La solidarieta' secondo un degno esponente di FI, con trascorsi da estremista di sinistra
Ma che bella solidarietà
28 agosto 2002
di Massimo Gramellini
L’ ASSESSORE allo sport di Milano, Aldo Brandirali, ha deciso che il derby della solidarietà Inter-Milan del primo settembre non debba più essere troppo solidale con i parenti delle vittime di Linate 2001.
«Data la crisi del calcio», la metà dell’incasso di competenza del Comune verrà destinata alle casse dello sport meneghino: tanto più che, a detta dell’assessore, i succitati parenti hanno già ricevuto abbastanza.
Bisogna rendere atto a Brandirali di avere un certo coraggio nello sfidare i sentimenti umani di fondo, con quel cinismo provocatorio che è il marchio di fabbrica degli estremisti di sinistra passati dall’altra parte. I quali nel servire la nuova fede mettono lo zelo tipico dei convertiti, che li porta a dare del comunista a chi era già liberale quando loro progettavano rivoluzioni e del retorico a chi parla di valori che non siano solo quelli dell’omonima Borsa.
E’ dunque con disdicevole concessione al sentimentalismo che si può notare come i passeggeri di Linate abbiano scelto il momento sbagliato per fare le vittime. Avrebbero dovuto immolarsi qualche anno prima, quando presidenti e procuratori non avevano ancora spolpato il polletto calcistico fino all’ultima frattaglia.
Oggi è tardi e «data la crisi dell’occupazione» sarebbe saggio togliere ai parenti anche la metà rimanente dell’incasso per consegnarla a una categoria più urgente di bisognosi: i ladri di bagagli licenziati alla Malpensa.




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