ERO UN BALILLA AGOSTO 1946
Arrivo' il momento di tornare a casa e spedimmo per ferrovia la nostra scassatissima barca.Noi avremmo seguito di li' il giorno
dopo.Ricordo l'ultima sera sullì'isola di Mazzorbo di fronte a Burano.
Non avendo piu' la barca volevamo chiedere un traghetto a qualche barca di passaggio e ci eravamo messi sulle fondamenta
vesro il canale ognuno con una torcia in mano e distanziati di qualche metro l'uno dall'altro.faceva buio.Io ero il primo della fila e vidi arrivare una di quelle imbarcazioni lagunari a remi dette " topi Allora di fuori bordo non c'era neppure l'ombra.Il barcaiolo remava con i due remi incrociati alla " valligiana ".
Io gli chiesi:scusi per piacere potrebbe traghettarci a Burano ?
Il tipo alzo' lo sguardo e vedendoci comincio' a gridare:
I FULETT ! I FULETT ! ( i folletti, i folletti ) e si allontano' remando
molto velocemente verso l'isola di Torcello ! Sembra un motoscafo.
Facemmo il viaggio di ritorno a Milanoin treno a tappe.Quelli in bicicletta seguivano.Lo spettacolo era desolante:tutte le stazioni erano rase la suolo menttre i ponti erano stati rabberciati alla meglio con piloni fatti di travi di legno.Ricordo che passai il ponte ferroviario di Desenzano seduto sui di un respingente del treno e avevo le vertigini !
L'Italia era in pezzi.Eravamo degli sconfitti ma la voglia di ripresa,di fare,di lavorare, di rimettersi in piedi era tanta.
Onore alla generazione che rimise in piedi l'Italia da tante rovine!
Un saluto a tutti
La prossima volta di raccontero' il GUZZINO 1947.Oggi neanche a un ragazzo regalassero una Ferrari farebbe altrettanto effetto.
UN GUZZINO ! Il sogno di tutti noi ragazzi insiema alla Vespa e alla Lambretta.
ERO UN BALILLA - 1947 GUZZINO
Dovendo pensare a qualche cosa che simbolizzi il 1946 non posso non pensare al Guzzino, la piccola motocicletta delal Guzzi 65 cc
trazione a catena.
Subito dopo la guerra era molto sentito il bisogno di avere qualche cosa con il quale potersi spostare e risolvere cosi' i problemi basici di spostamento sopratutto da casa al lavoro.
La voglia di vivere o meglio di rivivere faceva il resto.Fu cosi' che
la motorizzazione riprese e all'inizio non furono certo le Fiat 500 t ( come ho detto consegnate all'inziio addirittura senza gomme ) che risolsero la situazione.
L'inizio della motorizzazione fu dato da due piccoli motori da applicare alla bicicletta di il cui piu' venduto fu il cosidetto
MOSQUITO un trappolino di 38 cc che applicato ad una bicicletta
trasmetteva il moto alla ruota posteriore e mezzo di un rullo rigato. Faceva appunto il rumore di una grssso moscone da cui il nome.
Con quello si faceva di tutto compreso portare sulla canna qualcuno o meglio qualcuno per chilometri.L'altro era il CUCCIOLO un 48 cc a quattro tempi molto piu' veloce e potente che trasmetteva il moto alla ruota posteriore della bici a mezzo della catena.Per le ragazze faceva gra differenza chi aveva o no un Mosquito per andare......imn campagna.
Questi due motorini rappresentarono l'inizio della motorizzazione.
Nel 46 era uscita la Vespa di chiara derivazione aereonautica della Piaggio una moto di nuova concezione definita uno SCOOTER:Fu un successo enorme ma costava parecchio per le borse di allora:Lo scooter Lambretta venne solo qualche anno dopo.
Nel 1947 invece usci' dalla Guzzi una piccola vera motocicletta detta Guzzino che accontentava chi vedeva nello scooter qualche cosa piu' da donna che da uomo e comunque era destinato ad un pubblico piu' tradizionalista e votato anche a viaggi piu' lunghi.
Io lo ebbi in regalo nel Settembre del 1947 dopo una prenotazione di sei mesi ed un costo di Lit.!70.000 allora un cifra enorme.
Ora ve lo descrivo:rosso, con ruoite piu' simili a quelle di un triciclo da trasportoc he a quelle di una bici,diciamo poco piu' delle
ruote di una odierna mountain bike.Motore moncilincro da 65 cc ,trasmissione a catena.Avviamento a pedale.Il cambio era a leva esterna sul lato destro da manovrare a mano , tre marce.
Coanado aria e gas a mezzo di due levette separate poste sul
manubrio lato destro.Frizione a leva lato sinistro sul manubrio.. A
destra un freno manuale con altro freno a pedale lato destro.
Nessun clakson ma solo una tromba a pera il gomma nera che
faceva POTI-POTI .
Nessun sedile o portapacchi posteriore.Marmitta orizzontale
con uscita a mezzo di un piccolo tubo:davano un suono caretteristico,una specie di spetezzamento inconfondibile.
Telaio con cerniera al centro che permetteva alla moto di ripiegarsi contratata pero' da due grosse molle.Cio' dava una
andatura da cammello che si accentuava nel caso di strada irregolare.
Questa era la moto base che poi ciascuno modificava a volonta' anche perche' ccsirono molti dispositivi di " correzione " negli
anni successivi quali:clakson elettrico, manopola del gas a
rotazione.cambio a pedale,portapacchi posterie.,
marmitta meno " spezzante", una testina piu' compressa detta "
Milano-Taranto" che montata al posto di quella originale
permetteva maggiorvelocita' e rupresa.
Il motoire a due tempi non permetteva di tenere l'andatura
con il gas sempre aperto in quanto facilmente la candela si sporcava.Questo rendeva necessario ogni uno due minuti di togleire il gas per spezzare il velo d'olio nel cilindro onde come ho detto non sporcare la candela.Comunque questa si sporcava spesso rendendo necessario fermarsi per pulira.Cio' aveva come conseguenza che i, filetti dei cilindro si usuravano molto e cio' fece si che un giorno fermo in attesa di passare davanti ad un vigile,quandi diedd gas cio'provoco' lo " sparo " della candela fino
ai piedi del vigile stesso.Dovetti fermarmi per raccoglierla e
cercare di riavvitarla ma era caldissima e mi scottavo.,Una scena buffissima cui asistettero diecine di persone divertite nel
vedermo cercare di prendere la candela ma lasciarla subito.
il GUZZINO fu un mito di quei tempi e lo ricordo ancora con commOzione.Nella scuola ero stato preceduto l'anno prima nel possEdere una moto solo da un certo CIRLA di una
famiglia di proprietarii di cartiere che pero' aveva avuto in regalo
ancora prima di Vespa d Guzzino uno scooter per paracaduti inglesi.
Era tutto ripieghevole . 98 cc , molto absso.L'avviamento avveniva in corsa spingendolo e cio' non era molto agevole perche' lo sccoter poteva anche scappare di mano.Comicissmo
con tutto cio' Ciaal era ritenuto un privilegiato porche' ne aveva uno.
Altri tempi ragazzi ! io mi sentivo UN RE con quel trabiccolo!
ùSe ruiescoi nei prosismi giorni mando una foto perdhe' tutti vedqno che cosa erqa UN GUZZINO.
Era un poco la Harley Devidison di quel tempo !
Un saluto
ERO UN BALILLA - 1948 MARZO
Noi di Porta Vittoria attendevamo la festa del Centenario dell Cinque Giornate di Milano.Sapevamo che era prevista una grande manifestazione e ci aspettavamo qualchcecosa che risollevasse il nostro spirito patriottico dopo tanta umiliazione.
Andai cosi' insieme a mio nonno a vedere la sfilata che pero' fu tuttaltra cosa da quello che ci aspettavamo.Il corteo era diviso in base ai varii partiti e consisteva di formazioni di partigiani o sedicenti tali che sfilavanmo dietro la insegne dei rispettivi partiti le quali abbondavano ed erano ben di piu' di quelle italiane delle quali c'era anche carenza data l'epurazione di quelle vecchie con lo stemma sabaudo e dato il disinteresse della gente a provvedersen di nuove.Ricordo un signore cliente di mia pladre dire a dei muratori che stavano facendo dei lavori di ripristino alla sua casa:quello tiratelo via.Non serve piu'.---Quello era il portabandiera sul balcone principale.Il portabandiera sulla
facciata della casa era stato fino alla guerra un qualche cosa di
praticamente obbligatorio.La frase di quel signore era proprio
quanto mai significativa dei nuovi tempi.La avertii come una fine della Nazione !
La sfilata a piazza delle Cinque giornate si trasformo' comunque in una manifestazione politica di parte ed invece di
testimoniare lo spirito unitario di quell'avvenimento cosi' significativo della nostra storia patria mise in luce che ormai era la
fazione a prevalere e cio' anche nella musiche e nei canti che si sentivano.Considerando quello che era la aspettattiva della
sfilata del 1938 e per la ricorrenza del centenario ce ne tornammo a casa molto molto delusi.
Concludemmo che sarebbe stato mloto meglio non andare a vedere ed avere negli occhi ancora e solo la sfilata del 1938
compreso l'ultimo dei Garibaldini ,dei Mille o delle Argonne del 70 non importava.
Eravamo in piena campagna elettorale del 1948 e dunque potete immaginare quale contaminazione ne subi' la celebrazione del Centenario delle gloriose 5 GIORNATE DI MILANO.
Segui' per me un episodio drammatico circa tre settimane dopo episodio che si ricollega a quanto acadde a Milano nell'Aprile del
45.Ve lo raccontero' la prossima volta a chiusura di ERO UN BALILLA:
PS -Tra gli altri nel Marzo 48 sfilarano anche i Comunisti ed in testa avevano proprio la formazione detta VOLONTE ROSSA , una squadra avente sede a Lambrate messa in piedi a scopi
decisamente di intimidazione ed e' a questa formazione che si addebitano diverse imprese di violenza.Fu un quel periodo che
venne assassinato il Direttore de Il Meridiano d'Italia organo del rinato MSI.Abitava in un quartiere vicino a Lambrate.Si chiamava De Agazio.Portavano tutti giacconi di pelle.Questa formazione si dissolse nei mesi successivi e sembra che molti riparassero in Paesi dell'Est.
SEGUE
ERO UN BALILLA - APRILE 1948 -PENULTIMA PUNTATA
Sara' capitato penso a tutti Voi di imbattervi nello scatinato o in un ripostiglio di casa in qualche oggetto li' abbandonato e che
ha la magia di ricordarVi qualche cosa capitatovi molto anni prima.
Bene, succede ogni tanto a me nelrivedcere in una vecchia mazza
da baseball o piu' precisamente da softball ( il baseball per ragazzi e donne).E' un poco piu' grande di quelle per gli uomini.
E' anche quella un ricordo di scuola.Giocavamo a sofball all'Istituto Leone XIII di Milano tra il 45 ed il 49.Il materiale lo davano gli americani di stanza a Milano e il promotore di quel gioco era niente popo' di meno che il grande pugile Joe Louis , il " bombardiere nero " che era stato in servizio militare proprio a Milano.Io avevo avuto la mazza ed anche un gran guantone da " katcher ".Joe Louis pero' non lo vidi mai.
Lo lasciavo normalmente in portineria per non portarlo su e giu' da casa al sesto piano.Le partite le facevamol in un prato vicino a casa mia.
Ogni volta che vedo quella mazza le dico di cuore :GRAZIE !
Ora Vi racconto perche' e questo e' un episodio del 1948 ma strettamente connesso con i fatti dell'Aprile 1945 e come tale va considerato.
Eravamo a circa uina settimana dalla elezioni dfel 18 SAprile 1948
e l'atmosfera era particolarmente infuocata.Si temeva una vittoria delle sinistre del Fronte Popolare anche se queste avevano dovuto incassare il brutto colpo del colpo di Stato in Cecoslovacchia con relativo lancio dalla finestra del primo Ministro Masarik da parte di comunisti;Tale colpo di Stato alla vigilia delle nostre elezioni era stato per la sinistre una catastrofe.Mi sono sempre chiesto come mai i Russi non avevano aspettato solo poche settimane.Mistero.
I muri erano pieni dei manifesti efficacissimi di Giovannino Guareschi tipo : Nella cabina elettorale Dio ti vede , Stalin no !
oppure quello dello scheletro di prigioniero italiano in Russia che
urlava:Mamma votagli contro anche per me ! Inoltre Guareschi conduceva un campagna sul suo CANDIDO di grande asprezza
e durezza.La vuttoria della DC fu notevolmente anche merito Suo.
Ritornavo da scuola ed ero sceso alla fermata del tram di piazzale Susa quando notai che era in corso un comizio comunista proprio vicinissimo al punto dove era stato ucciso il cieco di guerra Carlo Borsai insieme a Doin Calcagno ed altri.Vi rimando al mio
raccontino su quel giorno riportato nel forum " ESEGESI ".
Stetti li' ad ascoltare per qualche minuto.Ero appoggiato proprio al muro di mattoni rossi dove si notava ancora molto bene un gran sbaffo di sangue ricordo di quelle fucilazioni.Quindi mi avviai a casa per il pranzo.
Mentre procedevo verso casa ad un certo punto sentii il rumore di gente che mi camminava dietro.Mi voltai e vidi almeno una
trentina di adulti che mi seguivano e che avevano un' aria minacciosa nei miei confronti.Io non ne capivo il perche' neppure minimamente anche se percepivo sulle loro labbra il nome di BORSANI.Pensai che era meglio non stare a discutere e accellerai.Loro pure.Io mi mise a correrei e loro pure.
Riuscii ad aumentare la distanza tra me e loro ma era chiaro che
non per questo il pericolo era diminuito.Inseguito da quella masnada arrivai sotto casa e qui mi ricordai della mazza da softball che tenevo in portineria.Salii i pochi gradini della scala,afferrai la mazza e mi misi brandendola proprio sul portocino sbarrandolo tutto.Lo squadrone arrivo' sotto ma vista la mazza non oso' saltarmi addosso anche perche' dove stavo non era possibile aggirarmi e poi la mazza faceva paura.
Cosi' dopo avere bofonchiato quialche cosa sul fascista Borsani
il gruppo di inseguitori si sciolse e spari' come d'incanto.
Tra l'altro la scena del mio arrivo era stato seguita dal balcome del sesto piano da mia mamma e mio fratello che poì non
poterono vederne l'esito con l'effetto " manganello ".
Solo giorni dopo mia mamma venne a sapere nel nostro quartiee che quelle gente era stata aizzata contro i me dalla portinaia di fronte ,comunista, che aveva detto a quelli che stavan seguendo
il comizio che ero io che mettevo la notte i fiori dove era stato ucciso Carlo Borsani il 29 Sprile del 45 il che non era vero.Io non avevo mai messo fiori ai pedi di quel muro anche se quello che avevo visto il 28 Aprile 45 non lo dimenticavo di certo.
In realta' la donna era stata spinta a fare quello che aveva fatto
oer quello che allora si chiamava " odio di classe ".Io ero figlio di un boreghese benestante e proprietario di cxasa e questo bastava perche' io fossi il " nemico di classe " da pestare
quanto meno.Tre anni prima mi avrebbero anche accoppato ne sono certo.Ora avevao rischiato di essere pestato e da una trentina di esagitati.
Il meccanismo di odio cieco e criminale era comuqnue lo stesso meccanismo per il quale nell'Aprile del 45 molti ci avevano rimesso la pelle.Odio di classe, lotta di classe ,guerra civile etc,etc.Questa
era l'atmosfera di allora.Io alle svolte tipo BOLOGNINA non ci credero' mai. Chi ha visto quegli anni NON CI PUO' CREDERE.
E' comunque un fatto che quando rivedo quella mazza non posso fare a meno di pensare " GRAZIE SANTO MANGANELLO ! "
Sapete come anadrono poi le elezioni:A scuola prendemmo in giro a lungo alcuni nostri compagni di famiglie altolocate che avevano atteso i risultati stando a ........Lugano.Li rivedemmo una settimana dopo anzi forse anche di piu'.
SEGUE
ERO UN BALILLA - NATALI DI GUERRA
Ieri Natale 2002 non ho potuto non ricordare i Natali di guerra il
cui ricordo e' ancora tanto vivo in me sia perche' sono i Natali
della mia infanzia e puberta' sia perche' furono Natali piuttosto speciali.Permettemi allora una piccola divagazione e di rimandarte l'ultimo messaggio della serie ERO UN BALILLA:
Furono Natali sui quali pesaava una situazione nazionale e
sociale sempre piu' pesante a causa della guerra che con il passare degli anni andava sempre peggio.Particolarmente grami io Natali 43 e 44.
Per chi non ha vissuto quei tempi penso riesca ben difficile immaginare un Natale senza luci decorative pev le strade,anzi
senza neppure l'illuiminazione pubblica e magari anche con il coprifuoco dalle 19 alle 6 del mattino.Niente vetrine addobbate
niente regali sfiziosi.Niente rumore di traffico salvo i tram.
Gli spettacoli ed i cinema finivano un'ora prima del coprifuoco.
La gente regalava libri che la lettura era tornata in gran voga dato che la casa ( chi ce l'aveva ancora ) era il luogo dove la gente passava le serate.
Con tutto questo nel Natle del 4o ebbi in regalo una bicicletta da ragazzo marca VELOX e nel 41 l'Enciclopedia dei Ragazzi edita da
Mondadori enciclopedia che mi sara' molto utile per anni e anni.
Era molto comune il regalare ai ragazzi i soldatini con i quali poi si
combattevano accanite battaglie che duravano ore e ore.Nessuno voleva usare i soldatini tedeschi.
Il Natale acquisto' poi per me ancora maggior valore quando stavo in Collegio a Clusone che molte volte appariva piu' come un piccolo campo di concentramento che non Istituto per ragazzi.
E' un fatto comunque che l'atmosfera Nataliziaera molto sentita ed
era sempre con grandf emozione che entravo nela nostra sala
da pranzo con camino acceso.Il resto della casa non era riscaldato e per i letti si suppliv con le boules dell'acqua xcalda.
La situazione generale portava a sentire ben di piu' di oggi il valore della famiglie e dei suoi valori.Intorno c'era buio gelo e
sopratutto tanta tragedia ma la casa ed in particolare la sala da
pranzo era sentita come in rifugio.Era come una zattera di salvataggio in mezzo alla tempesta.I Natali di oggi sono solo un pallido ricordo di quelli di allora in questo senso.Il consumismpo non si sapoeva neppure cosa fosse.
Il pranzo di Natale a Milano era tradizione cominciasse alle sei del pomeriggio.Ricordo che nel 44 andammo ad assistere ad uno spettacolo di marionette dei Fratelki Colla al Tetaro Gerolamo.A
Natale davano sempre I NANI BURLOLNI seguiti da una farsa con Gerolamo maschera piemontese.Fummo interrotti da un allarrmea
aereo ma non ci furono aerri sopra di noi.Poi a casa e piedi.
Molto drammatico fu il Natale del 1943 con una Milano
semi distrutta dai bormbardamenti e con l'inzioi della guerra civile
che a Milano ebbe inziio il 18 Diuecmbre con l'uccisione del federale Aldo Resegio colpito da sicari alle spalle in via Fratelli Bronzetti mentre e si accingeva a prendere il tram per andare in
ufficio.Segui' una rappresaglia fascista:quello che i comunisti volevano per avvelenare l'atmosfera.Avevamo peersa la testa ammise pubblicamente Giorgio Pisano tanti anni dopo !
Le donne di casa cercavano nel menuì' di attenersi alla tradizione e mia mamma faceva il panettone da sola..Immancabilki i ravioli a mezza luna.Diversa roba proveniva o come ho detto da un mio nonno che ce la portava in biciletta da Lodi oppure dal mercato nero.Le paste per esempio erano arruvate a bel 50 lire ognuna e
non erano i soldi di adesso.Un cannolo era ambitissimo la pasta
per eccellenza !
Anche il Natale del 42 comport0' una atmosfera molto cupa a causa del bomnbardamento di fine Ottobre su Milano con
distruzione delle case di piazzale Tricolore circa 1500 metri da
casa nostra e che a casa nostra non di dovevano lamentare perdite o assenze per motvii bellici ma provate ad iommaginare
quale atmosfera nelle case dove si lamentavao o caduti in guerra o feriti e mutilati oppure internati fuori dai confini d'IUtalia o magari in progione o rifugiati sulle montagne o chi sa' dove.
Mai piu' riprovai l'èatmosfera struggente di quei Natali di Guerra
con i messagi radiofonici dai soldato al fronte e le notizie dare a
loro dai famigliari ed i bollettini di guerra letti neglm orari del Giornale Radio delle 13 e delle ore 20.Nei locali poubblci gli avventoroi dovevano ascoltarli stando in piedi in silenzio cosa che non avveniva nella famiglie.Pensatre che allora la Radio era TUTTO ed era l'intrattenimento piu' diffuso.Molto i concerti di musica sinfonica e le commedire recitare anche da attori di grido.
Nei cinema davano spesso film tedeschi ma molti anche i film italiani come ad esempio il film anticomunista Addio Kira ! oppure La Nave Bianca di Renzo Rosselliinio. Alfa Tau , Uomini sul fondo,
Giarabub, etc.Tutti film molto dignitosi e dove si notave l'assenza di odio per il nemico.Era film di guerra da di ben limitata propaganda.Quaale differenza con i film di guerra americani.Con i tedeschi efd i gaipponesi sermpre cattivi ed imbecillie lolro gli americani semra brfavi e buoni.Oggo come oggi non li presentano
è piu' tanto fanno schifo e tanto sannno di smaccata propaganda.
Tra quelli tedeschi ricordo il film Suss l'Ebreo, film di propaganda antisemita.In genere poco imoegnati i film italiani del 44 che
venkvano fatti non piu' a Cinecitta bensi a Venezia.
I Natali di guerra restano comunque nella mia memoria come i
momenti nei quali maggiormante ho sentiti forti i vincoli famigliari
che la FAMIGLIA era in quei momenti il rifugio e la difesa di tutti.La famiglia era come una fortezza inespugnabile dalle brutture e
dagli odi del momento.Un'oasi n di oace e concordia in mezzo aklla bufera di quei giorni.,, in mezzo a tante rovine, in mezzo a tanta poverta' anzi a tanta miseria.Sempre mangiammo a casa e mai usufruimmo delle Mense Comnunali che a poche lire sfamavano una quantita' di persone e dove si potevano ottenere anche pasti da asporto.
Quelle mense furono uno dei tanti misconiosciuti sforzi sociali
della RSI ed il loro fuunzionamento costo' la vita a diecine di ! repubblichini " nell'opera di reperimento delle derate il che avveniva sotto gli incessanti attacchi dei caccia alleati che spadonreggiavano nei cieli del Nord Italia e che spravano a tutto quanti si muovesse , anche ai ciclist singoli.
Poi finalmente la pace e quello dfel 45 resto' pure lui un Natale
molto povero ma la guerra era finita e con essa tutti gli incubi che avevano contraddistinto l'asmosfera dei Natali 40-41-43-43
e 44. Anche se il pane resto quello nero per altri due anni.
Scusate la divagazione mentre si avvicina il capitolo finale.
SEGUE
Buone feste a tutti e speriamo che il prossimo Ntale sia migliore dio questo che e' quasi un Natale di guerra anche questo
Ma la mia generazione come ho dfetto ha conosciuto " QUEI NATALI ".Le generazioni di oggi dubito che possano accetare la caduta del livello di vita che si prpsèetta per i futuro !
Tornero'al Guzzino ? Chi vivra' vedra !
Ferruccio classe 1931.
ERO UN BALILLA - COMMENTI
Caro Ventennio ,
grazie per gli auguri e la stima.Vedro' di rispondere alla tue domande con calma nei prossimi giorni.
Il fatto sostanziale e' che l'8 Settembre del 43 l'Italia come
Nazione mori'.
C'e' un bellissimo libro di Galli della Loggia " Morte di una nazione " Leggilo.Ne vale la pena.
Spero comunque che qualcun altro intervenga a commento del tuo messaggio.Potevamo fare di piu' ? Forse.Ma la legnata era stata veramente immane.
Un saluto e a presto.