Sciuscià deve chiudere. La trasmissione condotta con successo da Michele Santoro non può più restare in programmazione in una televisione di Stato non libera, bensì omogenea. Il Cda della Rai è tornato a spaccarsi sul caso Santoro. Nella seduta del consiglio di oggi sono state messe al voto due mozioni contrapposte. La proposta approvata impegna, in sostanza, il Direttore generale a trovare nuovi progetti con il giornalista. La seconda, proposta dal consigliere Carmine Donzelli e bocciata con tre voti contrari, prevedeva che «Sciuscià» tornasse in onda nel palinsesto autunnale di Raidue.
«La domanda era semplice, nonostante tutti i tentativi per confonderla: “Si vuole abolire Sciuscià dai palinsesti Rai secondo quanto previsto dalle dichiarazioni bulgare del premier o no?” Dopo mesi di tergiversazioni la maggioranza del Cda ha dato la risposta inequivocabile: Sciuscià deve chiudere». Così il consigliere Carmine Donzelli ha commentato il voto del Cda della Rai.
Insomma siamo in odore di censura. «Vedremo ora – ha continuato Donzelli - dove porterà la timida ricerca di vaghe alternative con cui il presidente Baldassarre e i consiglieri Albertoni e Staderini hanno cercato di addolcire la pillola». Tanto la scelta è ormai presa, si tratta ora di trovare un’alternativa che dia un vago sentore di democrazia. «La mia proposta – ha detto Donzelli - di inserire Sciuscià su Raidue, è stata seccamente respinta da Baldassarre con tanti saluti alle formali rassicurazioni date dal presidente Baldassarre alla Commissione di Vigilanza». «Non è una bella cosa – ha concluso Donzelli - né per la Rai, né per il pluralismo dell'informazione, né per la democrazia di questo Paese».
da www.unita.it
Mi sembra che siano stati rispettati gli ordini del premier.![]()




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