User Tag List

Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    stanziale
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Terra di Ezzelino
    Messaggi
    3,177
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    ...mi dite a che punto sono le indagini?

    ...mi dite cosa hanno scoperto la Cia e Fbi sugli attentati
    del 11 Settembre e sulle buste di Antrax?
    Cosa c'è di sicuro sicuro?
    ----------------------------------------

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    stanziale
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Terra di Ezzelino
    Messaggi
    3,177
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Coincidenze pericolose
    La verità sull'11 settembre forse non la sapremo mai. Ma ora emergono tante
    «piccole» verità, come quelle delle redditizie speculazioni finanziarie
    della vigilia. Come se «qualcuno» sapesse prima ciò che sarebbe successo
    GIULIETTO CHIESA

    La storia dell'11 settembre continua a offrire una sorpresa dietro l'altra.
    Pochi giorni fa il presidente pakistano Musharraf, campione della lotta
    «contro il terrorismo internazionale», ha fatto sapere di non ritenere Osama
    bin Laden il vero protagonista del Grande Attentato. «Non si può pensare che
    abbia potuto organizzare tutto standosene tra le montagne afghane», ha
    precisato Musharraf. Al massimo può avere «finanziato, spinto», ma chi ha
    ideato l'operazione doveva, tra le tante altre cose, «conoscere molto bene
    l'aviazione» (americana s'intende ndr). Roba da servizi segreti, da servizi
    «deviati», altro che Al Qaeda. Dobbiamo credergli? Di certo dobbiamo fare
    molta attenzione alle cose che dice, perché lui di cose ne sa certamente
    molte e quelle che lascia uscire sono molto meditate.
    L'altra sorpresa (di cui i grandi giornali stranamente non parlano) è che si
    comincia a sapere chi ha giocato in Borsa sull'attentato dell'11 settembre.
    E' già stato accertato che «qualcuno» cercò di fare i soldi, tanti soldi,
    scommettendo in anticipo sul crollo delle azioni delle due compagnie aeree -
    American Airlines e United Airlines - che sarebbero poi state coinvolte
    nella tragedia dell'11 settembre 2001. Ora emerge molto, molto di più.
    Intanto questi «qualcuno» agirono a raggio più vasto e in direzioni
    assolutamente inequivocabili per dimostrare (oggi) che «apevano» (allora)
    della prossima esecuzione della gigantesca operazione terroristica. Infatti
    anche la Morgan Stanley Dean Witter & Co., che occupava 22 piani del World
    Trade Center, insieme alla Merrill Lynch & Co., che aveva i suoi uffici
    centrali nelle immediate vicinanze delle Twin Towers, furono oggetto delle
    stesse attività speculative. Insieme a loro furono colpite dal diluvio
    speculativo anche Axa Reinsurance (che possiede il 25% di American
    Airlines), Marsh & Mc Lennan, Munich Reinsurance, Swiss Reinsurance e
    Citigroup. Con quanti giorni d'anticipo? Secondo l'Istituto Israeliano per
    le politiche antiterrorismo, situato nei sobborghi di Tel Aviv, nella
    cittadina di Herzliyya, molte (non tutte) di queste operazioni speculative
    avvennero nel Chicago Board Options Exchange, tra il 6 e il 10 settembre
    2001. Immediata vigilia.
    Ma ora emergono anche alcuni nomi di questi «qualcuno». I quali non paiono
    essere né arabi, né musulmani, bensì bianchi, cristiani e cittadini
    americani. E passi: anche tra i taleban c'erano degli americani. Ma qui c'è
    di più. Costoro - stando alle informazioni raccolte da Michael C. Ruppert e
    pubblicate da numerosi e autorevoli siti Internet, tra cui quello stesso
    dell'istituto israeliano citato (www.ict.org.il), da Global Reserach, da
    Rense.com, da www.hereinreality.com - in almeno uno dei casi citati erano
    alti dirigenti di una importante banca americana, la Bankers Trust (BT). Fu
    proprio la Bankers Trust a piazzare un nutrito pacchetto di put options sul
    groppone di United Airlines. Per far capire il meccanismo: le put options
    sono contratti futures che consentono all'acquirente di fare affari se le
    azioni stanno per crollare (le call options, al contrario sono azioni che si
    acquistano in previsione di forti rialzi).
    E ora l'altra sorpresa. La Bankers Trust acquistò nel 1997 la A.B.Brown, una
    banca minore d'investimenti il cui presidente era il signor A.B. Krongard,
    detto «Buzzy». Krongard diventò allora vice-presidente della Bankers
    Trust-AB Brown. Ma la sua carriera ebbe presto sviluppi importanti. Nel 1998
    egli raggiunse gli uffici della Cia come consigliere del suo direttore,
    George Tenet. E fu promosso direttore esecutivo dal presidente George W.
    Bush nel marzo del fatale 2001. Piccolo ulteriore particolare: BT fa parte
    dal 1999 di Deutschebank. Quale fu l'ultima occupazione, di un tale (oggi)
    altissimo personaggio, nella BT? Gestiva il settore «relazioni con clienti
    privati». Affari molto delicati, da trattare con totale riservatezza, con
    personalità molto potenti di ogni area del mondo. Non si diventa numero tre
    della Cia senza queste esperienze. Ed è per conto di questi personaggi molto
    potenti che le banche d'investimento agiscono.
    Non per caso il senatore Carl Levin ha denunciato pochi mesi fa la BT-AB
    Brown come una delle 20 maggiori banche americane implicate nel riciclaggio
    di denaro sporco. Da qui a provare la responsabilità diretta di «Buzzy»
    Krongard, naturalmente ce ne corre. Ma si sa che la Cia da lungo tempo
    teneva d'occhio, in tempo reale, attraverso sofisticati softwares,
    operazioni finanziarie del tipo descritto, sia in previsione di attacchi
    terroristici, sia di altre azioni finanziarie suscettibili di danneggiare
    l'economia americana. Dunque niente affatto sprovveduti, come li si vuole
    far passare adesso. Avevano gli occhi bene aperti ben prima dell'11
    settembre. Non potevano non accorgersi, ad esempio, che le put options
    contro United Airlines si erano moltiplicate per 90 volte il normale tra il
    6 e il 10 settembre. Secondo la Cbs del 26 settembre, il livello fu 285
    volte più alto della media il giovedì precedente l'attentato.
    E' solo un esempio. I campanelli delle Borse suonarono l'allarme, ma nessuno
    se ne accorse. E «Buzzy» non può avere cancellato tutte le sue amicizie
    negli ultimi tre anni. Tra coloro con cui è andato a cena nel frattempo
    c'erano dunque, molto probabilmente, conoscitori in anticipo dell'operazione
    terroristica. E che «numero tre» della CIA abbiamo se frequenta amici così
    intimi dei terroristi senza saperlo? E, se si fa l'elenco degli ex alti
    funzionari della Cia che sono dentro il sistema finanziario, si possono
    trovare nomi come David Doherty, generale in pensione, ora vice-presidente
    della Borsa di New York, John Deutsch, ex direttore della Cia con Clinton e
    ora nel consiglio di amministrazione di Citigroup, Nora Slatkin, ex
    direttore esecutivo della Cia e ora nel CdA di Citybank, eccetera eccetera.
    Tutti molto sprovveduti?
    Adesso i malloppi così guadagnati giacciono nei forzieri, non ritirati. Sono
    2.5 milioni di dollari per United Airlines; sono 4 milioni di dollari per
    American Airlines; sono 1,2 milioni di dollari per Morgan Stanley; sono 5,5
    milioni di dollari per Merril Lynch. Totale 13,2 milioni di dollari solo per
    queste operazioni. Sono le uniche di cui si è accertata l'esistenza ma,
    molto probabilmente, ce ne furono molte altre, rimaste segrete al grande
    pubblico, ma niente affatto segrete agli inquirenti. Secondo Andreas Von
    Bulow, ex parlamentare tedesco responsabile a suo tempo della commissione di
    controllo dei servizi segreti tedeschi - citato da Tagesspiegel il 13
    gennaio scorso - le speculazioni da insider trading pre-attentato
    raggiunsero il vertiginoso livello di 15 miliardi di dollari, coinvolgendo
    numerose borse, incluse alcune europee. «Altri esperti - scrive Ruppert -
    hanno stimato un ammontare di 12 miliardi di dollari. La Cbs News ha emesso
    una stima prudente di 100 milioni di dollari».
    Perché nessuno può ora incassare i premi delle operazioni di insider trading
    terroristico ? Perché qualcuno bloccò per quattro giorni - dopo l'11
    settembre - tutte le operazioni di Borsa. Negli Stati Uniti. In altri paesi
    non fu così. Ma certo in America si trattava di qualcuno della Cia, che
    arrivò in ritardo ma fu più furbo degli amici della Cia che sapevano in
    anticipo e non solo lasciarono fare gli attentati ma ci specularono sopra.
    Il fatto è, però, che delle inchieste su questi fatti non si sa nulla,
    sempre che siano ancora in corso. Difficile risalire? Difficile, certo. Ma
    allora come mai l'ex responsabile della SEC (Security and Exchange
    Commission), William McLucas, dichiarò a Bloomberg News che le autorità
    «sono in grado di ricostruire ogni compravendita»? Bisogna volerlo. Se non
    lo si fa è perché non si vuole ricostruire un bel niente.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    11 SETTEMBRE. COLPO DI STATO IN USA
    DI M.BLONDET

    capitolo sei : LE COSIDDETTE INDAGINI

    Fbi e Cia negano con forza fin dal principio di aver avuto il minimo sentore di quel che si preparava l'11 settembre. Nessun informatore aveva detto niente, nessun indizio, nessun sospetto. Le due più celebri e costose agenzie americane brancolavano nel buio. E' quindi una bella impresa per il Federal Bureau of Investigation, partito da quell'asserito zero assoluto, appurare in pochi giorni: l'identità di tutti e sedici i terroristi dirottatori, il loro passato, i loro spostamenti in USA, le scuole di volo presso cui s'erano addestrati. Foto segnaletiche, biografie, resoconti tempestivi vengono forniti generosamente ai media. I problemi cominciano quando i giornalisti si precipitano a vedere le scuole di volo, in Florida, dove secondo la polizia i terroristi sarebbero diventati provetti piloti. Il padrone della Huffman Aviation di Venice (Florida) mostra volentieri i suoi piccoli aerei-scuola nell'hangar. Ma alla domanda: l'addestramento che date qui è utile per pilotare grossi aerei commerciali? Risponde gioviale: ma no, si tratta di "sistemi completamente differenti".

    Gli addestratori se li ricordano, quegli arabi. Mohamed Atta e Marwanal AI-Shehhi, che l'FBI indica come i piloti che hanno dirottato il Volo 11? "Né l'uno né l'altro sono stati capaci di superare la prova di primo livello" (Washington Post, 19 settembre). E Nawaq Alhazmi e Kahil Al-Midhar, gli accertati dirottatori del Volo 175? "Il loro inglese era pessimo, e le loro conoscenze meccaniche anche peggio ... per me, a malapena potevano guidare un'auto", rispondono gli istruttori del Sorbis Flyng Club: "Sull'aereo, erano Stanlio e Ollio" (Washington Post, 24 settembre).

    L'addestratore Marcel Bemard, istruttore del Bowies Maryland Airport, si ricorda bene anche di Hani Hanjour, quello che secondo l'FBI pilotò l'aereo sul Pentagono compiendo la straodinaria acrobazia. "L'abbiamo fatto volare sul Cessna 172, io al suo fianco", racconta il maestro di volo: "tre volte. Lui aveva intenzione di affittare un aereo qui. Ma dopo tre volte, non me la sono sentita difarlo volare da solo". "E sì che dal suo libretto risultava che aveva 600 ore di volo. C'era da stupirsi, con quella esperienza, che non sapesse pilotare meglio" (The Prince George Journal, Maryland, 18 settembre).

    Ad un'attività gli aspiranti piloti suicidi sembrano essersi applicati con tenacia: nel lasciarsi dietro tracce vistose, nel dare nell'occhio, nel farsi ricordare. Tutti i giornali hanno raccontato come questi musulmani integralisti, e imminenti martiri di Allah, abbiano trascorso la loro ultima notte a bere alcolici in un locale di spogliarelli, insomma a commettere un doppio sacrilegio.

    "Hanno speso 200-300 dollari a testa in ballerine e drink", racconta il padrone dello strip-bar a decine di giornalisti. "Parlavano di come è orrenda l'America, dicevano: aspettate domani, l'America sarà nel sangue". Come non bastasse, "hanno pagato con le carte di credito" le consumazioni. Il padrone del locale ha infatti consegnato prontamente all'FBI "le ricevute delle carte di credito, fotocopie delle patenti di guida, un biglietto da visita" (i morituri hanno distribuito persino biglietti da visita) "e, stupefacente, una copia del Corano che uno degli uomini aveva lasciato nel bar". Chi vuole avere un resoconto completo dell'ultima notte dei suicidi, lo cerchi nel sito whatreallyhappened.com.

    L'Associated Press (13 settembre) è invece la fonte di quel che Mohamed Atta e i suoi tre complici nel dirottamento del Volo 11 hanno fatto il mattino dell'11 settembre. Arrivano all'aeroporto Logan di Boston a bordo di un'auto noleggiata (perché non un taxi? Il viaggio, dopotutto, era di sola andata); nel parcheggio, hanno un piccolo incidente con un'altra auto; litigano, gridano. Cosi, dopo la tragedia, un testimone si ricorderà di quel litigio di quattro uomini dalla faccia da arabi, e prontamente condurrà gli agenti all'auto che hanno lasciato nel parcheggio dell'aeroporto. I terroristi hanno lasciato in macchina un Corano (in una valigetta) e "manuali di volo in arabo" (un rapido ripasso, prima dell'impresa; e su un'edizione rara, visto che i manuali di volo sono di solito in inglese), nonché un manoscritto in arabo vergato, secondo gli inquirenti, da Atta. Un grafomane, perché l'FBI trova un secondo manoscritto di Atta nella stessa auto, dentro una valigia. Copia dello stesso manoscritto, che evidentemente uno dei dirottatori s'era portato dietro, è stata trovata - così assicura l'FBI - anche fra i detriti del Volo 93. Un ritrovamento miracoloso, visto che i cronisti accorsi sul luogo dell'impatto nella campagne della Pennsylvania attestano che i pezzi più grossi dell'aereo sfasciato, pezzi metallici, "erano grandi come una guida telefonica". Questi documenti indistruttibili, che insieme configurano un testamento spirituale, sono così strani, che il Washington Post del 28 settembre affida la loro interpretazione al migliore dei suoi giornalisti investigativi, Bob Woodward (l'uomo che incastrò Nixon, l'eroe dello scandalo Watergate).

    Bob riferisce i pareri di diversi docenti di cultura islamica. "A parte la sezione dove si parla di salire sull'aereo, il resto è quello che si può trovare in certi manuali di devozione medievali", assicura John Voll,della Georgetown University. Per Richard Martin, docente di studi islamici alla Emory University, il testo "si riferisce alla purificazione che il martirio porta". Tuttavia, gli arabisti non possono fare a meno di segnalare alcune "incongruenze". Per esempio, l'incipit del testamento di Atta, che recita: "In nome di Dio, di me stesso e della mia famiglia", è una formula inaudita nell'Islam, per non dire sacrilega (i musulmani pregano "in nome di Dio clemente e misericordioso", non nel proprio nome; ancor meno nel nome dei parenti: e l'invocazione a Dio è invariabilmente seguita dal nome del profeta, Maometto).

    Inoltre, l'invito di Atta ai suoi complici di essere "ottimisti", nonché l'uso di altre espressioni moderne ("cento per cento" e così via) non è, annota Woodward, qualcosa che "si trova nei vecchi libri di preghiere". Così, è incongrua la richiesta di perdono a Dio, da parte di un martire di Allah. "La traduzione fornita dall'FBI [che non ha diffuso l'originale arabo] suggerisce una visione quasi cristiana nei dirottatori: chiedono perdono dei peccati, dicono che la paura della morte è naturale, che il credente è sempre tormentato da dubbi - - - ", si meraviglia su The Independent (29 settembre) Robert Fisk, giornalista esperto del Medio Oriente. Secondo Fisk, gli autori dei manoscritti "sembrano sorprendentemente a digiuno della loro religione". Gli investigatori si trovano in mano una strana scelta di reperti: la reiterata confessione scritta di Atta, ma non - poniamo - le scatole nere degli aerei. Ogni aereo ne ha due: il registratore dei dati di volo (FDR), e il registratore di voci nella cabina di pilotaggio (CVR). Sono apparecchi progettati per "sopravvivere" agli incidenti più disastrosi. Né le scatole nere degli aerei lanciati sulle torri, né di quello lanciato sul Pentagono sono stati trovati. Si sono rintracciate solo le scatole nere del volo caduto in Pennsylvania: ma, secondo gli inquirenti, una è "inutilizzabile", e l'altra "blank" (non ha registrato nulla). Insomma: otto scatole nere, e nessuna intatta e utile alle indagini.

    Una sfortuna, e un caso eccezionalmente raro negli annali degli incidenti aerei.


    In compenso, il 16 settembre, la CNN annuncia: "A New York, a diversi isolati di stanza dalle rovine del World Trade Center, è stato scoperto il passaporto che le autorità dicono appartenuto ad uno dei dirottatori. Lo ha reso noto il commissario di polizia Bernard Kerik. LFBI ha perciò ampliato l'area di ricerca ben oltre l'immediato luogo dell'impatto".



    Le scatole nere di metallo non si sono salvate. Ma un passaporto, che un dirottatore portava con sé (a,quale scopo? Era un volo interno), gli è schizzato di tasca negli attimi roventi in cui il Boeing s'infilava nella torre tutto distruggendo, ha superato la prova del fuoco - una temperatura di almeno mille gradi, come ci è stato spiegato - e la caduta da mezzo chilometro fra tonnellate di macerie che hanno ridotto ogni altra cosa a un tritume irriconoscibile; ed è planato, intatto, "a diversi isolati di distanza". Le scatole nere, così necessarie per capire che cosa sia veramente successo a bordo negli ultimi minuti, sono scomparse o rotte; documenti di carta, utili solo a ben identificare i terroristi, sono miracolosamente intatti.

    Ma poi l'FBI ha davvero identificato i terroristi? Dei sedici nomi subito diramati dopo la tragedia, due sono poi risultati di persone che vivono ancora da qualche parte in Medio Oriente, e uno di un defunto due anni prima.

    In realtà, l'identità dei colpevoli non sembra affatto così sicura. Almeno sette passeggeri hanno telefonato dai quattro aerei dirottati: in nessuna di quelle chiamate disperate si accenna alla faccia araba o mediorientale dei dirottatori. Eppure tra coloro che hanno telefonato negli ultimi minuti di vita c'era Barbara Olsen, nota giornalista nonché moglie del "Solicitor Generar' (avvocato dello Stato) degli Usa: è credibile che abbia trascurato quel particolare?

    Può essere credibile, si capisce: l'angoscia, il terrore. Del resto, i terroristi possono essersi mossi sotto falsa identità. I passaporti, le patenti di guida e i biglietti da visita che si sono lasciati dietro, vistosa traccia, possono essere tutti falsi. Anzi, è quasi certo. Ne esiste un indizio indiretto ma pesante. Apprendiamo da Go Memphis del 14 febbraio 2002 (è un giornale locale) che in quella città è stato aperto un processo contro Katherine Smith, anni 49, esaminatrice di una scuola guida, accusata di aver fornito "patenti di guida del Tennessee usando false informazioni a uomini di origine medio-orientale abitanti a New York". Purtroppo, il processo non ha avuto luogo: la signora Smith è morta domenica, il giorno prima della sua convocazione in tribunale per l'audizione.

    La sua Acura Legend del '92 è stata vista, alle ore 12.45, deviare mentre percorreva a bassa velocità (20 miglia all'ora) la strada federale 72 e finire contro un palo della luce. Sei testimoni asseriscono al processo che "l'intemo dell'auto era in fiamme quando urtò contro il palo". La poliziotto Suzanne Nash dell'FBI, interrogata dal giudice Brennan, testimonia: "Il serbatoio dell'auto pieno di benzina era intatto". il fuoco s'era sviluppato solo dentro l'abitacolo: "E' stata trovata benzina sui vestiti di Katherine Smith".

    L'agente Nash è recisa: "No, non è stato un incidente. E' stato un incendio doloso (arson)". "C'era una sostanza accelerante all'interno dell'auto", (un accelerante del fuoco, par di capire).

    Insomma, Katherine Smith è stata deliberatamente resa "blank" un giorno prima che parlasse al suo processo sui documenti falsi. Il giornale di Memphis cita un avvocato, Karen Cicala: "Karen Smith evidentemente viveva una doppia vita, forse di più". Frase sibillina. Karen Smith forniva documenti falsi; non per fare soldi, visto che guidava un'auto vecchia di dieci anni. Forse, per compiere un dovere patriottico.

    Fossimo in Italia, si parlerebbe di "servizi deviati" e delle loro opere tenebrose. In America, dopo l'11 settembre, simili dubbi non sono concessi dal corale, duro conformismo patriottico. La grande stampa si attiene alla versione ufficiale, riporta i dati sulle indagini in corso (sempre meno col passare del tempo) dalle fonti autorizzate. Le smagliature, se ci sono, sono occasionali.

    Così il 15 settembre Newsweek, uno dei settimanali più ufficiosi degli Usa, accenna di sfuggita al fatto che cinque dei sospetti terroristi "got some training at American military bases". Dunque non hanno ricevuto l'addestramento solo nelle scuole per dilettanti della Florida, ma in basi militari americane? Ma è solo un blip. Una debole traccia sul radar. Subito scomparsa.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    capitolo otto: QUELLE SPIE ISRAELIANE.



    Quei cinque uomini che l'11 settembre, piazzati sul tetto di un edificio ad Hoboken, New Jersey, osservavano le due torri del World Trade Center in fiamme al di là del fiume Hudson, dovevano avere un atteggiamento sospetto. "Si congratulavano" e "saltavano su e giù". Qualcuno telefonò alla polizia locale, che li fermò e identificò.

    Si trattava di Paul Kurtzberg, Oded Ellner, Omer Gavriel Marmari, Sivan Kurzberg e Yaron Shmuel. Tutti cittadini israeliani. Tutti con il visto d'entrata in Usa largamente scaduto. Tutti lavoravano per un'azienda di traslochi del posto. Almeno alcuni di loro, agenti del Mossad o dell'apparato d'intelligence dell'esercito d'Israele.

    I cinque sono stati espulsi dopo interrogatorio. Il New York Times del 21 novembre, nel dare brevemente la notizia dell'espulsione, ha scritto che l'interrogatorio di Paul Kurtzberg (l'individuo che sembrava il capo del gruppo) era durato sette ore. Ai fermati era stato chiesto di sottoporsi al poligraph, la "macchina della verità": un test a cui per legge ogni imputato può rifiutarsi, anche perché non ha valore legale di prova. Kurtzberg si rifiutò adducendo il rischio di "dire troppo sul suo ruolo nell'armata israeliana". Il New York Times notava che altri due israeliani, detenuti in quel momento a Cleveland, erano appena stati dimessi dalla Israeli Defence Forces, l'esercito israeliano.

    La realtà è che gli israeliani arrestati in collegamento con l'attentato dell'11 settembre, hanno raggiunto, nelle prime settimane di indagini, il ragguardevole numero di 60 o più. Sparsi in vari luoghi di custodia a New York, Cleveland, Kansas City, Saint Louis, Houston, San Diego. Nell'immensa caccia scatenata alla reti terroristiche di AI-Qaida negli Stati Uniti, insieme a centinaia di sospetti islamici, l'Fbi s'è trovata nelle reti anche pesci ebraici.

    Questi pesci formavano a loro volta una "rete". Una rete parallela e fino ad allora sconosciuta alle autorità americane. Non si sa se questa rete sia stata stesa nell'imminenza dell'attentato aereo alle Twin Towers. Ma "se non ci sono prove che gli israeliani siano coinvolti nell'attacco dell'11 settembre, gli inquirenti sospettano che costoro possano aver raccolto informazioni sull'attacco prima che avvenisse, e non le abbiano comunicate [alle autorità Usa]". Queste parole sono di Carl Camerson, giornalista della Fox News Channel ("Suspected Israeli Spies held by US", telegiornale del 12 dicembre 2001), il solo media che abbia cercato di condurre un'indagine sul caso, nel silenzio di tutta l'altra grande stampa americana. Indagine difficile. Una alta fonte investigativa che Carmerson ha interrogato ha ammesso che fra gli arrestati ebraici e l'attentato islamico esistono "collegamenti" (tie-ins), ma ha rifiutato di fornire altre precisazioni. "Gli indizi sono coperti da segreto. Sembra tuttavia, a quanto ha appurato il giornalista, che la Cia o l'Fbi abbiano messo sotto controllo un appartamento abitato da arabi sospetti in California, scoprendo che l'alloggio era già pieno di "cimici" per intercettazioni: piazzate, pare, da "un gruppo di israeliani notato per l'ultima volta in North Carolina". Da qui, gli investigatori americani avrebbero puntato la loro attenzione su "israeliani che, presentandosi come studenti d'arte della Università di Gerusalemme o dell'Accademia Bezazel, hanno ripetutamente cercato contatti con funzionari del governo Usa, con la scusa di vendere oggetti artistici e artigianali".

    Costoro hanno "preso di mira e penetrato basi militari, la DEA (Drug Enforcement Administration), l'FBI, decine di luoghi governativi e anche uffici segreti e abitazioni private riservate di agenti investigativi e di intelligence".

    Un'altra indagine ha condotto all'arresto di "decine" di israeliani che "avevano negozietti in vari centri commerciali americani, dove vendevano giocattoli chiamati Puzzlecar e Zoomcopter.- attività difacciata secondo gli inquirenti".


    Il 13 dicembre, Carl Camerson forniva altre notizie nel telegiornale della Fox delle sei pomeridiane. Stavolta, oggetto del servizio erano i contatti che "decine" di arrestati israeliani avevano con l'AMDOCS: una ditta privata di telecomunicazioni, con sede in Israele, che negli Stati Uniti gestisce "la guida telefonica, la registrazione delle chiamate e la fatturazione" per le "25 maggiori compagnie telefoniche Usa". Un mestiere molto utile per raccogliere informazioni: chi deve contabilizzare le bollette telefoniche degli utenti, sa come minimo chi ha telefonato a chi, e per quanto tempo. Come scrive Camerson, il suo business dà alla Amdocs "accesso immediato ad ogni telefono nel Paese", oltreché ai record delle chiamate in partenza e in arrivo da ogni apparecchio.

    Camerson ha ricordato che nel 1997 la AMDOCS "fu accusata di aver registrato le telefonate fra il Presidente Clinton e Monica Lewinski (la ditta aveva un contratto per fornire servizi telefonici a una parte della Casa Bianca)" , e che "è stata inquisita a [email protected] riprese dall'Fbi per sospetti collegamenti con la mafia ebraica".Come si ricorderà, la moglie di Clinton, Hillary, benché addolorata delle vergognose rivelazioni sulla relazione dei marito con Monica, accusò pubblicamente "un complotto di estrema destra" che cercava di condizionare col ricatto la politica del presidente.

    Nel 1999 la National Security Agency emise un rapporto top secret avvertendo che tutte le registrazioni telefoniche stavano cadendo nelle mani di "un governo straniero". Tuttavia, la ditta israeliana continua a svolgere indisturbata il suo delicato lavoro.


    In un seguente reportage, Carl Camerson ha parlato delle indagini riguardanti la Comverse Infosys: la sussidiaria americana di una ditta israeliana hi-tech (un'altra), specializzata in "apparecchiatura da intercettazione telefonica per gli organi d'ordine pubblico". Dal '94, in Usa, è la Comverse che tecnicamente compie le intercettazioni telefoniche ordinate dalla giustizia americana. Gestisce i computer e il software che controllano i commutatori telefonici del Paese, coglie le telefonate "sospette" sulla base di parole-chiave, e allerta gli organi di polizia autorizzati alle intercettazioni.

    Un lavoro delicato, che consente l'accesso a informazioni su indagini in corso, coperte dal segreto istruttorio. Affidato a una ditta straniera che - notava la Fox ha intime relazioni con il Ministero dell'Industria israeliano (in passato guidato da Sharon), al punto che detto Ministero "copre il 50% dei costi di ricerca e sviluppo della Comverse".


    E' la direzione centrale dell'Fbi a Quantico, Virginia, ad avere sottoscritto i contratti che affidano il lavoro d'intercettazione alla Comverse: una bella prova di fiducia.

    E ciò nonostante molti funzionari ed agenti abbiano avanzato più di un dubbio. Ma, come parecchi di quegli agenti hanno confidato a Camerson, "provare a perseguire, o anche solo a sollevare la questione, dello spionaggio che Israele conduce attraverso Comverse significa distruggersi la carriera".

    Parecchi altri agenti e funzionari di organi di polizia, nota ancora Camerson, "dimessi dal servizio a quanto pare in circostanze equivoche, sotto inchiesta amministrativa", oggi lavorano per la ditta israeliana.

    Le rivelazioni del giornalista suscitano una tempesta di proteste e smentite ufficiali; le comunità ebraiche scrivono ai giornali; alcuni lettori spiegano che i fermati possono essere musulmani, palestinesi, con passaporto israeliano; l'ambasciata israeliana bolla il tutto come "bubbole che non meritano risposta", e così il ministero degli Esteri di Tel Aviv. Ci sono anche delle pressioni: la trascrizione dei servizi di Camerson viene tolta dal sito Intemet della Fox.

    In America non se ne parla più. Ma la notizia non vuol morire: e riappare in Francia.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'inganno politico: l'anello mancante del'11 settembre
    di Michel Chossudovsky

    Il tema della previa conoscenza incentrato sugli "errori dell'FBI" è un ovvia cortina fumogena. Mentre del ruolo delle amministrazioni USA (fin dai tempi di Carter) a sostegno della "Base Militante Islamica" non se ne parla.
    Le prove confermano che al Qaeda è sostenuta dai servizi segreti militari del Pakistan, lo Inter-Services Intelligence (ISI). E' ampiamente documentato che l'ISI deve la propria esistenza alla CIA.
    I dirottatori suicidi erano gli strumenti di un'operazione di intelligence accuratamente pianificata.
    L'argomento della previa conoscenza è una diversione: "Una diversione è una fallacia con la quale un fatto irrilevante viene presentato allo scopo di deviare l'attenzione dal tema principale".

    Il 16 maggio il New York Post pubblicò quella che appariva una bomba: "Bush sapeva . . ." Sperando in un vantaggio politico, i Democratici saltarono sul carro, premendo sulla Casa Bianca perché desse spiegazione di due "documenti top secret" disponibili per il Presidente Bush prima dell'11 settembre, riguardanti la "previa conoscenza" degli attacchi di al Qaeda. Nel frattempo i media USA avevano già coniato una serie di nuovi ritornelli: "Si, vi sono stati avvertimenti" ed "indizi" di possibili attacchi terroristici, ma "non vi era modo che il Presidente Bush avesse potuto sapere" ciò che stava per accadere. I Democratici furono d'accordo nel "tenere il gatto nella borsa" dicendo: "Osama è in guerra con gli USA" e che l'FBI e la CIA sapevano che qualcosa stava bollendo in pentola ma "fallirono nel collegare i punti". Nelle parole del capo della minoranza alla Camera, Richard Gephardt:

    "Questo non è addossare colpe. . . . Noi abbiamo sostenuto e sosterremo il Presidente nella guerra al terrorismo. Ma dobbiamo fare di più per prevenire gli attacchi terroristici".1

    Il riflettore dei media sulla "previa conoscenza" ed i cosiddetti "errori dell'FBI" sono serviti a distrarre l'attenzione del pubblico dal più vasto tema dell'inganno politico. Non è stata spesa una parola riguardo al ruolo della CIA, che, attraverso tutto il periodo post guerra fredda, ha aiutato ed assistito la al Qaeda di Osama bin Laden, come parte delle proprie operazioni segrete. Naturalmente sapevano! Il tema della previa conoscenza è una diversione. Le "Brigate Islamiche" sono una creatura della CIA. Nel comune gergo CIA, al Qaeda è classificata come una "attività di intelligence". Il sostegno alle organizzazioni terroriste è una parte integrale della politica estera USA. Al Qaeda continua fino ad oggi (2002) a partecipare alle operazioni segrete della CIA in diverse parti del mondo.2 Questi "collegamenti CIA-Osama" non appartengono al passato, come suggerito dai media ufficiali. Il Congresso USA ha documentato in dettaglio i collegamenti di al Qaeda alle agenzie del governo USA durante la guerra civile in Bosnia-Herzegovina, come anche in Kosovo.3

    Più recentemente in Macedonia, appena pochi mesi prima dell'11 settembre, consiglieri militari USA si mescolavano ai mercenari mujahideen finanziati da al Qaeda. Entrambe i gruppi combattevano sotto gli auspici dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA), nelle stesse formazioni paramilitari terroriste.4 La CIA tiene d'occhio le sue "attività di intelligence". E' ampiamente documentato che i nascondigli di Osama bin Laden sono sempre state note.5 Al Qaeda è infiltrata dalla CIA.6

    In altre parole, non vi è stato nessun "fallimento dell'intelligence"! Nella natura di un'operazione di intelligence ben guidata, l'"attività di intelligence" opera (consapevolmente o inconsapevolmente) con un certo grado di autonomia, in relazione ai suoi sponsor del governo USA, ma come risultato agisce sistematicamente nell'interesse dello Zio Sam. Mentre singoli agenti dell'FBI spesso non sono a conoscenza del ruolo della CIA, la relazione tra CIA e al Qaeda è nota agli alti livelli dell'FBI. I membri dell'amministrazione Bush e del Congresso USA sono pienamente a conoscenza di questi collegamenti.

    Il tema della previa conoscenza incentrato sugli "errori dell'FBI" è un ovvia cortina fumogena. Mentre gli informatori servono per sopravvalutare le debolezze dell'FBI, del ruolo di successive amministrazioni USA (fin dai tempi della presidenza di Jimmy Carter) a sostegno della "Base Militante Islamica" semplicemente non se ne parla.

    La campagna di paura e disinformazione

    L'amministrazione Bush -- attraverso l'iniziativa personale del Vicepresidente Dick Cheney — ha scelto non solo di precludere la possibilità di una pubblica inchiesta, ma ha anche dato il via alla campagna di paura e disinformazione:

    "Penso che le prospettive di attacchi futuri negli USA siano quasi una certezza. . . . Potrebbe accadere domani, potrebbe accadere la prossima settimana, potrebbe accadere il prossimo anno, ma continueranno a provarci. E noi dobbiamo essere preparati".7

    Quello che realmente Cheney ci sta dicendo è che la nostra "attività di intelligence", quella che abbiamo creato, colpirà ancora. Ora, se questa "creatura della CIA" stava progettando nuovi attacchi terroristici, vi aspettereste che la CIA sia la prima a saperlo. Con tutta probabilità la CIA controlla anche i cosiddetti "avvertimenti" su "futuri attacchi terroristici" sul suolo americano che arrivano da altre fonti della CIA.

    Un'operazione di intelligence accuratamente pianificata
    I terroristi dell'11/9 non hanno agito secondo una loro decisione. I dirottatori suicidi erano gli strumenti di un'operazione di intelligence accuratamente pianificata. Le prove confermano che al Qaeda è sostenuta dai servizi segreti militari del Pakistan, lo Inter-services Intelligence (ISI). E' ampiamente documentato che l'ISI deve la propria esistenza alla CIA:

    "Con sostegno della CIA e l'invio di un massiccio ammontare di aiuti militari USA, l'ISI si è sviluppato [sin dai primi anni '80] in una struttura parallela che esercita un potere enorme su tutti gli aspetti del governo.... L'ISI ha uno staff composto di ufficiali militari e dell'intelligence, burocrati, agenti sotto copertura ed informatori stimato in 150.000 unità".8

    L'ISI collabora attivamente con la CIA. Continua a recitare il ruolo di "tramite" in numerose operazioni di intelligence per conto della CIA. L'ISI sostiene direttamente e finanzia diverse organizzazioni terroriste, inclusa al Qaeda.

    L'anello mancante
    Alla fine di settembre l'FBI ha confermato, in un intervista con ABC News (passata praticamente inosservata) che il capobanda dell'11/9, Mohammed Atta, era stato finanziato da fonti non nominate in Pakistan:

    "Riguardo all'11 settembre le autorità federali hanno riferito alla ABC News che ora hanno la pista seguita da più di 100.000 dollari provenienti da banche in Pakistan fino a due banche in Florida, in conti detenuti dal sospetto capobanda dei dirottatori, Mohammed Atta. Anche . . . il "Time Magazine" riporta che qualcosa di quel denaro arrivò nei giorni immediatamente precedenti l'attacco e può essere rintracciato direttamente fino a gente collegata a Osama bin Laden. Tutto questo è parte di quello che è stato fino ad ora un riuscito sforzo dell'FBI per individuare l'alto comando dei dirottatori, i cassieri, i pianificatori e la mente".9

    L'FBI aveva informazioni sulla pista del denaro. Sapevano esattamente chi finanziava i terroristi. Meno di due settimane più tardi, le scoperte dell'FBI vennero confermate dall'Agenzia France Presse (AFP) e dal Times of India, che citava un rapporto ufficiale dell'intelligence indiano (che era stato inviato a Washington). Secondo questi due servizi, il denaro utilizzato per finanziare gli attacchi dell'11/9 si sostiene essere stato "trasferito al dirottatore del WTC Mohammed Atta dal Pakistan, da Ahmad Umar Sheikh, dietro richiesta del Generale [capo dell'ISI] Mahmoud [Ahmad]".10 Secondo l'AFP (citando una fonte dell'intelligence):

    "La prova che abbiamo fornito agli USA ha un'ampiezza ed una profondità molto più vaste di un semplice pezzo di carta che collega un generale fellone a qualche atto di terrorismo isolato".11

    Il capo delle spie pakistane visita Washington
    Ora quello che è accaduto è che proprio il Generale Mahmoud Ahmad, il presunto "cassiere" dietro l'11/9, era negli USA quando si sono verificati gli attacchi. Arrivò il 4 settembre, una settimana prima dell'11/9, per quella che è stata descritta come una visita di routine per consultazioni con le controparti USA. Secondo il giornalista pakistano Amir Mateen (in un profetico articolo pubblicato il 10 settembre):

    "La presenza a Washington, durata una settimana, del capo dell'ISI Ten.Gen. Mahmoud ha scatenato speculazioni sull'agenda dei suoi misteriosi incontri al Pentagono ed al Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Ufficialmente egli è in una visita di routine in ritorno di quella fatta in precedenza a Islamabad dal Direttore della CIA George Tenet. Fonti ufficiali confermano che ha incontrato Tenet questa settimana. Ha anche tenuto lunghi negoziati con non specificati funzionari della Casa Bianca e del Pentagono. Ma l'incontro più importante è stato quello con Marc Grossman, Sottosegretario di Stato USA agli Affari Politici. Si può tranquillamente supporre che le discussioni sono state centrate sull'Afghanistan . . . e Osama bin Laden. Quello che ha aggiunto interesse alla visita è la storia di tali visite. L'ultima volta che Ziauddin Butt, il predecessore di Mahmoud, è stato qui, durante il governo di Nawaz Sharif, la politica interna è diventata turbolenta in pochi giorni".12

    Nawaz Sharif venne rovesciato dal Generale Pervez Musharaf. Il Generale Mahmoud Ahmad, che divenne capo dell'ISI, giocò un ruolo chiave nel colpo di stato militare.

    La conferenza stampa di Condoleeza Rice
    Durante la conferenza stampa di Condoleeza Rice del 16 maggio (che ebbe luogo appena poche ore dopo la pubblicazione del titolo "Bush sapeva" sul The New York Post), un giornalista indiano accreditato fece una domanda sul ruolo del Generale Mahmoud Ahmad:

    Q: Dr. Rice?

    Ms RICE: Si?

    Q: Siete a conoscenza dei rapporti che rivelano che il capo dell'ISI era a Washington l'11 settembre, e che il 10 settembre 100.000 vennero trasferiti dal Pakistan a questi gruppi qui, in questa area? E perchè era qui? Si doveva incontrare con Lei o con qualcuno dell'amministrazione?

    Ms RICE: Non ho visto quel rapporto, e non era certamente qui per incontrarsi con me.13

    Sebbene non vi sia alcuna conferma ufficiale che il Generale Mahmoud Ahmad abbia incontrato la Dr. Rice, questa deve avere avuto piena conoscenza del trasferimento di 100.000 a Mohammed Atta, che è stato confermato dall'FBI. Perduta nello sbarramento dei rapporti dei media sulla 'previa conoscenza', questa informazione cruciale sul ruolo dell'ISI nell'11/9 coinvolge membri chiave dell'amministrazione Bush, compresi: il Direttore della CIA George Tenet, il Vicesegretario di Stato Richard Armitage, il Sottosegretario Marc Grossman, come anche il Sen. Sam Biden, Presidente del potente Comitato del Senato per gli Affari Esteri (che ha incontrato il Generale Ahmad il 13 settembre).14

    Non solo l'amministrazione Bush ha fornito un trattamento di riguardo al supposto "cassiere" dietro gli attacchi dell'11/9, ma ha anche richiesto la sua 'cooperazione' nella "guerra al terrorismo". I termini precisi di tale 'cooperazione' sono stati concordati tra il Generale Mahmoud Ahmad, in rappresentanza del governo pakistano ed il Vicesegretario di Stato Richard Armitage durante incontri al Dipartimento di Stato il 12 ed il 13 settembre. In altre parole, immediatamente dopo l'11/9 l'amministrazione ha deciso di richiedere la 'cooperazione' dell'ISI pakistano per "prendere Osama", nonostante il fatto (documentato dall'FBI) che l'ISI finanziava ed assisteva i terroristi dell'11/9. Contraddittorio? Si potrebbe dire che è come "chiedere al diavolo di prendere Dracula".

    La dichiarazione della Dr. Rice riguardo al capo dell'ISI alla sua conferenza stampa del 16 maggio è ovviamente una copertura. Mentre il Generale Ahmad discuteva con i funzionari USA alla CIA ed al Pentagono viene asserito che egli fosse anche (attraverso un terzo) in contatto con i terroristi dell'11 settembre. Ciò che questo suggerisce è che personaggi chiave all'interno dell'apparato militare e di intelligence USA sapevano di questi contatti dell'ISI con il "capo" dei terroristi dell'11 settembre, Mohammed Atta, e non agirono. Ma questa conclusione è, nei fatti, ironica. Tutto indica che il Direttore della CIA George Tenet ed il capo dell'ISI Generale Mahmoud Ahmad abbiano istituito una stretta collaborazione. Il Generale Mahmoud era arrivato una settimana prima dell'11 settembre per consultazioni con George Tenet. Ricordatevi che George Tenet della CIA ha anche una stretta relazione personale con il Presidente Bush. Prima dell'11 settembre Tenet incontrava per circa mezz'ora il Presidente quasi ogni mattina alle 8.00 in punto.15 Un documento, noto come il Briefing Giornaliero del Presidente, ovvero il PDB, "viene preparato a Langley dalla direzione analisi della CIA, ed una bozza va a casa con Tenet ogni notte. Tenet la corregge personalmente e la consegna verbalmente durante il suo incontro mattutino con Bush".16 Questa pratica di "rapporto verbale di intelligence" non ha precedenti. Il predecessori di Bush alla Casa Bianca ricevevano un rapporto scritto:

    "Con Bush, cui piacevano i rapporti verbali e la presenza del direttore della CIA, si è sviluppata una forte relazione. Tenet poteva essere diretto, perfino irriverente e crudo".17

    La decisione della guerra
    E' stato un 'fallimento dell'intelligence' dare un trattamento con tappeto rosso al 'cassiere' dietro i terroristi del 9/11, o è stata semplicemente una 'routine'? Il Direttore della CIA George Tenet ha avuto un ruolo chiave nel guadagnare l'approvazione del Comandante in capo per il lancio della "guerra al terrorismo" durante gli incontri del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e del cosiddetto "Gabinetto di guerra" dell'11, 12 e 13 settembre.

    Sequenza atti di George W. Bush -- 11 settembre (dalle 9.45 dopo gli attacchi al WTC-Pentagono fino a mezzanotte)

    9:45 circa: la carovana di Bush lascia la scuola elementare Booker di Sarasota, Florida.

    9.55: il President Bush si imbarca sull' "Air Force One" diretto a Washington.18 In seguito a quello che era un "falso rapporto" che l'Air Force One sarebbe stato attaccato, il Vicepresidente Dick Cheney ha insistito per telefono con Bush (10.32) di non atterrare a Washington. Dopo questa conversazione l'aeroplano venne deviato (10.41) (su ordini provenienti da Washington) verso la base aerea di Barksdale in Louisiana. Un paio d'ore più tardi (13.30) dopo una breve apparizione in TV, il Presidente venne trasportato alla base aerea di Offut Nebraska al Quartier Generale del Comando Strategico USA.

    15.30: Venne convocato un incontro chiave del Consiglio per la Sicurezza Nazionale (NSC), con membri dell'NSC che comunicavano con il Presidente da Washington in video riservato.19 Nel corso di tale videoconferenza dell'NSC, il Direttore della CIA George Tenet comunicò al Presidente delle informazioni non confermate. Tenet dichiarò che "era quasi certo che dietro gli attentati vi fossero bin Laden e la sua rete...."20

    Il Presidente rispose a queste dichiarazioni, abbastanza spontaneamente e senza cuffie, con poca o nessuna discussione e con apparente incomprensione delle loro implicazioni. Nel corso di questa videoconferenza (che durò meno di un'ora), venne dato mandato all'NSC dal Comandante in capo di prepararsi per la "guerra al terrorismo". Proprio come proiezione del momento, la "luce verde" venne data per videoconferenza dal Nebraska. Nelle parole del Presidente Bush: "Troveremo quella gente. Pagheranno. Non voglio che abbiate alcun dubbio su questo".21

    16.36: (Un'ora e sei minuti più tardi . . .) l'Air Force One partì per Washington. Nuovamente alla Casa Bianca, quella sera stessa (21.00) ebbe luogo un secondo meeting con l'NSC al completo, assieme al Segretario di Stato Colin Powell che era tornato a Washington dal Perù. La riunione dell'NSC (che durò mezz'ora) venne seguita dal primo incontro del cosiddetto "gabinetto di guerra". Quest'ultimo era formato da un più piccolo gruppo di alti ufficiali e di importanti consiglieri.

    21.30: Al gabinetto di guerra: "La discussione verteva sul fatto se al Qaeda di bin Laden ed i Talebani fossero la stessa cosa. Tenet disse che lo erano".22 Alla fine di quella storica riunione del gabinetto di guerra (23.00) l'amministrazione Bush aveva deciso di imbarcarsi in un'avventura militare che ora minaccia il futuro collettivo dell'umanità e la nostra civiltà.

    Bush sapeva?
    Bush, con la minima comprensione che ha dei temi di politica estera, conosce tutti i dettagli riguardanti il Generale Mahmoud e la "ISI connection"? Tenet e Cheney hanno distorto i fatti, così da ottenere il "pollice alto" del Comandante in capo per un'operazione militare che era già in cantiere? Con amara ironia, un incontro tra il Vicesegretario di Stato Richard Armitage ed il Generale Mahmoud, il "cassiere" dell'11/9, venne programmato per discutere la loro strategia per il mattino seguente al Dipartimento di Stato.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Note
    1. Citato dall'AFP, 18 maggio 2002.

    2. Vi sono numerosi documenti che provano oltre ogni dubbio i collegamenti tra al Qaeda e successive amministrazioni USA. V. See Centre for Research on Globalisation, Foreknowledge of 9-11: Serie di articoli chiave e documenti, http://globalresearch.ca/articles/CRG204A.html maggio 2002, sezione 3.

    3. Congresso USA, I trasferimenti di armi iraniane approvati da Clinton aiutarono a far diventare la Bosnia una base islamica militante, Comitato del Partito Repubblicano, Ralazione stampa del Congresso, Congresso, 16 gennaio 1997, http://globalresearch.ca/articles/DCH109A.html . V. pure Michel Chossudovsky, ‘Osamagate', Centre for Research on Globalisation, http://www.globalresearch.ca/articles/CHO110A.html , 9 ottobre 2001.

    4. V. Centre for Research on Globalisation, Foreknowledge of 9-11: Serie di articoli chiave e documenti, op. cit. sezione 3. V. gli articoli di Isabel Vincent, George Szamuely, Scott Taylor, Marina Domazetovska, Michel Chossudovsky, Umberto Pascali, Lara Marlowe e dei quotidiani macedoni.

    5. V. I nascondigli di Bin Laden prima dell'11/9, CBS Evening News con Dan Rather; CBS, 28 gennaio 2002, Centre for Research on Globalisation (CRG) http://www.globalresearch.ca/articles/CBS203A.html Alexandra Richard, La CIA incontrò bin Laden mentre era all'Ospedale Americano di Dubai lo scorso luglio, Le Figaro. http://www.globalresearch.ca/articles/RIC111B.html

    6. The Boston Globe, 5 giugno 2002.

    7. Fox News, 18 maggio 2002.

    8. Ahmed Rashid, I Talebani: Esportare l'etremismo, Foreign Affairs, novembre-dicembre 1999. V. pure Michel Chossudovsky, Chi è Osama bin Laden, Global Outlook, No. 1, 2002.

    9. Dichiarazione di Brian Ross che riferisce su informazioni comunicategli dall'FBI, ABC News, This Week, 30 settembre 2001. 10. The Times of India, Delhi, 9 ottobre 2001. 11. AFP, 10 ottobre 2001.

    12. Amir Mateen, A Washington continua il negoziato del capo dell'ISI, News Pakistan, 10 settembre 2001. 13. Federal News Services, 16 maggio 2002. 14. New York Times, 14 settembre 2002,"Secondo Biden, [Ahmad] ha promesso la cooperazione del Pakistan".

    15. The Commercial Appeal, Memphis, 17 maggio 2002.

    16. Washington Post, 17 maggio 2002.

    17. Washington Post 29 gennaio 2002. 18. Washington Post, 27 gennaio 2002.

    19. Ibid.

    20. Ibid.

    21. Ibid.

    22. Ibid.

    Copyright .© Michel Chossudovsky and Global Outlook 2002 .

    Reprinted for fair use only

    Fonte: http://freebooter.da.ru
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'anthrax e la C.I.A.

    Pensare l'impensabile

    di Wayne Madsen



    Ora che il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha ufficialmente terminato di investigare sull'anthrax, per gli americani è tempo di pensare l'impensabile: che l'FBI non sia mai stato molto impegnato a ad identificare il colpevole perché questi potrebbe essere il governo USA stesso. Vi sono crescenti prove che la fonte dell'anthrax era un laboratorio top secret dell'esercito USA in Maryland e che tra i colpevoli vi sono funzionari ai più alti livelli dell'infrastruttura militare e di intelligence degli USA.

    L'FBI ridicolizza il collegamento anthrax-dirottatore

    Gli attacchi all'anthrax al Congresso USA, ai principali media ed al sistema postale, arrivati poco tempo dopo gli attacchi a New York and Washington con gli aerei di linea dirottati, vennero dapprima attribuiti dall'amministrazione Bush ad Al Qaeda ed all'Iraq. Comunque il 23 marzo l'FBI annunciava ufficialmente che "esaurienti esami non supportavano la voce che l'anthrax fosse presente in qualsiasi luogo dove erano stati i dirottatori". Tale dichiarazione arrivava dopo che una storia piuttosto debole basata su congetture era apparsa sul The New York Times. L'articolo riportava che nel giugno 2001 un pronto soccorso di Fort Lauderdale aveva medicato il dirottatore saudita Ahmed Alhanzawi per una lesione cutanea da anthrax ad una gamba. Sebbene il medico, Christos Tsonas, al tempo in cui pulì e medicò la ferita non pensava che la lesione fosse causata dall'anthrax, più tardi cambiò idea quando si accorse che Alhanzawi era uno dei dirottatori.

    Sebbene la teoria di Tsona fu rifiutata dall'FBI, venne sostenuta dal Centro per le strategie di biodifesa della Johns Hopkins University. La Johns Hopkins ha un particolare collegamento all'anthrax. Recentemente il Presidente Bush ha nominato come Direttore dell'Istituto Nazionale della Sanità (NIH) il Dr. Elias Zerhouni, un professore della Johns Hopkins University nato in Algeria e noto sostenitore del Pentagono riguardo alle biodifese contro l'anthrax. Come membro dell'Istituto di Medicina dell'Accademia Nazionale delle Scienze, Zerhouni ed i suoi colleghi del comitato speciale hanno dato luce verde all'uso da parte del Pentagono di un discutibile vaccino per l'anthrax sul personale militare. Secondo il Dr. Meryl Nass, un membro della Federazione degli Scienziati Americani che ha passato tre anni a studiare la più grande epidemia nota di anthrax al mondo in Zimbabwe dal 1979 al 1980, il rapporto redatto da Zerhouni e dai suoi colleghi "poggia sull'ignoranza di molte informazioni cruciali, e le sue raccomandazioni danno al dipartimento della Difesa tutto ciò che potessero desiderare. Pare che il rapporto sia "preparato" per sostenere varie iniziative del DoD, e procura le giustificazioni necessarie per riprendere le vaccinazioni obbligatorie all'anthrax contro l'obiezione di molti nel Congresso".

    Il collegamento USA-anthrax non è una teoria della cospirazione

    Dimenticatevi di infondate teorie della cospirazione. E' schiacciante la prova che l'FBI he sistematicamente evitato di eseguire e indagini sull'anthrax, proprio allo stesso modo nel quale ha evitato di seguire le piste negli attentati alla nave Cole, alle ambasciate USA in Africa Orientale ed alle Khobar Towers.

    Il 4 aprile il reporter investigativo della ABC News Brian Ross ha trasmesso a ABC World News Tonight che dopo sei mesi l'FBI non aveva ancora indizi o sospetti colpevoli nell'indagine anthrax. Un disertore sovietico, l'ex primo vicedirettore del Biopreparat dal 1988 al 1992 ed esperto di anthrax Ken Alibek (già Kanatjan Alibekov), ora consulente del governo USA, fece la sorprendente affermazione che che la persona dietro gli attacchi anthrax potrebbe in effetti essere un consulente del governo USA. Dopo aver passato il test della macchina della verità Alibek è stato scagionato da ogni sospetto.

    E' interessante che Alibek è il presidente della Hadron Advanced Biosystems. Il 2 ottobre 2001, proprio due giorni prima che il primo caso di anthrax venisse riportato a Boca Raton, Florida ed una settimana e mezza prima che l'anthrax venisse spedito per la prima volta a mezzo posta alla NBC News di New York, la Advanced Biosystems ricevette un sussidio di 800.000 dollari dal NIH per per individuare un'efficace difesa contro l'anthrax. Da lungo tempo la Hadron è collegata alla CIA. I collegamenti includono le accuse di molti ex funzionari governativi, incluso l'ex ministro della giustizia Elliot Richardson, che l'ex presidente della società, Earl Brian, si procurò illegalmente un sistema di database chiamato PROMIS (Prosecutors' Management Information System) dalla Inslaw, Inc. ed usò i suoi contatti alla CIA ed ai servizi informazione israeliani per distribuire illegalmente il software a diversi governi stranieri.

    Ross riportò che i militari ed i servizi informazione USA si sono rifiutati di procurare all'FBI una lista completa degli impianti segreti e delle persone che lavorano ai progetti relativi all'anthrax. A causa di questa omertà sono state trattenute delle prove cruciali. La Prof.ssa Jeanne Guilleman del MIT's Biological Weapons Studies Center ha detto all'ABC: "Stiamo qui parlando di laboratori dove effettivamente potrebbe essere stato prodotto il materiale che sappiamo essere stato nella lettere a Daschle e a Leahy. Ed io penso che questo sia ciò che l'FBI stia ancora cercando di scoprire".

    Ma non sembra che l'FBI voglia seguire queste importanti piste.

    La CIA collauda l'anthrax e le poste USA

    Il primo mezzo d'informazione importante ad accusare l'FBI di frenare è stata la BBC. Il 14 marzo il programma della BBC Newsnight mise in rilievo un'intervista con la Dott.ssa Barbara Rosenberg della Federazione degli scienziati americani. Dopo aver affermato che la CIA era coinvolta, attraverso fornitori della difesa, in collaudi segreti di invio di anthrax per posta, la Rosenberg, che ha stretti legami con l'ambiente della guerra biologica, è stata attaccata dalla Casa Bianca, dall'FBI e, cosa che non sorprende, dalla CIA.

    La BBC ha intervistato anche il Dr. Timothy Read dell'Istituto Ricerche sul Genoma e principale esperto delle caratteristiche genetiche dell'anthrax. Read disse dei due ceppi, "Essi sono assolutamente collegati l'uno all'altro ... strettamente collegati l'uno all'altro". Comunque, Read non si spinse così lontano da suggerire che il ceppo della Florida, conosciuto come ceppo Ames, e quello sviluppato del laboratorio top secret di guerra biologica dell'esercito USA a Fort Detrick - conosciuto ufficialmente come Istituto Medico di Ricerca sulle Malattie Infettive dell'Esercito - erano una cosa sola.

    William Capers Patrick III prese parte al programma di sviluppo iniziale dell'anthrax a Fort Detrick, che "ufficialmente " terminò nel 1972 quando il Presidente Nixon firmò, assieme all'Unione Sovietica ed al Regno Unito, la Convenzione sulle Armi Biologiche, Nixon aveva in realtà ordinato al Pentagono di terminare la produzione di armi biologiche nel 1969. Sembra ora probabile che i militari ed i servizi informazione non eseguirono gli ordini di Nixon ed infatti violarono sistematicamente un trattato in vigore firmato dagli Stati Uniti.

    Durante gli anni '70 Cuba accusò fermamente gli Stati Uniti di usare contro di essa armi biologiche. Malcolm Dando, nel suo libro La guerra biologica nel 21° secolo, racconta degli attacchi biologici USA contro l'isola caraibica. La campagna segreta americana bersagliò il raccolto di tabacco con la peronospera tabacina, il raccolto di canna da zucchero con il fungus usrilaginales, il bestiame con la febbre suina africana e la popolazione cubana usando un ceppo emorragico della febbre gialla.

    Lo scorso dicembre il New York Times affermò che Patrick scrisse un documento segreto sugli effetti della spedizione per posta di anthrax, rapporto che egli nega. Comunque, Patrick disse alla BBC che come esperto di anthrax (negli anni '90 egli era membro del gruppo di ispezione guerra biologica dell'ONU) era sorpreso che l'FBI non l'avesse intervistato subito dopo i primi attacchi con l'anthrax.

    La BBC riportò che all'inizio dello scorso settembre il Battelle Memorial Institute (uno dei fornitori preferiti del Pentagono e della CIA e per il quale Alibek lavorò come direttore del programma di guerra biologica nel 1998) condusse un test segreto di guerra biologica nel deserto del Nevada usando anthrax modificato geneticamente, appena prima degli attacchi terroristici. La BBC riportò che il documento di Patrick sull'invio dell'anthrax per posta faceva anche parte del lavoro segreto del fornitore sul letale agente batteriologico.

    Ma il governo USA avrebbe consapevolmente sottoposto la sua cittadinanza ad un pericoloso test sulle armi biologiche? Le prove di test passati suggeriscono che ciò è già stato fatto. Secondo Dando, negli anni '50 i militari rilasciarono zanzare femmine non infette in un'area residenziale di Savannah, Georgia. Poi controllarono quante entravano nelle case e quanta gente veniva punta. Nel 1956 600.000 zanzare vennero rilasciate da un aeroplano in un raggio da bombardamento. In un giorno le zanzare avevano viaggiato per due miglia ed avevano punto molte persone. Nel 1957, nel poligono di Dugway nello Utah, venne scaricata da un aereo F-100A la tossina della febbre Q. L'esercito concluse che se fosse stata usata una dose più potente sarebbero stati infettati il 99% degli esseri umani dell'area. Negli anni '60 gli obiettori di coscienza della Chiesa degli Avventisti del Settimo Giorno, che servivano in reparti non combattenti dell'esercito vennero esposti alla turalemia aeropropagata. In aggiunta alle rivelazioni di Dando, un alto funzionario civile a riposo dell'esercito riferì che nei primi anni '60 l'esercito usava forme di influenza in aerosol per infettare i sistemi della metropolitana di New York, Chicago e Filadelfia.

    Da Fort Detrick con amore

    Lo scorso gennaio Hartford Courant riportò che venne rilevata la scomparsa di 27 confezioni di esemplari di tossine biologiche da Fort Detrick dopo l'inventario redatto nel 1992. Il giornale riportava che tra gli esemplari scomparsi vi era il ceppo Ames dell'anthrax. Un ex tecnico del laboratorio di Detrick di nome Eric Oldenberg disse al Courant che mentre era a Detrick maneggiò solamente il ceppo Ames, lo stesso mandato al Senato e ai media. Lo Hartford Courant rivelò pure che erano spariti altri esemplari, inclusi Ebola, lo hantavirus, l'AIDS simian, e due etichettati come "sconosciuti", un termine di copertura per la ricerca classificata su agenti biologici segreti.

    Steven Block della Stanford University, un esperto di guerra biologica, disse al The Dallas Morning News che, "Il procedimento americano per preparare l'anthrax è segreto nei dettagli, ma gli esperti sanno che produce una polvere estremamente pura. Un grammo (appena un 28° di oncia) contiene un trilione di spore . . . Un trilione di spore per grammo è una spora essenzialmente solida . . . Appare in tutti i rapporti fatti finora che questa era una polvere fatta con la c.d. ricetta ottimale USA . . . Ciò significa che essi dovevano avere le informazioni dagli Stati Uniti o forse essi erano gli Stati Uniti". (enfasi dell'autore).

    Block inoltre disse al giornale di Dallas, "Dopo tutti questi mesi l'FBI non ha ancora arrestato nessuno . . . E' possibile, come è stato suggerito, che se ne stiano tenendo alla larga perché la persona coinvolta potrebbe avere informazioni segrete che il governo degli Stati Uniti non vorrebbe venissero divulgate".

    E quello che il governo non vorrebbe fosse divulgato è il fatto che gli Stati Uniti violano apertamente la Convenzione sulle Armi Biologiche del 1972. L'Articolo 1 della Convenzione dichiara espressamente: "Ogni Stato parte di questa Convenzione non intraprende in qualsiasi circostanza lo sviluppo, produzione, immagazzinamento o l'acquisto e la detenzione di: 1. Microbi od altri agenti biologici, o tossine di qualunque origine o metodo di produzione, di tipi ed in quantità che non hanno alcuna giustificazione per scopi di profilassi, protettivi od altri scopi pacifici. 2. Armi, equipaggiamenti o mezzi di lancio progettati per l'uso di tali agenti o tossine per scopi ostili od in conflitti armati".

    La morte del Dr. Wiley: un omicidio annunciato

    L'unica persona che era nella condizione di sapere dell'origine dell'anthrax spedito con il Servizio Postale USA morì in maniera molto sospetta appena un mese dopo l'inizio degli attacchi.

    Il riportato "suicidio" e poi "morte accidentale" del famoso scienziato biofisico ed esperto di anthrax, Ebola, AIDS, herpes ed influenza di Harvard, Dr. Don C. Wiley, sul Ponte Hernando De Soto della Interstate 55 che collega Memphis a West Memphis, Arkansas, probabilmente è stato un omicidio ben architettato, secondo i funzionari locali di polizia del Tennessee ed Arkansas.

    Il 15 novembre l'auto di Wiley, una Mitsubishi Galant del 2001 presa a noleggio, venne ritrovata abbandonata stranamente nella corsia sbagliata, ad ovest nella corsia diretta ad est del ponte. Le chiavi erano ancora nell'accensione, il serbatoio era pieno, mancava il copricerchione della ruota anteriore destra e vi erano segni gialli di abrasioni dalla parte del guidatore del veicolo che indicavano una possibile strisciata laterale.

    Wiley era stato visto per l'ultima volta quattro ore prima, a mezzanotte circa, prima che la sua auto venisse trovata sul ponte attorno alle 4 del mattino. Fu visto per l'ultima volta nella lobby del Peabody Hotel di Memphis, mentre lasciava un banchetto del St. Jude Children's Research Hospital del quale era consigliere. La polizia "concluse" rapidamente che Wiley si era suicidato saltando giù dal ponte nel fiume Mississippi. Risulta che le prime conclusioni della polizia, decise senza una completa indagine, furono progettate dell'FBI. Il 20 dicembre il corpo di Wiley venne recuperato dal fiume a Vidalia, in Louisiana, 320 miglia a sud di Memphis. Dopo che gli amici e la famiglia di Wiley scartarono la tesi del suicidio, il medico legale di Memphis concluse il 14 gennaio 2002 che Wiley era caduto "accidentalmente" dal bordo del ponte dopo un piccolo incidente d'auto.

    Gli esperti funzionari locali di polizia che assegnarono originariamente il caso ad investigatori della omicidi dissero che non era andata così. La polizia di Memphis affermò che passarono solamente 15 minuti dall'ultima volta che la polizia aveva controllato il ponte ed l'ora alla quale essi scoprirono il veicolo abbandonato di Wiley. Essi sospettarono che Wiley fosse stato ucciso. Comunque, il locale ufficio dell'FBI di Memphis rimase fermo sulla propria versione che la morte di Wiley non era il risultato di un "atto ostile". Un investigatore della polizia di Memphis disse, "il resoconto dei giornali sull'incidente di Wiley secondo me non spiegava niente", e aggiunse, "tutto quello che veniva attribuito all''incidente' poteva venire attribuito anche a qualcos'altro".

    Comunque, secondo fonti dell'intelligence USA, Wiley potrebbe essere stato la vittima di un'esecuzione di un servizio informazioni. Ciò è consistente con i commenti della polizia locale che l'FBI ed "altre" agenzie USA sono entrate nel caso per impedire che la locale polizia di Memphis potesse esaminare attentamente il caso stesso. I dipendenti del St. Jude's Childrens' Hospital in Memphis, nel cui consiglio d'amministrazione sedeva Wiley, vennero improvvisamente sommersi dalle voci infondate che Wiley fosse un grande bevitore e senza speranza.

    Questa è una classica manovra dei servizi segreti per spargere disinformazione sulle vittime di "suicidio" dopo i loro omicidi. Le voci favorite che vengono diffuse includono quelle di presunto alcolismo, depressione, omosessualità, asfissia autoerotica, dipendenza da droghe ed ossessione con la pornografia, specialmente pornografia infantile.

    Secondo la polizia locale sarebbe stato facile determinare se Wiley era un grande bevitore e ciò sarebbe risultato dall'autopsia. La polizia ritiene pure che se Wiley lasciò il Peabody sotto influsso dell'alcol, quattro ore più tardi doveva essere abbastanza sobrio da non cadere dal bordo del ponte. Inoltre, il passamano del ponte è abbastanza alto da escludere che Wiley, alto 6 piedi e 3 pollici, non sarebbe potuto cadere giù accidentalmente senza assistenza. Aggiungete ciò al fatto che nella storia del ponte nessuno è mai caduto dal bordo.

    La polizia ritiene anche che alle 4 del mattino sul ponte ci doveva essere qualcun altro che avrebbe chiamato la polizia per segnalare una persona che guidava sulla strada nella corsia sbagliata. A causa del fatto che l'accesso al ponte è limitato uno avrebbe dovuto guidare a lungo dalla parte sbagliata. Qualche poliziotto è dell'opinione che Wiley sia stato colpito con un ago e la ragione per la quale venne gettato nel veloce Mississippi è che per tutto quel tempo nell'acqua (un mese) la prova del colpo con l'ago sarebbe in gran parte scomparsa.

    Ed in un altro non meno strano sviluppo, il 14 marzo allo Shelby County Regional Forensic Center, che ospita l'obitorio e l'Ufficio di Medicina Legale che condusse l'autopsia di Wiley, vennero ritrovati una bomba e due più piccoli congegni esplosivi. Il Dr. O.C, Smith, il medico legale, disse al Commercial Appeal di Memphis, "Abbiamo avuto diversi casi importanti, da quello del Dr. Wiley a quello di Katherine Smith (una impiegata del Dipartimento della Motorizzazione trovata misteriosamente bruciata nella sua auto dopo essere dopo essere stata accusata in un'inchiesta federale di cospirazione per ottenere patenti fasulle per uomini di origine mediorientale), ma non vi è stata alcuna indicazione che avessimo infastidito nessuno . . . proprio non sappiamo se eravamo oppure no i bersagli previsti".

    Fonti informate dei servizi informazione USA e stranieri hanno rivelato che Wiley potrebbe essere stato messo a tacere per avere scoperto che il governo USA opera ancora con agenti per la guerra biologica dopo che gli USA, assieme all'Unione Sovietica ed alla Gran Bretagna, nel 1972 firmarono la Convenzione sulle Armi Biologiche.

    La connection sudafricana

    La morte di Wiley potrebbe essere collegata anche alle rivelazioni recentemente arrivate dal Sud Africa. La sua esperienza sulle impronte genetiche per vari ceppi può averlo condotto a particolari paesi ed ai loro progetti di guerra biologica.

    I media sudafricani recentemente sono stati rumorosi con i dettagli un vecchio programma di guerra biologica della nazione e dei suoi collegamenti con la CIA. Il programma di guerra biochimica sudafricano aveva il nome in codice di progetto Costa ed aveva il suo centro ai Laboratori di Ricerca Roodeplat a nord di Pretoria. Il laboratorio manteneva collegamenti con l'impianto per la bioguerra di Fort Detrick e con il Porton Down Laboratory britannico. Al capo del programma sudafricano, il Dr. Wouter Basson, dopo la caduta del regime dell'apartheid, secondo le informazioni, venne offerto un lavoro alla CIA negli Stati Uniti. Secondo l'ex vicedirettore del Servizio Nazionale Informazioni sudafricano Michael Kennedy, si dice che quando Basson rifiutò l'offerta la CIA minacciò di ucciderlo. Nondimeno, gli USA fecero pressioni sul nuovo presidente Nelson Mandela perché gli venissero consegnati i documenti ed i frutti del lavoro di Basson. Si ritiene che gran parte di questo lavoro sia stato trasportato a Fort Detrick.

    Basson dichiarò pure di essere stato coinvolto in un progetto chiamato Operazione Banana che, con base a El Paso, in Texas, con la benedizione della CIA, era designato per il trasporto della cocaina dal Perù in Sud Africa. La cocaina, nascosta nelle banane, doveva essere usata per sviluppare una nuova droga paralizzante.

    Uno dei progetti segreti dei sudafricani comprendeva l'invio di anthrax per posta. Tra le tecniche che caddero nelle mani degli americani vi era un metodo con il quele le spore di anthrax venivano incorporate, con effetto letale, nei risvolti gommati delle buste.

    Altre armi biochimiche sudafricane presumibilmente trasferite alla CIA includevano, oltre l'anthrax, il colera, il vaiolo, la salmonella, la botulina, laturaremia, il thallium, lo E.coli, il racin, gli organofosfati, la necrotising fasciitis, l'epatite A, lo HIV, il paratifo, il gas nervino Sarin VX, Ebola, Marburg, i virus della febbre emorragica della Rift Valley, la febbre gialla, il virus del Nilo Occ., gas lacrimogeno CR ad alto potenziale, ecstasy allucinogeno, Mandrax, BZ, cocaina, droghe anticoagulanti, le droghe Scoline da iniezione letale e la Tubarine, ed il cianuro.

    Molti della famiglia e degli amici del Dr. Wiley dubitano che egli abbia commesso suicidio. Il fatto che egli fosse certamente nella posizione per sapere dell'origine di diversi virus e batteri - che avrebbero potuto portare al governo USA - potrebbe averlo reso un bersaglio primario per il governo in cerca di coprire il proprio lavoro illegale nella guerra biologica.

    Le ricerche sull'anthrax di Wiley

    Wiley aveva una relazione significativa con le ricerche sull'anthrax. Wiley non era solamente un professore di Harvard ma conduceva anche ricerche al Chevy Chase, Maryland Howard Hughes Medical Center, che lavora per l'Istituto Nazionale della Sanità. Il 1° ottobre 2001, appena tre giorni prima del primo caso riportato di anthrax in Florida, lo Hughes Center annunciò che una squadra comune Harvard-Hughes aveva identificato un gene di topo che rendeva i topi resistenti ai batteri dell'anthrax. Sebbene i media più tardi non lo rilevarono, quella ricerca utilizzò l'esperienza di Wiley sul sistema immunitario. Il nuovo gene, chiamato Kif1C, localizzato nel cromosoma 11 di un topo, aumentava i sistemi di difesa di speciali cellule immuni, chiamate macrophages, contro gli effetti distruttivi dei batteri dell'anthrax.

    Quella di Wiley non è stata l'unica morte sospetta di uno scienziato con conoscenze sulle difese biologiche. Appena tre giorni prima della morte di Wiley, il Dr. Benito Que, un biologo cellulare del Miami Medical School specializzato in malattie infettive, morì per una violenta aggressione. Il Miami Herald riportò che Que morì dopo che "quattro uomini armati di mazze da baseball lo aggredirono nella sua auto". Una settimana dopo la morte di Wiley, il Dr. Vladimir Pasechnik, un ex scienziato del Biopreparat, la fabbrica per la produzione di armi biologiche dell'Unione Sovietica, venne trovato morto per un presunto infarto nel Wiltshire, non lontano dal centro per la guerra biologica britannico di Porton Down. Pasechnik aveva disertato dall'Unione Sovietica nel 1989 ed era un esperto dei programmi su anthrax, vaiolo, peste tularemia dell'URSS. Mentre era al Biopreparat, Pasechnik lavorava per Alibek, che disertò tre anni più tardi. Quando morì Pasechnik stava collaborando agli sforzi del governo britannico per procurare biodifese contro l'anthrax.

    L'anthrax e l' Operazione Northwoods

    Per coloro che non credono alla possibilità che il governo USA sia il sospettato numero uno per gli attacchi con l'anthrax, si rinvia al libro di James Bamford sulla National Security Agency, Body of Secrets. Il libro rivela che nel 962 il capo degli Atati Maggiori Riuniti Lyman Lemnitzer, assieme ad altri membri dello stesso, stava progettando un virtuale colpo di stato contro il Presidente Kennedy usando atti terroristici eseguiti dai militari ma dei quali si sarebbe incolpato il governo Castro a Cuba. Il piano segreto, nome in codice Operazione Northwoods, implicava militari USA che sparavano a persone innocenti nelle strade delle città americane, affondare battelli che portavano rifugiati cubani in Florida, condurre attentati terroristici facendo esplodere bombe a Washington, a Miami ed in altre città. Gente innocente sarebbe stata arrestata per attentati e dirottamenti aerei. Se il decollo di John Glenn da Cape Canaveral nel febbraio del 1962 fosse finito in un'esplosione sarebbe stato incolpato Castro. Vennero fatti piani per abbattere aerei civili sulla rotta dagli Stati Uniti alla Giamaica, al Guatemala, a Panama, o al Venezuela e poi data la colpa a Cuba. I militari USA pianificarono anche di attaccare la Giamaica e Trinidad and Tobago, entrambe colonie britanniche, e far figurare che l'avessero fatto i cubani per costringere la Gran Bretagna ad una guerra contro Cuba.

    Finora l'amministrazione Bush si è rifiutata di sostenere una completa ed indipendente inchiesta del Congresso sugli eventi dell'11 settembre e su quelli successivi riguardanti l'anthrax. Pare che esso e le agenzie a tre lettere per le quali è così prodigo di lodi e finanziamenti, sappiano di più di quanto ammettono sulla provenienza degli attacchi con l'anthrax. Se il detto "dove c'è fumo c'è fuoco" ha qualche base di verità, gli Stati Uniti sono nel mezzo di un furioso inferno. Chi risponderà all'allarme antincendio?

    Wayne Madsen è un giornalista investigativo di Washington, DC. Può essere contattato a: [email protected]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    11 settembre 2001. Colpo di Stato in USA
    a cura di Maurizio Blondet

    edizioni EFFEDIEFFE - capitolo uno PROLOGO A MOSCA E A WALL STREET

    "Benvenuti distruzione, eccidio, massacro! Io vedo, come su una carta, la fine di tutto". (Shakespeare, Riccardo III, 11,4)

    Il 29 giugno 2001 alcuni ospiti importanti - anche statunitensi - incontrano membri della Duma, il Parlamento russo. Visitatori e ospiti parlano della bolla finanziaria americana, l'astronomico rialzo azionario alla Borsa di Wall Street, e si trovano d'accordo su questo: presto o tardi la bolla scoppierà, provocando una crisi finanziaria globale. Ma come? Quando? Qualcuno, scettico, osserva che il rialzo azionario a New York continua da dieci anni. Per interromperlo, dice, ci vorrebbe una guerra, un evento bellico, missili lanciati da qualcuno... La signora Tatyana Koryagina, economista, ritenuta molto vicina al presidente russo Vladimir Putin, replica vivacemente: "Missili e bombe a parte, esistono altre armi, molto più distruttive". E prosegue: "Gli Usa sono stati scelti come oggetto di attacco finanziario perché il centro finanziario del pianeta è lì. L'effetto sarà massimo. Le onde d'urto della crisi economica si spanderanno nel mondo all'istante come l'onda d'urto di una bomba atomica". La Pravda citerà queste parole in un articolo di prima pagina del 12 luglio, dedicato appunto alla bolla speculativa americana. Mancano meno di tre mesi al fatale 11 settembre, all'attacco megaterroristico del World Trade Center a New York, a due passi da Wall Street. Alla luce dell'orribile evento, la frase della dottoressa Koryagina sembra più che una premonizione involontaria. Gli USA sono stati scelti: pare il lapsus di qualcuno che sa in anticipo. Lo è? Sapevano, i russi?

    Si guardi il lettore da correre alla più affrettata delle conclusioni, sospettando che i russi, "se sapevano", è perché "sono stati loro". Sapevano qualcosa, è certo. Il 20 agosto, meno di un mese prima dell'11 settembre, il presidente Putin ordinò ai servizi segreti russi di avvertire le loro controparti americane, "nei più forti termini possibili", di imminenti attacchi ad aeroporti ed edifici pubblici. Così almeno ha detto lo stesso Putin in un'intervista concessa alla rete televisiva americana MS-NBC (il 15 settembre, a tragedia avvenuta).

    Del resto, una strana quantità di persone sembra che sapessero. Persone di condizione assai diseguale. Il 12 agosto, nella prigione di Toronto in cui è detenuto per frodi, un certo Delmart "Mike" Vreeland mette per iscritto quel che deve avvenire a New York, chiude i foglio in una busta e la consegna alle autorità carcerarie, perché lo protocollino.

    Vreeland risulta tenente della Marina militare americana e sostiene di aver lavorato per l'intelligence della Us Navy. La sua lettera viene aperta il 14 settembre: Vreeland ha indicato in anticipo l'attacco alle Twin Towers e al Pentagono. Il curioso episodio è riportato sul Toronto Star del 23 ottobre 2001, che cita gli archivi della Toronto Superior Court dov'è traccia del fatto. La Marina americana nega che Vreeland sia mai stato addetto all'intelligence. Conferma che è stato arruolato negli anni '80, e dimesso per comportamento scorretto. A quale scopo Vreeland ha messo per iscritto in anticipo quel che sapeva, l'ha voluto far protocollare dalle autorità carcerarie perché ci fosse sul suo documento una data certa anteriore all'11 settembre, insomma ha voluto preconfezionare una prova da poter esibire in un tribunale? Perché Vreeland sta lottando per non farsi estradare negli Stati Uniti: sostiene, davanti ad ogni giudice canadese, che la CIA vuole ucciderlo. Uno strano tipo di complottista.

    Ma già un mese prima di "Mike" Vreeland, personaggi molto più importanti si erano comportati come se già sapessero. Anzi di più: come se già sapessero quel che il governo americano avrebbe fatto dopo l'attacco al WTC.

    Berlino, 11 luglio 2001. Tre alti funzionari statunitensi incontrano nella capitale tedesca membri dello spionaggio russo e britannico e li informano che gli Usa progettano un attacco militare contro l'Afghanistan. Quando? A ottobre. I tre alti personaggi sono Toni Simmons, ex ambasciatore Usa in Pakistan, Karl Inderfurth, già assistente segretario di Stato per gli affari dell'Asia meridionale, e Lee Coldren, che ha lavorato al Dipartimento di Stato come esperto del Sud Asia. Sappiamo i loro nomi e il genere d'informazione che hanno comunicato dal Guardian (22 settembre 2001), dalla BBC (18 settembre), e da Interpress Service (16 novembre).

    E' anche probabile che i tre abbiano riferito quel che negli ambienti internazionali qualificati poteva essere già un segreto di Pulcinella. Ancora il britannico Guardian, il 26 settembre 2001, a firma Felicity Lawrence, rende noto che fin dall'estate 2001 "secondo informazioni non confermate, truppe speciali uzbeche e tagike erano in addestramento in Alaska e in Montana [..], mentre gli US Rangers stavano addestrando truppe speciali in Kirghizistan". Aggiunge che " l'alto funzionario del Dipartimento Difesa Usa, dottor Jeffrey Starr ha visitato il Tagikistan in gennaio".

    C'era chi sapeva quel che stava per accadere con tale precisione, da puntarvi sopra denaro. Molto denaro. Fra il 6 e il 7 settembre 2001 (mancano quattro giorni all' attacco qualcuno, su mercato nanziano New York, acquista 4.744 opzioni "put" della United Airlines. Chi acquista opzioni "put" si impegna a vendere un determinato numero di azioni, a un prezzo convenuto, entro un termine stabilito; in pratica, scommette sul ribasso di quel titolo, per guadagnarci. Il 10 settembre, vengono parimenti acquistate 4.516 opzioni "put" della American Airlines. Ciò fa stranamente impennare i grafici delle compravendita giornaliere l'acquisto di opzioni "put" sulle due compagnie aeree in quei giorni è del 600 per cento superiore al normale. E nessun'altra compagnia aerea è oggetto di una simile speculazione al ribasso. Anche perché proprio il 10 settembre l'agenzia economica Reuters scrive che "si prevede un rialzo per le azioni delle compagnie di volo". Gli anonimi speculatori vanno sicuri contro la tendenza del mercato, perché sanno con certezza che solo la United e la American avranno i loro aerei dirottati e lanciati alla distruzione.

    Dopo la tragedia, il New York Times e il Wall Street Journal hanno abbondantemente parlato di questo caso di insider trading della morte; e l'FBI si è affrettata a indagarlo. Anche perché risalire agli ignoti e ben informati speculatori, significava arrivare molto vicino alle menti organizzatrici della strage; e la certezza di tutti gli inquirenti era che l'inchiesta avrebbe portato a scoprire la rete finanziaria del miliardario saudita Bin Laden e di AI-Qaeda, la sua formazione di terroristi globali. Non c'era dubbio che gli autori dell'attentato coincidessero con gli autori della speculazione. Invece non è stato così. L' inchiesta sulle opzioni put ha portato gli investigatori su tracce assai lontane da Bin Laden, anzi in una direzione diametralmente opposta. Ne riparleremo, perché questo caso (e il silenzio sulle indagini che ne è seguito, dopo l'apertura di certe porte sorprendenti) mette gli eventi dell'11 settembre in una prospettiva completamente diversa da quella promossa dalle versioni ufficiali. Per intanto tenetelo a mente.

    Noi dobbiamo correre, per darvi l'ultima notizia che annunciò il disastro in anticipo. 11 settembre: è l'alba a New York, solo due ore prima dell'evento. Negli uffici della Odigo, situati nelle immediate vicinanze delle Torri Gemelle, gli impiegati sono già al lavoro. La Odigo è un'azienda di "instant messages", Internet, posta elettronica, segnalazioni su cercapersone: si lavora 24 ore su 24 ai computer, al software, sui portali Internet. La Odigo è in rete con il mondo intero, e smista i messaggi elettronici che rimbalzano dai più lontani angoli del pianeta. A New York, la giornata si annuncia tersa, bellissima. Il primo sole comincia ad accendere le facciate a specchio dei grattacieli.

    Due impiegati della Odigo ricevono sul loro computers un "messaggio di testo" che li avverte dell'imminente attacco al World Trade Center. Presto, fra poche decine di minuti, dice il messaggio.

    Il testo completo del messaggio non ci è noto. Secondo il Washington Post - che pubblicò la notizia il 26 settembre 2001 - "l'azienda (Odigo) ha detto di non poter rivelare il contenuto del messaggio o l'identità chi lo ha spedito, dato che tutto è coperto da segreto istruttorio". Ciò che i giornalisti del Washington Post hanno potuto strappare al vicepresidente Alex Diamandis è che a ricevere il messaggio sono stati "due addetti dell'ufficio di ricerca e sviluppo e vendite internazionali" della Odigo, "che ha sede in Israele". Il messaggio è stato inviato da "un altro utente circa due ore prima del primo attacco".

    "Subito dopo gli eventi tragici a New York, i due addetti hanno avvertito la direzione del messaggio ricevuto e questa ha allertato i servizi segreti di Israele. A sua volta, l'FBI è stata informata".Si può risalire a chi ha spedito il messaggio? "Colui che l'ha inoltrato non è personalmente conosciuto dagli impiegati della Odigo", è la obliqua risposta d vicepresidente della ditta. Dietro insistenza, viene fuori però almeno questo: "La ditta in genere protegge la privacy dei suoi utenti. Però gli impiegati hanno registrato il protocollo dell'indirizzo Internet dell'inoltrante il messaggio". Inoltre: "I servizi della Odigo comprendono un software chiamato People Finder (il Trovagente) che consente agli utenti contattarne altri".

    Sembrerebbe un gioco da ragazzi risalire al bene informato. Specie per l'FBI e i servizi segreti israeliani. Ma se hanno scoperto qualcosa di concreto, non ne sappiamo nulla: anche su questa notizia è calato il silenzio. Un silenzio inspiegabile, a tanti mesi dalla tragedia. Che alimenta sospetti e lascia spazio alla disinformazione incontrollata, o a maligne leggende urbane.

    Fra queste, una ha fatto il giro del mondo: migliaia (la voce dice quattromila) operatori ebrei, il cui posto di lavoro erano le due Torri, quell'11 settembre hanno preso le ferie. Questa voce - che mira chiaramente ad agitare lo spettro del complotto ebraico - pare aver origine da notizie di stampa su giornali arabi (fonti ben meno credibili del Washington Post) e non è stata né ripresa né verificata negli Stati Uniti. La sola notizia certa riguarda la ZIM: una grossa ditta di trasporti e navigazione israeliana, che aveva i suoi uffici al piano 47 della Torre Uno (la prima colpita) e che aveva traslocato due settimane prima dell'11 settembre, trasferendo i suoi 200 impiegati alla nuova e più economica sede di Norfolk, Virginia. "Zim workers saved by costcutting", titolava con sollievo il Jerusalem Post del 13 settembre 2001: "I lavoratori della ZIM salvati dalla riduzione dei costi". Del resto, anche la britannica Barcklay's Bank aveva gli uffici nelle Torri, ed aveva traslocato da poco .Il Wordl Trade Center,il più vasto spazio per uffici del mondo, era un porto di mare; aziende che vengono e vanno, che pagano l'affitto per qualche mese e poi cambiano sede.

    Il sospetto va esercitato a mente fredda, senza paranoia e controllando bene la credibilità delle fonti. Come stiamo facendo in queste pagine. Tutto ciò che possiamo dire è questo: qualche decina di persone hanno mostrato di sapere "prima". E FBI, CIA, servizi israeliani hanno tutti i mezzi per scoprire chi sono, e come mai sapevano. Se ci fosse, s'intende, la volontà di far luce.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  10. #10
    Totila
    Ospite

    Predefinito


 

 

Discussioni Simili

  1. A che punto stanno le indagini sul MPS?
    Di yure22 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-05-13, 08:11
  2. A che punto sono le indagini su Casseri?
    Di Gianky nel forum Cronaca
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 10-01-12, 13:41
  3. Il punto sulle indagini
    Di wally nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 18-01-11, 21:59
  4. A quale punto delle indagini/del processo dovrebbe essere vietato candidarsi?
    Di Eyes Only (POL) nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 29-12-08, 07:34
  5. In quali mani sono le indagini di Napoli!
    Di Österreicher nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 06-05-02, 21:56

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226