Il premier israeliano: "Non saremo mai i primi a usare armi di distruzione di massa, ma siamo pronti a rispondere a un eventuale attacco". La centrale nucleare di Dimona protetta dai missili.
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PARIGI - Ariel Sharon avverte Saddam. Israele è pronto a rispndere con la bomba atomica a un eventuale attacco con armi di distruzioni di massa da parte dell'Iraq.
Intervistato dal settimanale francese Le Point, il premier israeliano sottolinea: "Non saremo i primi ad usare armi di distruzione di massa, ma naturalmente abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie. Penso che attualmente la cosa migliore sia di parlarne il meno possibile, pur essendo pronti ad agire immediatamente".
Alcuni giorni fa, esperti del Pentagono avevano affermato che Israele era pronto a replicare con l'arma nucleare a un attacco di Saddam condotto con armi non convenzionali. Ora da Sharon arriva la conferma, seppur molto cauta.
Sulla questione della possibile guerra all'Iraq, Sharon ha detto: "israele appoggerà le decisioni americane, ma non eserciterà alcuna pressione, Nè per annullare, né per anticipare la data di una eventuale azione. L'ho detto chiaramente a Bush: si tratta interamente di una sua decisione".
Infine, Sharon ha detto di ritenere possibile la pace con i paesi arabi e che il futuro presidente palestinese dovrebbe avere una funzione puramente simbolica.
Intanto si è appreso che a protezione della centrale nucleare israeliana di Dimona, situata nel deserto del Neghev, è stata schierata una batteria di Patriot, i missili anti missile divenuti celebri durante la Guerra del Golfo, quando furono impiegati per proteggere Israele dagli attacchi degli Scud iracheni. La misura, anche se l'esercito ufficialmente nega (ma nel frattempo annuncia prossime manovre militari nella zona) è dettata dal timore che Saddam possa lanciare un attacco contro il reattore.
(22 AGOSTO 2002, ORE 16:26, aggiornato ore 175)




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