Il centrodestra giovanile può ripartire da Internet?
Lettera aperta agli amici della CSL e della Casa delle Libertà
Esattamente un anno fa ho avuto il privilegio di dare vita alla Casa degli Studenti per le Libertà, un movimento telematico nato per aggregare i giovani delle forze del centrodestra divise oggigiorno sia sul territorio, sia nelle scuole, sia nelle università.
Il progetto di un movimento non alternativo a quello dei gruppi giovanili già esistenti (Forza Italia Giovani, Azione Giovani, ecc.) ma al contrario complementare alla loro attività è tuttavia funzionato solo in parte.
Da un lato, nel suo piccolo, questo movimento ha cercato di contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente: una generazione politica nuova che ripudiasse i “vecchi” modi di fare politi-ca, aperte a nuove strategie, alle nuove tecnologie, alle idee vincenti.
Dall’altro la CSL ha dovuto affrontare ostacoli francamente imprevisti: il conservatorismo dilagante dei politici, le paure dei dirigenti giovanili di partito di perdere una parte del loro potere sui militanti (paura ovviamente del tutto infondata), la sfiducia di alcune piccole comunity online.
Tuttavia io e la mia squadra non abbiamo rinunciato al nostro progetto e al contrario abbiamo cer-cato di rilanciarlo con iniziative ancora più ambiziose: un giornale, frutto della cooperazione dei movimenti politici territoriali, da diffondere nelle scuole e nelle università per fermare la disinforma-zione dilagante delle sinistre studentesche; un portale culturale, sempre in cooperazione con altre associazioni, per spezzare il monopolio degli intellettuali comunisti nel nostro paese; uno spazio di discussione per gli studenti di tutta Italia per denunciare casi di “mala scuola”; un sito internet pun-to d’incontro per le comunità di centrodestra disperse per la rete prive di qualsiasi futuro proprio perché divise. Queste iniziative non sono andate in porto. Forse non erano ancora alla portata di una associazione come la nostra il cui unico “finanziamento” è la passione politica dei suoi militan-ti. Tuttavia erano tutte iniziative volte a far comprendere a giovani e meno giovani che la CSL face-va sul serio e che le sue idee non erano assolutamente da buttare.
Non sono gli ostacoli e gli imprevisti a spaventarmi. Ciò che invece temo sono i limiti attuali della “politica telematica”. Un anno fa ero convinto che avrei potuto cambiare il mondo da casa mia solo attraverso un mouse, una tastiera e tanto amore verso i miei valori di Libertà. Adesso un po’ meno.
Questa lettera aperta non è il bilancio di un anno di lavoro alla guida della CSL. Anzi, al contrario vuole rappresentare lo stimolo per l’inizio di un dibattito fondamentale: Internet ha le potenzialità per ribaltare i rapporti di forza all’interno del mondo culturale italiano a favore ovviamente del cen-trodestra? Può Internet cambiare la mentalità dei dirigenti politici, sia attuali che futuri?
Se sì quali sono le strategie che dobbiamo adottare? Su quali scenari inesplorati dobbiamo foca-lizzare la nostra attenzione?
Cari amici, per una volta non troverete in me delle risposte. Mi auguro che queste personali consi-derazioni gettino le basi per un dibattito serio e realistico. La palla passa dunque a voi: non delude-temi.
Renato Ibrido
Presidente CSL




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Mi si accusa di voler fare una scissione, ma quando mai ho detto una cosa del genere?! Sicuramente ci sono dei pregiudizi forti, delle invidie e delle paure stupide verso questa mia proposta, ma io l'avevo fatta(e continuo a farla) con molta sincerità e umiltà, vorrei che tutti contribuissero, che partisse tutto dalla base e non solo da poche persone!