«Attenti, io sono il figlio di Provenzano»
Un pregiudicato di Palermo tiene in ostaggio tre ragazzi millantando la parentela con il boss mafioso latitante
PALERMO - A ognuno il suo punto i riferimento. Ivano Lombardi, 32 anni, pregiudicato, ha scelto Bernardo Provenzano. Si è spacciato per il boss mafioso latitante più famoso d'Italia e spendendo il suo nome ha sequestrato per una settimana tre ragazzi romani a Rotterdam. Per intimidirli ha detto di essere il figlio di Provenzano e tanto è bastato per costringerli a fare ciò che voleva. Per esempio ha preteso ottenuto che i tre giovani viaggiassero in auto dall'Olanda all'Italia. Li ha minacciati di morte e ha estorto loro alcune migliaia di euro.
LA TAPPA - Lombardi ha fatto una sosta a Roma liberando due dei ragazzi, mentre ha costretto il terzo a seguirlo fino a Palermo, dove finalmente è stato bloccato dai carabinieri, dei quali è una vecchia conoscenza. La storia, fra l'assurdo e il rocambolesco, ha avuto inizio subito dopo ferragosto. Il sedicente figlio del boss, secondo gli investigatori, si sarebbe prima «autoinvitato» per il viaggio verso Rotterdam con i tre ragazzi, ma una volta in macchina ha iniziato a minacciarli di morte, intimorendo i giovani con la sua falsa identità. I ragazzi sarebbero stati anche picchiati. In questo modo li terrorizzava, ottenendo somme di denaro consistenti che i giovani avrebbero prelevato da bancomat durante il tragitto verso Roma.
L'INTERVENTO - Due dei ragazzi, una volta tornati liberi a Roma, hanno avvisato i genitori ed i carabinieri. Gli investigatori hanno avviato le ricerche e ricostruiti gli spostamenti di Lombardi grazie al telefonino cellulare. La procura di Roma ha autorizzato i militari a seguire la posizione del pregiudicato attaraverso il «percorso» della scheda «sim» del cellulare, ed è in questo modo che una volta arrivati a Palermo i carabinieri sono riusciti a localizzare la zona ed a bloccare l'auto sulla quale viaggiava il pregiudicato insieme al ragazzo.




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