Ormai manca meno di un anno: nel 2003 ci saranno le amministrative a Treviso.
Stiamo bene attenti: qualche tempo fa ho trovato un articolo a dire poco inquietante sulla edizione online della Tribuna di Treviso, che mi ha fatto venire i brividi.
In esso appare delineato esplicitamente ciò che era del resto ampiamente prevedibile: Il pericolo rappresentato dal tentativo di una possibile "esportazione" del nefasto modello veronese.
E' evidente che i sinistri, gentaglia senza nessuna dignità umana (prima ancora che politica) e capace di portare avanti unicamente una politica di menzogne basata su truffe e inganni, tenteranno come al solito di pescare nel torbido, mandando avanti un qualche emulo del pescelesso zanotto, cioè un burattino apparentemente "apartitico" e "al di sopra delle Parti" i cui fili saranno in realtà tirati dai soliti burattinai di sinistra e pure di estrema sinistra, rifondazione comunista e aree no-global in testa.
La nostra risposta vincente starà ovviamente nella qualità indiscutibilmente eccelsa del governo della città da parte della Lega in tutti questi anni.
Ma dobbiamo denunciare con la massima forza la truffa in atto fin da subito.
Dobbiamo ricacciare nella cloaca che a loro compete questi topi di fogna.
Cordiali Saluti Leghisti,
Alessandra
di seguito riporto l'articolo della Tribuna di Tv:
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L'Ulivo cerca un sindaco esterno
Il centrosinistra «importa» il modello Verona. Zoccarato esploratore
Una civica per «sfondare» al centro, dialogo con poteri forti e comitati
Passo indietro di Campagner candidato numero uno
Un candidato sindaco non di centrosinistra. Una lista civica espressione della città che corra a fianco della coalizione, in grado di raccogliere consensi al di fuori, nei ceti produttivi e nei settori moderati, intercettando gli scontenti dell'amministrazione leghista. Un dialogo serio con i poteri forti della città, dalla fondazione Cassamarca all'Usl 9, con le associazioni di categoria. L'Ulivo ha cominciato la corsa per le comunali 2003. E in due riunioni estiva ha tracciato la sua strategia. Fin troppo chiara: emulare, con i dovuti aggiustamenti, quanto accaduto a Verona.
A conferma che è scattata anche la corsa del centrosinistra, l'incarico informale a Luigi Zoccarato (oggi Margherita, ma ex esponente della Dc), di vestire i panni dell'esploratore «oltreconfine». Sono suoi i sondaggi per individuare un candidato autorevole, gradito alla città, che possa diventare l'«uomo della svolta», così come la chiamano gli esponenti dell'Ulivo, la potenziale versione trevigiana di Zanotto, trionfatore nella città dell'Arena. Ha dunque fatto un passo indietro il candidato numero uno, Maria Luisa Campagner, «signora con la borsetta», cui nel 1998 nella sfida a Gentilini fu preferito Domenico Luciani, non senza durissime polemiche. Ma è certo che nel caso in cui la ricerca di un candidato esterno non andasse a buon fine, si ripartirebbe dal capogruppo della Margherita, da due anni consigliere regionale. Qualcuno, nelle due riunioni di luglio, avrebbe anche ricordato la presenza di Adriana Vigneri, onorevole che alle politiche 1996 battè Lega e Polo (separati) nel collegio di Treviso sud...
Ma in questo momento l'attenzione, dai Ds alla Margherita, dai Comunisti Italiani ai Verdi, dallo Sdi a Dalla Torre, è concentrata sulla formula politica. «Ci incontreremo con la lista Di Pietro, e anche con Rifondazione - fanno sapere gli esponenti ulivisti - così come vogliamo confrontarci con i comitati cittadini, da quelli del Put a quello di piazza Vittoria contro il park, con i gruppi che vogliono salvare Sant'Artemio, con le associazioni, con i cittadini tartassati sul canone fognario». C'è chi voleva aprire di più alle associazioni - leggi candidato sindaco - guardando a quanto è successo a Montebelluna. Ma altri hanno sostenuto che non c'è oggi a Treviso una questione «rovente» come l'inceneritore a Montebelluna. E c'è chi, tra i moderati, avverte gli alleati: «E' più strategico, a Treviso, sfondare al centro e tra i moderato, che non trovare il dialogo con Rifondazione e con i no global di AltraMarca». Su questo, facile prevedere accesi dibattiti. «Ma su una cosa c'è la massima convergenza - aggiunge il segretario cittadino dei Ds, Giampaolo Sbarra - l'Ulivo, conscio della sua forza in città, ribadita anche dagli ottimi risultati di Bottacin alle provinciali, sa che dev'esser parte di qualcosa di più vasto se vuole vincere».




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