Ho finito proprio oggi un articolo di David Held e Anthony McGrew, pubblicato in volume dal Mulino (Globalismo e antiglobalismo, Bologna 2001).
Nel primo capitolo si delineano brevemente i significati che sono stati dati al termine "globalizzazione". Vi riporto il passo:
"Non esiste un'unica definizione accettata di globalizzazione. Come tutti gli altri concetti chiave delle scienze sociali, il suo significato preciso rimane al centro della discussione. La globalizzazione è stata variamente concepita come:
- Una azione a distanza, secondo la quale gli atti posti in essere da soggetti sociali in un ambito locale vengono ad assumere conseguenze significative per soggetti lontani;
- Una compressione spazio-temporale, con riferimento al modo in cui la comunicazione elettronica erode, con la sua istantaneità, i limiti della distanza e del tempo nelle interazioni e nelle organizzazioni sociali;
- Una accelerazione dell'interdipendenza, intendendo con questo una intensificazione dei livelli di interconnessione tra economie e società nazionali cosicché eventi che hanno luogo in un paese hanno un impatto diretto anche sugli altri;
- Infine una contrazione del mondo, cioè l'erosione dei confini e delle frontiere geografiche per effetto delle attività socioeconomiche.
Tra i numerosi significati ad essa attribuiti, vi sono inoltre quello di integrazione globale, di riassetto delle relazioni di potere interregionali, di crescita della consapevolezza delle condizioni globali dell'umanità ed infine, di intensificazione delle interconnessioni a livello regionale."
A quale delle sopradette definizioni pensate quando sentite la parola globalizzazione?




Rispondi Citando