Lunedì, 26 Agosto 2002
GOBBO E STIFFONI QUERELANO L’UNITÀ
Bossi: non daremo loro un alloggio Parte una petizione a Gentilini e Zaia
Treviso
Scritte razziste apparse sulle impalcature e sulle fioriere di piazza Pola sono state cancellate ieri pomeriggio da un gruppetto di no global armati di bombolette spay rosse e gialle. Il blitz è avvenuto poco dopo le 16, mentre la Polizia pattugliava il colonnato del Duomo. Una ventina di ragazzi ha imboccato il vicoletto di fianco al Battistero entrando in Calmaggiore e poi in via Paris Bordione tra gli sguardi incuriositi dei passanti. Quindi il gruppo ha impugnato le bombolette e ha coperto velocemente le scritte firmate "Skins Tv". Ma il pomeriggio si è animato in altre occasioni: con la "toccata e fuga" di un paio di teste rasate e la comparsa di un misterioso bigliettino consegnato - pare - da un'anziana signora ad uno degli immigrati marocchini. «So chi è uno dei tre aggressori dell'altra sera e spero che li fermiate perché so di che brutta gente si tratta». Queste più o meno le parole scritte sul biglietto che fa pure nome, cognome e indirizzo del giovane. Altre persone hanno voluto ieri testimoniare il proprio sostegno, come ad esempio due signore giunte in treno da Conegliano per chiedere alle famiglie se avevano bisogno di indumenti e mobili. Altri hanno portato sacchi di vestiti tra cui, curiosamente, c'era pure una pelliccia. Gli immigrati comunque ringraziano perché, al di là degli oggetti in sé, quel che conta è la solidarietà manifestata.
Ieri mattina di fronte allla Cattedrale di Treviso è stata anche distribuita una lettera ai passanti, con richiesta di sottoscrizione. «Caro Sindaco, caro Presidente della Provincia, noi pensiamo che ciò che sta avvenendo al Duomo in questi giorni sia una vera e vergognosa ingiustizia. Spetta a voi trovare una soluzione. Governare bene una città non significa restaurare palazzi, ricostruire strade e giardinetti. Tutto ciò è giusto ma non basta. Bisogna pensare di più alla dignità dei vostri cittadini, nativi o acquisiti». Autrici del gesto tre ragazze trevigiane che - tengono a precisarlo - non appartengono ad alcuno schieramento politico, né associazione, né organismo religioso.
Intanto Gian Paolo Gobbo, segretario della Lega Nord, e il senatore trevigiano dello stesso partito Piergiorgio Stiffoni hanno annunciato in una nota che quereleranno l'Unità e il direttore Furio Colombo per un articolo, apparso ieri in prima pagina, titolato "Squadristi della Lega contro gli immigrati". Si tratta di un articolo che rimanda a pagina 9 e in nessuno dei due testi si parla di squadristi della Lega, mentre è precisato che l'azione contro gli immigrati è stata condotta da skinheads o naziskin, ma Gobbo e Stiffoni, con evidente riferimento al titolo in prima pagina, affermano che " i candidi redattori dell'Unità, con il suo direttore in testa (...) hanno superato il segno dell'etica professionale" e che l'articolo ha dato "volutamente, ma per errore, dei terroristi ai militanti di un partito che siede in Parlamento e che rappresenta il popolo che democraticamente li ha eletti". E Umberto Bossi, intervenendo a una festa in provincia di Torino, ha detto: «Figuriamoci se dobbiamo cercare una casa per loro. Non l'abbiamo data ai nostri e la dobbiamo dare a loro?».




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