Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    Predefinito In Puglia sollevazione popolare....

    http://www.gdmland.it/gdmonline/gdmonline.asp

    Fitto assediato interviene anche il Viminale

    Il giorno dopo la manifestazione di Terlizzi (Bari), durante la quale la folla ha tenuto bloccato per due ore in automobile il presidente della Puglia, Raffaele Fitto, arriva la solidarietà da parte di esponenti politici ed altri Governatori, mentre il Viminale parla di «violenza intollerabile»

    ROMA - Il giorno dopo la manifestazione di Terlizzi (Bari), durante la quale la folla ha tenuto bloccato per due ore in automobile il presidente della Puglia, Raffaele Fitto, arriva la solidarietà da parte di esponenti politici ed altri Governatori, mentre il Viminale parla di «violenza intollerabile». Per i no global, invece, non c’ è stata alcuna violenza e la Margherita sostiene che si è trattato di una «protesta civile». Intanto, anche oggi Fitto, prima a Trani e poi a Conversano, per spiegare le ragioni alla base del piano di riordino ospedaliero approvato nelle settimane scorse dalla giunta regionale, è stato oggetto di nuove contestazioni.
    Per il Viminale, in un sistema democratico è «intollerabile» che il diritto ad esprimere il proprio dissenso «venga inquinato dalla violenza», soprattutto se «preordinata da gruppi organizzati» come è avvenuto ieri a Terlizzi. Del caso hanno discusso oggi, nel corso di un incontro, il ministro dell’ Interno, Giuseppe Pisanu e il capo della polizia, Gianni De Gennaro. «Simili episodi - fa sapere il Viminale - non debbono più ripetersi». A questo scopo, e nel pieno rispetto della legalità, «verranno adottate misure opportune per assicurare a tutti i cittadini il libero esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti, ma anche per impedire che vengano poste in essere turbative pianificate dell’ ordine pubblico».
    «Quello che è successo a Terlizzi - ha detto il vicepresidente della Camera, Alfredo Biondi (Fi) - costituisce un atto del peggior squadrismo, amaro preludio di azioni di piazza inquinate dalla violenza». Per Daniele Capezzone (Radicali), «Fitto è stato vittima di un’ aggressione fascista (o comunista)». Secondo il presidente del Lazio, Francesco Storace, «l’ aggressione al presidente Fitto non deve passare inosservata: si è trattato di un episodio di violenza inaudita». Anche per il presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, si tratta di «un fatto istituzionalmente inaccettabile e le responsabilità dovranno essere chiarite tutte fino in fondo». Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, esprime la «massima solidarietà personale e politica al collega governatore» Raffaele Fitto, oggetto «di un ignobile e premeditata aggressione sfociata in veri e propri atti di violenza». Solidarietà arriva anche dal presidente dell’ Umbria, Maria Rita Lorenzetti (Ds), che ricorda comunque «le divergenze radicali» che la dividono dal collega pugliese sul modello di sistema sanitario.
    Diversa la posizione dei no global sulla vicenda. «Come attivisti - sostiene il portavoce del movimento no global di Napoli, Francesco Caruso - eravamo presenti a Terlizzi, con una piccola delegazione di una decina di persone, per esprimere la solidarietà alla popolazione in lotta contro il riordino sanitario regionale. In piazza c’ erano oltre duemila persone, l’ intero paese, donne, anziani, bambini, che sono stati i reali protagonisti di questa giornata di protesta popolare. La contestazione a Fitto è stata un atto di disobbedienza civile che ha visto protagonisti essenzialmente gli abitanti del paese, che non hanno mai esercitato nessuna forma di aggressione e violenza nei suoi confronti». Il coordinatore della Margherita di Bari, Gerolamo Grassi, parla di «una protesta civile per la salvaguardia dell’ ospedale “Sarcone”, organizzata dai cittadini di Terlizzi, certamente rumorosa ed aspra, ma che non ha mai valicato i limiti della civiltà».



    (20/08/02)

  2. #2
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    In tutta la Puglia il piano di riordino ospedaliero, approvato dalla Giunta Regionale senza discussione in Consiglio Regionale, è motivo di sollevazione popolare. Il presidente della giunta regionale raffaele fitto in questi giorni sta girando le città pugliesi per confrontarsi con la popolazione sul piano di riordino ospedaliero. Prima l'approva e poi va a discutere con le gente, certo una bella scelta politica! A Terlizzi (BA) ha rischiato di brutto, lo volevano linciare! Sono venuti anche i no-global da Napoli. Mi domando dove siano i militanti di F.N., F.s.N., M.S.-F.T. e compagnia cantando. Qualcuno forse avrà l'ardire di rispondere che sono in mezzo alla gente, ci credo poco penso piuttosto che siano tutti inferie. Hanno abbandonato il campo!
    Prosit

    P.S. in prima linea c'era Niki Vendola

  3. #3
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.gdmland.it/gdmonline/cana..._NOTIZIA=79153
    L'assessore: eliminati sprechi



    BARI - Nel suo intervento l’ assessore regionale alla sanità, Salvatore Mazzaracchio, ha rilevato che «se le critiche sono tutte quelle contenute nel documento letto da Madaro, abbiamo la conferma di aver fatto un ottimo lavoro». «Il distinguo tra sanità pubblica e sanità privata in Puglia - ha spiegato - è davvero fuori luogo perchè la privata rappresenta in Puglia una parentesi che rappresenta solo 300 miliardi su un fondo complessivo superiore ai 9000 miliardi. I ticket? La loro soppressione, da parte del governo nazionale di sinistra, ha comportato una lievitazione dei costi, da 5000 a 35.000 pagati dai cittadini. La reintroduzione del ticket significa solo riportare la spesa dei cittadini ad un livello più equo».
    «A distanza di due anni - ha aggiunto - abbiamo praticamente realizzato l’ intero programma in questo settore. La verità è che si è avuto il coraggio di toccare una rete ospedaliera che non si toccava da 50 anni: tutti i distretti fornivano gli stessi servizi, con un dispendio davvero notevole: abbiamo accorpato posti letti in eccedenza e riconvertito alcuni presidi che non so come l’ opposizione abbia il coraggio di difendere. La verità è che l’ opposizione pensa ancora che vince chi grida di più, con un metodo anticulturale e ben distante dalla politica».
    «Noi - ha concluso Mazzaracchio - dovevamo mettere ordine in un settore molto confuso sul territorio. Lo abbiamo fatto, modificando anche i distretti, perchè era giusto lasciare agli ospedali la cura delle patologie acute, lasciando al territorio la risoluzione delle altre patologie».




    (13/08/02)

  4. #4
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    Originally posted by Fernando
    Mi domando dove siano i militanti di F.N., F.s.N., M.S.-F.T. e compagnia cantando. Qualcuno forse avrà l'ardire di rispondere che sono in mezzo alla gente, ci credo poco penso piuttosto che siano tutti inferie. Hanno abbandonato il campo!
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    P.S. in prima linea c'era Niki Vendola
    Ma che me rimproveri a fà, nun me posso pià manco na settimana de ferie, a Fernà? Proprio mò veniva rompe li co..ni st'artro?

    Prosit


  5. #5
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    Originally posted by Fernando
    In tutta la Puglia il piano di riordino ospedaliero, approvato dalla Giunta Regionale senza discussione in Consiglio Regionale, è motivo di sollevazione popolare. Il presidente della giunta regionale raffaele fitto in questi giorni sta girando le città pugliesi per confrontarsi con la popolazione sul piano di riordino ospedaliero. Prima l'approva e poi va a discutere con le gente, certo una bella scelta politica! A Terlizzi (BA) ha rischiato di brutto, lo volevano linciare! Sono venuti anche i no-global da Napoli. Mi domando dove siano i militanti di F.N., F.s.N., M.S.-F.T. e compagnia cantando. Qualcuno forse avrà l'ardire di rispondere che sono in mezzo alla gente, ci credo poco penso piuttosto che siano tutti inferie. Hanno abbandonato il campo!
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    :K
    P.S. in prima linea c'era Niki Vendola
    La base di FT e' ormai in uno stato confusionale.All'epoca di Chianciano 2000 fu compoatta contro l'alleanza con il Polo , poi si vide comandata al riposizionamento per trovarsi poi rappresentatai n Senato da un......Caruso.E' lo sbanco ormai !

    Non dura , dura minga, non puo' durare ( per chi si ricorda De Sica e Melnati nelle loro storiche scenette

    Un saluto

  6. #6
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    Originally posted by angelo nero


    Ma che me rimproveri a fà, nun me posso pià manco na settimana de ferie, a Fernà? Proprio mò veniva rompe li co..ni st'artro?

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    c'ai raggione ninè! na settimanella speta a tuti, che te posso fa fijo mio se rafaè (Fitto) nun ce va in ferie, manco nciavesse li sordi, sto fijo de tale patre.
    Stamo carmi, de più nun ce potemo fa!
    Prosit

  7. #7
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    A prescindere da tutto, scherzi compresi, questo tipo ri riorganizzazione vorrei ascoltarlo, non perchè potrebbe piacermi, ma vorrei capire fino in fondo l'analisi (sicuramente tratta da dati economici) che porta al riordino ospedaliero, con il taglio (dovrebbe essere così) di alcuni reparti in determinati nosocomi per l'incremento di altri.
    Tutto questo a prima vista non tiene conto dell'unico fattore importante, e cioè il degente. Ma voglio capirci qualcosa in più. Devo reperire qualche dismanina scritta e concreta del Fitto sul piano. Non sono per altro abituato a condannare senza conoscere il frutto della discussione.
    Che non sia nulla di buono lo sospetto, ma ci vado cauto, per ora.

    Ciao.


  8. #8
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    Originally posted by Fernando
    In tutta la Puglia il piano di riordino ospedaliero, approvato dalla Giunta Regionale senza discussione in Consiglio Regionale, è motivo di sollevazione popolare. Il presidente della giunta regionale raffaele fitto in questi giorni sta girando le città pugliesi per confrontarsi con la popolazione sul piano di riordino ospedaliero. Prima l'approva e poi va a discutere con le gente, certo una bella scelta politica! A Terlizzi (BA) ha rischiato di brutto, lo volevano linciare! Sono venuti anche i no-global da Napoli. Mi domando dove siano i militanti di F.N., F.s.N., M.S.-F.T. e compagnia cantando. Qualcuno forse avrà l'ardire di rispondere che sono in mezzo alla gente, ci credo poco penso piuttosto che siano tutti inferie. Hanno abbandonato il campo!
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    P.S. in prima linea c'era Niki Vendola

    E' evidente che quella manifestazione è stata pilotata sapientemente dalle forze di sinistre...tuttavia questo non lesina dal porre il problema da te esposto in riguardo al "presenzialismo" di una presunta "destra sociale e popolare"...che fino ad ora dalla parte del Popolo non si e mai vista, eccetto per alcuni casi (Rivolta di Battipaglia del 1969, Rivolta di Reggio, 1970).

  9. #9
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    http://www.regione.puglia.it/

    E' IN RETE IL PROVVEDIMENTO DELLA REGIONE PUGLIA SUL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO

  10. #10
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.lastampa.it/
    http://www.lastampa.it/redazione/Cronache/motopesca.asp
    DOPO LA PUGLIA, ANCHE IN PIEMONTE UN SINDACO GUIDA LA RIVOLTA CONTRO IL GOVERNATORE
    Tagli alla sanità, si allarga la protesta salva-ospedali
    Le Regioni: i posti letto costano troppo, bisogna riorganizzare il servizio


    23 agosto 2002


    di Gigi Padovani


    Dopo i ticket e l’aumento dell’Irpef, i tagli. La stretta delle Regioni sulla sanità è un passo obbligato per fermare il deficit che su medicine ed ospedali rischia di travolgere i conti pubblici. Ne sa qualcosa il giovane Raffaele Fitto, il «governatore» con il viso da bambino che dimostra di avere una volontà di ferro e non rinuncia alla sua dose di insulti quotidiani dai pugliesi, pur di tenere fede al piano di riorganizzazione della sanità, con una riduzione di circa 4 mila posti letto. Ieri Fitto, dopo essere rimasto bloccato in auto per due ore a Terlizzi qualche giorno fa, si è preso i fischi di Bitonto e la protesta di piazza a Molfetta.


    Dalla pacifica Valdossola si annunciano ora barricate anche in Piemonte, per difendere il «diritto a nascere» a Domossola. Le rivolte in difesa dell’ospedale locale (che significa posti di lavoro per infermieri, primariati per i medici, maggior lustro per i sindaci che riescono a mantenerlo in vita) del resto sono «bipartisan». In Piemonte la guida un sindaco polista contro un presidente forzista, in Puglia amministrazioni uliviste e di centrodestra (anche se si sono visti i «no global» di Caruso), in Toscana ed Emilia-Romagna qualche anno fa gli assessori Ds furono attaccati da sinistra.


    Ma che succede? Perché si è arrivati a dover attuare questi tagli? Intanto esistono norme nazionali fissate dal ministero della Sanità già anni fa,che vanno rispettate. I piccoli ospedali devono essere chiusi al di sotto dei 120 posti letto, una ostetricia è a rischio - e lo dice anche l’Oms - se i nati sono meno di 650 l’anno, quando sorge una nuova struttura si devono abbandonare quelle vecchie in un raggio di 30-40 chilometri. Del resto le cifre del deficit 2001 per la spesa sanitaria (che rappresenta l’80 per cento delle uscite delle Regioni) indicano che non si può lasciar correre: il buco è di 8758 miliardi di vecchie lire. Va rispettato l’accordo Stato-Regioni firmato l’8 agosto del 2001: chi sfora, paga di tasca sua.

    Un principio federalista che il presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, difende a spada tratta: «Governare costa, non si può derogare». Anche quando i focolai di contestazione salgono dal Sud della Puglia alle alpi piemontesi? «Intanto so che Domodossola - replica Ghigo, da governatore del Piemonte - ha finora espresso una protesta civile, e che non ci sono state strumentalizzazioni come nei confronti di Fitto. Riceverò gli amministratori ai primi di settembre, ma credo dovremo mantenere il nostro piano: c’è già l’impegno ad un nuovo ospedale unico dell’Ossola. Ci sono costi che non sono più sopportabili, se comunque si vuole mantenere l’efficienza dei servizi».

    E dopo Domodossola, in Piemonte si annunciano possibili proteste a Valenza, Varallo Sesia, Carmagnola, mentre ad Alba e Bra si prevedono razionalizzazioni per il futuro ospedale unico.


    Se ci sono Regioni che non hanno ancora incominciato a potare i «rami secchi», altre lo stanno facendo da tempo. In Veneto il nuovo piano prevede una riduzione di 2 mila posti letto, con reparti da tagliare soprattutto nel Veronese, a Vicenza e Padova, per un totale di 18 piccoli ospedali. Fabio Gava, assessore forzista competente e vicepresidente di Galan, è anche il capofila tra le Regioni nella dura trattativa con il governo per la ripartizione dei fondi. «Mi riferiscono che l’Ulivo in Puglia propone a Fitto - dice Gava - di imparare da Storace, il presidente del Lazio che finora ha evitato i tagli. Ecco, se dovessi dire, sarebbe giusto proprio il contrario. Il deficit sanitario è più pesante in Campania, Sicilia, Lazio, perché là non si sono fatte operazioni di contenimento».


    La ricetta di Gava per i suoi colleghi è dolorosa ma necessaria: se ci sono piccoli ospedali con soltanto 150-200 posti letto, meglio chiuderli, accorparli con altri, integrarli dando ad uno l’ortopedia e all’altro l’ostetricia. Al loro posto si devono aprire poliambulatori diagnostici di base, che servono per la prevenzione. E alle opposizioni, sia poliste sia uliviste, Gava dà un consiglio: «E’ più facile attaccare la giunta o il presidente sulla sanità, ma spesso è irresponsabile».

    Se in Lombardia Formigoni ha dovuto porre «tetti» alle prestazioni (che prima non c’erano), Emilia-Romagna e Toscana hanno già fatto i loro tagli tempo fa e infatti ora hanno disavanzi più contenuti. L’attuale governatore toscano Claudio Martini, che nella precedente giunta era assessore alla sanità, ha «pagato» il suo rigore con 2 o 3 punti percentuali in meno nell’elezione del 2000, mentre l’assessore diessino Bissoni, in Emilia, non ha dimenticato le tensioni nate a Comacchio per la chiusura di quell’ospedale. Ora la nuova struttura che doveva sostituirlo, nel Basso Ferrarese, è in funzionee.

    La cura dimagrante della sanità emiliana - dal ‘96 ad oggi - ha coinvolto 35 piccoli ospedali, per un totale di 3 mila posti letto.


    Del resto l’accordo tra governo e Regioni prevede che la spesa per l’assistenza ospedaliera, nel triennio 2002-2004, passi da una quota del 49,8 per cento sul totale (il 3,6 va alla prevenzione, il 46,6 a medicine, ambulatori, esami) al 45,5%. «Sono logiche alle quali ci dobbiamo abituare», commenta Ghigo. Quanto a Fitto, continuerà il suo tour. Ieri gli è arrivata la benedizione della Chiesa pugliese, dal vescovo di Lecce Francesco Ruppi. Forse non ne ha bisogno soltanto lui.

 

 

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