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Sorgono.
Un gruppo di studiosi della Queen University di Londra ha visitato la cantina sociale
Chi beve vino campa cent’anni
I dati sbalorditivi di una ricerca sul rosso del Mandrolisai
Sorgono La Sardegna vanta il primato assoluto per quanto concerne il rapporto abitanti-centenari. Un primato determinato dalla concentrazione soprattutto nelle zone interne dell’isola in particolare in quelle attorno al massiccio del Gennargentu, e i più longevi arzilli nonnini sardi. A Tiana tziu Antoni Todde, l’uomo Guinnes si è spento quando mancavano appena 19 giorni al compimento dei 113 anni di età. A Orroli ziu Giovanni Frau è sulla strada giusta per un possibile passaggio di testimone: per il momento si accontenta di occupare il terzo posto in Europa. E poi tanti altri residenti a Olzai, Ovodda, Gavoi, e ancora a Tiana, Tonara, Desulo, Aritzo, Sorgono e così via.
In quasi tutti i centri della montagna ci sono stati e ci sono un gran numero di vecchietti ancora molto vispi: tutti hanno confessato e confessano che a completare il loro pasto c’è sempre stato e c’è un buon bicchiere di vino rosso. Ma che sia proprio qui la chiave che spalanca le porte per varcare il secolo di vita? A quanto risulta ne è convinto un gruppo di ricercatori della Queen Mary University di Londra, ad iniziare dal professor Roger Corter, 47 anni, che da tempo si occupa di ricerca medico-farmacologica per la valutazione degli effetti benefici del vino.
Una cosa seria, a sentire il professore, visto che ormai si dispone di risultati inconfutabili. «Le nostre ricerche - ci tiene infatti a sottolineare - hanno ricevuto consensi internazionali poiché siamo riusciti a dimostrare il meccanismo per cui il vino rosso previene le malattie cardiovascolari». «È stato accertato - spiega Corder - che i polifenoli dei vini rossi, inseriti in colture di cellule di sangue bovino, diminuscono la sintesi di Endothelin 1 (responsabile dell’insorgere delle malattie vascolari e dell’arteriosclerosi) attraverso l’impedimento della trascrizione del suo gene. Per giungere a questa conclusione sono stati esaminati ben 23 vini rossi provenienti dalla Francia, Spagna, Italia, Australia e Sud Africa». La ricerca avrebbe dimostrato che quanto maggiore è il contenuto in ponifenoli del vino tanto più bassa è la sintesi di Endothelin 1. E i vini del Mandrolisai, territorio di centenari da record, come stanno a polifenoli? La risposta dell’enologo della cantina sociale di Sorgono, Paolo Porcu, il mago dell’ormai celebre rosso superiore del 98, conferma e rafforza pienamente i risultati della ricerca degli studiosi di Londra. «I nostri vini - svela Porcu - per quanto riguarda i polifenoli raggiungono valori intorno ai 3300 a fronte dei circa 2000 riscontrabili in quasi tutti i vini più noti che si producono nel resto della Sardegna, in Italia e nel mondo. Ma quello che maggiormente ci inorgoglisce è il fatto che questi valori al nostro vino glieli da madre natura mentre per gli altri sono necessari interventi particolari». Corder è d’accordo, annuisce alle asserzioni ma cerca una spiegazione. Ha personalmente sperimentato che i vini sardi sono diversi e cerca di capire quale sia il motivo di questa diversità. Sa che molti come il Superiore del 98 sono addirittura eccezionali, anche perché in gran parte sono prodotti da vitigni che non crescono in nessuna altra parte del mondo. Sa anche, e glielo confermano sia presidente della cantina Tomaso Etzo sia il direttore commerciale Salvatore Troffa, che il clima della regione ha un suo ruolo fondamentale. Gli svelano che i rossi del Mandrolisai sono composti per il 50 per cento da un uva antica quale è il Muristellu, tuttora coltivata ad alberello, per il 35 per cento da cannonau e per il restante 15 per cento da un misto di Nebbiolo, Monica, e Pascale. Ma oltre a queste uve tipiche, che caratterizzano il vino, non bisogna trascurare il fatto che i vigneti si trovino in quota, all’interno di un territorio soleggiato e protetto dai venti freddi. Roger Corder oltre a prelevare campioni di vino da analizzare nei laboratori di Londra e poterne poi magnificare i valori in una trasmissione televisiva di cui è ospite fisso, ha voluto visitare anche alcune vigne.
Attilio Loche
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