DELLA LOTTA DELL' INDIPENDENZA.
“Lega di lotta e di governo”: é uno slogan che non tocca il cuore della gente, della base leghista, di quella parte di sognatori ma con i piedi ben saldi per terra che hanno capito che non c’é ministero di Roma che possa ripagare, lenire la disillusione e il rammarico per aver buttato nello sciacquone della Storia l’occasione di poter diventare padroni del proprio destino.
La Lega che va a governare l’Italia vorebbe fare come quei liceali che, raggiunta la maggiore età, si firmano da soli le uscite anticipate da scuola; lo abbiamo fatto tutti, credendo di essere diventati così grandi e indipendenti. Ci pensavano poi i professori, il giorno dopo, a farci capire quanto eravamo ancora sciocchi e ingenui, perché a comandare i fin dei conti restavano sempre loro; come sempre loro restavano gli arbitri del tuo domani, cioé del promosso o bocciato. Bossi si illude di farla sotto il naso di Roma la Padania, o forse non ci crede più neppure lui, o meglio, ha smesso di illudersi.
Ma c’é ancora chi si ostina, quasi fosse un bisogno dello spirito, a prendere a calci il sogno della libertà, come fosse un somaro che non vuol più camminare. Per tenere vivo un ideale, qualunque esso sia, bisogna portarsi dentro tanto forza, perché é il coraggio che ti chiederanno; bisogna portarsi tanti sogni, perché di essi non si può fare a meno. Oggi la base leghista é prostrata, disorientata, troppi sono i frustrati da una politica che Bossi rende sempre meno intelleggibile e sempre più confacente al potere costituito; vale a dire, una politica qualunquista e buona per tutte le stagioni. In molti però attendono ancora la stagione della vera nascita di Padania, altrimenti vorebbe dire che abbiamo lottato, sofferto, creduto, amato e atteso per una gravidanza isterica: nel pancione della Storia non c’era nessuna bambina, nessuna Padania. L’amplesso e la frode.
Arnaldo Otegi, portavoce dell’ala indipendentista basca, al funerale di una giovane “etarra” (patriota) disse: “Come tu ti sei creata, altri si creeranno; il combattimento é il cammino”. Noi, patrioti padani, pare che non siamo più capaci di crearci, quasi non ve ne fosse più un motivo. Gli ingranaggi del cambiamento torneranno a girare quando Bossi capirà che il semplice sopravvivere non é più sufficiente.




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