L’occupazione verso la fine. L’«Osservatore Romano» attacca il sindaco Gentilini per le critiche al vescovo
TREVISO - Il Duomo non si svuota ma le case cominciano a riempirsi. Quella appena trascorsa potrebbe essere l’ultima notte all’addiaccio per gli sfollati di Treviso che, dopo la distruzione delle case abusivamente occupate a Borgo Venezia, si sono rifugiati sul sagrato della cattedrale. Per i sessantaquattro marocchini rimasti senza alloggio l’emergenza casa sembra finalmente in via di soluzione. Ieri sera cinque delle undici famiglie islamiche che hanno trovato riparo sotto il crocifisso del tempio cristiano sono entrate in quattro abitazioni trovate dalla Curia fra Treviso e Villorba, un centro alle porte della città. L’affitto è impegnativo, dai 500 ai 600 euro al mese, ma la Chiesa ha garantito che sosterrà le famiglie pagando per otto mesi parte della pigione, che non supererà i 400 euro. Anche ai sette single del gruppo è stata trovata una sistemazione: a pensarci, sempre la Chiesa. Saranno infatti ospitati nella parrocchia di Varago di Maserada, un comune a pochi chilometri da Treviso. Una sesta famiglia sta trovando sistemazione a Monastier, un altro centro del Trevigiano, mentre anche l’imprenditore Ivano Beggio, il «Signor Aprilia» sta provvedendo insieme al sindaco di Noale, ad affittare un alloggio per due dipendenti magrebini. Sostanzialmente sono ancora tre le famiglie da «piazzare». Nessun ruolo, nell’offerta abitativa, ha avuto il comune del sindaco Gentilini, che ha sempre ignorato i vertici in Prefettura. Il presidio al duomo resta. Nessuno se ne andrà finché non verrà trovato una soluzione per tutti. Intanto, alle critiche del vescovo di Treviso, Paolo Magnani, nei confronti del sindaco Gentilini, ieri si sono aggiunte quelle dell’ Osservatore Romano . A Gentilini che non accetta «l’annacquamento della razza Piave da parte degli immigrati» e chiude le porte della città («Se ne tornino a casa») l’organo della Santa Sede rimprovera di «essere andato sopra le righe», a dispetto della «delicatezza e sensibilità pastorale del vescovo». Non solo. L’ Osservatore accusa, senza nominarlo, l’onorevole leghista Roberto Calderoli di aver «avallato quelle dichiarazioni dimenticando l’alto ruolo istituzionale ricoperto». «Solo dopo aver garantito i diritti primari al mio popolo - replica Calderoli - potrò pensare agli altri. Ritengo che sarebbe molto più importante che l’ Osservatore si impegnasse a portare a costoro la parola di Cristo piuttosto che subire passivamente l’onda d’urto della religione islamica o occuparsi di edilizia popolare».




Rispondi Citando