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    Question L'ISTAT falsifica le statistiche?

    Disoccupazione:Bankitalia contesta i dati Istat
    Secondo uno studio compiuto da Bankitalia, il reale tasso di disoccupazione sarebbe più preoccupante di quello ufficiale: attestandosi al 12,7% sarebbe due punti sopra ai dati diffusi dall'Istat


    MILANO - Nuovo allarme disoccupazione. O meglio, l'allarme sarebbe ancora più preoccupante. Secondo uno studio pubblicato dalla Banca d’Italia, infatti, ci sarebbe anche il lavoro tra i capitoli su cui le ultime ricerche statistiche sarebbero state troppo ottimistiche. Il tasso di disoccupazione potrebbe risultare sensibilmente più alto di quello ufficialmente registrato: di due punti esatti (poco al di sotto del 13%), mentre nel Mezzogiorno si superebbe addirittura il 26% di disoccupati.

    L' indagine di Bankitalia, in pratica, contesta soprattutto la metodologia statistica ufficiale, che non include fra i disoccupati coloro che non hanno avviato una concreta ricerca di lavoro entro il mese che precede la rilevazione stessa. Ecco, quindi, i dati diffusi da Banditali: nel nostro paese 53,5 persone su 100 hanno un lavoro, mentre i disoccupati veri e proprio sono il 6,4%. Un altro 3,1%, sempre sul totale della popolazione, indica tutti coloro che hanno fatto un tentativo di cercare un posto di lavoro, ma a distanza di oltre un mese dall' intervista (non inclusi, appunto, fra i disoccupati ai fini statistici). Ancora, il 5,2% degli italiani è da considerare “scoraggiato”, nel senso che ''la maggior parte di loro non cerca un lavoro poichè non ritiene di poterlo trovare''. Infine, il 31,8% viene definito “unattached”, con riferimento al fatto che poco meno di un terzo della popolazione del nostro Paese ''non manifesta alcun interesse per il mercato del lavoro'', cioè non cerca un impiego e non è disponibile a lavorare.

    L'indagine sottolinea che, in ogni caso, la ripartizione nelle diverse aree geografiche del Paese di tutte queste diverse categorie e' fortemente squilibrata. Nel Mezzogiorno, infatti, appena il 42% della popolazione è occupata (contro il 59,9% del Centro-Nord), mentre l' 11,3% del totale è disoccupato (3,7% appena nel resto del Paese). I disoccupati potenziali rappresentano il 5,8% (1,6% nel Centro-Nord), gli scoraggiati il 6,7% (4,4% nel resto d' Italia) e coloro che non hanno alcun interesse a lavorare il 34,2% (30,4% nelle altre aree). Fra le altre considerazioni, l' indagine conferma che la possibilità di trovare un lavoro per chi è disoccupato nel Centro-Nord è molto più alta rispetto a chi si trova in un' analoga condizione nel Mezzogiorno. Nel primo caso, infatti, si può trovare un posto, nell' arco di un trimestre, in una percentuale pari al 18,7% del totale. Al contrario, al Sud si scende all' 8,6%, mentre nella media nazionale ci si attesta sul 12,4%.

    (24 AGOSTO 2002, ORE 190)

  2. #2
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    Predefinito Re: L'ISTAT falsifica le statistiche?

    Originally posted by WASP_
    Disoccupazione:Bankitalia contesta i dati Istat
    Secondo uno studio compiuto da Bankitalia, il reale tasso di disoccupazione sarebbe più preoccupante di quello ufficiale: attestandosi al 12,7% sarebbe due punti sopra ai dati diffusi dall'Istat


    MILANO - Nuovo allarme disoccupazione. O meglio, l'allarme sarebbe ancora più preoccupante. Secondo uno studio pubblicato dalla Banca d’Italia, infatti, ci sarebbe anche il lavoro tra i capitoli su cui le ultime ricerche statistiche sarebbero state troppo ottimistiche. Il tasso di disoccupazione potrebbe risultare sensibilmente più alto di quello ufficialmente registrato: di due punti esatti (poco al di sotto del 13%), mentre nel Mezzogiorno si superebbe addirittura il 26% di disoccupati.

    L' indagine di Bankitalia, in pratica, contesta soprattutto la metodologia statistica ufficiale, che non include fra i disoccupati coloro che non hanno avviato una concreta ricerca di lavoro entro il mese che precede la rilevazione stessa. Ecco, quindi, i dati diffusi da Banditali: nel nostro paese 53,5 persone su 100 hanno un lavoro, mentre i disoccupati veri e proprio sono il 6,4%. Un altro 3,1%, sempre sul totale della popolazione, indica tutti coloro che hanno fatto un tentativo di cercare un posto di lavoro, ma a distanza di oltre un mese dall' intervista (non inclusi, appunto, fra i disoccupati ai fini statistici). Ancora, il 5,2% degli italiani è da considerare “scoraggiato”, nel senso che ''la maggior parte di loro non cerca un lavoro poichè non ritiene di poterlo trovare''. Infine, il 31,8% viene definito “unattached”, con riferimento al fatto che poco meno di un terzo della popolazione del nostro Paese ''non manifesta alcun interesse per il mercato del lavoro'', cioè non cerca un impiego e non è disponibile a lavorare.

    L'indagine sottolinea che, in ogni caso, la ripartizione nelle diverse aree geografiche del Paese di tutte queste diverse categorie e' fortemente squilibrata. Nel Mezzogiorno, infatti, appena il 42% della popolazione è occupata (contro il 59,9% del Centro-Nord), mentre l' 11,3% del totale è disoccupato (3,7% appena nel resto del Paese). I disoccupati potenziali rappresentano il 5,8% (1,6% nel Centro-Nord), gli scoraggiati il 6,7% (4,4% nel resto d' Italia) e coloro che non hanno alcun interesse a lavorare il 34,2% (30,4% nelle altre aree). Fra le altre considerazioni, l' indagine conferma che la possibilità di trovare un lavoro per chi è disoccupato nel Centro-Nord è molto più alta rispetto a chi si trova in un' analoga condizione nel Mezzogiorno. Nel primo caso, infatti, si può trovare un posto, nell' arco di un trimestre, in una percentuale pari al 18,7% del totale. Al contrario, al Sud si scende all' 8,6%, mentre nella media nazionale ci si attesta sul 12,4%.

    (24 AGOSTO 2002, ORE 190)
    Bè ma si sa che gli istituti di statistica, al soldo degli stati, DA SEMPRE e A SECONDA DI COME TIRA IL VENTO non falsificano ma quantomeno addomesticano le statistiche...d'altronde, considerando che tecnicamente il procedimento per il comune mortale è di ardua comprensione, puoi bene immaginare coem parametri e pesi vari possano essere abilmente "aggiustati" in modo da ottenere risultati il più comodo possibile...non è una novità...è un po' come i sondaggi...però questi dell'istat sono più professionali

 

 

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