Per chi volesse approfondire l'argomento:
Arthur R. Butz
CONTESTO STORICO E PROSPETTIVA D'INSIEME NELLA CONTROVERSIA DELL'«OLOCAUSTO»
1999 - 8° - br. - 80 pp. - L. 22.000 - Euro 11,37
Premessa (C. Saletta) – Introduzione – Gitta Sereny – La Donazione di Costantino – Le strategie – Contesto e prospettiva – Rilievi conclusivi – Bibliografia – Nomi citati
Le accuse di sterminio circolate dopo la guerra avevano come origine quelle che circolavano durante la guerra. Tuttavia le differenze tra le une e le altre consentono di dedurre come le accuse del tempo di guerra non poggiassero su fatti reali – Tanto i documenti del tempo di guerra, quanto il comportamento degli ebrei presenti nell'Europa occupata provano che non si era informati su un piano di sterminio – Le organizzazioni ebraiche fuori dall'Europa occidentale, come il Joint Distribution Commitee, il World Jewish Congress, la Jewish Agency, ecc., non si sono comportate come se credessero alle proprie accuse – I governi alleati e i loro servizi di informazione non hanno mai fornito notizie suscettibili di dimostrarle – Nemmeno il Vaticano ci credeva – Le attività del Comitato Internazionale della Croce Rossa non si conciliavano con le accuse di genocidio – I documenti tedeschi non parlano di sterminio, bensì essenzialmente di un programma di espulsione e di installazione all'Est. Negli archivi dei campi di concentramento e in altri archivi tedeschi non c'è nulla sulle camere a gas – Gli oppositori di Hitler, compresi coloro che lavoravano all'interno dei servizi di informazione della Wehrmacht, non erano assolutamente a conoscenza di un programma di eliminazione degli ebrei.
Roger Garaudy
I MITI FONDATORI DELLA POLITICA ISRAELIANA
Nuova edizione integrata da Diritto di replica
1999 - 8° - br. - 230 pp. - L. 38.000 - Euro 19,63
Nota editoriale – Introduzione – I MITI TEOLOGICI – Il mito della "promessa": terra promessa o terra conquistata? – Il mito del "popolo eletto" – Il mito di Giosuè: la purificazione etnica – I MITI DEL VENTESIMO SECOLO – Il mito dell'antifascismo sionista – Il mito della giustizia di Norimberga – Il mito dell'Olocausto – Il mito di una "terra senza popolo per un popolo senza terra" – L'UTILIZZAZIONE POLITICA DEL MITO – La lobby degli Stati Uniti – La lobby in Francia – Il mito del "miracolo israeliano": i finanziamenti esteri di Israele – Conclusioni – Nomi citati
Non bisogna confondere il mito con la storia o pretendere di mettere le conclusioni prima della ricerca, come ha voluto imporre finora un certo terrorismo intellettuale. La storia, come le scienze, non può partire da un a priori intoccabile. Per trasformare in mito il martirio reale degli ebrei, col pretesto di non banalizzarlo, è stato necessario non solo far passare in secondo piano tutti gli altri, ma anche conferire alle sofferenze reali degli ebrei un carattere sacrale (sotto il nome di Olocausto), rifiutato a tutte le altre vittime disseminate dalla violenza politica insita nel corso dei rapporti capitalistici. Questo libro fornisce gli elementi che permettono di giudicare i misfatti di una mitologia sionista che, incondizionatamente sostenuta dagli Stati Uniti, ha già causato cinque guerre e costituisce una minaccia permanente per la pace, a causa dell'influenza che la lobby sionista esercita sulla potenza americana e, attraverso questa, sull'opinione pubblica mondiale
IL CASO FAURISSON E IL REVISIONISMO OLOCAUSTICO
Testi di Noam Chomsky, Robert Faurisson, Serge Thion
Saggio introduttivo di Cesare Saletta
1997 - 8° - br. - 148 pp. - L. 28.000 - Euro 14,46
Invece di una prefazione: Non morite idioti! (AAARGH) – La repressione legale del revisionismo olocaustico e l'emergere di una questione ebraica (C. Saletta) – Note – Appendice: Un rechercheur salarié contro il revisionismo di sinistra – IL CASO FAURISSON – Alcune riflessioni elementari sul diritto alla libertà d'espressione (N. Chomsky) – Il problema delle camere a gas (R. Faurisson) – Annesso: Nessuna gassazione a Dachau (M. Broszat) – Una prova... una sola prova (R. Faurisson) – «Hitler non ha mai ordinato né consentito che chicchessia fosse ucciso a causa della sua razza o della sua religione» (R. Faurisson) – «Il problema delle camere a gas» o la «diceria di Auschwitz» (R. Faurisson) – Avvertenza premessa a Mémoire en défense (R. Faurisson) – Per una storia veridica della seconda guerra mondiale (R. Faurisson) – Verità storica o verità politica? (S. Thion) – Il carattere necessario del caso Faurisson (S. Thion) – Olocausto e revisionismo (Vrij Historisch Onderzoek) – Nomi citati
Le pretese camere a gas hitleriane e il preteso genocidio degli ebrei costituiscono una sola e medesima menzogna storica che ha aperto la strada ad una gigantesca truffa politico-finanziaria, i cui principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale e le cui principali vittime sono il popolo tedesco, ma non i suoi dirigenti, il popolo palestinese tutt'intero e, infine, le giovani generazioni ebraiche, che la religione olocaustica chiude sempre più in un ghetto psicologico e morale. (Robert Faurisson – Febbraio 1985)
In visita in Germania, ho vissuto con grande emozione la discussione relativa ad «Olocausto». A quell'epoca sono riuscita a sfuggire all'inferno degli anni terribili. Il tempo che ho passato a Buchenwald e ad Auschwitz rimane impresso in maniera indelebile nella mia memoria. Nei miei tre anni di detenzione ho visto l'uomo al suo stadio primitivo: la dismisura di uomini che detenevano potere su uomini, fino alla brutalità folle; ma anche i tesori di tolleranza e la grande anima del mio popolo. Poiché la verità è indivisibile, debbo dire anche che in quei tempi difficili ho ricevuto aiuto e conforto da molti tedeschi e che non ho visto né inteso parlare di camere a gas, ma che ho saputo della loro esistenza solo dopo la mia liberazione. Su questi argomenti io sono come molti tedeschi e dunque comprendo il dubbio tanto espresso ora e trovo che sia importante che venga fatto un esame completo da persone che non abbiano partecipato assolutamente a quegli avvenimenti; perché solo la verità ci può aiutare a giungere ad un accordo, tra noi – adesso – e nelle generazioni future. (Ester Grossmann, Holton, Israele, Lettera alla «Westdeutsche Zeitung - Generalanzeiger», ed. di Wuppertal, 16 febbraio 1979)
Robert Faurisson
È autentico il diario di Anna Frank?
2000 - 8° - br. ill. - 124 pp. - L. 30.000 - Euro 15,50
Premessa (C. Saletta) – Prefazione – Capitoli I/VII – Annessi – Nota degli editori (La Vieille Taupe) – Nomi citati
Questa analisi del preteso diario di Anna Frank ha formato l’oggetto della più radicale delle confutazioni: quella le cui argomentazioni traggono tutta la loro forza non già dall’essere concludenti dal punto di vista logico, intellettuale e documentale, ma dall’esserlo fisicamente. In aggiunta ad una sequela mai interrotta di ipocrite vessazioni che hanno avuto a teatro anche le aule di tribunale della Francia.
Il reprobo veniva aggredito, il 16 settembre dell’89, a due passi da casa sua e caricato di botte in un intento inequivocabilmente omicida, previa aspersione di gas paralizzante. Ricoverato in ospedale per alcune settimane e sottoposto a più interventi chirurgici, solo con il passare del tempo egli recuperava l’uso della parola. È di confutazioni di questa fatta che stanno paghi gli intellectuels dell’antirevisionismo. La confutazione, o la bestiale aggressione che dir si voglia, veniva rivendicata da un gruppo denominatosi Les fils de la Mémoire juive: non ci asterremo dal rilevare che l’impiego di una denominazione come questa è una di quei fatti, non il solo, che dovrebbero preoccupare tutti coloro che non siamo malintenzionati, le comunità israelitiche per prime. Il gruppo, quantunque identificato dagli inquirenti nelle persone di «tre giovani attivisti parigini» facenti parte del Betar, non è mai stato perseguitoonfessiamo che è l’inverso che finirebbe di sbalordire. Questa edizione italiana vuole anche essere un omaggio reso ad uno studioso lucido, disinteressato e coraggioso. Ha scritto Jean Jaurès: È coraggio cercare la verità e dirla.
Carlo Mattogno
L'«IRRITANTE QUESTIONE» DELLE CAMERE A GAS OVVERO DA CAPPUCCETTO ROSSO AD … AUSCHWITZ
Risposta a Valentina Pisanty
1998 - 8° - br. - 192 pp. - L. 32.000 - Euro - 16,53
Prefazione (C. Saletta) – Introduzione – I metodi di lavoro di Valentina Pisanty – Le fonti: anatomia di un plagio – Gli argomenti e le strategie ermeneutiche della Pisanty – Il rapporto Gerstein e il «campo di sterminio» di Auschwitz – Rudolf Höss e il «campo di sterminio» di Auschwitz – I sofismi epistemologici della Pisanty – Epilogo – Bibliografia – Nomi citati
Carlo Mattogno, il più noto tra gli studiosi del revisionismo olocaustico, regola i conti al libro pretenzioso e grondante malafede di Valentina Pisanty – L'irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo –, uscito agli inizi dell'anno per i tipi della Bompiani ed entusiasticamente recensito da Furio Colombo sulle pagine della «Repubblica», nonché segnalato dall'«Indice», per la penna di Bruno Bongiovanni, come un'opera definitiva sull'argomento. Dall'analisi di Mattogno risulta particolareggiatamente e documentatamente che ciò in cui si esibisce la Pisanty non è niente di più e niente di meno che il gioco delle tre carte. Costei, proponendosi di «portare alla luce le strategie persuasive messe in atto dai negazionisti», adotta infatti una strategia persuasiva che è un oltraggio vero e proprio a qualunque cosa arieggi a probità intellettuale.
Paul Rassinier
LA MENZOGNA DI ULISSE
1996 - 8° - br. ill. - 288 pp. - L. 42.000 - Euro 21,70
Prefazione (C. Saletta) – Nota biobibliografica – Avvertenza – Prefazione – L'ESPERIENZA VISSUTA – Prologo – Un brulichio di umanità diverse alle porte dell'Inferno – I gironi dell'Inferno – La barca di Caronte – Un porto sicuro anticamera della morte – Naufragio – L'ESPERIENZA DEGLI ALTRI. La letteratura concentrazionaria – I testimoni minori – Louis Martin-Chauffier – Gli psicologi. David Rousset e L'Universe concentrationnaire – I sociologi. Eugen Kogon e L'Enfer organisé – Conclusione – Un libello contro Rassinier e il revisionismo (c. sal.) – Nomi citati
Un certo numero di testimoni hanno fatto, dalla Liberazione in poi, il quadro degli orrori dei campi di concentramento. […] l'immaginazione del romanziere, gli eccessi di lirismo del poeta, la parzialità interessata del politicante o le zaffate di odio della vittima servono da sfondo, volta a volta o tutti insieme, ai racconti finora pubblicati. Ho pensato, per parte mia, che fosse venuto il momento di spiegare quegli orrori con la penna fredda, disinteressata, obiettiva, al tempo stesso imparziale e spietata, del cronista – anche lui, ahimè, testimone – preoccupato unicamente di ristabilire la verità per gli storici e i sociologi dell'avvenire. […] Scrivendo La menzogna di Ulisse avevo l'impressione di fare eco a Blanqui, a Proudhon, a Louise Michel, a Guesde, a Vaillant, a Jaurès e di incontrarmi con altri […] i quali, tutti, hanno posto il problema della repressione e del sistema penitenziario partendo dalle stesse constatazioni e negli stessi termini in cui lo ponevo io, e per questo avevano ricevuto un'accoglienza piena di simpatia dal movimento socialista della loro epoca. [Oggi, invece] coloro che si vantano eredi spirituali dei comunardi, di Jules Guesde e di Jaurès sono stati insensibilmente portati ad avallare una letteratura la quale soffoca i dati elementari del problema della repressione in una cultura dell'orrore basata sul falso storico. (P. Rassinier)
Cesare Saletta
PER IL REVISIONISMO STORICO CONTRO VIDAL-NAQUET
1993 - 8°- br. ill. - 120 pp. - L. 20.000 - Euro 10,33
Nota editoriale – Prefazione – L'onestà polemica del signor Vidal-Naquet. A proposito dell'edizione italiana di un suo libro – In margine ad una recensione – Una messa a punto del signor Vidal-Naquet e un'ulteriore messa a punto su di lui – APPENDICE – Robert Faurisson: Il revisionismo in Canada. I processi Zündel – Nomi citati
Lo sbriciolamento del suo mito di fondazione toglierebbe ad Israele la possibilità, preziosa sotto ogni rapporto, di far pesare sul mondo intero o poco meno il rimprovero di una corresponsabilità nel prodursi di una tragedia la quale nei termini consacrati dalla vulgata olocaustica non ebbe luogo mai. Tragedia vi fu, ma, per minor sventura, si articolò in termini del tutto diversi, in meno peggio, da quelli fissati nel mito.
DALLO SFRUTTAMENTO NEI LAGER
ALLO SFRUTTAMENTO DEI LAGER
Una messa a punto marxista sulla questione del revisionismo storico
1994 - 16° - br. - 60 pp. - L. 8.000 - Euro 4,13
Premessa – Il fenomeno concentrazionario – Leggere Rassinier – Dora o la burocrazia concentrazionaria – La questione ebraica – Le «camere a gas
Pierre Guillaume
Della miseria intelletuale in Francia in ambiente universitario e specialmente nella corporazione degli storici
Jean-Claude Pressac,
preteso demolitore del revisionismo olocaustico
1996 - 16° - br. - 72 pp. - L. 10.000 - Euro 5,17
Studio critico delle tesi del Pressac sulle camere a gas – Inedito in Francia
Il mio testo, fino a che nessun argomento gli verrà opposto, dimostra che il libro di Pressac, all’inverso di ciò che si è universalmente asserito, reca una documentazione considerevole la quale conferma in tutto e per tutto il punto di vista revisionistico sulla questione specifica dei crematori di Auschwitz. Quando lo stesso Pressac pretende il contrario – e il pretenderlo era condizione necessaria perché la documentazione di cui disponeva potesse venir pubblicata altrimenti che in via confidenziale –, lo pretende infilando i suoi ragionamenti capziosi su un grossissimo spago, il quale segna la strada: basta tener dietro a questo spago, così come bastò tener dietro ai sassolini di Pollicino. (Pierre Guillaume – Giugno 1995)
Carlo Mattogno
RASSINIER, IL REVISIONISMO OLOCAUSTICO
E IL LORO CRITICO FLORENT BRAYARD
1996 - 16° - br. - 60 pp. - L. 10.000 - Euro 5,17
In questo saggio Carlo Mattogno, il più conosciuto tra gli studiosi italiani del revisionismo olocaustico, difende questo indirizzo di indagine storica dall’attacco che ad esso è stato portato da un libro di recente pubblicazione: Comment l’idée vint à M. Rassinier di Florent Brayard, con prefazione di Pierre Vidal-Naquet. Mattogno ne critica le pretese demolitorie, mettendo in evidenza quella che, sul terreno dei fatti, si manifesta come la loro sostanziale inconsistenza.
Franco Deana
STUDI REVISIONISTICI
Le camere a gas dei lager tedeschi - L'attendibilità delle statistiche sulle popolazioni ebraiche e delle cifre sull'olocausto - Note di lettura (M. Edelmann, P. Levi, S. Wiesenthal)
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