Più che della lotta al fumo quella in atto la si potrebbe definire la persecuzione dei diritti dei cittadini, delle libertà individuale, dell'imposizione di certi consumi e modalità di comportamento. Anziché formare e favorire l'adozione di un regime di vita salutista ma spontaneo e frutto delle convinzioni dell'individuo, i governi dei paesi occidentali credono di conseguire risultati attraverso le "imposizioni", i "divieti", le "perquisizioni" addirittura. In questo filone si inserisce l'ennesima boutade del ministro Sirchia che, in piena estate, ha pensato bene di annunciare l'intenzione di eliminare i distributori automatici di sigarette, arrivando in un secondo momento a correggere leggermente il tiro prediligendo un divieto non assoluto limitando l'acquisto al pagamento con bancomat.

Secondo l'associazione dei consumatori Aduc, questa proposta rischia di rivelarsi una misura che limita la libertà dei fumatori e che potrebbe favorire la crescita delle vendite di contrabbando.

Per l'aduc, "se quanto auspicato da Sirchia fosse realizzato, la responsabilità del singolo andrebbe a ramengo, perché lo Stato, per far rispettare una norma, impedirebbe la libertà di tutti e non sanzionerebbe, invece, il singolo che non rispetta la norma". "Non crediamo che rendendo più difficile l'acquisto di sigarette, si possa fare una campagna per la difesa della salute. Già il divieto di vendita ai minori di sedici anni è un incentivo al mercato del contrabbando, che è tutt'altro che assente e combattuto. Con il divieto delle macchinette automatiche, dall'incentivo si passerebbe all'invito, anche se non ci pare di vedere orde di ragazzi sotto i sedici anni che bramino l'acquisto di sigarette. Non solo, ma ci sembra proprio che a quell'età, più una cosa si vieta, più è desiderata e si è disposti a molto per ottenerla".