagli Anziani, un titolo onorifico accordato ai responsabili chiamati dalla Società per dirigere il funzionamento delle congregazioni. Fred Franz pretese altri sacrifici da parte dei Testimoni di Geova, imponendo la predicazione come l’unico vero scopo della vita dei Testimoni. L'attività di "Pioniere" diventò il leitmotiv di ogni discorso, e la negligenza di questo dovere cristiano divenne la causa di numerosi rimproveri. Per consolidare completamente il suo potere, Franz diminuì il numero dei membri del Corpo Direttivo limitandolo solamente a 12 persone (18 sotto Knorr). Inoltre, egli inserì alcune nuove regole per il suo funzionamento, tra cui quella del voto maggioritario dei 2/3. Tuttavia, nella realtà, solo tre persone detenevano il vero potere decisionale: Frederick Franz (il presidente), Milton Henschel (il suo segretario particolare) e Lloyd Barry (un membro del Corpo Direttivo). Soffermiamoci per un attimo su quest’ultimo. Durante la sua gioventù, fu anche egli uno studente molto brillante, laureandosi in Scienze. Come Franz, anch’egli venne candidato - anche se alcuni anni dopo dopo di lui - alla borsa di studio "Rhodes", e la ottenne 11. Ecco dunque che ad un certo momento della storia della Società, due eminenti massoni ed Illuminati furono alla sua testa.

    Gli anni ‘80 furono molto difficili per il Bethel di Brooklyn. Alcuni dissensi sorsero a proposito dell'interpretazione riguardante la cosiddetta "generazione del 1914". A causa di questa faccenda, diversi membri importanti vennero destituiti (esclusi o disassociati), come ad esempio (per citare solamente i più conosciuti) Edouard Dunlapp, istruttore alla Scuola di Galaad per oltre trent’anni, Kenneth Guiddon, missionario per quindici anni, Randall Watters, responsabile di piano alla tipografia di Brooklyn, e Raymond Franz, nipote di Frederick Franz, missionario per più di vent’anni, e successivamente membro del Corpo Direttivo per altri quindici anni. Questi sconvolgimenti interni fecero molto rumore nella comunità mondiale dei Testimoni di Geova.

    Nel 1983, un nuovo fenomeno anormale venne scoperto nelle pubblicazioni della Società Torre di Guardia: la scoperta di immagini subliminali a carattere satanico nelle sue illustrazioni. Contrariamente a ciò che si potrebbe credere, queste tecniche sono ancora attuali in questo inizio del XXI secolo. Tutti i Testimoni di Geova che scoprirono queste figure furono prima ridicolizzati, e in seguito severamente ripresi se insistevano. Alla fine, essi furono pregati di lasciare l'organizzazione al più presto, affinché la diffusione di questa storia non provocasse dei danni. Essi vennero tacciati automaticamente di apostasia, e la loro reputazione venne rovinata! A che cosa possono servire queste immagini equivoche?

    Personalmente, le considero una specie di bomba a scoppio ritardato. Esse rappresentano la controparte dovuta al finanziamento della Società da parte dei suoi "amici del mondo". Appena la Torre di Guardia non sarà loro più utile, essi scateneranno questa bomba, permettendo forse ai media di far conoscere la verità sulla Società, provocando così la fuga in massa dei suoi fedeli, e dunque la sua disintegrazione, il suo smantellamento. Robin de Ruiter li descrive piuttosto come segni o messaggi codificati che solo gli "iniziati" possono interpretare correttamente. Ma a chi sono rivolti con esattezza? Non lo sappiamo.

    Qualunqua sia la verita, poiché la Torre di Guardia pretende di essere l’unica sul pianeta a praticare il "culto puro" gradito da Dio, queste sorprendenti immagini non hanno assolutamente niente a che fare con la sua letteratura. La cosa più incredibile è che alcune di loro rappresentano alcuni personaggi mistici della Massoneria, come "Santo Climax". Forse che certi "fratelli" massoni sarebbero i veri destinatari di queste pubblicazioni?

    Fino alla morte di Frederick Franz, la Società prosperò e vide il numero dei suoi adepti crescere senza interruzione. La Società divenne il modello mondiale della sottomissione assoluta. Esattamente come i mormoni, i Testimoni di Geova non possono, né devono, discutere gli ordini che vengono dall’alto, dal Bethel. Il Corpo Direttivo, costituito da un pugno di uomini, si è autoproclamato "lo schiavo fedele e discreto". Esso insegna e manipola in modo sottile lo spirito degli adepti per mezzo della Bibbia, ed impone delle regole rigorose e talvolta omicide, come il rifiuto delle trasfusioni di sangue. Chi osa ribellarsi contro l'autorità stabilita viene automaticamente espulso dalla comunità ed escluso. Siccome ogni Testimone di Geova si è isolato dal mondo in cui viveva, il giorno in cui lascia l'organizzazione rimane solo, in preda alla depressione e talvolta giunge al suicidio. Per lui niente a questo mondo è attraente, essendo stato demonizzato durante le riunioni alla quale assisteva regolarmente. Anche la sua famiglia, se resta nell’organizzazione, lo rigetterà. Egli diventa in qualche modo un appestato messo in quarantena. Ecco l’opera degli Illuminati e la ragion d’essere della Società stessa: il controllo totale degli individui. La Torre di Guardia è stato un loro strumento in questo campo, un laboratorio di sperimentazione ideale per questi individui senza scrupolo, un'applicazione diretta e in grande scala del lavaggio del cervello, e dunque del condizionamento umano. Essa è stata finanziata per più di un secolo per raggiungere questo scopo. Ma adesso le cose stanno cambiando.

    Dopo la morte di Frederick Franz, sopraggiunta il 22 dicembre 1992, la situazione comincia ad invertirsi. Milton Henschel, che fu il segretario particolare di quest’ultimo, riprese la fiaccola della presidenza alla Società, ma con quali difficoltà! Sotto la sua presidenza, certe spiegazioni teologiche fondamentali sono state riviste.Ad esempio, la "generazione del 1914" è scomparsa dall'oggi al domani (nel novembre 1995, per essere precisi). In effetti, Raymond Franz aveva perfettamente ragione quando diceva che era necessario rivedere la spiegazione di questa teoria puramente umana, ma lo ha fatto con quindici anni d’anticipo, e lo hanno trattato da visionario. é vietato precedere la Società sulle questioni teologiche, se no a che cosa servirebbe? La progressione del numero di nuovi adepti ha cominciato a ristagnare e a decrescere in molti Paesi dell'Europa dell'Ovest e dell'America. Milton Henschel ha continuato a far stampare immagini subliminali nelle illustrazioni delle riviste. Esse sono sempre più numerose e sempre più visibili ed identificabili. Il dubbio comincia a diffondersi nelle congregazioni e le notizie circolano veloci. La regola che vieta ogni contatto con un disassociato, viene sempre più spesso sfidata, in particolare dai Testimoni di Geova che navigano in internet e che alla hanno scoperto la verità sull'organizzazione Torre di Guardia. Numerosi transfughi hanno denunciato il sistema occulto e malsano della Società, e la diffidenza è adesso di rigore.

    Un altro problema spinoso comincia a farsi sentire: la mancanza di denaro. Le filiali dell'Europa, fino ad oggi costantemente sovvenzionate da Brooklyn, vengono abbandonate finanziariamente dall'oggi al domani. D'ora in poi, devono fare fronte da sole ai loro bisogni. Non essendo abbastanza "generosi" i Testimoni di Geova, il funzionamento normale dell'organizzazione è assai compromesso, tenuto conto della sua complessa struttura logistica. Per tentare di compensare questa mancanza, i vertici impongono dei prelevamenti obbligatori nelle congregazioni, oltre a tutte le offerte esistenti. Come sottolinea Fritz Springmeyer, alla morte di Franz, gli Illuminati hanno progressivamente iniziato ad abbandonare la Torre di Guardia. Essa non è loro così utile come lo era prima. Alcune nuove sètte, più lucrative e a più alto rendimento, come "Scientology", la "Chiesa Universale di Cristo" o il "Soca-Gakkai", danno più velocemente dei risultati e sono un buono investimento riuscendo a fare in venti o trent’anni quello che la Torre di Guardia ha fatto in cento venti. Come ogni banchiere che si rispetti, la ricerca dei profitti immediati diventa il motore dell'economia mondiale. La Società dei Testimoni di Geova non corrisponde più a questo imperativo.

    Conclusione

    Quale conclusione possiamo trarre da tutto ciò? Le prove interne

    alla Società a proposito della sua appartenenza agli ambienti massonici sono molto scarse, e si riducono ad alcune rappresentazioni grafiche evidenti, ma non commentate dagli interessati. Bisogna ricordarsi che i primi Testimoni di Geova - sebbene alcuni dissero qualcosa - restarono molto sul vago a proposito di questo argomento. Ma rassicuriamoci, c'è una risposta logica a tutto ciò. Il periodico Torre di Guardia era la rivista ufficiale della Società Watchtower, il suo organo principale di propaganda. Era soprattutto un giornale rivolto al pubblico, e dunque non poteva essere orientato verso gli ideali della Massoneria. Tuttavia, la presenza precoce di simboli massonici, passati inosservati tra i profani, ma rivelatori per un iniziato, resta l'indizio maggiore della nostra inchiesta. Lo stesso dicasi per i libri Studies on the Scriptures, opere che sono sono dei veri e propri modelli di riflessione massonica. I massoni attuali gli attribuiscono un grande valore, e particolarmente i Rosacroce. Le obbedienze Russellite, ancora attive ai nostri giorni, continuano a frequentare le Logge per le loro assemblee annuali e per i loro studi biblici.

    Fortunatamente, tutti gli ex ed attuali collaboratori mondiali della Società, hanno conservato le prove compromettenti sulla reale situazione della Torre di Guardia. La maggior parte di esse sono accessibili e consultabili. Alcuni ex massoni, e persino degli ex Illuminati, hanno rivelato gli stretti e occulti legami che la Società ha conservato con i "padrini" del Nuovo Ordine Mondiale durante il secolo passato. Essa ha il suo bel da fare nel tentare di nasconderli; presto o tardi finiranno per uscire dal dimenticatoio. Quali sono i miei sentimenti su tutto ciò che vi ho rivelato?

    Personalmente, nutro un certo rispetto per Charles Taze Russell. Ciò può sembrarvi paradossale, ma nonostante quello che in realtà rappresentava, fu l’unico che ha avuto il coraggio di dirlo "onestamente", alla sua maniera, come un "Gran Maestro". Tutti i presidenti che gli sono succeduti hanno preferito dissimulare allo scopo di nascondere e di far dimenticare un passato così torbido. Essi hanno tentato di far credere una quantità di ragionamenti, uno più fallace dell’altro, per mascherare i loro affari poco gloriosi con gli uomini potenti di questo mondo. Vorrei ricordare loro che nella vita tutto ha un prezzo. Quale è dunque il prezzo della dissimulazione e della menzogna secondo la parola di Dio? Il libro dei Atti degli Apostoli ci da la risposta. Nel 5º capitolo, si fa menzione di un uomo e di una donna, Anania e Saffira. Queste due persone decisero di vendere uno dei loro campi per offrire la somma raccolta per il culto di Dio. Ma al momento di consegnare il denaro previsto, decisero di conservarne una parte. Affinché gli Apostoli non se ne accorgessero, mentirono sulla somma esatta. Davanti a questa mistificazione, nota a Dio, entrambi perirono.

    La Società è nella stessa situazione e sta perdendo colpi. La sua salute "spirituale" risente innanzitutto dei suoi giganteschi fabbisogni finanziari ed inevitabili, vista la sua ampiezza, che i suoi adepti non riescono più a coprire. I contratti rischiosi del passati tra la Società e i finanziatori internazionali non sono eterni, perché oggi la Società non è più di alcuna utilità. Il suo ruolo politico, massonico e sèttario, è sul punto di concludersi, perché i suoi precetti non fanno più cassetta. Il numero dei suoi fedeli diminuisce progressivamente e le sue spiegazioni profetiche sono state molte volte rivedute, e nessune di esse si è mai realizzata. Il dubbio si installa nello spirito dei Testimoni di Geova del mondo intero, e ai loro occhi la Società non è più quella che era prima. Essa cambia, vacilla e non è più credibile.

    Secondo le sue interpretazioni della Bibbia, Milton Henschel è designato come colui che condurrà i Testimoni di Geova del mondo intero verso il "Mondo Nuovo". Siamo dunque nell’epoca delle realizzazioni? O piuttosto sarà il presidente che conoscerà l'umiliazione di più di un secolo di false spiegazioni della Bibbia? Che cosa accadrà a tutte queste persone pienamente convinte dalla Società, quando si accorgeranno che sono state illuse per tutta la loro vita? Forse rivivranno gli stessi drammi dell'Ordine del Tempio Solare o di Waco? Non è una cosa da augurare, perché la grande maggioranza di essi è composta da vittime innocenti della loro ingenuità. In tutte le filiali del mondo, e persino al Bethel di Brooklyn, migliaia di impiegati sono stati ingannati. Non ci sono che alcune persone implicate in questi affari inconfessabili, ed alcune di esse siedono nel Corpo Direttivo. Dal profondo del mio cuore, imploro Dio affinché sia clemente verso tutte queste facili prede...
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Der Wehrwolf

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    GRAN BRETAGNA

    Un dato statistico. In Gran Bretagna oggi si contano un milione di Massoni. 650.000 sono nella sola Inghilterra con 7000 Logge, di cui 1700 a Londra, altri 300.000 in Scozia e 100.000 in

    Irlanda. Veramente un numero considerevole. Un membro della Famiglia Reale d'Inghilterra è a Capo della Massoneria Inglese e questo la dice lunga sui rapporti Massoneria Inglese-Istituzioni.



    Chi ha studiato Storia delle Dottrine Politiche avrà appreso come il sistema costituzionale inglese sia del tutto particolare. E' fondato su una Monarchia costituzionale che è la più vecchia del

    mondo in quanto risale al IX Secolo. Non ha Costituzione scritta, bensì una tradizione di leggi fondamentali quali la Magna Carta del 1215 e le leggi del 1628,1700,1707,1832,1911,1942 e 1949.



    L'esame di tali leggi induce a dedurre che la Gran Bretagna non ha mai contraddetto i propri principi costituzionali, limitandosi a integrarli, anche se le integrazioni, quali l'importanza del

    Parlamento, siano state determinanti per la vita politica degli inglesi.



    L'Inghilterra è la patria della Massoneria, nonostante le doglianze francesi che rivendicano la priorità storica del Compagnonaggio e l'apporto decisivo della Francia alla creazione dei Gradi del Rito chiamato Scozzese. E' infatti dall'Inghilterra che la Massoneria dal 1717 si è rapidamente diffusa in tutto il mondo, sia naturalmente sia anche tramite le cosiddette Logge Militari create dagli Inglesi e dai Francesi nei vari Paesi occupati che costituivano nel 1700 e nel 1800 i due Imperi coloniali più vasti del mondo.



    STATI UNITI

    Eclatante è l'apporto massonico alla stesura della Costituzione degli Stati Uniti d'America promulgata nel 1788 . Il massone George Washington , iniziato in Massoneria nel 1752, diviene il primo Presidente degli Stati Uniti il 30 aprile 1789. Una Costituzione democratica fondata sui diritti di libertà, giustizia ed uguaglianza che ha funzionato in modo stupefacente per oltre 200

    anni, facendo dell'America la nazione più libera e più prospera del mondo. Ma sono due i principi che completano la visione massonica della ricerca del giusto. Il primo principio è quello di offrire a chiunque " pari opportunità", principio massonico di uguaglianza che ha realizzato l'American Dream (il sogno americano ) per milioni di emigranti.

    Il secondo principio è quello del dovere politico di ricercare la "felicità" dei cittadini, concetto per la verità sconosciuto ai politici o ai demagoghi di casa nostra e di tanti Paesi nel mondo.



    Appare importante ricordare come decisiva per i contenuti della Costituzione degli Stati Uniti d'America l'opera di Thomas Jefferson, massone e futuro Presidente, del francese La Favette massone, di Benjamin Franklin, genio della fisica e della tecnologia, massone e di un personaggio poco conosciuto quanto singolare.



    Alludo a Filippo Mazzei di Poggio a Caiano a pochi chilometri da Firenze, medico, scrittore, uomo politico, mercante, agricoltore, giornalista, diplomatico .Nato il 25.12.1730, dopo una

    vita quanto mai avventurosa a Firenze e a Londra era emigrato in Virginia diventando amico intimo di Jefferson, suo vicino di proprietà, il quale lo introdusse negli ambienti massonici

    americani divenendo amico di Washington, La Favette, .Franklin con cui rimase in contatto tutta la vita. Nonostante il suo terrore per la morte, sopravvisse a tutti e tre , in quanto morì a ben 86 anni nel 1816 a Pisa.





    Assieme ad alcuni tra i più eminenti personaggi della Virginia creò la "Costitutional Society". Era il settembre 1784, quattro anni prima della promulgazione della Costituzione degli Stati Uniti. I suoi scritti sulla "Virginia Gazette" e numerose opere dettero un contributo determinante alla nuova Costituzione. Lasciarono il segno frasi quali:

    " La durata della nostra unione dipende in massima parte dal possedere una identica costituzione".

    " Tutti gli uomini sono per natura ugualmente liberi e indipendenti. Questa uguaglianza è necessaria per costruire un governo libero".

    "Bisogna che ognuno sia uguale all'altro nel diritto naturale."

    E ancora:

    " Sono sempre stato del parere che la libertà non può sussistere a lungo in un Paese a meno che la massa del popolo sia consapevole dei suoi benefizi e conosca sufficientemente i principi che possono reggerla".

    E ancora:

    " Sono vecchio e non ho figli. Ma la parte onesta di questo globo sono i miei fratelli, i posteri i miei figli e anche se dovessi trascorrere i miei ultimi giorni in Cina contribuirei con piacere a

    quello che credo il mio dovere: creare con tutti i miei sforzi un asilo per l'umanità contro l'oppressione."

    Molto arguto un libro di Giancarlo Masini, il quale tenendo conto che l'America prese il nome da Amerigo Vespucci, fiorentino che la scoprì e la navigò da Santo Domingo, ove Colombo era approdato, fino all'Argentina, che Giovanni Da Verrazzano , a cui deve essere attribuita la scoperta

    della Baia di New York , era nato in Via Ghibellina a Firenze e infine che Filippo Mazzei, uno dei padri della Costituzione americana, era nato a Poggio a Caiano , lo ha intitolato:

    " L'America fu concepita a Firenze".



    Oggi negli Stati Uniti ci sono quasi 5 milioni di massoni distribuiti in 49 Grandi Logge e 1500 Logge. In nessun Paese come negli Stati Uniti, la Massoneria è integrata con il proprio Stato.

    Non a caso nel biglietto da un dollaro, il biglietto più diffuso negli USA , sul retro a sinistra in un cerchio appare l'immagine massonica di una piramide tronca , sovrastata dall'occhio dell'intelligenza, che esprime il principio cosciente. I raggi rappresentano l'attività. La piramide è un simbolo ascensionale e più espressamente raffigura il compimento dell'opera.

    L'evidenziazione dei mattoni indica che la meta del cammino iniziatico è il risultato di una progressiva costruzione. Poi intorno al cerchio c'è un motto latino: " Annuit coeptis novus ordo

    seclorum." ( Arride agli iniziati un nuovo ordine secolare).

    Lo stesso simbolo è presente anche nella Sala della Meditazione del Palazzo dell'ONU a New York. Non a caso gli Stati Uniti hanno avuto ben 17 Presidenti massoni: da Washington a Jefferson, dai due Rooseveit, da Monroe a Trumann, da Ford a Reagan a Bush padre.



    FRANCIA

    Torniamo a Filippo Mazzei, il quale lasciati gli Stati Uniti nel 1785, prima che la Costituzione americana venisse promulgata, non finisce in Cina come paventava, bensì in Francia, giusto in

    tempo per essere testimone attivo alla Rivoluzione Francese. A Parigi ritrova La Fayette e Franklin e nel 1788 pubblica i 4 volumi della sue "Ricerche Storiche e Politiche sugli Stati Uniti

    dell'America Settentrionale. "

    L'opera ha uno strepitoso successo in tutta Europa.

    Emery Neff, professore emerito della Columbia University ha scritto:

    " Filippo Mazzei ha attirato l'attenzione sulle origini multirazziali delle colonie americane e sul generoso aiuto che la giovane repubblica ebbe dagli idealisti appartenenti a diversi paesi. La

    pubblicazione a Parigi delle Ricerche deve essere considerata fra le forze che dettero inizio alla rivoluzione francese negli anni seguenti e nella sua focalizzazione dei diritti americani alla auto determinazione si può considerare Mazzei fra i precursori del Risorgimento. "



    Un anno dopo il 14 luglio 1789 con la presa della Bastiglia inizia la Rivoluzione Francese. II massone La Fayette sottopone all'Assemblea Costituente una solenne dichiarazione a favore dei diritti naturali dell'uomo. La Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino viene approvata il 26 agosto 1789 in 17 fondamentali articoli che contengono le basi di tutto il diritto moderno. Viene stabilita la separazione dei poteri, l'uguaglianza naturale dei diritti di tutti gli uomini, il diritto di tutti alla libertà, alla proprietà, alla sicurezza, la libertà di espressione del pensiero e delle convinzioni religiose, la libertà di stampa. Si enuncia inoltre l'idea della sovranità nazionale , che avrebbe trasformato il re in un funzionario della nazione, e la definizione della legge come volontà

    generale. Nel settembre 1991 viene votata la Costituzione.



    L'apporto dei massoni ? Sarà sufficiente ricordare che la Dichiarazione dei diritti dell'uomo faceva proprie tutte le istanze del Terzo Stato. Orbene 477 deputati su 578 del Terzo Stato erano

    massoni, la nobiltà contava 90 deputati massoni, la dichiarazione dei diritti dell'uomo si inspirava anche formalmente alle pergamene massoniche facendovi figurare il triangolo con l'occhio della

    coscienza, che il re Luigi XVI fu costretto a passare sotto la volta di acciaio massonica fatto di spade incrociate, che la bandiera francese si dice essere stata concepita in relazione ai colori dei tre

    gradi simbolici della massoneria francese, che il motto:"Libertà, uguaglianza, fratellanza" divenne anche il motto della massoneria.



    E come ignorare l'apporto massonico alla Carta Costituzionale polacca proclamata da quel giovane monarca illuminato riformatore che fu Stanislao Poniatowski il 3 maggio 1791, ancora una volta sotto gli impulsi di Filippo Mazzei chiamato in Polonia dal monarca polacco ove di buon grado il Mazzei si recò per evitare i giorni del terrore che non poteva ovviamente condividere



    Viene spontanea una domanda . Quanti oscuri massoni, quanti Mazzei ignoti hanno contribuito alla edificazione del tempio dell'umanità ?.



    E ancora: come disconoscere che in Svezia il ruolo di Gran Maestro della Massoneria svedese è ricoperto per tradizione dal Sovrano ? O l'importanza che la Massoneria tutt'oggi riveste in Olanda ?



    ITALIA

    Venendo infine molto brevemente alle consuete disavventure di casa nostra e limitando l'indagine dei rapporti Massoneria-Istituzioni alla epoca successiva all'unità d'Italia, ha ragione il Ragionieri quando nella sua storia d'Italia edita nel 1976 scrive che la Massoneria dall'Unità d'Italia al Fascismo, che l'abrogò anche con la violenza, fu "il vero e autentico partito della borghesia italiana".



    Dopo il Secondo Conflitto Mondiale, la Massoneria è stata ricostituita in Italia, ma la sua vita è sempre stata irta di ostacoli per la guerra aperta condotta contro di lei dai due dogmi: uno a suon di scomuniche, l'altro con la ignobile pubblicazione delle liste di proscrizione che ha indotto l'opinione pubblica, magistratura compresa, per totale ignoranza e palese disinformazione della

    stampa, a concepire la Massoneria l'opposto di quella che è. Non vi è da meravigliarsi quindi se in Italia il numero dei massoni è modesto rispetto ai valori anglosassoni e appare basso anche

    rispetto agli altri Paesi Europei : 25.000 contro gli 80.000 francesi, 100.000 irlandesi, 45.000 tedeschi. Siamo vicini alla Norvegia che ha 20.000 massoni e a Cuba che ne ha altrettanti (unico paese comunista che non ha sciolto la Massoneria).



    Sicuramente ha fatto comodo alle forze sopra esaminate spacciare per "massoneria deviata" quello che con il proprio nome doveva essere definita "criminalità organizzata" , facendo di tutta

    l'erba un fascio, e solo perché questa criminalità effettuava riti alla luce di candele : forse che il fatto di essere più di 7 legittima il titolo di massone senza necessità di appartenere ad una

    Obbedienza, ad un Ordine regolare costituito ?



    Eppure sarebbe bastato poco per rilevare come una Obbedienza quale Piazza del Gesù sia risultata sempre estranea a qualsiasi episodio disdicevole e come la quasi totalità dei suoi

    affiliati abbia sempre vissuto con onestà ed onore lavorando per il bene e il progresso della patria e dell'umanità.



    Invero magnifico è il fine che l'Ordine si propone e se non sono travisati, pacifici e sereni i mezzi che impiega. Uno scopo diretto: elevare l'Uomo, il singolo, colui che vuole migliorarsi. Farlo pensare, farlo meditare, fargli comprendere che egli è un messaggero del Supremo, che del tutto egli fa parte anche se in via infinitesimale, e che queste parti, nel tutto, sono unite da un solo cemento: l'Amore !



    Lucca 11/11/2000

    Giuseppe Chidichimo


    http://www.vitriol.it/Editoriali/vitro107.htm
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    MASSONERIA: ITALIA LODGE RICONOSCIUTA A WASHINGTON

    (ANSA) - WASHINGTON, 01 NOV - La Grand Lodge of Washington D. C., la maggiore loggia massonica della capitale federale degli Stati Uniti, ha approvato alla unanimità la concessione della cosiddetta 'charter' a Italia Lodge, l'ultima in ordine di tempo tra le logge bilingui che ne caratterizzano in modo del tutto speciale l'attività. In dicembre, ci sarà a Washington la cerimonia di consacrazione del riconoscimento della Italia Lodge, cui sarà presente una delegazione del Grande Oriente d'Italia guidata dal Gran Maestro Gustavo Raffi e dal Gran Segretario Giuseppe Malignano Stuart. Italia Lodge, pur essendo una loggia americana, si qualifica come un ponte massonico tra Stati Uniti e Italia. Ne fanno parte esponenti del mondo imprenditoriale, accademico, finanziario, professionisti che vivono e operano nella Grande Washington e italiani che per motivi di lavoro hanno numerose occasioni di soggiorno e di contatto negli Stati Uniti. La presenza della massoneria negli Usa è molto diffusa: numerosi presidenti americani, a partire da George Washington, erano massoni, i templi sono pubblicamente individuabili attraverso le proprie insegne e molti 'fratelli¹ attaccano sui paraurti posteriori delle proprie auto adesivi massonici. L'attività della massoneria americana ed in particolare di quella di Washington s'incentra sulla predicazione e sulla gestione di decine di ospedali ortopedici e di centri per ustionati per bambini, finanziati e gestiti direttamente dal Massonic Shrine, e di decine di cliniche per handicap della parola e dell'udito per bambini gestiti dallo Scottish Rite. (ANSA).
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Fondazione Rui, Documenti di lavoro 68 - marzo 1998

    Crisi e rinnovamento
    del New Age


    Massimo Introvigne
    Direttore del Cesnur - Centro studi sulle nuove religioni
    Collegio universitario Viscontea. Milano, 18 novembre 1997


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il testo dell'intervento - rivisto dall'autore - mantiene lo stile parlato della conferenza, ragion per cui è privo di riferimenti e apparato critico in nota.


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    La New Age Encyclopedia che si vende nelle edicole fa pensare a un fenomeno in qualche modo sulla cresta dell'onda - comunque molto vivo e vitale - mentre altrove si leggono titoli quali La fine del New Age, La crisi del New Age, New Age verso la fine? C'è in effetti una discrepanza, perché capita spesso che i fenomeni che sono già in fase declinante nel mondo anglosassone siano arrivati da noi molto tempo dopo, e quindi anche il momento di crisi arriva un po' dopo rispetto ai paesi d'origine.
    Il pubblico viene coinvolto in questa controversia senza sapere esattamente di che cosa si stia parlando. Per la verità capita molto spesso che si dibatta con fervore intorno a temi più o meno sconosciuti, e quindi credo che, a costo di sembrare un po' elementare e pedante alle persone più informate, si debba in primo luogo mettere dei punti fermi su cosa si intende per New Age.

    Quella del New Age è una strana realtà perché sfugge alle definizioni. Gli stessi suoi portavoce, non senza una punta di civetteria, ci raccontano spesso - o per meglio dire, ci raccontavano - che si tratta di una realtà così nuova e originale al punto di non potere essere in alcun modo definita. Questo però fa parte delle strategie culturali di seduzione che consistono anche nel velare o svelare.

    In realtà gli osservatori esterni hanno ormai descritto il New Age con dovizia di argomenti. Nella produzione internazionale vi sono almeno una decina di volumi scritti da importanti sociologi, ma anche da storici delle religioni, e qualche volta da teologi, che identificano le caratteristiche salienti del New Age.

    Quindi non si può dire che sia una terra incognita, e nemmeno che si tratti di un fenomeno molto nuovo, perché la data di origine più accreditata è fra gli anni Cinquanta e il 1962. Forse il tentativo di fornire una definizione per un fenomeno che non è, nel senso sociologico del termine, un movimento (utilizziamo per il New Age la parola movimento nel senso del linguaggio di tutti i giorni, ma non nel senso stretto di movimento sociale) è sin troppo ambizioso.

    Credo però che si possa parlare di descrizione - o di descrizioni, al plurale - e che si possa aprire sul New Age una serie di finestre che ci danno prospettive diverse; una volta combinate vengono a sovrapporsi e ci offrono un'idea più precisa del fenomeno.

    Le finestre interpretative sono quattro, e corrispondono a quattro descrizioni: rispettivamente di tipo psicologico, storico, sociologico e dottrinale. Esse non sono alternative fra loro, ma sono complementari, per cui solo mettendole insieme noi ci potremo rendere conto di che cosa sia il New Age.



    Descrizione psicologica

    Il New Age può essere descritto come la sensazione che tutto sia in procinto di cambiare; sono cambiamenti nel settore delle idee, ma anche nella qualità della vita, nell'accostamento alla medicina; nella religione, nella politica, nell'arte, nella letteratura e così via, a causa di un effetto domino (espressione molto cara ai portavoce del New Age). I cambiamenti in uno specifico settore della vita, per esempio in quello della scienza, fanno cadere tutti gli altri tasselli e quindi tutto cambia improvvisamente.

    I portavoce del New Age - preferisco parlare di portavoce piuttosto che di dirigenti perché, come dicevo, non ci troviamo di fronte a un movimento nel senso sociologico del termine - amano dire che l'iniziatore di questo fenomeno è il filosofo della scienza Thomas Kuhn con la sua teoria delle rivoluzioni scientifiche. Kuhn effettivamente distingue (nella sua opera La struttura delle rivoluzioni scientifiche, pubblicata nel 1962) fra i cambiamenti delle teorie e i cambiamenti dei paradigmi.

    Le teorie cambiano tutti i giorni, mentre i paradigmi, che sono un insieme di teorie, cambiano raramente. Per esempio, ci sono voluti secoli per passare dal paradigma newtoniano al paradigma einsteniano, però quando cambia il paradigma ci sono dei campi grandi della scienza che cambiano tutti insieme. In realtà Kuhn non aveva mai detto che quando cambia la scienza cambiano anche la qualità della vita, o la filosofia, o la religione, o l'arte. Egli si limitava a dire che quando cambia la fisica è possibile che cambino la chimica o la medicina, ma non arrivava certo a una teoria globale del sapere umano.

    È necessario aggiungere che i primi portavoce del New Age non sapevano neppure chi fosse Kuhn, e che lo hanno scoperto solo più avanti, adottando il suo pensiero come una sorta di razionalizzazione di idee che traevano per la verità da un'altra fonte, o da altre due fonti.

    La prima di queste fonti è l'astrologia, perché il New Age si radica in una tradizione di tipo astrologico che porta la sua attenzione sulla precessione degli equinozi, ovvero una teoria complessa - e di per sé antica - secondo la quale il sole cambierebbe casa astrologica o segno dominante grosso modo ogni duemila anni. Più o meno intorno alla data di nascita di Gesù Cristo si è entrati nell'era dei pesci, e più o meno in prossimità del 2000 si dovrebbe passare, o si è già passati, dall'era dei pesci all'era dell'acquario.

    Naturalmente alcuni astrologi sostenevano che questi cambiamenti hanno un significato immenso. Per esempio, l'era dei pesci sarebbe l'era del cristianesimo, anche perché il pesce è uno dei simboli più importanti del cristianesimo, associato alla persona stessa del Messia e alla sua divino-umanità. L'era dell'acquario sarebbe invece un'era in qualche modo post-ecclesiastica, o post-cristiana. Dico post-ecclesiastica perché il primo che ha diffuso, alla fine degli anni Trenta, l'idea dell'era dell'acquario era un esoterista francese - Paul Le Cour -, che scrisse appunto nel 1937 un libro dal titolo L'Era dell'Acquario.

    Le Cour era un esoterista cristiano certamente eclettico, e non meno eterodosso, ma non per questo anticristiano. Raccontava che si sarebbe passati, e non era il primo a dirlo, dal cristianesimo delle Chiese a un cristianesimo esoterico, dal cristianesimo di Pietro al cristianesimo di Giovanni. Viaggiando nel mondo degli astrologi americani questa idea di Le Cour assunse un tono decisamente anticristiano. Non si parlava più dell'era dell'acquario come di un'era post-ecclesiastica, ma come di un'era decisamente post-cristiana.

    Per la verità, da quando Le Cour formulò le sue teorie sull'era dell'acquario, queste ebbero sempre una loro diffusione negli ambienti astrologici, ma intorno al 1960 ebbero un'esplosione di interesse anche nel mondo giovanile, che venne poi consacrata nel 1968 dalla commedia musicale Hair, la cui canzone principale era appunto Aquarius, che ripeteva ossessivamente tutte le belle cose che sarebbero successe grazie all'avvento dell'era dell'acquario.

    Il 1968 è inoltre una data abbastanza fatidica da altri punti di vista, quasi un'altra fonte del New Age - questa volta di carattere politico - che è poi confluita, anche se più tardivamente, nell'accezione psicologica dell'era dell'acquario, del New Age, dell'evo nuovo in cui tutto cambia. Mi riferisco a quei movimenti giovanili, o giovanilistici, che dagli Stati Uniti alla Francia, e all'Italia (per la verità questo fenomeno ebbe in Italia delle caratteristiche diverse, a causa della presenza di forze politiche che riuscirono in qualche modo a egemonizzarlo), portavano avanti l'idea della fantasia al potere, del cambiamento della qualità della vita - la cultura sessantottina, in sintesi - che a sua volta confluì, alimentò e rafforzò questo New Age psicologico, questa idea che tutto sarebbe cambiato.



    Descrizione storica

    Dal punto di vista storico si può dire che il New Age sia un momento di risveglio all'interno di un mondo laico interessato a tematiche di tipo magico ed esoterico. Il New Age è stato per la verità molto studiato attraverso la categoria del risveglio, del revival, una categoria di solito usata all'interno del cristianesimo, particolarmente a proposito del protestantesimo, non di rado analizzato per una sua tendenza alla freddezza, a una spiritualità asettica, che lo vedrebbe dunque agitato da periodici e grandi risvegli.

    Il più grande revival in assoluto nella storia del cristianesimo è, per esempio, il pentecostalismo che - nato all'inizio del nostro secolo - oggi coinvolge circa quattrocento milioni di persone; un fenomeno enorme. L'utilizzo della categoria del revival per ambienti lontani dal cristianesimo non è frequente, però la si è utilizzata applicandola al New Age, dicendo che anche l'ambiente laico anglosassone - che aveva come organizzatori culturali di massa, o relativamente di massa, la massoneria e le èlites della Società Teosofica - tradizionalmente interessato a forme tutt'al più leggere di esoterismo, negli anni dopo la prima guerra mondiale era in crisi, era diventato cioè un ambiente sonnacchioso e capace di poche idee innovative.

    Se si osservano le cose in quest'ottica si deve dire che alle origini dell'attuale New Age si situa l'opera dei coniugi Bailey. Foster Bailey è un autore che scrive una serie di opere, che in verità non gli procurarono molti amici, sulla crisi della massoneria e sulla necessità di rinnovarla con un ritorno alle fonti, in particolare di tipo esoterico, mentre era diventata un club filosofico, quando non un comitato d'affari. Ecco affiorare la necessità di un ritorno all'esoterismo.

    La moglie Alice Bailey era invece una persona che proponeva un rinnovamento della Società Teosofica. Anche lei non seppe suscitare attorno a sé le più accese simpatie, e anzi si dovette allontanare da questa realtà concludendo che anche la Società Teosofica era diventata un circolo di brave signore, mentre all'origine era un contatto della fondatrice - la celebre Madame Blavatsky - con maestri segreti e principi indiani disincarnati che erano la vera forza della tradizione teosofica.

    Foster Bailey non riuscì a riformare la massoneria e Alice Bailey non riuscì a riformare la Società Teosofica, però si conquistarono entrambi un certo numero di affezionati seguaci, e Alice in particolare - che per tutta la vita affermò di ricevere messaggi dallo spirito disincarnato di un maestro tibetano - lanciò l'idea che il tempo stava dalla loro parte e che certi fenomeni si sarebbero prodotti per l'azione di forze di carattere astrologico superiori all'uomo. Negli anni Venti Alice Bailey scrisse una serie di libri che avevano nel titolo l'espressione New Age, come per esempio Education in the New Age.

    Intendiamoci, l'espressione New Age non è nuova in questi ambienti perché altro non è che la traduzione inglese più corrente dell'idea di un ordine nuovo, novus ordo saeculorum, che passa dall'emblema della massoneria americana sul sigillo e sulle monete degli Stati Uniti; quindi è un'espressione tra le più comuni.

    Un altro esempio, fra i tanti: la rivista del Rito scozzese della massoneria americana, ovvero il rito più diffuso all'interno della massoneria americana, con più di tre milioni di membri, si chiamava New Age. Poi, quando New Age è diventato sinonimo di altre cose, gli hanno cambiato nome per non confondersi con costoro.L'idea di un novus ordo saeculorum è vecchia quanto l'idea di un'età dell'oro.

    Un'idea che più massonica non potrebbe essere è il cosiddetto millenarismo massonico, studiato anche da autori italiani, come per esempio nel libro controverso - ma molto intelligente - di Giarrizzo sui massoni italiani del Settecento. Alice Bailey però ci mette molto del suo, proprio perché dà un'interpretazione di tipo fatalistico a questa attesa che è più consona con il nostro secolo. Non è che gli uomini illuminati o illuministi operino per la realizzazione di questo nuovo ordine, ma il nuovo ordine accade comunque perché esistono delle forze che vanno al di là dell'uomo, forze di carattere astrologico o maestri segreti che lo faranno accadere comunque.

    Non si tratta, quindi, di produrlo con degli sforzi umani, ma di fare come il pesce che nuota nello stesso senso della corrente, che comunque porta in una determinata direzione. Queste aspirazioni a un'epoca felice entrarono naturalmente in crisi con la seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta, dopo la morte di Alice Bailey, un gruppo di persone molto diverse fra loro - si va da alcuni protestanti evangelici tentati dall'esoterismo a degli spiritisti - si trovarono in Inghilterra in una miriade di gruppi baileyiani indipendenti. Si aggiunga che il mondo baileyiano è molto complesso: anche in Italia ci sono varie organizzazioni rivali che si ispirano ad Alice Bailey, ma in Inghilterra erano certamente molte di più.

    Comunque sia, un piccolo nucleo si riunì attorno ad alcune figure - Sheena Govan e altri - e decise di tentare un esperimento di vita comune. Si fecero assumere tutti dallo stesso albergo in Scozia - uno faceva il direttore, una la segretaria, e così via - e lo trasformarono in un cenacolo di tipo neo-teosofico, fino a quando l'esperimento non fu più gradito dalla proprietà dell'albergo, che invitò il gruppo a recarsi altrove. Fu così che acquistarono una terra desolata che nessuno voleva - a Findhorn, in Scozia - e cominciarono a viverci in roulotte: il 1962 è la data di fondazione della comunità di Findhorn. Poi, fra storia e leggenda, pare che le tecniche agricole, suggerite loro, come essi stessi dicevano, dagli spiriti della natura, permettessero di fare delle zucche enormi e altre produzioni di questo genere.

    Vero o falso che sia, questo genere di circostanze ispirò molte persone, soprattutto degli americani, tanto che oggi si considera la data della fondazione di Findhorn come data di fondazione del New Age. Un medium americano, David Spangler, dopo le sue visite a Findhorn iniziò a teorizzare il New Age, e una volta tornato negli Stati Uniti lo diffuse ampiamente, grazie anche ai contatti che intratteneva con gli ambienti musicali.

    Naturalmente questa storia è un po' oleografica, perché sappiamo che è difficile che dei grandi fenomeni si producano senza mobilitazione di grandi somme di denaro, ed effettivamente dietro il nascente New Age ci sono delle somme di denaro notevoli. Si può dire che il New Age non sarebbe avvenuto, nonostante la buona volontà e le zucche, se non si fossero trovati dei mecenati, e in particolare due: sir George Trevelyan, un milionario inglese, e un'altra figura molto interessante, sir Antony Brooke.

    Questi cominciò finanziando gli spiritisti, poi fu la volta del reverendo Moon, e finalmente si entusiasmò per il New Age, investendo la sua fortuna nella diffusione di questo movimento. Effettivamente, sir Brooke e sir Trevelyan - morto nel 1996 - hanno fatto molto, mettendo inoltre al servizio della diffusione di questo ideale un'intera rete di filantropia laica inglese. Si tratta della rivitalizzazione del revival all'interno di un mondo che già esisteva.

    Naturalmente la tradizione di tipo teosofico è una tradizione plurisecolare, o almeno dura dalla fondazione della Società Teosofica nel 1875, ma in realtà un interesse per queste cose, una Teosofia con l'iniziale minuscola, non riferita a una specifica società, era in circolazione almeno dal Settecento. Si tratta quindi di una fase di risveglio di mondo alternativo al cristianesimo, di un mondo laico - o laicista - interessato all'esoterismo.



    Descrizione sociologica

    Mi piace pensare che, considerato in quanto categoria, per i sociologi il New Age è stato una benedizione, perché li ha indotti a pensare a forme di organizzazione alternative rispetto al movimento. Nella sociologia della religione noi siamo molto bravi a descrivere i movimenti: è una cosa molto facile.

    Per esempio, nei Testimoni di Geova c'è un presidente, un consiglio direttivo, una gerarchia molto precisa che arriva fino a quelli che suonano alle nostre porte.Si sa chi fa cosa, si conoscono i flussi organizzativi di tipo anche economico, si sa chi è testimone di Geova e chi non lo è. Quindi si possono contare (anzi, loro sono maniaci delle statistiche, e le forniscono anche volentieri), si sa quante ore sono state dedicate a suonare alle porte, in quali città, in quali paesi. Esce tutto dai loro computer! L'ideale!

    Cito non un sociologo, ma il Papa, che parlando ai vescovi dell'Iowa, del Kansas, del Missouri e del Nebraska in visita ad limina apostolorum nel 1993, diceva in sostanza che la pericolosità del New Age è che uno può diventare aderente a questo movimento senza saperlo. Effettivamente le cose stanno proprio così, per cui il Papa diceva in quel famoso discorso che le idee del New Age si diffondono nei seminari, nella predicazione, nella catechesi, influenzando anche cattolici praticanti, persone che forse non sono consapevoli dell'incompatibilità di queste idee con la fede della Chiesa cattolica.

    Il New Age è uno stato gassoso. Non è uno stato solido come lo sono i movimenti sociali, e proprio perché non è un movimento: non c'è la tessera del New Age e non si è mai sentito dire che alcuno si sia iscritto al New Age, o che sia stato battezzato nel New Age. Non c'è il capo o il presidente del New Age (mentre esiste un presidente dei Testimoni di Geova, o dei Mormoni, o della Chiesa di Scientology, o di quant'altro), non esistono gerarchie - anzi si vantano di non avere nessuna gerarchia - e al massimo si può dire che ci sono dei portavoce riconosciuti come più autorevoli di altri. Non essendo quindi un movimento, i sociologi hanno dovuto pensare a un'altra categoria, ovvero la rete, il network.

    Il New Age è una rete di tante piccole realtà che hanno qualche cosa in comune. Le reti non sono una pura costruzione intellettuale; non sono un ente di ragione, esistono per davvero, ma per esistere devono avere dei momenti di incontro, altrimenti non esisterebbero. Devono essere capaci di delimitare, di porre dei confini nel tempo e nello spazio.

    Faccio un esempio: il network di appassionati di astrologia non è un movimento; esistono delle associazioni astrologiche, ma molti di quelli che si interessano di astrologia non ne fanno parte. È piuttosto un network di tanti piccoli gruppi, cenacoli, lettori di giornali e di libri, che però può essere descritto in quanto rete perché ha dei momenti comuni - per esempio, i congressi - e degli spazi: librerie, centri culturali consacrati all'astrologia, ecc.

    Il New Age è comunque un po' più complicato del semplice network degli appassionati di astrologia: è una rete di reti, è un meta-network che fa incontrare tra loro - o almeno ne ha l'ambizione - tutta una serie di network preesistenti, in qualche caso da decenni, quando non da secoli, ma che non comunicavano tra loro.

    Dunque il New Age è quel luogo in cui il network degli appassionati di astrologia incontra i network degli appassionati di ecologia profonda, o di medicina tibetana, o di religiosità celtica, o di psicologia junghiana, e così via. Il New Age è precisamente il luogo in cui tutti questi network si incontrano.

    Naturalmente, ognuno di questi network continua a esistere autonomamente; ovvero, se io faccio parte di un network di appassionati di agopuntura può darsi che io detesti il New Age, e non necessariamente entrerò nel meta-network del New Age, però questa possibilità mi viene offerta con l'organizzazione di grandi festival, come il Mind Body Spirit a Londra, oppure perché esistono delle grandi librerie, come il Bodhi Tree di Los Angeles, che è un supermercato del New Age dove si può trovare la sezione dedicata all'agopuntura, quella sulla filosofia Zen, o la sezione specializzata nella spiritualità celtica.

    Io vado lì a comprare i libri di agopuntura, passo davanti agli altri argomenti, e così incontro altrettante porte che mi permettono di salire al meta-network. Se apro queste porte e salgo le scale entro nel meta-network del New Age, ma posso anche non entrare, ed è qui - a mio avviso - che si rischia di fare alcuni errori interpretativi.

    Infatti, non è necessariamente vero che, se da una parte l'agopuntura è certo uno degli elementi del New Age, per questa sola ragione tutti quelli che la praticano hanno le idee del New Age. Una persona può fare parte di questo network e non avere nessun interesse per il meta-network che è, propriamente, il New Age. D'altro canto è pur vero che, siccome il meta-network è stato a un certo punto creato, il fare parte del network dell'agopuntura costituisce un'occasione di ricevere delle proposte di entrare anche nel meta-network, proposte che possono per altro essere rifiutate.

    Quindi, il giudizio sul meta-network dev'essere, per forza di cose, diverso dal giudizio sulle singole reti che ne fanno parte. Ogni tanto, naturalmente, si trova anche fra i cattolici qualcuno che dice: «Tutti quelli che praticano l'agopuntura fanno parte del New Age». Occorre dirlo: si tratta di una sciocchezza. In Oriente milioni di persone praticano l'agopuntura e non sanno neppure cosa sia il New Age. Questa disciplina para-medica veniva praticata ben prima del 1962, ed è difficile dubitare che così sarà anche dopo la fine del New Age. Rimane vero che chi vuole trovare della documentazione, o dei contatti, sull'agopuntura lo farà facilmente in quei supermercati dove si vendono anche altre cose, e quindi l'agopuntura può diventare un'occasione di incontro del meta-network. Allo stesso modo, non tutti quelli che si occupano di ecologia profonda si interessano contemporaneamente di spiritualità tibetana, però può succedere che per andare a comprare il libro di ecologia profonda ci si rechi al Bodhi Tree.

    Ci sono network di tre tipi: spirituali, terapeutici e politici. Ricordate il principio della centesima scimmia? Era un'idea del New Age diffusa nel 1979 in un libro di Lydell Watson. Questi assicurava che se una scimmia impara a lavare noci di cocco la imitano solo le scimmie dello stesso branco, ma se novantanove scimmie fanno la stessa cosa succede un fenomeno diverso. Quando cioè la centesima scimmia comincia a lavare noci di cocco, questa massa critica fa scattare qualcosa nella memoria collettiva delle scimmie, per cui si vedono scimmie lavare noci di cocco sporche non solo sull'isola di Kajima, ma anche in un laboratorio di Tokyo, o negli Stati Uniti, comunque a migliaia di chilometri di distanza. Quindi una massa critica ha fatto passare le scimmie in una sorta di piccolo New Age relativo.

    Watson ha poi confessato di essersi inventato tutto, ma nel frattempo ha fatto un film e il principio delle centesima scimmia ha dato origine a grandi campagne che hanno coinvolto stelle della musica rock. Forse ricorderete il progetto fame del cantante folk-rock John Denver, il quale diceva che c'è un errore fondamentale fatto dalle Chiese e anche dagli Stati, ovvero il pensare che per risolvere il problema della fame nel mondo si debba dare da mangiare a chi non ne ha. Egli sosteneva che non bisogna dedicare neppure un dollaro per sfamare gli affamati, ma bisogna spendere tutto per fare convergere le persone negli stadi e farle meditare sul bisogno di sconfiggere la fame del mondo. Se noi arriviamo alla massa critica - come le cento scimmie - la fame nel mondo scomparirà automaticamente.

    Naturalmente la cosa non ebbe seguito alcuno, ma divenne una delle idee forti che venivano da certi network dell'attivismo politico, molto diffusi, per esempio, nel mondo ecologico: l'importante è fare crescere la consapevolezza del problema ecologico nel mondo - non impedire la costruzione di nuove autostrade dall'impatto ambientale distruttivo - perché se noi raggiungiamo la massa critica e la centesima scimmia ecco che i problemi si risolvono da soli.

    Tale concetto è stato poi applicato anche in ambito religioso: l'importante è che le persone meditino, non che si diffondano le idee. Vorrei insistere su questo punto: i tre network che ho preso in considerazione non si sovrappongono necessariamente, ma per una serie di ragioni possono sovrapporsi, e quando ciò accade nasce il meta-network che è il New Age.



    Descrizione dottrinale

    Nel New Age esiste una dottrina, anche se i suoi portavoce hanno sempre insistito sulla non esistenza di una dottrina peculiare, ma solo di idee statisticamente molto diffuse, due in particolare: la reincarnazione e l'astrologia. Anche in questo caso sono possibili accostamenti alquanto diversi, eppure io credo che dall'esterno si possa dire che il New Age è tenuto insieme da un principio di carattere epistemologico, che in un mio volume - Storia del New Age. 1962-1992, pubblicato dalle edizioni Cristianità di Piacenza - ho chiamato relativismo volontarista.

    Nella tradizione di tipo laico alternativa al cristianesimo, il relativismo è vecchio come il mondo. L'idea che la verità non esista non è certo una novità, ma noi siamo abituati a un relativismo di tipo razionalista. Poiché la ragione ha delle difficoltà a conoscere la verità e non raggiunge mai delle certezze, si conclude che la verità non c'è, o che è irraggiungibile. Il relativismo volontarista è invece un relativismo che affonda le sue radici da una parte nella modernità e dall'altra nella tradizione magica - quindi ha i piedi in due staffe - e in cui si dice che esistono infiniti mondi. Ognuno di noi crea il suo mondo con una sua verità e non c'è modo di dire che la mia verità sia più vera dell'altra.

    Quando si parla di New Age si alza una sorta di cortina di ferro, quindi è molto difficile confrontarsi perché uno fa dei ragionamenti e loro dicono: «Questo è tutto vero, tu hai ragione, ma hai ragione nel tuo mondo. Peccato che io me ne sia creato un altro dove è vero esattamente il contrario. Io non pretendo che il mio sia quello buono e il tuo no; lasciami vivere nel mio mondo, dove so che l'aborto va bene e tu vivi nel tuo dove va male. Io non pretendo di importi il mio come tu non devi pretendere di impormi il tuo, perché ognuno crea il suo mondo che non è più reale del mondo dell'altro».

    Sono questioni che per un relativista volontarista non hanno molto senso perché non ci sono metri, non ci sono strumenti di misura per sapere se un mondo esiste o non esiste, se uno è più o meno vero dell'altro. Naturalmente ci sono degli esperimenti. Mi raccontava un pastore protestante che lui faceva l'esperimento - che io peraltro non consiglio - di prendere alcuni cristalli pagati cento dollari e buttarli per terra dicendo: «Nel mio mondo i cristalli si buttano per terra».

    In realtà questo esperimento non è conseguente perché il New Age ha delle spiegazioni per le brutte cose che capitano, e che provengono dalla sua frequentazione delle psicoterapie alternative. Dirà quindi che non si tratta di peccati - perché il peccato presuppone una verità, quindi una norma che sia vera e che venga violata - ma che si tratta di malattie, di fenomeni di dipendenza, che quindi possono essere curati nell'interesse generale senza che per questo si debbano accettare delle norme, cioè nozioni come il peccato e l'errore.

    Si dirà, per esempio, che se uno fracassa per terra le cose degli altri è afflitto da una dipendenza o da un comportamento compulsivo che può essere curato con metodi che sono largamente ispirati a quelli degli alcolisti anonimi (e non è colpa degli alcolisti anonimi se il New Age li ha largamente utilizzati). A rigore, se qualcuno dice a un new ager che Adolf Hitler era cattivo, questi replicherà che non si può dire che era cattivo, ma che soffriva di una dipendenza dal potere e quindi il problema era quello di fargli capire questa dipendenza, eventualmente di trovare una cura.

    In realtà, come si intuisce, tutto il problema del male viene eliminato ed esorcizzato attraverso la sua ricostruzione, si sarebbe tentati di dire in senso medico, anche se bisogna tenere presente che la medicina del New Age è una medicina alternativa; quindi viene interpretato secondo teorie psicologiche, o psicoterapeutiche, o psicodinamiche, alternative rispetto a quelle più diffuse.

    Direi che è questo il punto essenziale del New Age. Personalmente non credo che si possa dire che il New Age sia gnostico. Certo, all'interno del New Age si trovano dei gruppi che portano avanti idee gnostiche, ma quando un gruppo è troppo conseguente, cioè presenta delle idee gnostiche di tipo molto chiaro, il New Age comincia a insospettirsi e dice: «Qui ci sono delle persone che pretendono che le loro idee siano vere»; quindi il gruppo si stacca dal network per fare un movimento.

    Nella storia del New Age questo è accaduto in continuazione. Se un maestro diventa troppo autorevole e non si accontenta di essere un portavoce fra i tanti, egli prima o poi si stacca. In quarant'anni il New Age non ha mai avuto capi, anche se certamente c'era qualcuno che era più uguale degli altri.

    Se uno vuole fare il capo di qualcosa e afferma una dottrina come vera crea un nuovo movimento religioso; vi sono stati molti casi di questo genere nell'ambiente New Age, anche in Italia. Un esempio è la comunità di Damanhur, in Piemonte, che certo è fiorita in ambiente New Age, ma il New Age non la considera cosa propria perché si tratta di un movimento con un leader e una dottrina chiara (chiara a loro, perché all'esterno non sempre si manifesta).

    Il mio collega J. Gordon Melton sta scrivendo un libro sull'evoluzione di J.Z. Knight, una medium che trasmette quando viene posseduta dallo spirito di un guerriero vecchio di diecimila anni che si chiama Ramtha. Nel momento in cui Ramtha non ha più enunciato i principi del relativismo volontarista, ma ha dato delle indicazioni dottrinali molto precise di tipo gnostico e ha invitato ad aderire alla Scuola di Illuminazione Ramtha - che è un nuovo movimento religioso - si esce dal New Age in direzione del movimento perché chi abbraccia quella dottrina non ne abbraccia un'altra; c'è una pretesa di verità.

    Finché si rimane nel New Age non si può dire che si professi una dottrina di tipo gnostico, perché gnostico ha un significato che rimanda al dualismo. Ora, tante cose che vanno per la maggiore nel New Age sono moniste, sono panteiste e moniste, ma non dualiste. Quindi è certamente giusto dire che nel New Age sono presenti idee gnostiche, correnti gnostiche, ma secondo me non è del tutto vero che lo gnosticismo, o il neo-gnosticismo, sia l'elemento centrale e unificatore del New Age.

    La mia opinione è che il principio unificatore, dal punto di vista dottrinale, sia un principio epistemologico: quello che io, non loro, chiamo relativismo volontarista.



    Crisi o rinnovamento del New Age

    Su questo tema esiste un forte dibattito, che è condizionato dalla definizione del New Age, perché chi pensa che il New Age sia il meta-network iniziato nel 1962 a Findhorn - per esempio J. Gordon Melton - afferma che sia finito intorno al 1992 con segnali evidenti: alcuni eventi unificatori non si tengono più, molte librerie chiudono (parlo del mondo anglosassone), riviste cessano le pubblicazioni, si assiste a una generale disaffezione per l'etichetta New Age per cui persone che un tempo ne erano portavoce orgogliosi ora dicono: «Io con il New Age non c'entro niente».

    È chiaro che il declino non è come un tratto di penna; Findhorn c'è ancora, e perciò il declino sarà un processo lungo. La spiegazione che viene data di questo declino è molto semplice. Che cos'era il New Age? Riconsideriamo l'inizio, l'aspetto psicologico: il New Age era la promessa di un mondo nuovo, di un'età dell'oro senza malattie, senza guerre, senza conflitti. Ora, è dal 1962 che la raccontano così, ma da allora sono venuti l'Aids, la Bosnia, la Somalia. Evidentemente una promessa di età dell'oro che non si verifica di solito è in declino. In questo senso si parla di una crisi, o addirittura di una fine del New Age.

    Se poi si dà al New Age un altro significato, che piace più agli storici e meno ai sociologi, allora il New Age non è altro che il pensiero esoterico che è sempre esistito, ma che però si è trasformato specchiandosi nel pensiero moderno, nella secolarizzazione. È uscito a questo proposito un libro molto importante: New Age religion and western culture. Esotericism in the mirror of secular thought, dell'olandese Wouter J. Hanegraaff. In quest'opera si sostiene questa tesi facendo perno sulla finestra storica.

    La secolarizzazione, come ha trasformato il cristianesimo, così ha trasformato anche l'esoterismo, che è diventato una sorta di neo-esoterismo che ha fatto molte concessioni al pensiero secolare e in particolare alla scienza. Come esiste un nuovo cristianesimo, che è poi la mentalità di molte denominazioni protestanti che mettono insieme cristianesimo e modernità, così pure esiste un neo-esoterismo, un ibrido che mette insieme modernità ed esoterismo.

    In questo senso Hanegraaff dice che il New Age non è affatto finito; finito sarà il nome, ma è evidente che l'esoterismo è passato attraverso questo prisma e non torna più indietro. In un convegno svoltosi quest'estate in Olanda è cominciato un dibattito sul tema: forse non torna indietro tutta la corrente, però ci sono dei movimenti che sembrano quasi avere letto il libro, nel senso che reagiscono e cercano l'esoterismo precedente.

    Tutto il revival neo-cataro cui assistiamo in Francia o in Olanda è un esempio di questi fenomeni di reazione. Sono cose molto antiche, e in effetti il revival neo-cataro comincia prima della seconda guerra mondiale, anche se si configura come un fenomeno di reazione: esiste un esoterismo che vuole andare alla ricerca di presunte radici incontaminate prima del passaggio della modernità.

    Sta di fatto, comunque, che quel fenomeno nato negli anni 1960 e che è giunto nell'Europa non di lingua inglese nei tardi anni 1970 - arrivando in Italia solo negli anni 1980 - quel fenomeno New Age in senso stretto, per usare una distinzione di Hanegraaff, oggi è in crisi. È vero che l'etichetta non è più popolare in America, e che molti cercano di svincolarsi perché è diventata sinonimo di una spiritualità alternativa un po' facilona, un po' commerciale. Del resto anche in Italia si sta tirando un po' troppo la corda.

    Leggendo Essere, il giornale più commerciale del New Age, ci si accorge che non si tratta quasi più di un giornale; è un catalogo, perché ogni pagina vende qualche cosa. Quando si cominciano a leggere degli articoli sul maglione della New Age, il sapone della New Age, anche il cibo per gatti della New Age, diventa lecito insospettirsi, e facilmente accadrà che assisteremo anche in Italia a una crisi di rigetto. Effettivamente alcune grandi istituzioni sono finite, il prezzo dei cristalli è crollato e da questo punto di vista si può dire che il New Age è in crisi. Questa è un'interpretazione di alcuni suoi portavoce: il New Age da corrente innovativa sarebbe diventato un fenomeno commerciale per colpa delle case discografiche, per colpa delle catene di librerie americane, eccetera.

    La mia impressione è che dietro a questo fenomeno di crisi ci sia piuttosto la promessa non mantenuta. Quanti promettono catastrofi, ne trovano sempre qualcuna, anche se non è la fine del mondo da loro preannunciata. I Testimoni di Geova, che prevedevano per il 1914 la fine del mondo, hanno detto: «Forse ci siamo sbagliati, ma avevamo detto che sarebbe arrivata una tragedia e la tragedia (la prima guerra mondiale) è arrivata». Sfortunatamente dopo il peccato originale i movimenti che promettono lacrime e sangue, peste, malattie e guerra di solito prosperano sempre perché qualcuno che gli dà ragione nel mondo purtroppo c'è sempre. Invece i movimenti che promettono l'età dell'oro di solito dopo un po' entrano in crisi perché l'età dell'oro non viene. Questo è anche il destino del New Age.

    Cosa avverrà nel futuro? Io credo che certe idee del New Age saranno con noi per molti decenni ancora e patiranno semplicemente una trasformazione, anzitutto perché c'erano già prima. Se è vero che il New Age è - come dice Hanegraaff - lo specchio del pensiero secolare, o forse più modestamente una tradizione di tipo laico che abbraccia l'esoterismo, la tradizione massonica anglosassone (diversa dalla massoneria dei paesi continentali) e la tradizione teosofica che viene rivitalizzata dalla prospettiva di un'imminente età dell'oro che comincia con Alice Bailey, allora è un fenomeno antico.

    Si tratta di una famiglia spirituale che passa attraverso trasformazioni, che ha avuto un momento di grande visibilità con il New Age, ma continuerà a esistere. Direi poi che il New Age, di cui è difficile fare statistiche proprio perché non ha membri, ha avuto un tale successo come moda culturale che probabilmente ne influenzerà delle altre.

    Effettivamente oggi si vede il figlio del New Age, solo che non si sa bene come chiamarlo. Anche in Italia comincia ad andare di moda l'espressione Next Stage - il prossimo passaggio, oggetto della relazione di PierLuigi Zoccatelli - qualcuno parla di New Wave, nuova onda, ma io direi che il termine più usato negli Stati Uniti, e che non avrà fortuna in Italia perché la traduzione genererebbe confusione, è ascensione.

    In Italia il termine più usato è quello preferito in un certo ambiente musicale: Next Age. Che cosa vuol dire? Vuol dire che, mentre alcuni escono e fondano nuovi movimenti, la stessa rete di persone, e in gran parte le stesse idee, sorreggono una prospettiva nuova, post New Age. Essa consiste nella riduzione del New Age dalla prospettiva cosmica alla prospettiva individuale.

    Il New Age proponeva una renovatio globale del pianeta, difficile da sostenere di fronte all'Aids e alla guerre. Il Next Stage - o Next Age -non ci crede più. Direi che uno dei libri in cui il concetto è affermato più chiaramente è il terzo volume di James Redfield, uscito recentemente, dal titolo La visione di Celestino. Lo dice chiaramente all'inizio del libro: fino a qualche anno fa ci immaginavamo una grande trasformazione planetaria, oggi non più. Non offriamo più la trasformazione planetaria, ma la trasformazione dell'individuo. La centesima scimmia non c'è più, ma è ancora possibile per ogni scimmia lavare la noce di cocco, quindi è ancora possibile creare un New Age nella tua vita. Il mondo forse andrà alla rovina, o comunque non si crederà più che venga trasformato globalmente, ma il piccolo gruppo o la singola persona può conquistare una qualità di vita diversa.

    Le promesse del New Age vengono ridotte in questa fase dalla prospettiva globale per tutti alla prospettiva individuale, per la generazione del 2000, la generazione X, la generazione post-moderna. Non gli viene più proposto un soggetto sociale, ma un progetto di trasformazione individuale e questa è l'ascensione, cioè la massa sarà forse dannata, ma tu puoi ascendere, cioè ti puoi tirare su dalla massa delle persone e puoi conquistarti un New Age privato. L'età dell'Acquario non arriva per tutti, ma può arrivare per te o può arrivare per piccoli gruppi.

    Il Next Stage/Next Age ha già i suoi profeti. L'autore della Profezia di Celestino James Redfield, che ho avuto occasione di intervistare per il quotidiano Avvenire, con questo volume si colloca soprattutto con consapevolezza - spero di non avergliela fatta venire io - in questa prospettiva del Next Age o dell'ascensione.

    Qual è la differenza con il vecchio New Age? Non è più una prospettiva di tipo globale, ma è una prospettiva per i singoli e per i piccoli gruppi. Naturalmente questo è un New Age un po' dimezzato, se volete un po' narcisistico e ancora più egoista, nel senso che non c'è più questo afflato di rinnovamento globale. Dovendo dare una valutazione, dico che il carattere alternativo rispetto al cristianesimo non va perduto, anzi si toglie un po' di idealismo forse giovanile e lo si sostituisce con un po' di cinismo, ma il carattere alternativo rispetto al cristianesimo nel passaggio dal New Age al Next Stage non va perduto.

    Naturalmente questi sviluppi ultimi, di cui peraltro qualcuno comincia a parlare anche in Italia, potranno non vedersi perché, come il New Age è arrivato vent'anni dopo, altrettanto non credo che entrerà in crisi vent'anni dopo, visto che è più facile distruggere che costruire, però entrerà sicuramente in crisi qualche anno dopo rispetto alla china evidente nel mondo di lingua inglese.

    Peraltro il successo delle idee, delle impalcature ideologiche del New Age, è evidente appena si guarda quali sono i libri più venduti negli ultimi due anni anche in Italia: dal New Age di Redfield o Coelho all'Egitto letto con gli occhiali New Age di Christian Jacq, un autore che esordì letterariamente vent'anni fa - dobbiamo ricordare anche il passato delle persone - pubblicando dei manuali per neo-massoni francesi, un mondo questo nel quale egli è tutt'oggi attivo, anche se in polemica con altri fratelli. Dunque, ancora, queste idee saranno con noi molto a lungo.

    http://www.fondazionerui.it/riviste/...ci/intr68.html
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 
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