"Signor direttore, sono commosso per la solerzia e la tempestività con cui il Suo Giornale si occupa de "il Processo", il libro sulle tangenti FIAT da me scritto con i colleghi Novelli e Griseri e pubblicato da Editori Riuniti nel 1997. Cinque anni fa, quando uscì, non ci dedicaste nemmeno una riga, forse perché all'epoca eravate spalmati su Corso Marconi. Ricordo ancora gli articoli strappalacrime con cui deploravate il processo e la condanna di Cesare Romiti. Oggi, con encomiabile prontezza di riflessi, avete colmato la lacuna. Ma solo allo scopo di usare il libro (senza neppure chiedere il permesso agli autori né all'editore), per tentare di infangare uno dei pochissimi personaggi citati che, nello scandalo FIAT, non entrò mai né come imputato, né come indagato, né come sospettato, né come testimone: Furio Colombo, reo di dirigere oggi un giornale scomodo (anche a sinistra) come L'Unità. In tre o quattro righe della del libro ricordavamo che, nella sua veste di FIAT America, Colombo faceva parte del CdA della Banca OUB di Nassau. Nel 1993, Colombo si dimise dall'incarico. Due anni dopo, fu indagato a Miami un altro consigliere OUB, Mariano Fasano, per sospetto riciclaggio. Accusa che ha sempre riguardato soltanto lui, e non la FIAT né l'OUB né altri consiglieri d'amministrazione. Questo, e nient'altro, era scritto nel libro: ed infatti Colombo non si offese, non querelò, non smentì, e con lui mi onoro di avere sempre ottimi rapporti. Vorrei capire dove sarebbe l' "uso perverso dei Media" di cui mi accusa il Giornale. Di perverso in questa storia c'è soltanto il triplo salto mortale carpiato con cui avete tentato penosamente di accostare la vicenda a quella di Vittorio Mangano, il mafioso che per anni Berlusconi e Dell'Utri scambiarono per uno stalliere. Fasano fu inquisito due anni dopo l'uscita di Colombo dall'OUB. Mangano viceversa, quando approdò ad Arcore nel 1974, aveva già collezionato svariate condanne ed approdò ed arresti. Che fosse un criminale, lo si sapeva da prima. Inoltre Fasano non ha mai risieduto a casa Colombo. Il pregiudicato Mangano invece soggiornò due anni nella villa di Arcore (altro che occasionale "incontro in una stalla" come vorrebbe far credere amabilmente il Suo Giornale, esperto in presepi). Se questo è il vostro "garantismo", mi vergogno per voi.
Marco Travaglio,
lettera a "il Giornale",
30 agosto 2002.




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