Poca roba? Un bel gesto invece. Nessuno glielo avrebbe chiesto. E perchè non lo fanno altri? (non ditemi di Redondo, perchè qui si parla di Ronaldo,capocannoniere dei mondiali e Vieri...)
Vieri, Ronaldo e Recoba si riducono lo stipendio
I tre fuoriclasse nerazzurri chiamano Moratti: "Gli vogliamo far capire che all'Inter ci teniamo davvero: di sforzi ne ha fatti sempre davvero molti. Non vogliamo dare ricette, volevamo fare un gesto concreto".
di Franco Fiocchini
BORMIO (SONDRIO) - Il calcio italiano è in gravissima crisi economica, molti club rischiano il fallimento o di non potersi iscrivere al campionato. Il neo presidente della Lega Galliani ha ricordato che nel giro di 4 anni gli ingaggi in serie A sono passati dai 417 milioni di euro a 868 milioni di euro e Campana, presidente dell’Assocalciatori, ha subito fatto sapere che d’ora in poi i contratti saranno flessibili: una parte fissa, l’altra legata ai risultati.
Dopo le parole i fatti: Ronaldo, Vieri e Recoba, vale a dire tre fra i giocatori più pagati al mondo, non hanno perso tempo e annunciato, dopo averlo fatto sapere al presidente Moratti, che sono pronti a ridursi del 10 per cento l’ingaggio. I conti sono presto fatti: il trio delle meraviglie percepisce a testa dal club nerazzurro circa 8 milioni di euro a stagione, vale a dire 16 miliardi lordi che si diventeranno 7,2 milioni di euro nella stagione che sta per iniziare dopo l’autoriduzione che si sono imposti i tre giocatori. E così Moratti potrà risparmiare 2,4 milioni di euro, vale a dire poco meno di 5 miliardi. Davvero un esempio di grande sensibilità quello di Recoba, Ronaldo e Vieri che si sono sentiti al telefono nei giorni scorsi prima di arrivare a questa decisione che finirà per costringere pure gli altri big del calcio a ridursi l’ingaggio.
L'importo dell'autoriduzione "non conta, non porteremo certo i commercialisti - ha detto Christian Vieri -. Quello che conta è prendere l'iniziativa. E' un'iniziativa nostra e solo di noi tre verso il presidente Moratti. E non vogliamo che questo spinga gli altri a fare altrettanto, perché io penso che i contratti vanno rispettati. Ripeto: è un'iniziativa nostra e basta. Ci siamo sentiti e abbiamo deciso di fare qualcosa. Un gesto diretto, soprattutto per far capire al nostro presidente che all'Inter ci teniamo davvero e che sappiamo cosa significa fare di tutto perché l'Inter sia ogni anno più forte e più grande. Il presidente ci è stato sempre vicino, in ogni momento. E di sforzi ne ha fatti sempre davvero molti. Non vogliamo dare ricette, volevamo fare un gesto concreto, un gesto da interisti".
E anche Alvaro Recoba è stato chiaro al riguardo: “Tutto il mondo del calcio deve darsi una regolata pure se noi giocatori non siamo i primi responsabili di questa crisi economica visto che nessuno di noi o il suo procuratore ha mai puntato una pistola alla tempia di un presidente per costringerlo a riconoscergli una certa cifra. E’ chiaro che se qualche dirigente vuole prendere a tutti i costi un giocatore alla fine rischia di strapagarlo e così si è allargata la forbice tra gli ingaggi dei grandi giocatori e quelli percepiti dai miei colleghi di livello medio-basso”. Recoba in ogni caso non ci sta a passare per il calciatore più pagato al modo. “Leggo tutti giorni sui quotidiani tabelle che mi collocano al primo posto tra i giocatori più pagati al mondo ma non è vero perché ci sono quelli che guadagnano più di me. Chiaro: come a tutti, del resto, mi fa piacere percepire un certo ingaggio ma per il bene del calcio sono pronto a ridurmi lo stipendio”. Detto e fatto: venerdì l’uruguiano ha telefonato a Vieri per fargli gli auguri di compleanno e si sono messi d’accordo per ridursi lo stipendio del 10 per cento. Subito dopo i due calciatori dell’Inter hanno telefonato a Ronaldo per metterlo al corrente della decisione presa e il brasiliano senza perdere tempo si è allineato dando il suo benestare. Moratti sentitamente ringrazia. E non tanto per i soldi che potrà risparmiare ma perché i suoi tre giocatori non si sono lasciati sfuggire l’occasione per dare il buon esempio in un momento così delicato per il calcio italiano.
(13 LUGLIO 2002, ORE 136)




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