Da la Stampa di oggi:

LO SBARCO SENZA FINE DEI CLANDESTINI
«Dalle carrette del mare epidemie di ogni tipo»
Il direttore del centro di Lampedusa: dopo la scabbia, ora è rischio Aids
19 agosto 2002
di Giacomo Galeazzi


ROMA - «Problemi sanitari? Lei scherza. Potenzialmente siamo esposti ad ogni genere di epidemia. Fino a poche ore fa, in una struttura per 100 persone, ne abbiamo ospitate cinque volte tante. Sono dovuti intervenire gli aerei militari, ma basta un nuovo sbarco per far salire alle stelle l’emergenza».

E’ scattato lo stato d’allerta a Lampedusa dopo i sette casi di scabbia, registrati al Centro di Agrigento. L’allarme riguarda malattie debellate in Italia da decenni, scatenate dalle pessime condizioni igieniche dei «viaggi della speranza».

«Dalle carrette del mare - spiega Claudio Scalia, coordinatore del Centro temporaneo per profughi di Lampedusa - i clandestini arrivano completamente disidratati, ustionati dal sole, stremati, ammassati come bestie. Per una settimana sopravvivono fra escrementi e sporcizia, bevono l’acqua del mare: una situazione tremenda, che può innescare qualsiasi tipo di patologia».

Chi sono i soggetti più a rischio nella fiumana di extracomunitari che sta assediando Lampedusa?

«Più lungo è il viaggio che hanno affrontato, peggiori sono le loro condizioni sanitarie. Tunisini e marocchini sono in genere i meno malconci. Nigeriani, iracheni, eritrei hanno affrontato decine di giorni di cammino e, quando si imbarcano per l’Italia, sono già ridotti malissimo. I nostri medici li visitano appena li raccogliamo dalle spiagge. Non si reggono in piedi, dobbiamo fargli flebo a ripetizione».

E i casi di scabbia in isolamento ad Agrigento?

«Ormai gli extracomunitari sbarcano in ogni centimetro di costa. Gli avvistamenti al largo di Lampedusa e Pantelleria sono continui. Tra quelli che abbiamo soccorso non ci sono pericoli di epidemia o contagio. Ciò che preoccupa è il modo disumano in cui i clandestini vengono stipati a bordo di barconi o gommoni, senza la minima igiene. Da noi, quindi, è altissimo il livello di guardia sul fronte delle precauzioni sanitarie. La scabbia viene trasmessa da un acaro che prolifera nel calore corporeo e richiede un immediato trattamento farmaceutico a base di benzonato di benzile. Con il canale di Sicilia trasformato in autostrada dei disperati dobbiamo essere pronti ad affrontare ogni evenienza».

A quale malattie si riferisce?

«L’Aids, per esempio.
A questo punto siamo davvero in trincea e lo sbarco senza sosta renda la situazione insostenibile. Sa stanotte dove abbiamo sistemato 400 clandestini? Nelle tende della Protezione Civile».

Come scatta l’emergenza?

«Ogni volta si ripete lo stesso tragico copione. All’alba vengono intercettate decine e decine di extracomunitari stipati in un barcone. A recuperarli in genere sono le unità della Guardia Costiera. Non appena mettono piede nel Centro di permanenza temporanea il personale sanitario li sottopone ad una prima visita. Ci sono casi così urgenti da non lasciarci un attimo di respiro. Di fronte ad un invasione di queste dimensioni, ogni sera ci addormentiamo con l’angoscia di trovare al risveglio uno scenario apocalittico. Adesso siamo già sovraffollati, che cosa accadrà al prossimo sbarco?».

Da dove arrivano i clandestini?

«Praticamente da ogni angolo di Terzo Mondo. A differenza della Puglia, dove arrivano soprattutto albanesi e curdi, sulla Sicilia si riversano migliaia di disperati. Un esodo dalle mille nazionalità che attraverso l’Africa risale a pezzi d’Asia lontani migliaia di chilometri. Sta proprio qui l’emergenza sanitaria. Gli extracomunitari che raccogliamo in condizioni pietose sulla spiaggia hanno attraversato mezzo globo, hanno potenzialmente contratto ogni sorta di patologia e il loro fisico è pesantemente debilitato da un’odissea durata settimane. Questi profughi portano sui loro corpi i segni di una fuga atroce, disumana».


Riprendo un pezzo dell'editoriale di The Times:

Most notoriously among doctors, the Government has introduced the Human Rights Act, giving anyone who gets into Britain, whether legally or illegally, the right to free NHS treatment for the rest of their lives if they have a life-threatening condition for which they can’t get treatment at home. It is no coincidence that African immigration has overtaken gay sex as the biggest cause of HIV in Britain. Any of the 28 million HIV-positive Africans, facing inevitable death at home, can obtain free treatment for the rest of their lives if they can just get into Britain, and then appeal under the Human Rights Act.

Voi ditemi se non ha ragione!
Signori,so che e' brutto dirlo perche' quando una persona e' malata sarebbe sempre bello poterla salvare e curare,MA come si puo' pensare di dare cure mediche anti-AIDS (costosissime) ad ogni clandestino che arriva?Chi paga?Come si puo' razionalmente pensare di sovratassare i contributi per la sanita' a carico dei cittadini per curare vita natural-durante ogni immigrato che arriva?
E' ovvio che se cosi' fosse,come dice il Times,verrebbero tutti qui a farsi curare a carico nostro.
Anche un bambino capirebbe che un sistema simile non puo' reggere.