Osama Bin Laden progetta apertamente – con l’aiuto di suo figlio – di mettere fine alla sua vita, suicidandosi davanti alle telecamere, cosa che servirà da segnale per attacchi terroristici sul Campidoglio a Washington, sul Big Ben a Londra e sulla Torre Eiffel a Parigi. Lei crede in questa possibilità?
AD : Mi sembra tutta una farsa macabra. Quando vedo Bin Laden sullo schermo mi sembra che tutto lo scenario venga costruito da qualche parte in California, poiché esso non si intona tanto con la coscienza islamica, quanto esprime alcune aspettative dell’uomo moderno dell’Occidente. I do sempre meno credito all’esistenza di Bin Laden. È noto che egli era un agente della CIA ed io non escludo che egli sia un attore a pagamento, indispensabile agli USA per giustificare le nuove tendenze geopolitiche – quali, l’instaurazione di basi in Asia Centrale, la mobilitazione della propria popolazione civile, ferma nel pantano dell’indifferenza politica e della disintegrazione, l’intimidazione dell’Europa che ora deve pagare le spese militari americane, e della Russia che giura di obbedire in tutto agli USA. E in più va avanti la storia con Bin Laden, più essa assume un carattere hollywoodiano.
Non voglio dire che stiamo parlando di qualcosa di frivolo, ma noi viviamo in un mondo dove le immagini distorcono completamente la realtà. Su questo argomento ha parlato il filosofo francese Guy Débord nel suo famoso libro “La società dello Spettacolo”. Egli si suicidò veramente, in segno di protesta contro la “società dello Spettacolo”, mostrando che la vita umana non può dipendere dalla falsificazione virtuale, di cui noi siamo nutriti. Bin Laden e i Taliban sembrano immagini rappresentative della “società dello Spettacolo”. Il filosofo anticonformista francese Jean Baudrillard ha considerato la tragedia dell’11 settembre come il solo evento dell’ultimo decennio che ci abbia riportato alla realtà. Ma tutto ciò che ne seguirà, dice Baudrillard, sarà spettacolo. Riguardo ciò che lei mi ha chiesto, è una farsa idiota. Ogni nuovo dettaglio mediacratico alleva con cura le paure del filisteo americano – suicidio, sangue, TV, figlio, Bin Laden, religione... Così vengono simultaneamente demonizzati e idealizzati la vita umana, la fede, l’esempio degli altri, gli attacchi, lo stesso Bin Laden. In pratica, anche le realtà più serie vengono rese vittime della insaziabile natura sensazionale della televisione. Fondamentalmente è la continuazione di programmi “Behind the glass” e “The Last Hero”, solamente prodotti su toni più cupi, in stile horror-movie. Io interpreto tutti gli eventi più recenti come un segno del pieno intorpidimento della nostra civiltà e della sua estrema inadeguatezza.


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... il fantasma di Osama viene 'risvegliato' dai vaccari solo in concomitanza di scandali governativi o gravi crack finanziari... che, a loro volta, vanno mascherati o tenuti nascosti il più possibile...

