Che dio o chi per lui benedica i programmatori, ossia coloro che l'iconografia attuale vuole quali occhialuti dentoni dal labbro tumido e umido, e passi se una si fissa a guardare quelle labbra in attesa che una bolla di saliva si stacchi e si libri in volo per andarsi a posare, si spera, nel posto più lontano da noi...
Una ventola, una maledetta ventola da poche decine di migliaia delle ineluttabilmente defunte lire, si è bloccata, e da lì si è decretato l'amaro destino che spetta ad ogni microprocessore che si rispetti...altro che la famigerata elettromigrazione: si è bruciato, si è dato fuoco, si è suicidato per colpa della ventola bastarda, e da lì è stata una specie di cyber epidemia di morte convulsa che ha colpito la mia scheda madre (quella che ricordava al microprocessore di non mettersi la maglia di lana, per l'appunto) e per converso i miei 128 di sdram.
La secessione dell'Aventino.
Era morto, e la mia angoscia era tutta per la sua anima, e cioè la mia, e cioè, per il mio hard disk, per i miei dati, per due anni di diario virtuale a cui avevo affidato i miei ricordi, i miei disegni, i miei esperimenti, i resti del vuoto tempo che trascorro in stand-by a giocare a Unreal Tournament o a scaricare mp3.
Una donna senza computer è una donna che si sente perduta, questo ho pensato.
E ho maledetto Bill Gates, sebbene non fosse un hardwarista, perchè c'è sempre qualcuno che deve fare la caprA espiatoria di tutti i mali.
Oh, l'inenarrabile tristezza degli internet point, dove è impossibile non essere distratti dal ticchettio delle altrui tastiere, nonchè inimmaginabile fumare le 10/15 sigarette riflessive d'ordinanza...
Ho riscoperto, pianissimo e dolentemente, il mondo offline, ossia i diversi e antichi metodi per riuscire a dormire ad un orario decente cercando di fare qualcosa che non sia troppo indecente per prender sonno.
Ho letto giornali, libri, ho disegnato, a tratti persino studiato, ma mi mancava.
Ora il mio pc è tornato.
E' autunno, pare che sembri che le foglie si decidano a cadere, e così i capelli per la gioia dei farmacisti.
Io posso tornare a fare tutto quello che facevo, in realtà non ho mai smesso, ma, accidenti, essere privati di qualcosa che ci piace è epifanico e rivelatore: rimane il terrore che possa accadere ancora...
Alla faccia di qualunque cosa, mi sono finalmente comprata un masterizzatore.
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) e per converso i miei 128 di sdram.
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