Bologna, scarcerati i 5 di San Petronio


Già nel pomeriggio alcuni investigatori avevano ridimensionato l'allarme precisando che il gruppo fermato nella basilica non sarebbe legato ad al-Qaeda. Ora il pm riconosce che mancano indizi per le accuse più gravi.


BOLOGNA - La procura fa marcia indietro sui cinque arrestati nella basilica di San Petronio e il gip li manda tutti fuori: il sostituto procuratore Paolo Giovagnoli, dopo gli interrogatori, ha dato parere favorevole alla scarcerazione, pur chiedendo la convalida del fermo. Tradotto dal linguaggio giudiziario, significa che il magistrato non sconfessa la decisione dei carabinieri di fermare i quattro marocchini e il loro accompagnatore padovano che si aggiravano nella chiesa su cui pendrebbero minacce terroristiche. Tuttavia il magistrato ritiene che non sussistano indizi sufficienti per provare l'accusa più grave, l'associazione sovversiva. In sostanza quelle frasi non bastano a dire che i cinque erano terroristi. Solo per due degli indagati, quelli che manovravano la telecamera, chiesta la libertà vigilata. Il giudice per le indagini preliminari ha deciso di revocare la custodia cautelare per tutti.

Del resto già nel pomeriggio, alcuni carabinieri avevano ridimensionato la vicenda: “Credo che al momento non vadano considerati legami con alcun tipo di organizzazione terroristica”. Con queste parole alcuni carabinieri di Bologna, che hanno chiesto di non essere citati per nome, hanno escluso che i cinque arrestati nella basilica di San Petronio potessero essere terroristi di al-Qaeda. “Sono da considerare isolatamente - hanno spiegato gli investigatori ai microfoni di Radio 24 - ma potrebbero aver preparato questo atto dimostrativo per farsi accreditare presso organizzazioni di più alto livello. Potrebbero cioè aver preparato questo atto per convincere qualcuno a progettare qualcosa di più grave. Ma al momento non ci sono collegamenti con altre indagini, ad esempio quelle di Milano”.

Riguardo al ruolo dell'unico italiano del gruppo, Germano Caldon, 55 anni, di Teolo, nel padovano, secondo i carabinieri di Bologna “allo stato delle indagini è quello che li ha ospitati trovando loro il lavoro e il permesso di soggiorno attraverso una cooperativa. Potrebbe essere totalmente estraneo alla vicenda, ma sarà l'autorità giudiziaria a stabilirlo con certezza”. Per quanto riguarda Caldon, l’avvocato Mario Marcuz, difensore d’ufficio del quintetto, sostiene che “è animato da spirito missionario piuttosto che terroristico”.

Intanto uno dei marocchini interrogati, dal Gip Diego Di Marco, Toutou Abdel Malec, 21 anni, uno dei quattro marocchini finiti in manette, si è difeso dicendo di essere venuto a Bologna per andare al consolato marocchino, di non aver sentito le frasi “incriminate” e di non sapere nulla dell'affresco in San Petronio, accusato di blasfemia dall’Unione musulmani italiani.

Secondo l'avvocato, i cinque parlavano tra di loro “come turisti, che commentano un posto che non conoscono”. Inoltre, è opinione del legale che ci siano dei punti incerti nella traduzione delle frasi estratte dalla videocassetta. Secondo Marcuz, infatti, ci sono numerosi puntini di sospensione nel testo e bisognerà capire se si tratta di frasi incomprese o interruzioni del parlato. Quel che è certo è che, se ci dovesse essere un proseguimento della vicenda legale, la difesa richiederà copia della cassetta e una perizia di parte. In buona sostanza, secondo Marcuz “si dovrebbe riassorbire la gravità delle accuse e ridimensionare la portata degli elementi fondanti delle accuse stesse”.

Intanto il magistrato che indaga sul caso di San Petronio, replica alle polemiche partite dal ministro degli Interni Beppe Pisanu per le notizie divulgate "troppo frettolosamente" dopo gli arresti: "Non voglio fare polemiche - dice il pm Paolo Giovagnoli - In questo caso non c'era assolutamente nulla di segreto. Queste sono persone fermate che avevano il diritto di conoscere le accuse che gli vengono rivolte, anche perché sono state fatte perquisizioni nelle loro case".

(21 AGOSTO 2002, ORE 15:25; ultimo aggiornamento alle 20:20)