TRENTO. Lei si era intenerita, voleva aiutarli e, in pratica, era diventata la loro nonna adottiva. Loro, tre fratelli minorenni di età compresa tra gli 11 e i 15 anni (solo ieri denunciati per furto a Rovereto), l'hanno raggirata e le hanno prosciugato il conto. Scoperti, sono stati denunciati.
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TRENTO. Per almeno un mese hanno intenerito quella povera vecchietta fingendosi bambini bisognosi di aiuto. E lei ci ha creduto, tanto da ospitarli spesso in casa e offrire loro cibo e anche soldi. Tre facce d'angelo, dietro cui si nascondevano baby-delinquenti incalliti che hanno quasi prosciugato il conto dell'anziana portandole via almeno otto mila euro. La polizia, però, li ha fermati.
A mettere sulla pista giusta la squadra mobile della polizia è stata una segnalazione pervenuta venerdì negli uffici della questura. Dall'altra parte della cornetta il responsabile di una banca di Trento: «C'è una signora molto anziana che da qualche tempo sta prelevando somme ingenti dal suo conto corrente. Ogni volta è accompagnata da tre bambini nomadi».
La polizia è intervenuta all'esterno della banca e ha trovato l'anziana con i bambini. Nessuno di loro aveva in tasca denaro. L'anziana - un'ottantenne di Trento - ha spiegato che ogni tanto dava loro qualcosa da mangiare e li ospitava in casa. Nulla di male, ma gli agenti non sono stati convinti. Quei tre bambini - anche se piccoli e all'apparenza innocui - erano decisamente sospetti. La conferma è arrivata non più tardi di domenica quando la polizia di Rovereto li ha colti in flagrante in un appartamento del centro messo a soqquadro per compiere un furto. I tre bambini, che sostengono di essere fratelli ma che non hanno documenti, avevano tenuto sotto controllo i padroni di casa, aspettando il momento buono per intervenire. Appena i proprietari si sono assentati, i tre hanno rotto la finestra del bagno e sono penetrati nell'appartamento. Nella foga della ricerca di oggetti preziosi hanno buttato tutto all'aria, mettendo a soqquadro l'alloggio e causando notevoli danni, ma nello stesso tempo si sono fatti notare da alcuni vicini di casa che hanno chiamato la polizia. I tre baby-ladri sono stati controllati in questura, ma la loro età li rende non imputabili e pertanto sono stati lasciati andare senza alcun provvedimento.
Allontanatisi da Rovereto, ieri mattina gli agenti della mobile li hanno rivisti a Trento e - guardacaso - ancora in compagnia della solita vecchietta. Anche questa volta due di loro l'avevano accompagnata in banca per il solito prelievo: 500 euro. Uno dei tre fratelli, nel frattempo, ha trovato il modo di infilarsi in casa dell'anziana, trovare il nascondiglio del denaro e rubare i 300 euro in contanti prelevati qualche giorno prima. Quando l'anziana è rientrata in casa e ha trovato uno dei tre bambini si è sorpresa e allarmata. I fratelli l'hanno calmata distraendola con storie inventate di difficoltà e di fame. Non contenti, sono anche riusciti a rubare i 500 euro che l'anziana aveva appena prelevato. Ma non avevano fatto i conti con la polizia che li aspettava sotto casa e li ha fermati con i soldi ancora in tasca. Da successivi controlli è emerso che i due maschi hanno 11 anni e la ragazzina 15 e come tale, quest'ultima, è imputabile. Dal cervellone della polizia è anche emerso che la piccola nomade è la responsabile di almeno 40 furti commessi dal 1997 a oggi in tutto il Triveneto. I tre fratelli sono stati affidati, per ora, a una comunità.