Immaginiamo che Furio Colombo sarà furioso.E siamo proprio curiosi di vedere se anche questa volta l'emerito prof (di che?) proverà a parlare di "squadristi".
Le brutte notizie, per il direttore dell'Unità arrivano nientepopodimeno che dal "compagno di merende" Marco Travaglio, il quale tra un girotondo e un palavobis, scrive libri.E si da il caso che nel libro "Il Processo", scritto da Travaglio, insieme a Massimo Novelli e Paolo Grisieri (Editori Riuniti, Roma 1997), si viene a scoprire un altro "scheletrino" mica da poco contenuto nell'armadio del direttore dell'unità'.
Il libro racconta - come spiega il sottotitolo - "la storia segreta dell'inchiesta su Cesare Romiti: guerre, tangenti e fondi neri Fiat".
Dalle carte di quel processo emerge che Furio ha fatto parte per ben dieci anni, dal 1984 al 30 Giugno 1994, del Consiglio di amministrazione della Overseas Union Bank & Trust di Nassau. La Oubt situata nella capitale delle Bahamas, in un basso palazzotto della Bay Street, viene definita da Travaglio & C. come "la banca off-shore delle tangenti Fiat". Anzi,meglio: "Più che una banca vera e propria, l' Overseas Union Bank & Trust è uno sportello aperto dalla Fiat nelle Bahamas, a disposizione dei vari
manager bisognosi di fondi neri. Non solo, dunque, per custodire sul celebre conto
gli interessi del tesoretto Sacisa, ma anche per elargire generosi prestiti alle diverse società sprovviste di fondi neri in proprio: prestiti senza garanzie nè cauzioni. E soprattutto, a babbo morto: senza obbligo di restituzione".
Proseguendo nella lettura del libro di Travaglio-Novelli-Griseri si scopre anche che nel consiglio di amministrazione di "questa banchetta virtuale sperduta nei Caraibi", siede per anni, insieme con Furio Colombo, un tipo che si chiama Mariano Fasano, direttore della banca dal 1990, che viene indicato, nel 1997, come "latitante con l'accusa di riciclaggio di denaro sporco" derivante dal narcotraffico. Gli altri due membri del Cda si chiamano Merlani & Sganzini.
Sono loro, insieme a Furio, ad approvare regolarmente i bilanci, insieme a una decina di altri signori. Ma c'è di più: la banca amministrata da Furio compare nell'inchiesta per le tangenti di Fiat Avio a Dc e Psi per le centrali Enel: 6 miliardi pattuiti tra il 91 e il 92. Da quella banca arrivarono anche i soldi per pagare il pizzo alla cosca mafiosa di Nitto Santapaola per consentire alla Rinascente di evitare attenati ai supermercati Sigros di Catania.
In pratica, il direttore de l'unità' pagava le tangenti alla Dc, al Psi e alla mafia. Parola (e libro) di Marco Travaglio. Squadrista pure lui?




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