Mandato da Il Legno Storto Domenica, 01 September 2002, 21:19 uur.
A Torino la proposta è stata lanciata dall'amministrazione comunale e presentata dal sindaco Chiamparino che ha auspicato l'apertura di un dibattito tra esperti e richiamato l'attenzione dei politici anche per verificare la compatibilità con le leggi nazionali: l'apertura di aree dove i tossicomani possano iniettarsi droga sotto controllo medico non poteva che suscitare grosse polemiche. Le solite polemiche estive, che noi cercheremo di trasformare in un tema di serio approfondimento post-balneare.
Ci sono delle contraddizioni condite di aspetti farseschi, visto che nel nostro Paese la lotta serrata al fumo delle sigarette vorrebbe portare alla proibizione del consumo di sigarette in ogni luogo non prevedendo sale per fumatori nemmeno negli aeroporti, mentre per gli eroinomani si vorrebbe addirittura predisporre delle strutture apposite. Ma superata questa contraddizione non possiamo ignorare il problema ed analizzarlo in modo razionale cercando di valutare i pro e i contro della proposta. Interi quartieri sono inondati di siringhe utilizzate dai drogati ed oltre allo scenario squallido che offrono si dovrebbe considerare il rischio serio per i passanti e per i bambini. Se lo Stato e le forze dell'ordine nulla fanno per il proliferare di zone abbandonate ad uno stato di degrado simile, allora sarà bene prendere in considerazione delle soluzioni alternative. Ma uno Stato può accettare di predisporre esso stesso delle aree nelle quali possa consentire a dei suoi cittadini di drogarsi e farsi del male? Non si rischierebbe di creare dei centri per la distribuzione di "eroina di Stato"?
Questa è ad esempio la posizione di autorevoli esponenti del Governo, come il ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, per il quale il ruolo dello Stato deve essere indirizzato al recupero dei tossicodipendenti quando l'opera di prevenzione fallisce. L'esperimento che si propone a Torino è invece indirizzata a cronicizzare, cioè a tenere imbottito di droga i tossicodipendenti fino alla loro morte.
Di parere opposto l'europarlamentare radicale Benedetto Della Vedova, per il quale la tossicodipendenza da eroina è innanzitutto un problema sanitario e dunque la prima esigenza è prestare assistenza sanitaria. E questo potrebbe essere il primo passo per disinnescare la mina devastante della tossicodipendenza perché consentirebbe al tossicodipendente di continuare a fare quello che avrebbe fatto comunque, solo in condizioni meno devastanti per se stesso e con un impatto attenuato sulla vita della città e dei cittadini. Si arriverebbe infatti a ripulire le strade e i giardini da siringhe infette permettendo ai cittadini di riappropriarsi dei propri quartieri.




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