Luca Volontè, capogruppo dell’Udc alla Camera, rilancia la necessità di una verifica nel governo, indicata da Rocco Buttiglione. E chiede un «ripensamento» su alcuni ministeri: Salute, Scuola e Infrastrutture.
L’Udc chiede quindi un rimpasto di governo?
«Non è la prima volta che si chiede una verifica dell’esecutivo. Lo sollecitammo già insieme a Follini e Buttiglione. Ma si tratta anche di una verifica sull’attuazione dei punti del programma di governo. Sono pronto a sostenere, quindi, l’azione che il ministro Buttiglione farà partire a settembre».
Quali sono i punti da discutere?
«Anche le grandi idee. Ed è necessario discutere su come si governa, per evitare, ad esempio che sul lavoro si ripeta ciò che è accaduto: nei primi tre mesi il sindacato è stato considerato un soggetto da massacrare, anziché un corpo interno con il quale dialogare. Infine ci dev’essere un ripensamento su alcuni elementi della squadra di governo che non hanno reso al massimo, ancora non hanno attuato nulla dei loro progetti».
A chi si riferisce? Ai ministri Lunardi, Sirchia, Moratti?
«Be’, su questi tre ministeri tecnici si potrebbe aprire un’ampia riflessione...».
E sulla politica economica? Il ministro Tremonti è in difficoltà.
«Questo campo mi preoccupa meno. Tremonti ci ha assicurato di non voler escludere una maggiore collegialità fra i leader, con una discussione aperta prima dell’approvazione della Finanziaria. Un segnale importante che sgombra il campo da questo asse Bossi-Tremonti, che è stato ampiamente pubblicizzato dal segretario della Lega».
Non era già noto?
«Speravo che fosse solo una leggenda metropolitana, adesso prendo atto che esiste davvero. Ho sempre creduto che fosse una coalizione fra quattro partiti, non un patto di amicizia fra due...».
Forza Italia e Lega respingono l’idea del rimpasto. An manda segnali diversi: il portavoce Landolfi trova necessaria una verifica, il ministro Gasparri no. Che ne pensa?
«Landolfi parla a nome di un partito serio che si rende conto di come certi problemi non risolti avrebbero un ricasco negativo sulla Finanziaria. All’inizio del prossimo anno dovremo affrontare temi come la riforma delle pensioni o la politica per la famiglia. Sono stupito dalla posizione di una persona pacata come Bondi, portavoce di FI: quando un governo di coalizione non porta troppi risultati non è uno scandalo chiedere una verifica. Si tratta di dare una risposta al Paese. Per quanto riguarda la Lega, credo che tema un esame sul rapporto fra il numero dei voti e quelli dei ministeri che occupa...».
La Lega ha accusato l’Udc di voler rimpiazzare Tremonti con D’Antoni? Un problema superato?
«Se la Lega ha paura che il buon risultato che l’Udc ha avuto alle amministrative si traduca nel togliere un ministero, è un timore infondato. E nessuno ha mai proposto questo a D’Antoni. Ciò che chiediamo è una riflessione più ampia sul metodo di governo, sui patti siglati con l’elettorato».
Quali sono i patti non ancora rispettati?
«La politica economica italiana è simile a quella dei paesi europei, e tutti questi sono in crisi. La riforma fiscale non è stata ancora approvata al Senato, quella sulla scuola non è mai partita. Sono punti dei quali non è stata colta l’importanza. Siamo in ritardo, non è un dramma, ma speriamo si possa recuperare prest. E che il fisco passi al Senato, per poter garantire gli sgravi pormessi alle imprese e alle famiglie».
Buttiglione è critico anche sulla giustizia. Cosa ne pensa del ddl Pittelli sull’avviso di garanzia da comunicare subito?
«La proposta Pittelli non è condivisa da tutti i deputati. Non so con chi abbia parlato l’onorevole Pecorella, forse con altri... Sono d’accordo con il sottosegretario Vietti che ha suggerito di escludere reati come terrorismo, corruzione, criminalità organizzata. Su una attenuazione di quella legge si può anche riflettere. Sulla giustizia trovo molto opportuno l’intervento del presidente della Camera sul rapporto fra maggioranza e opposizione. I tempi di approvazione delle leggi saranno rispettati con la lungimiranza e l’elasticità che Pierferdinando Casini può garantire. Alla Camera ci sarà un confronto duro, ma più rispettoso degli avversari di quanto non si sia visto al Senato».
L’Udc avverte un certo disagio nella Casa delle Libertà?
«Abbiamo un alto senso dello Stato. Quando singole inziative di un parlamentare, non discusse, appaiono in difesa del capo sono sbagliate. Non credo che né il premier, né il ministro Castelli vogliano bloccare i processi. Ma certe iniziative singole si lasciano interpretare così dall’opinione pubblica, allora provocano più danni che benefici. Parlamentari presi dalla frenesia, comprensibile, ma non giustificabile agli occhi dell’elettorato, che si aspetta un’estensione dei diritti e delle garanzie per tutti».
Cosa succede nell’Udc? Girano voci di correnti interne.
«C’è chi dovrebbe pensare a organizzare più democraticamente il proprio partito, piuttosto che speculare su quelli degli altri...».
Da www.unita.it




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