leader Cgil accolto con entusiasmo alla Festa dell'Unità di Modena
"Non entro in politica, ma se c'è un'emergenza io sono qui"
Cofferati all'Ulivo: "Il leader
solo dopo il programma"
dal nostro inviato MARCO BRACC
MODENA - Non entra in politica, per ora. Ma si sente "un ufficiale di riserva". Intanto vuole il "grande Ulivo", e dice che "al leader bisogna pensare solo dopo il programma". Sergio Cofferati arriva a Modena e rilancia la sua sfida. Per il leader Cgil è la prima uscita pubblica dopo le vacanze, anticipata da una intervista durissima, su Repubblica, contro il governo.
Una passeggiata "trionfale", quella di ieri sera alla Festa dell'Unità. "Sergio tieni duro", gli urlano dai ristoranti, mentre parte l'applauso. La gente smette di mangiare, si alza in piedi, batte le mani. Lui saluta, si vede bene che è emozionato. Stringe mani, riceve baci, ovazioni, incoraggiamenti. Gli arriva anche una bambolina di pezza in regalo. Chissà da chi. Se la ritrova in mano e se la porta dietro.
E' un bagno di folla che lo assedia, e alla fine anche il servizio d'ordine si sparpaglia, travolto dall'entusiasmo. Duecento metri più avanti, la sala è già piena da un'ora. Arriva, miracolosamente, un bicchiere di vino. Un brindisi, e la solita domanda: "Ma davvero vai alla Pirelli?" Lui risponde che alla Pirelli hanno bisogno. Ma sotto la barba sorride. Ancora non sa che sul palco i militanti diesse gli hanno preparato uno striscione con su scritto: "La Pirelli può fare a meno di te, l'Italia no".
La meta della passeggiata è lo stand della Cgil. Prima però Cofferati sottoscrive per i ds e i flash lo mettono sotto a un grande manifesto della Quercia. Poi lo inseguono fino allo spazio del suo sindacato, dove si firmano i referendum sul lavoro. Lui, ovviamente, ha già firmato, allora firma tutto quello che gli mettono sotto al naso: compact disc, giornali, foglietti sparsi. Fa perfino un autografo su una copia di Tex Willer, che è il suo fumetto preferito. Poi sparisce in fondo a uno dei ristoranti, e ricompare mezz'ora dopo al Palaconad, tra le ovazioni, per rispondere alle domande di Giampaolo Pansa.
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Si comincia dalla visita che ha fatto ad Adriano Sofri in carcere, ma è solo lo spunto per parlare di giustizia. E per il primo attacco a Berlusconi: "Io ho grande rispetto per l'autonomia della magistratura - dice Cofferati - e in Italia mi pare che qualcuno non faccia altrettanto".
Poi la conferma delle dimissioni. "Il 21 settembre - annuncia - la Cgil avrà un nuovo segretario". E dopo? Pansa chiede a Cofferati di essere sincero, e di parlare del suo futuro. "Alla Pirelli e alla fondazione Di Vittorio". Basta? Giampaolo Pansa lo chiede alle migliaia di persone che stanno in platea, se gli basta. E loro: "Nooo!"
E allora? Cofferati ribadisce che non farà il senatore, né il funzionario politico nel partito. "Ho un debito con la Cgil - spiega - e se oggi entrassi in politica la destra insisterebbe a dire che ho fatto scelte sindacali in vista del mio futuro politico". E a Berlusconi, Cofferati questo vantaggio non lo vuole dare.
Ma la domanda resta nell'aria. Cofferati farà il leader della sinistra, o dell'Ulivo, sì o no? Il leader sindacale fa capire che ogni cosa va fatta a suo tempo, e ripete quello che va dicendo da mesi. "Il passaggio diretto dal sindacato alla politica fa male, sia al sindacato che alla politica".
"Certo - ammette il 'cinese' - a volte le cose possono cambiare, anche al di là delle intenzioni personali. Se accadrà qualcosa tale da richiedere un impegno più diretto - dice - sono pronto". Perché oggi, secondo Cofferati, non c'è nessuna emergenza. Ma domani...
Insomma, Cofferati si considera un "ufficiale della riserva". Intanto insiste sull'Ulivo, e su come dovrebbe essere. Cioè forte, coeso e con un solo leader. A Bertinotti replica che non pensa affatto a un partito democratico all'americana, ma "a recuperare l'esperienza originaria dell'Ulivo, partendo non dai partiti o dai nomi, ma dal programma". E a chi nel centrosinistra ha criticato la sua proposta chiede: "quali sono le alternative?".
Infine Berlusconi, e l'opposizione possibile. "Non illudiamoci - avverte Cofferati - il governo durerà". Ma gli si può rendere la vita difficile, nel merito, sulle scelte concrete. E per il leader della Cgil: "L'opposizione si fa in Parlamento, con tutti i mezzi, anche con l'ostruzionismo, ma anche in piazza, coinvolgendo e convincendo i cittadini". E' un modo per ripetere che lui, il 14 settembre, nella piazza dei girotondi, ci sarà. E che la Cgil, anche dopo di lui, farà la sua parte. Per esempio, se passeranno le modifiche dell'articolo 18, con il referendum abrogativo.
(1 settembre 2002)




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