di Paolo Bassi
«C’è chi sta tirando un po’ troppo la corda. Stiano attenti perché prima o poi le corde si possono anche spezzare...».
Francesco Moro, capogruppo della Lega Nord al Senato è ad Amsterdam per partecipare ad un’indagine conoscitiva con Europol. Ma, nonostante i chilometri che separano la terra dei tulipani dall’Urbe, l’esponente del Carroccio è perfettamente al corrente delle polemiche che stanno infuocando il dibattito politico, soprattutto sul tema dell’immigrazione.
«Ho letto tutti i giornali e - ci dice - non mi hanno stupito più di tanto le vibrate affermazioni di certi esponenti delle associazioni “cosiddette caritatevoli” contro la legge Bossi-Fini».
Perché senatore?
«Per il semplice fatto che la Lega da anni denuncia il business che esiste alle spalle di certe sigle. Non è un mistero che la maggior parte dei fondi, derivanti sia dal finanziamento pubblico, che dalle donazioni dei privati, vengono utilizzati solo per mantenere in piedi delle strutture diventate nel corso degli anni “elefantiache”».
Pochi soldi quindi, finiscono a chi ne ha veramente bisogno.
«Esatto. I numeri parlano chiaro. Tanto quanto parla chiaro la condotta della Lega Nord che è sempre stata molto attenta ai numeri. Mi sembra ovvio che oggi, certe associazioni, anche quelle più grandi, temano di perdere “clienti”. Cioè, di perdere le masse di immigrati a cui dover prestare assistenza, perché con la nuova legge sull’immigrazione, entrerà nel nostro paese solo chi potrà avere un lavoro, una casa e uno stipendio. Cioè gente che non avrà più bisogno di assistenzialismo».
Accanto alla legge, lo stesso Bossi ha rilanciato la proposta della De Tax per aiutare i popoli a casa loro.
«Altra iniziativa molto importante. Se lo Stato potrà fare a meno di finanziare le associazioni caritatevoli, perché non ce ne sarà più bisogno, potrà “girare” questi fondi a progetti di cooperazione e sviluppo nei Paesi a forte emigrazione».
La sinistra intanto, sta sfruttando le frizioni fra Lega e Udc per dire che la Casa delle Libertà è allo sfascio. Cosa ne pensa?
«Mi sembra che il centrosinistra non sia nella posizione ottimale per avanzare un’opinione di questo tipo. Farebbero meglio a guardare dentro casa loro, prima di parlare degli altri».
Però, anche i centristi continuano ad attaccare il Carroccio a spron battuto...
«Mi auguro che certe affermazioni dei centristi siano ascrivibili solo ad un modo per guadagnarsi un po’ di visibilità. Io sono una persona pragmatica. Fra pochi giorni entreremo nel pieno della ripresa dei lavori parlamentari. L’agenda è molto ricca, soprattutto al Senato, dove a fine mese arriverà la Devolution. Allora vedremo quale sarà in concreto l’atteggiamento degli alleati. In base a ciò, faremo le valutazioni del caso».




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