La notizia come al solito proviene dagli USA, il paese dove più di ogni altro si assiste ad una pericolosa ondata proibizionista sospinta da un salutismo quasi maniacale. Dopo le sigarette, le patatine, le merendine, i profumi, il caffè, è giunta l’ora delle bevande gassate. Nei 677 campus (frequentati da oltre 750mila studenti) della contea di Los Angeles non saranno più distribuite bevande gassate per le quali la Los Angeles School Board ha posto il tassativo divieto.

Tra le ragioni del provvedimento si riporta la grande incidenza che queste bevande hanno sul problema dell’obesità, frutto di una scorretta cultura alimentare, in virtù dell’elevato contributo calorico e dello scarso apporto nutrizionale che hanno.

Molti nutrizionisti e salutisti hanno rincarato la dose affermando che il costo di appena un dollaro di tutte queste bevande non fa altro che incentivarne il consumo, auspicando per questo anche un incremento dei prezzi. Forse l’augurio di questi novelli censori e oppressori è di arrivare al costo dei dieci dollari per lattina, come nel caso delle sigarette, senza rendersi conto che una corretta alimentazione ed una società sana non sono il risultato di una serie ignobile di divieti, ma di un profondo processo di formazione degli individui che in piena libertà, nel rispetto dei propri diritti, avranno tutti gli strumenti per scegliere quel che è meglio per la propria vita.

Paolo Carotenuto