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    Cool Il Placido furioso esalta Boffo e snobba Silvio

    Venezia - Fossi stato Michele Placido avrei detto: «Ho più di sessant’anni, sono un regista e un attore famoso, non ho nulla di cui vergognarmi e me ne frego del moralismo di chi mi vorrebbe impiccare in nome dell’anti-berlusconismo».

    Ma Placido appartiene a quel tipo umano, italiano e no, che vuol fare la rivoluzione con il permesso della polizia, è contro il capitalismo, purché non sia il suo, è solidale con i poveri purché se ne stiano a casa loro.

    Così gli è venuto naturale dire che no, lui Berlusconi non lo conosce nemmeno, e naturalmente non lo vota, e che sì, lo spirito del ’68 oggi è incarnato dalla «dignità» di Dino Boffo, su cui medita persino di scrivere un testo teatrale.

    Un grande Avvenire dietro le spalle potrebbe essere il titolo...

    A Venezia Placido è arrivato con un film intitolato Il grande sogno, che sarebbe stato quello di cambiare il mondo attraverso la contestazione.

    «Sto cercando un posto dove stare da solo. Voglio fare l’attore e ho bisogno di privacy» dice Nicola (Riccardo Scamarcio), pugliese di provincia arrivato di fresco a Roma come arruolato in polizia. «Privacy», negli anni Sessanta...

    Ogni volta che si rievoca il ’68 viene voglia di mettere mano al revolver che non si ha. È la sentina di tutte le nostalgie, il combinato disposto di tutte le ipocrisie, l’alibi di tutti i fallimenti, il concentrato di tutti i vizi nazionali: estremismo infantile, faciloneria, doppiogiochismo...

    «La rivoluzione non è la diarrea» diceva Flaiano, ma il colorito giallognolo di molti di quei reduci aiuta a spiegare tante cose, carriere comprese.

    Nel film di Placido c’è tutta la pappa del cuore di chi preferisce l’agiografia alla realtà: lo studente lavoratore calabrese, la secchiona cattolica che scopre le ingiustizie sociali e la ginnastica sessuale, il rivoluzionario bello e impossibile che tira le molotov, una pratica che può portare lontano, anche a essere presidente del Consiglio, come avvenne per Massimo D’Alema...

    Ovviamente ci sono gli scontri e ci sono le occupazioni, i genitori che non capiscono più i loro figli, i figli che non capiscono più i loro genitori, la borghesia corrotta e la borghesia codina...

    Come un accelerato, Il grande sogno non si risparmia una fermata, ogni stazione è una celebrazione.

    Non sorprende che, avendo visto nella sala delle conferenze stampa Mario Capanna, Placido abbia ceduto al piacere di averlo accanto:
    narcisismo e retorica vanno sempre di pari passo.


    Non sorprende nemmeno che il film sia stato prodotto dall’odiata Medusa, ma Placido, purtroppo per lui, non è Giuseppe Tornatore, a cui in fondo si perdona tutto, persino il fatto che il suo Baarìa sia piaciuto all’infame Berlusconi.

    Peppuccio un po’ ci ha sofferto e un po’ se n’è fatto una ragione.

    Placido no, ha il complesso dell’intellettuale incompreso e quello di non essere considerato per il suo valore.

    Anni fa, sempre qui alla Mostra del cinema, i critici lo sbertucciarono perché in Ovunque sei si era dilungato sul pisello eretto di Stefano Accorsi e l’offesa ancora non l’ha mandata giù.

    È per questo che deve andare oltre, ribadire che anche lui ce l’ha duro, e che naturalmente, oltre a non votare il sempre infame Cavaliere non gli piace questo governo che uccide il cinema italiano...


    Come il suo film, è anche lui un accelerato: ferma a tutte le stazioni del politicamente corretto.


    Il Placido furioso esalta Boffo e snobba Silvio - Spettacoli - ilGiornale.it del 10-09-2009
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  2. #2
    Toh Cazzo in Culo alla DC
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    Predefinito Rif: Il Placido furioso esalta Boffo e snobba Silvio

    Venezia, 9 set. - (Adnkronos) - Michele Placido e' un fiume in piena nel giorno che lo vede protagonista in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con 'Il Grande Sogno'. Dopo lo sfogo della conferenza stampa ufficiale, il regista nell'incontro ristretto con i giornalisti italiani parte dal '68 per parlare di attualita' politica e del terrore del Lido.

    "Voglio dedicare idealmente il mio film a Dino Boffo, perche' e' un uomo che incarna lo spirito del '68. E anzi vorrei fare un monologo su di lui e se qualcuno mi proporra un testo adatto lo faro'. Sono ancora uno che si appassiona alle vicende di ingiustizia, come la sua", dice l'attore e regista.
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    Placido parla poi dei suoi timori legati alla Mostra di Venezia: "Avevo molta paura -ammette- di portare qui il mio film. Vengo dal massacro subito qualche anno fa per 'Ovunque sei' e infatti 'Romanzo Criminale' l'ho portato a Berlino. Ero terrorizzato ma sono contento che il film sia stato guardato con rispetto. Poi puo' piacere o no, e' normale. Ci possono essere omissioni ma non sono volute. Forse qualcuno potra' obiettare che si poteva fare un film piu' profondo dal punto di vista ideologico. Ma quello che mi auguro sopratutto e' che il film sia visto dai giovani, forse anche nelle scuole ma pure nei circoli CasaPound dove vorrei essere il primo regista di sinistra che si va a confrontare con i giovani di estrema destra, che devo ammettere con un certo dispiacere che in questo momento sono molto piu' attivi di quelli di sinistra", sottolinea Placido.

    Il regista si lancia infine in un'analisi della situazione politica italiana, proponendo una sua ricetta: "Sono corteggiato dalla sinistra ma sono piu' tentato di lavorare con Pierferdinando Casini alla costruzione di una forte alternativa di centrosinistra democristiana che vada contro l'attuale governo. Credo in un grande partito popolare di centrosinistra che recuperi i cattolici per contrastare Berlusconi", dice.

  3. #3
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    Thumbs down Rif: Il Placido furioso esalta Boffo e snobba Silvio

    Citazione Originariamente Scritto da sorci verdi Visualizza Messaggio
    Venezia, 9 set. - (Adnkronos) - Michele Placido e' un fiume in piena nel giorno che lo vede protagonista in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con 'Il Grande Sogno'. Dopo lo sfogo della conferenza stampa ufficiale, il regista nell'incontro ristretto con i giornalisti italiani parte dal '68 per parlare di attualita' politica e del terrore del Lido.

    "Voglio dedicare idealmente il mio film a Dino Boffo, perche' e' un uomo che incarna lo spirito del '68. E anzi vorrei fare un monologo su di lui e se qualcuno mi proporra un testo adatto lo faro'. Sono ancora uno che si appassiona alle vicende di ingiustizia, come la sua", dice l'attore e regista.
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    Placido parla poi dei suoi timori legati alla Mostra di Venezia: "Avevo molta paura -ammette- di portare qui il mio film. Vengo dal massacro subito qualche anno fa per 'Ovunque sei' e infatti 'Romanzo Criminale' l'ho portato a Berlino. Ero terrorizzato ma sono contento che il film sia stato guardato con rispetto. Poi puo' piacere o no, e' normale. Ci possono essere omissioni ma non sono volute. Forse qualcuno potra' obiettare che si poteva fare un film piu' profondo dal punto di vista ideologico. Ma quello che mi auguro sopratutto e' che il film sia visto dai giovani, forse anche nelle scuole ma pure nei circoli CasaPound dove vorrei essere il primo regista di sinistra che si va a confrontare con i giovani di estrema destra, che devo ammettere con un certo dispiacere che in questo momento sono molto piu' attivi di quelli di sinistra", sottolinea Placido.

    Il regista si lancia infine in un'analisi della situazione politica italiana, proponendo una sua ricetta: "Sono corteggiato dalla sinistra ma sono piu' tentato di lavorare con Pierferdinando Casini alla costruzione di una forte alternativa di centrosinistra democristiana che vada contro l'attuale governo. Credo in un grande partito popolare di centrosinistra che recuperi i cattolici per contrastare Berlusconi", dice.
    ...Placido...l'uomo che si fa produrre i films dalla Medusa del Berlusca senza conoscerlo...ma che conosce bene la novella icona della sinistra, un nuovo Indro da incensare per aaanni...il dott. Boffo...il molestatore telefonico che ha patteggiato per un reato da niente nei confronti di una donna sposata...di cui le contendeva il marito...

    repapelle:repapelle:

    iango:
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