Su questo forum come su La Padania, sembra intensificarsi, in vista di Venezia. Pontida e annunciate prossime manifestazioni leghiste, la retorica patriottarda-leghista( cioé il partito come patria, nulla a che fare con la terra Padana): difesa a spada tratta con una notevole mistificazione della realtà italiana, perché é in tale contesto che la Lega agisce, e dell' operato del governo italiano, perché é tale il governo, di nome, di fatto e per costituzione, all' interno del quale la Lega agisce. E giù con non ben specificati, o meglio, con confini molto labili, risultati ottenuti. Che non si capisce se sono stati ottenuti, si stanno realizzando, sono in divenire, li hanno solo pensati o si sono convinti di averli realizzati. Alla soddisfazzione per tanta grazia si accompagna l' ennesima sfilza di "anatemi" per i non ortodossi, per chi si rifiuta di rallegrarsi e ringraziare le truppe romane del prode Umberto per l' indefesso lavoro profuso per il bene della Repubblica italiana, visto che per essa stanno lavorando, sulla di essa costituzione hanno giurato, per il di lei bilancio fibrillano, per il di lei Sud si stanno preoccupando. Chi, esterno al movimento Lega o ex o semplicemente critico perché ancora intenzionato ad usare la propria testa per capire la realtà concreta obietta la lunga serie di argomentazioni sopra velocemente esposte, viene accusato di ogni peggio cosa. "Traditore" é la prima. Cosa triste é che i menestrelli, convulsi nel difendere a tratti l' indifendibile, scivolano spesso nell' affibbiare del "traditore" ai non leghisti per non esserlo. Ovvero i "traditori" oggi sono i "traditori" della Lega, non della Padania. Dal culto della personalità(prode Umberto) al culto del apparato burocratico partitico(la Lega). Padania é lo slogan, collante che hanno reso talmente unto da riuscire a maneggiarlo a fatica. Ma continuano a pretenderne il copyright su "Padania", quasi fosse Mediaset per Berlusconi, una loro esclusiva proprietà dalla quale cacciare gli indesiderati. Ebbene, lor signori, ricordino che Padania è la terra che i rispettivi popoli calcano da generazioni e su cui destino in molti abbiamo voce in capitolo e pieno diritto di agire e disquisire; la Lega é vostra(o sua proprietà), ma l' atto notarile di scippo della mia terra a favore di qualsivoglia partito non esiste.
L' accanirsi da parte di certuni a tacciare i non "allineati" al bossismo che ormai é ai limiti del bossianesimo, é patetico. Chi critica qui e altrove non ha interessi privati o particolari da difendere, ha spesso un passato più che dignitoso nelle file leghiste, ha dato senza pretendere(l'onestà quella sì, ma si credeva fosse implicita...), MA SOPRATUTTO HA ANCORA A CUORE IL DESTINO DI PADANIA. Se invece il destino leghista sta nell' arabattarsi a Roma il problema é evidentemente delle sempre più sparute truppe bossiane.
Quelle sì, da difendere hanno molto, e visti i comportamenti sembra trattasi di posti, sedie, cadreghe, seggiolini e sgabelli.
Per criticare tutto ciò i padani, nel loro insieme, non hanno bisogno di autorizzazioni belleriane.
Paolo




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