Anche l'Ue frena sull'Iraq
I ministri degli Esteri europei spingono per un negoziato con Baghdad. Berlusconi: "Agli Usa non conviene agire da soli". Poi annuncia un probabile accordo bilaterale sull'immunità penale dei soldati americani.
ELSINORE (DANIMARCA) – Il governo italiano è pronto a firmare con gli Usa un accordo bilaterale per garantire ai soldati statunitensi l'immunità dalla giurisdizione della Corte penale internazionale. Lo ha confermato Silvio Berlusconi a margine del vertice dei ministri degli Esteri di Elsinore, in Danimarca. "Si è vero; ne parleremo. Siamo orientati ad andare alla firma di questo accordo" ha detto il premier. L'Italia sarebbe il primo stato europeo a firmare un'intesa del genere con gli Usa: "Su questo non siamo vincolati a una decisione comunitaria. Ciascun paese ha firmato per se stesso e potrà decidere per se stesso su un eventuale accordo".
Sulla questione Iraq, messa al primo posto dell'ordine del giorno del vertice, Berlusconi ha detto: "Ho la sensazione che non si vada verso nessun intervento". In ogni caso, secondo il premier, gli Usa dovranno cercare il sostegno dell'Ue: "Non ci sarà una iniziativa internazionale degli Stati Uniti che non sia prima discussa con gli alleati".
In ogni caso, il presidente del Consiglio ha espresso la convinzione che "non convenga a nessuno procedere con interventi isolati" e, soprattutto, "non conviene a nessuno, neanche alla più grande potenza del mondo, restare isolata rispetto alla Comunità internazionale e all' Europa".
Il vertice dei ministri degli esteri dell'Ue ha del resto ribadito le perplessità sulla guerra che l'amministrazione americana intende affrontare contro il regime di Baghdad. Il presidente della Commissione europea Romano Prodi lo ha confermato: "Ci sono profondi punti interrogativi sull'opportunità di un'azione militare unilaterale che non sia profondamente meditata e condivisa". E ha poi precisato che l'ultima parola spetterà comunque alle Nazioni Unite. La questione Iraq sarà comunque affrontata più in modo più approfondito domani (sabato). Dagli Usa, Bush ha fatto però sapere di non accettare l'ipotesi di un ultimatum a Saddam sulla questione del ritorno degli ispettori. Per l'America il regime di Baghdad deve rispettare gli impegni, e "deve farlo subito". Non c'è insomma spazio per un negoziato, soluzione invece auspicata dall'Ue.
Copenhagen, che ha la presidenza di turno dell’Unione, ha presentato ai ministri presenti il suo piano per il Medio Oriente. Il documento propone che si giunga alla creazione di uno stato palestinese autonomo entro il 2005, dopo tre passi fondamentali: un accordo sulla sicurezza tra israeliani e palestinesi, la realizzazione di una serie di riforme in seno ai principali organi palestinesi e infine la terza e più cruciale fase, quella della creazione di uno stato autonomo.
Al centro del dibattito anche l’allargamento dell’Unione europea e il probabile ingresso di altri dieci Paesi, che rappresenterebbe la più grande espansione mai avvenuta in seno all’Ue. E il presidente Prodi ha confermato: "Procediamo con la nostra tabella di marcia e le scandenze sono tutte confermate".
(30 AGOSTO 2002; ORE 12:20 aggiornato alle 22:44)




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