"Non usiamo giri di parole e chiamiamo le cose con il loro nome: la liturgia post conciliare è in crisi, è ammalata, immanente, il nuovo messale ha fallito e bisogna prenderne atto": lo afferma don Davide Pagliarani, Superiore per l'Italia della Fraternità San Pio X. Precisa meglio il suo pensiero: " queste cose le ho sempre affermate. Intendo dire che dopo il Concilio Vaticano II la riforma ha svilito e fatto perdere alla messa il senso dell'immanente con la pretesa di voler capire e comprendere tutto. Si è smarrito il senso del sacro". Don Davide, quali le cause a suo giudizio?: " la questione oltre che liturgica è principalmente teologica. La messa ha smarrito il senso antico e nobile di sacrificio,adorazione,mistero,per l'assurda pretesa di voler razionalizzare e banalizzare ogni cosa. Una deformazione che risponde sciaguratamente alla protestantizzazione avvenuta appunto dopo il Concilio Vaticano II". ...
... Che cosa critica maggiormente del nuovo messale?: " la messa è figlia di una liturgia anonima, che ha lasciato da parte l'immanente, lo sguardo verso Dio per cercare l'uomo". E gli abusi liturgici?: " in questo clima di totale rilassatezza si sono compiuti abusi di ogni genere e tipo e neppure le stesse norme del messale vengono rispettate con la necessaria fedeltà. Insomma,questa liturgia è seriamente e gravemente ammalata". Se è ammalata, esisterà anche una terapia: " il solo rimedi,o è il ritorno totale al rito romano antico, quello comunemente detto di San Pio V. Oggi le chiese sono vuote, desolatamente vuote, mancano i seminaristi,la colpa è di questo clima festaiolo che ha prodotto tali risultati". Una pausa e poi ancora: " la dimostrazione di quello che dico è che il Papa Benedetto XVI ha sentito la necessità di promulgare un Motu Proprio per ridare vigore e smalto alla messa di sempre". In vero il Motu Proprio aveva ed ha come scopo quello di compiere un atto di giustizia: " senza ombra di dubbio,anche questo. Ma di fatto è la presa di atto di un fallimento, di una liturgia in crisi ,che non sa coinvolgere". Le piace la parola assemblea?:" per niente,mi da l'idea di una celebrazione senza regole,orizzontale. Invece la messa è un rito che viene compiuto da un celebrante e mai da una assemblea". Incuriosisce la vuotezza della chiese oggi: " dipende,lo ripeto, dalla scarsa sacralità del nuovo rito e del nuvo messale che hanno fatto perdere consistenza alla messa". Un suo giudizio sul conto di mons. Lefebvre: " per me il santo più grande del ventesimo secolo". E chi altri?: " direi senza ombra di dubbio San Pio X e San Padre Pio,la sua celebrazione della santa messa era davvero sacrificale, esemplare del sacrificio e dell'adorazione. Un gigante di spiritualità e direi un modello da seguire e imitare . Padre Pio soffriva nel celebrare la santa eucarestia".
La liturgia post conciliare è ammalata. Il nuovo messale ha fallito. Bisogna ritornare al rito antico per riempire le chiese. La parola assemblea? Niente affatto, ricorda una liturgia piatta ed orizzontale. Si torni al messale di San Pio V




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ostridicolo: