ERO UN BALILLA - APRILE 45
Tutti capivano che in primarvera la guerra sarebbe terminata
e ci si aspetteva l''offesiva anglo-americana che portasse gli
alleati nella valle del Po dove i tedeschi si sarebbero trovati impegnati su di un fronte molte volte piu' ampio che non quello
sugli Appennini.Anzi direi che l'offensiva arrivo' tardi perche tutti se la aspettavano almeno un mese prima tenuto cointo anche delle enorme disparita' delle forse in campo.Forse gli alleati volevano NON danneggiare l'offensiva russa nel centro Europa.
La gente temeva la battaglia finale anche se pero' riceveva qualche speranza dal fatto che non si vedevano apprestamnenti
di difesa che facessero presagire combattimenti specie nelle citta'.
C'era la constatazione che dopo tutto l'esercito tedesco mai aveva messo di mezzo citta' nei combattimenti ritirandosi quasi sempre fuori dagli abitati e valga per tutti l'esempio di Napoli ( i
combattimenti poi celebrati come Le cinque Giormnate di Napoli furono in realta' solo alcune scaramuccie per non parlare poi di Roma e della stessa Firenze.Qui nella distruzjione dei ponti
sull'Arno notevoli furono anche le responsabilita' degli alleati che rifiutarono aoitedeschi un accordo di NON USO dei ponti firorentini per passare al di la' dell'Arno costringentoli a far saltare i ponti stessi.
Potrei paragonare l'atmosfera di quei giorni a quando si sta
addensando in cieeo una gran temporale con vento e
piovaschi ma con la gente che bene o male continua ad accadire
alle propie faccende.
Io nulla seppi dell'arrivo del Duce a Milano il giorno 18 Aprile
ne' altro seppi su di Lui fino alla notizia dfelle Sua morte.
Andavamo regolarmente a scuola .Gli allarmi aerei erano radi.
Il nervosismo era nell'aria e ricordo anche che un giorno un ufficiale della Decima Mas venne al nostro collegio per dirci di piantarla di tirare dei razzetti dal cortine interno su fino oltre il
tetto.Chiaro che i loro botti venivano scambiati per colpi di fucile.
Non ricordo particolario attivita' partigiane nella settimane entecedenti il 25 Aprile o forse erano ormai tanto abitudinarie da costrituire ormai una scenario costante e cosi' i passaggiu di aerei alleati.
Tutto sembrava comunque come al solito.I cinema,i teatri,le giostre di Porta Venezia finche la radio comincio a trasmettere
addidittura in chiaro le istruzioni del Comando della Decima
ai suoi maro'.Erano istruzioni di raduni in direzione di Chioggia.
Erano istruzioni di ritirata.Eravamo alla fine !
Malgrado tutto funzionarono fino all'utlimo le mesre popolari dove con poche lore le gante poteva sfamarsi.Fu questas una delle imprese piu' meritrie delal RSI costata anche tante perdite alla
Giuardia Nazionale Repubblicanma che provvede ai diffcilissimi approvvigionamenti sotto i mitragliamenti allleati i quali colpivano chiunmque si trrovare sulle strade o sulla campagne.In Milòano ci queste mense ce ne ertano moltissime sparpagliate in tutti i quartieri.
Nelle notti precedenti al 25 Aprile si sentivano come dei colpi di cannone da Sud, dal Po' anche se forse erano solo esplosioni di
altra natura perche' dal Po' Milano dista un cinquantina di kilometri ma tutto cio' ormai faceva da sottofondo ad una fine ormai annunciata.
La scuola continuava come sempre.Ultimi allarmi aerei.In quella situazione sarebbe stato a mio avviso molto opportunoa chiudere
la scuola in attesa di eventi e del resto i Gesuiti non potevano non sapere nulla essendo in contatto diretto certamente con l'Arcivescovado.Ma farci stare a casa avrebbe significato scoprire le carte di accordi segreti e cosi' tutti recitaroino la loro parte fino alle ore 14 e 45 del 25 Aprile quando Padre Tessarolo irruppe nella nostra classe gridando:
E' scoppiata la Rivoluzione tutti a casa !
Vi rimando cosi' alla mia cronaca delle giornate del 25.26-27-28 e
29 Aprile 45 che potete leggere su Forum Esegesi dove il mio scritto e' stato spostato da " ALESSANDRA " scritto che poi ha
dato origine a " ERO UN BALILLA "
SEGUE
Un saluto a tutti
Re: ERO UN BALILLA - APRILE 45
Citazione:
Originally posted by Ferruccio
Vi rimando cosi' alla mia cronaca delle giornate del 25.26-27-28 e
29 Aprile 45 che potete leggere su Forum Esegesi dove il mio scritto e' stato spostato da " ALESSANDRA " scritto che poi ha
dato origine a " ERO UN BALILLA "
Per agevolarne la consultazione, ecco il link... :)
http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=21067
Salutoni.
Re: Re: ERO UN BALILLA - APRILE 45
Grazie per la Tua del resto abituale gentilezzo Tòmas !
Una saluto !
ERO UN BALILLA 25 APRILE 1945
il 25 Aprile esco dunque dal mio collegio e attraverso Milano.
Anche le c itta' hanno un volto ( dallo scritto di un Signore che
il 25 Luglio del 43 attraversava Roma verso un brutto appuntamento ) ed il volto riflette i moti dell'anima.Le case di Milano con tante finestre ridotte a vuote tragiche occhiaie ssmbravano interrogarsi sul loro immediato futuro..Cosa stava per succedere ? Che avremmo vbisto ancotra di brutto?
Ultima disperata resistenza in citta' dei fascoisti e dei tedeschi?
Nuove incursioni aeree sul centri di resitenza in mezzo alla citta'?
Nulla di tutto questo come scrivo nel capitolino descrittivo sulle giornate 25-26-27-28-29. Allora non lo potei capire perche' solo dopo anni si seppe che i tedeschi nella persona del GeneraleE
Wolf avevanolfirmato in Svizzera un armistizio in base al quale
dalle ore 14 del 25 Aorile le forze armate tedesche cessavano i
combattimenti e si ritiravano nei loro acquartieramenti
in attesa dui arrendersi agli anglo-americanbi e solo a loro
come infatti avvenne nella stragrande maggioranza dei casi
in tutto il nord Italia.Cio' svuota parecchio il significato di
insurrezione generale del 25 Aprile dato che tale insurrezione
avveniva contro forze che gia' erano in stato di armistizio mentre
i reparti della RSI si trovarono isolati non sapendo nulla di questoi armistizio tedesco.I tedeschi arrivarono al punto di far sfilare davanti alla Prefetturea di Milano dove si trovava Mussolini una colonna di mezzi blindati ed armi pesanti per dargli l'illusione che essi i tedeschi si apprestavano a difendere la linea del Po mentre
invece si dirigevano verso l'Alto Adige per proteggersi la ritirata
verso la Germania.Le forze armeta delle RSI si arresero per lo piu' su invito dei Comitati di Liberazione locali e del clero ritenendo ormai finita la fase bellica e per la maggior parte finendo poi in mano a chi ne avrebbe fatto strage.
Tipico esemio di queste situazkoni fu la messa in liberta' degli
uomini della Decima Mas a Milano che dopo una trattativa con il
CLN milanese se ne andarono a casa compreso il Principe Borghese cui un picchetto partigiano rese gli onori mentre usciva
Dunque sulla retorica delle insurrezione: CALA TRINCHETTO ! come si usava dire una volta a proposito di esagerezioni.
E' comunque un fatto che il 25 Aprile non c'erano ne' a Milano ne' in Lombardia forze partigiane sufficienti a liberare ne' ad occupare veramente Milano che' d'altra parte i fsscisti avevano abbadonato la citta fin del primo mattino del 26 .Cio' prova quanto sia vero quello che ho detto nelle settimane scorse e cioe' che a Milano le forze partigiane erano date si e no da un
centinaio e forse anche meno di gappisti la cui guerra era consisttita nel far fuori a tradimento fescisti e tedeschi per attivare e rendere irreversibile la guerra civile ma mai sarebbero stati in grado di affronate militarmente chicchessia e tanto
meno i tedeschi che si arresero agli alleati solo all'arrivo di questi il 30 Aprile.Non parliamo poi della Decima Mas.
La tecnica gappista era stessa adottata oggi dalle Brigate Rosse.
Agguato a tradimento in strada o casa tanto perche' si sappia da chi le BR hanno preso tecnica ed esempio.
Nella notte dal 25 al 26 i punti nevralgici di Milano ( Prefettura,
Radio giornali , Questura, etc,etc,) furono occupate dai..........
finanzieri di Milano ormai unica formazione militare regolare presente a Milano.Questo noi lo sapemmo solo parecchio dopo in quanto a questo dettaglio fu data nessuna pubblicita' volendo far credere che Milano era stata liberata e occupata da forze partigiane.L'occupazione partigiana si verifichera' solo giorni dopo
con arrivo in citta' delle Brigate Oltre Po e dagli uomini di
Moscatelli questi ultimi arrivati addirittura il giorno 27 o 28 Aprile e coincidera' tra l'altro con lo scatenamento del terrore con esecuziono sommarie con sentenze dettate in qualche caso direttamente da alti esponenti del CLN nazionale.
Ho spiegato questi dettagli affinche' il lettore abbia presente la vera situazione a Milano in quei giorni la cui realta' e' stata abbastanza mistificata.
Contrariamente a quello che si conosce a Milano in quei giorni Vi
fu una notevole attivita' di franchi tiratori fascisti e molti pagarono cio' con la loro vita.I franchi tiratori usavano anche sparare da autovetture camuffate da macchiene partigiane e cio' lo
conoscemno dai comunicati radio che mettevano in guardia contro questi tipi di attacchi.
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Un saluto a tutti
ERO UN BALILLA - APRILE 1945
A proposito di radio penso che nessuno o quasi Vi ha mai raccontato di " Amami Alfredo " la romanza da La Traviata di Verdi.
Che cosa c'entra la Traviata di Verdi con il 25 Aprile ? C 'entra,c'entra purtroppo.Perche' sta proprio nei miei ricordi di quei giorni che fin dal 26 Aprile mattina ( dopo l'occupazione dell'EIAR-oggi RAI da parte dei finanzieri di Milano) cominciarono a venire diffusi notizie e comunicati .Tra un comunicato e l'altro veniva diffusa ossessivamente sempre la stessa " aria " quella appunto di " Amami Alfredo " da La Traviata di Verdi e cio' con lo scopo di far riconoscere immediatamente Radio Milano dalle altre per lo piu' straniere ed "alleate" in partucolare ".
Non si e' mai saputo chi avesse avuto questa " brillante " idea
che tradiva evidentemente l'appassionato di melodramma.
Si sarebbe potuto benissimo scegliere una musica piu' consona a quei giorni,magari anche patriottica che so': La Canzone del
Piave, Monte Grappa tu sei la mia Patria,l'ìinno di Garibaldi o una
canzone risorgimentale o l'Inno di Maleli:no.Fu scelta quella musica operistica che cosi' divenne il leit-motiv di tutte quelle giornate e questo poiche' di tale musica operistica ne era piena
l'aria in quanto da parte di tutti,finestre chiuse o aperte,onde avere qualche notizia di quanto stava accadendo sii teneva
accesa la radio e magari a volume alto.Eravamo nella Storia o nel melodramma ? E nell'uno e nell'altro.
" Amami Alfredo " si sentiva per strada,nei cortili,ovunque e fu cosi' che quei tragici giorni assunsero anche un aspetto
melodrammatico che ,purtroppo,stava molto congeniale con il carattere italiano cosi' portato al melodramma stesso anche nelle
occasioni nelle quali il melodramma era poco adatto come non lo erano appunto quelle giornate,melodramma che aveva intriso negativamente e per secoli il carattere italiano.Altri per leggere la bibbia imparavano financo a leggere e scrivere e invece gli italiani si beavano con opere dal contenuto quanto menop fumettistico o improbabili a addiriuttura cretine.Con questo non voglio dire che le nostre opera non abbiano un gran bel contenuto musicale.Dico solo che l'opera non ha certamente contribuito a irrobustire la nostra tempra ma solo le corde vocali.
Quel'aria dalla Traviata era talmente presente in quei giorni da
far quasi deformare i ricordi di allora in un Amarcord quasi " musical ".
...........Piazzale Loreto. I cadeveri del Duce della Petacci e dei gerarchi stanno sul pavimento del distributore di benzina.Coro di vocianti intorno che accompagnanpo la Banda della Azienda Tramviaria di Milano.
Ad un ceroi punto qualcuno grida.:sono ancora vivi ! sono ancora
vivi ! E' vero:Mussolini e la Petacci si muovono ancora.
Poi d'improvviso Mussolini si alza faticosamente in piedi e canta:
VOI MI ODIATE PERCHE' MI AMATE ANCORA ! ( cioe', la stessa
frase che disse saltando su di una sedia al Congresso di Reggio Emilia nel 1914 quando fu espluso dal Partito Socialista).La Petacci gli si affianca discinta e canta con Lui mentre fa loro eco il coro dei presenti.
Quindi finale della Banda dei Tramvieri mentre i due si accasciano
finalmente morti.Applausi finali delle feroce folla presente che grida:Il Tiranno e' morto ! Il Tiranno e' morto "
Esultiam,esultam,esultiam !
Non fu cosi' ma ci andammo vicino molto piu' vicino di quanto si possa immaginare.
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Un saluto a tutti !
ERO UN BALILLA - APRILE 45
I mei ricordi personali si addensano soprattutto nei giorni 25-26-
27-28 e 29 Aprile che gia' ho descritto nel messaggio che potete vedere sul Forum " Esegesi " e che Tomas ha avuto la gentilezza di indicare con comodo LINK.
Il giorno 30 Aprile gli americani entrarono in Milano e sfilarono attraverso la citta' mostrando la potenza e la quantita' dei loro mezzi tra cui prima di tutto i famosi carri armati Shermann.
Io mi trovavo in piazzale Susa quando una colonna americana
arrivo' scendendo C.so Plebisciti.Stavo sul marciapiede della aiuola interna.Molta la gente plaudente sui due marciapiedi.
Io non applaudii :applaudivano chi e che cosa ? Non dimenticavo Gorla ed il resto. Comunque mi sembro' giusto non applaudirli e oggi ne sono fiero.Tutte le volte che passo di la' mi sembra di tornare a quel momento.
Purtroppo mi capito' un fatto tutto considerato abbastanza comico anche se per me fu particolarmente umiliante.
Ora dovete sapere che i carri armati Shermann erano dotati di cingoli con una specie di " suola " in gomma e questo perche' in pratica erano stati impiegati piu' che altro su strade che non su terreno naturale.La conseguenza per noi spettatori era che dai cingoli si trasmettevano delle vibrazioni fortissime che scuotevano il terreno circostante e naturalmente anche il marciapiede dove io stavo.Indossavo dei pantaloni alla zuava che pertanto avevano un certo peso dovuto allo sbuffo sotto le ginocchia.Fu cosi' che i pantaloni stessi per la vibrazioni fortissime al passaggio dei carri mi scivolorno in basso.Io fui pronto a tirarmeli su dalle ginocchia
dove erano quasi arrivati ma la sensazione mia fu alquanto penosa.Forse il militare americano che sporgeva dal suo pertugia neppure se ne accorse ma la mia umiliazione fu grandissima e credo che pochi in Italia si sentirono degli sconfitti cosi' come io mi sentii' in quel momento.
Un'altro ricordo e' vivo in me.Era certamente ai primi di Maggio
e mi trovavo a Porta Venezia ,forse era lo stesso giorno della grande sfilata delle forze partigiane .
Da Corso Venezia comparve un autocarro pieno zeppo di partigiani in piedi ,armati fino ai denti e che avevano logicamente
l'atteggiamento dei trionfatori.Non so a quale forimazione appartenessero e da dove venissero.La gente li appludiva.
Quasi incastrata tra il motore ed il parafango a sbalzo di quel-
l' autocarro vecchio modello stava una donna.Era una ausiliaria della RSI con la testa rapata.Piuttosto sbattuta e con l'aria di chi non sa se l'indomani sarebbe stata ancora viva.
La ragazza era ancora con la divisa delle ausiliarie della RSI ma senza il basco.Stava in quella posizione scomoda alla berlina di
tutti. Sembrava delle selvaggina portata in giro da dei cacciatori che vogliono mostrare la loro preda.
A distanza di anni lo vedo sempre come uno spettcolo veramente indegno.Come potevano dei " guerrieri " esibirsi in quel modo e sfogandosi alla fine su di una ragazza che avra' avuto ventanni si e no ?
Tra l'altro ingiro c'erano dei fotografi e la foto di quella ragazza sull'autocarro la vidi poi pubblicata anni dopo.SE LA RITROVO VE LA POSTO.Potrebbe forse anche essere la stessa che ,insieme ad latre,si puo' vedere a pag 1650 terzo volume della Storia della Guerra Civile di Giorgio Pisano'.La ragvazza in questa foto non sta sull'autocarro ma e' logicoPoensdare che poi gli stessI
partigiani abbiano sfilato per Corso Vittorio Emanuele e quindi proprio su Corso Venezia.
A distanza di anni tuttavia le parte si sono invertite.Ad uscirne
umiliata non e' l'ausiliaria quasi certamente delle Decima Mas che
essendo oltre a tutto ancora in divisa dimostrava che non era scappata mimetizzandosi con abiti civli ma era stata catturata da soldato.
Tra l'altro la giovane non diceva ne urlava nulla ma trovava il modo lo stesso di comunicare con tutti anche con coloro che la dileggiavano ( che orrido spettacolo ! ).Oggi si direbbe che " comunicava non verbalmente " .Infatti non stava con gli occhi bassi ma fissava negli occhi tutti me compreso quando mi passo'
davanti mentre sulle labbra aveva un sorriso ironico.In ogni caso dimostrava una grande fierezza e dignita' che i suoi catturatori non dimostravano affatto anzi.
Forse lo stesso giorno al mattino( scusate ma ricucire i ricordi e' un poco come ritrovare delle foto senza data in un cassetto ) vidi per la prima volta gli americani.Era due ufficiali che transitavano da quella che e' oggi Piazza della Repubblica e fu cosi' che vidi per la prima volta un jeep, lo strano automezzo cosi' poco convenzionale e che tanto sopravanzava i mezzi tipici dell'esercito italiano in fatto di prestazioni e praticita'.
Altro ricordo personale fu un mattini penso ai primissimi di Maggio
quando la Germania non si era anora arresa, due soldati tedeschi che davanti a casa mia armeggiavano con un autocarro fermo sulla strada.
Per un momento pensai che ci fosse stata una controffensiva
tedesca e che i tedeschi avessero rioccupata Milano.Tremai.
Tutto d'accapo allora ! Notai pero' subito dopo una stella bianca
dentro un cerchio pure bianco.Gli autocarri erano americani e si trattava evidentemente di poigionieri tedeschi adibiti a servizi
dagli alleati in attesa di essere rimandati a casa.
Pochi giorni dopo il 25 Aprile era nel frattempò uscito il CORRIERE DELLA SERA anzi IL NUOVO CORRIERE DELLA SERA secondo le
solite tradizioni trasformistiche nostrane.Quel NUOVo sparira' solo dopo almeno un paio di decenni.Ricordo un articolo proprio da leccaculi a glora dei militari americani.Campioni ndi basket e di guerra idolo dei ragazzini milanesi.......
Altro ricordo.Vicino alla mia scuola dentro il recinto della ex Decima Mas.Ero andato per sapere qualche cosa della mia scuola.
Una quantita' di armi per terra sul marciapiede.Io volevo portarmi a casa un bel piccolo mortaio (ricordo Briixa 37 )ma pesava troppo
e non avevo ne' portapacchi sulla bicicletta ne' una corda.Lo misi
sul manubroi ma nulla da fare.Lo abbadonai dove l'avevo trovato e cosi' non ebbi addirittura un mortaio a ricordo della seconda guerra mondiale.Peccato:lo avrei esibito ai miei nipotini ora .
Il Sei Maggio ricordo anchedi aver visto la grande sfilata partigiana
in Milano.Ricordo delle formazioni di uomini con una divisa improvvisata che pero' fsilando una qualche emozione positiva la davano ancora.Forse ci si voleva illudere alla fine di essere dei vincitori anche noi.Anzi: senza forse.Maa fu solo inquel momento.
Vidi anche passare alcuni signori con fascia trcolorei al braccio.Uno era era un poco buffdo con i suoi calzoni alla zuava come me ragazzino.Solo anni dopo seppi che quei signori erano i
capi della Resstenza e cioe' i memnbri del Comitato Liberazione Nazionale.Il Signore con i calzoni alla zuava era il Gen.Cadorna.
SEGUE
Un saluto a tutti.
Ragazzi siamno quasi alla fine !