Nella zona euro i prezzi aumentano a luglio dell'1,9%
sotto la soglia del 2%, rilevante per la Bce
Inflazione, i dati Eurostat
superiori a quelli Istat
L'Eurispes: "L'andamento reale viaggia intorno all'8-9%"
BRUXELLES - Come previsto, in Europa si spende un po' di più. L'inflazione tendenziale nei Paesi della zona dell'euro è salita a luglio all'1,9% su base annua. Un leggero aumento rispetto al mese precedente che aveva fatto segnare un 1,8%, e una discreta diminuzione considerando il 2,5% del luglio dell'anno scorso. Mentre per quanto riguarda tutti e quindici i Paesi dell'Unione il dato fa segnare un 1,8%, rispetto all'1,6% di giugno.
Lo ha annunciato l'Eurostat confermando la stima diffusa tre settimane fa. Nel caso dell'Italia, i dati dell'istituto europeo sono superiori a quelli forniti dall'Istat (2,4% contro 2,2%).
L'inflazione aumenta, dunque, ma non supera ancora la soglia del 2%, considerata il limite "psicologico" rilevante per la politica monetaria della Banca centrale europea. Il comunicato dell'ufficio statistico dell'Ue precisa però che la variazione congiunturale del mese scorso è stata pari a -0,2%. I tassi annui più elevati sono stati quelli registrati in Irlanda (4,2%), Olanda (3,8%), Grecia e Portogallo (entrambi con 3,6%). I più bassi invece sono quelli di Germania (1,0%), Belgio e Gran Bretagna (entrambi 1,1%).
Per quanto riguarda l'Italia l'aumento tendenziale dei prezzi viene indicato da Eurostat con il dato provvisorio di un 2,4%, rispetto al 2,2% di giugno, con una variazione mensile dei prezzi al consumo di -0,1%. Una stima superiore a quella dell'Istat che vedeva il nostro Paese fermo al 2,2%. Un balletto di cifre che rischia di confondere i consumatori, ma è dovuto al fatto che le due agenzie utilizzano indici diversi.
Ad ogni modo c'è chi guarda con sospetto ad entrambe le stime. Per il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara l'inflazione in Italia viaggerebbe intorno "all'8-9%". "I dati ufficiali sull'inflazione - spiega Fara - sono assolutamente incredibili. Convivono ormai due economie, una reale e una virtuale. Ma la forte tendenza inflattiva è sotto gli occhi di tutti. La politica della serva, quella di far scomparire i problemi sotto il tappeto, non servirà al governo. La realtà si vendica e non si può nascondere con il controllo sui dati. L'inflazione alta non è né di destra né di sinistra, i problemi ci sono e vanno affrontati". L'Eurispes, insieme alle associazioni dei consumatori, sta preparando un paniere alternativo ai dati ufficiali dell'Istat, che nelle loro intenzioni dovrebbe fornire le cifre sull'andamento "reale" dei prezzi.
Un'idea che nei giorni scorsi ha fatto infuriare il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano.




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