L'Ue vuole registrare telefonate ed e-mail
La commissione europea deciderà a settembre se adottare un provvedimento che prevede la registrazione per un anno di comunicazioni private. L'iniziativa rientra nel programma di lotta al terrorismo.
BRUXELLES – Privacy a rischio per i cittadini europei, le cui comunicazioni personali, e-mail e telefonate incluse, potrebbero essere registrate e conservate da un sistema computerizzato, che le terrà immagazzinate per almeno un anno.
A settembre i governi europei decideranno se adottare il provvedimento, ma la proposta, nata sull’ondata della lotta al terrorismo, ha già suscitato non poche reazioni tra i difensori del “diritto alla riservatezza”.
Sulla base dell’iniziativa europea, tutte le aziende che operano nel campo delle telecomunicazioni, tra cui operatori della telefonia mobile e internet service provider, dovranno conservare i numeri e gli indirizzi delle telefonate e delle e-mail inviate e ricevute dai cittadini europei in un sistema computerizzato che resterà a disposizione dei governi dell’Unione. I dati comprenderanno informazioni sul destinatario e sul momento in cui la comunicazione ha avuto luogo. Esulta la Gran Bretagna, che da tempo chiede un sistema di controllo di questo genere, insorgono invece i gruppi che si battono per la privacy e le libertà in Europa. I difensori del nuovo sistema sostengono che sia il modo migliore per combattere il crimine, la pedofilia e il razzismo. Il provvedimento dovrebbe presto trasformarsi in una legge quadro che tutti gli Stati membri dovranno applicare. Dall’altra parte Statewatch, organizzazione che si batte contro ogni minaccia alle libertà civili replica: “Si tratta di una mossa che porterà alla nascita di un potenziale Grande Fratello”, ha detto Tony Bunyan, di Statewatch.
L’Ue ammette che il provvedimento rappresenta una limitazione della privacy, ma precisa che esistono delle misure per proteggere i cittadini. Innanzitutto i dati in questione potranno essere trasmessi ai servizi di sicurezza o alle autorità solo dopo approvazione da parte di un organo giudiziario. L’Ue fornisce poi una lista di elementi che giustificherebbero la violazione della privacy personale, violazioni della legge come “la partecipazione ad un’organizzazione criminale, il terrorismo, il traffico di essere umani, lo sfruttamento sessuale dei minori, il traffico di droga, la frode il razzismo etc... E gli stati non potranno rifiutarsi di fornire dettagli sulle comunicazioni private qualora un altro membro dell’Unione si opponesse, sollevando la questione dei diritti umani traditi.
(20 AGOSTO 2002; ORE 11:00)
Io non so ci si rende conto del pericolo a cui si va incontro: e' praticamente uno Stato di polizia,uno Stato sovietico,staliniano.
Vorrei capire chi decide se uno e' razzista o no.
Io se passa una cosa del genere emigro.
P.S.
"La commissione europea decidera'..."...,MA I CITTADINI EUROPEI SONO STATI INTERPELLATI PER SAPERE SE VOGLIONO UNA LEGGE SIMILE???




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