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    Predefinito Indipendentismo siciliano

    da www.terraeliberazione.org



    Una Idea di Libertà:
    LA SICILIA INDIPENDENTE
    Chi ha piacere di non essere libero, indipendente e in pace col Mondo? Solo uno sciocco, un autolesionista, un babbu con la patente. E quello che vale per gli individui, nella Storia vale anche per i Popoli. L'Indipendenza è una Idea logica e naturale. L'Indipendenza è lo "scandalo" della Libertà, uno scandalo antico e senza fine che ha spinto milioni di uomini, nella Storia, a resistere all'oppressione, sia aperta che subdola, che l'idiozia e la sete di potere hanno sempre prodotto. Io penso tre cose terra terra: la prima è che i Siciliani, malgrado tutto, siano un Popolo; la seconda è che ciascun Popolo ha il diritto, e forse anche il dovere, di vivere libero, indipendente e in pace col Mondo; la terza, che di questi tempi è la più "inquietante", è che "due più due fanno quattro".
    Un raffinato "meccanismo coloniale" lavora da secoli per sradicare l' Idea di Indipendenza dalla Storia di Sicilia, negando l'esistenza stessa di questo diritto naturale per il "Popolo Siciliano".
    Ho contato almeno cento sofismi che vengono usati contro l'Idea di Indipendenza: vederli all'opera come virus è davvero impressionante!
    L'Indipendenza è il superamento della condizione di dipendenza neo-coloniale e parassitaria, che riduce la Sicilia a terra di rapina e mercato di consumo, attraverso un autentico Sistema, visibile e invisibile, di esproprio e dissipazione delle sue risorse ed energie interne. Tutti i Popoli hanno o sognano la propria Indipendenza. Il Popolo Siciliano è stato cosí disintegrato che oggi questa antica e attuale parola di Libertà fa perfino "paura", mentre il Potere neocoloniale la teme come il diavolo teme l'acquasanta. Perfino molti "sicilianisti" -che fondano partitini piú o meno confusionisti e inutili- non parlano di "Indipendenza", perché non hanno il coraggio politico e la Libertà interiore necessari ad essere all'altezza di questo concetto. Molti identificano la parola "Indipendenza" con cose negative. Ma i peggiori sono quelli che, pur non contestandone il valore, la relegano tra le "utopie impossibili": Iddio ci liberi da questi "amici"!
    Inseguendo questo nobile sogno di Libbirtà, migliaia di Siciliani, in tutte le Epoche, si sono battuti con coraggio. La Storia sconosciuta della R/esistenza Siciliana è un lungo cammino verso la Libertà, sistematicamente imbrigliato da interessi esterni che hanno trovato nell'Isola una minoranza di ascari e traditori pronti a barattare la Libertà del Popolo con miserabili privilegi per sé e i propri clan. Il risultato è che di questa Memoria di R/esistenza, spesso silenziosa e anonima, vengono nascoste anche le tracce, lasciando un vuoto che viene colmato, con una impressionante manipolazione psichica, da una "sindrome da dipendenza" diffusa a livello di massa. Ciò malgrado anche nella Sicilia di oggi ci sono piccoli gruppi che r/esistono all'omologazione imposta dallo Spettacolo neocoloniale e dai suoi eventi, praticano la "secessione" da questi eventi e camminano sulla Via dell'Indipendenza.
    La Sicilia non è stata del tutto "normalizzata" e occorre impedire che questo accada. Ne va della nuda Libertà. L'Indipendenza -che la "globalizzazione" rende ancora piú necessaria e perfino piú possibile- è l'esito logico dell'evoluzione naturale della lunga Storia del Popolo Siciliano.
    L'Indipendenza è sogno, antico e attuale, che diverrà Realtà, alleggiu-alleggiu, man mano che aumenta il numero di quanti vivono ogni santo giorno da Siciliani che non rinunciano all'Azione per liberare la Sicilia del secolo XXI da tutti gli inquinamenti, per affermare il valore delle Idee contro l'incultura coloniale, la forza dell'Identità radicata contro lo sradicamento coloniale, la convenienza dell'Indipendenza contro la dipendenza coloniale, la giustezza dell'Internazionalismo contro l'isolamento coloniale.
    L'Indipendenza non è la famosa "ora X" di una improbabile rivoluzione, non è il risultato elettorale di un partito, non è l'alzare una bandiera al posto di un'altra, non è il regalo che ci farà qualcuno. E non è una "parola" come altre, una pallina da imbucare nel flipper delle chiacchiere della politica politicante e salottiera. L'Indipendenza è in primo luogo un modo di vedere la Realtà in cui si vive attraverso gli occhi della Libertà autentica e dell'impegno per affermarla nella Verità. La Verità che rende liberi.
    L'Indipendenza piena e compiuta, dunque la sovranità statuale, è strumento necessario al dispiegamento di quel modello di sviluppo eco-identitario che cambierebbe profondamente la Vita di tutti, inverando una Sicilia Siciliana e non piú terra di conquista divorata da multinazionali e pescecani della grande finanza oltreché dall'incultura di masse sradicate, svuotate, senza Lingua né legami attivi con questa Terra Sacra ...
    L'Indipendenza, ancor prima di essere una necessità dell'economia politica, è un fatto Morale. Lo sradicamento del Popolo Siciliano dalla propria Terra Sacra è il daimòn che produce devastanti processi di disgregazione sociale, degrado ambientale, miseria politica, che stanno trasformando le nostre antiche città in ammassi di case intorno a un supermercato, le nostre coste in un'unica colata di cemento demenziale, i nostri giovani in vittime ignare dello Spettacolo neocoloniale...
    La secessione morale dagli eventi dello Spettacolo neocoloniale, la riorganizzazione della propria Vita intorno al principio spirituale della Terra, la lotta quotidiana per la nostra Indipendenza, la nostra Cultura, la nostra Salute interiore, fisica, ambientale, la lotta quotidiana per la Verità: questo Agire attraverso la Vita, cosí concepito determina un argine contro il deserto che avanza anche nei nostri cuori; uno stop alla logica del vuoto a perdere che impone l'aridità del suo marketing territoriale sull'Isola della Grande Madre e dell'Onore antico. Un esempio di R/Esistenza per la Libertà e nella Verità. (prima parte)
    ©Marzo-Aprile 2001. Mario Di Mauro (direttore di "Terra e LiberAzione")


    INDIPENDENTISMO E' ...
    Cosa significa essere indipendentisti siciliani, oggi, nel secolo XXI? Significa capire che la questione siciliana è una questione "nazionale" perché la Sicilia è una Nazione. Una nazione "abrogata" ufficialmente, abrogata con l'inganno, con la violenza, con la corruzione, con una legislazione di comodo ...ma sempre "nazione". Economisti, storici, sociologici, politologi su questo punto sono d'accordo (almeno quando ne parlano con sincerità). La questione siciliana non è la questione di una qualunque regione: è una questione nazionale per risolvere la quale occorre preventivamente risolvere il diritto all'esistenza del Popolo Siciliano, nel rispetto della identità, delle peculiarità, delle speranze, delle esigenze proprie. Ma non basta. Non è sufficiente infatti la semplice conoscenza, occorre lavorare, organizzati politicamente, ad un progetto di "rinascita" del Popolo Siciliano, sia dal punto di vista politico che economico che culturale che morale e sociale. Occorre adoperarsi per il reinserimento della Sicilia nel contesto internazionale dal quale è esclusa per le attuali condizioni di emarginazione, per lo stato coloniale, per la sua mancanza di adeguata "personalità giuridica".

    E' questo un discorso eversivo? No, certamente, perché essere indipendentisti oggi significa anche sapere difendere gli spazi di democrazia di libertà e di progresso, prendendo atto delle trasformazioni, anche di ordine costituzionale, intanto intervenute dal 1946 ad oggi (minacciate semmai dalle forze totalitarie più disparate).

    Essere indipendentisti significa avere la capacità di portare avanti le proprie idee con senso di responsabilità, con civiltà, con ricchezza dialettica, compiutamente, nel rispetto della regola democratica e della volontà popolare, nell'impegno globale di lotta contro la mafia contro la violenza e contro il terrorismo, senza compromessi né tentennamenti.

    Significa prendere atto della tesi giuridica oltre che politica (tanto cara a Giuseppe Montalbano, ad Attilio Castrogiovanni ed allo stesso Nino Scalisi, sia pure da posizioni differenziate) secondo la quale lo Statuto Speciale di Autonomia è una "Carta" costituzionale sui generis, caratterizzata da tante e tali peculiarità (origine pattizia, garanzie eccezionali come l' Alta Corte; alcune denominazioni: Assemblea, deputati ecc) da far scattare automaticamente il riconoscimento di "quasi stato" per quella parte del territorio dello Stato italiano cui si riferisce.

    Essere indipendentisti significa anche avere capacità di autocritica, capacità di individuare i mali che si nascondono nella realtà siciliana ed i problemi che bruciano sulla pelle del Popolo Siciliano (mafia, delinquenza organizzata e no, parassitismo, disservizi, assistenzialismo, mancanza di "coscienza" politica, autocolonialismo ecc.) senza rinviarne la soluzione a "dopo", a indipendenza ottenuta, cioè, chissà quando, chissà come.

    Per noi l'indipendenza infatti non deve essere un obiettivo che ci allontani dal nostro impegno politico di ogni giorno, tuttaltro. La Indipendenza della Sicilia avrà pienezza di significato soltanto se rappresenterà il culmine di un processo di riconquista della propria coscienza politica da parte del Popolo Siciliano. L'indipendenza infatti non dovrà essere un'indipendenza "ottriata", regalata cioè da qualcuno, ma un'indipendenza conquistata, democraticamente e pacificamente, dal Popolo Siciliano ed è punto di arrivo e di partenza della nostra lotta, che in sostanza è lotta per la rinascita del Popolo Siciliano, per la crescita democratica, per il progresso.

    Essere indipendentisti per noi Siciliani significa anche essere Europei, perchè la Sicilia ha dato molto all'Europa di ieri, così come all'Europa di oggi, ed ha con tutti i Paesi europei rapporti umani economici e culturali che non possono essere nè taciuti nè sottovalutati. Essere indipendentisti significa pure non rinunciare alla nostra identità mediterranea ed alla centralità della Sicilia sia nel Mediterraneo sia nel dialogo Nord-Sud.

    Ecco perchè proprio noi, indipendentisti, peroriamo la collaborazione fra i Popoli e stimoliamo la realizzazione di grandi federazioni internazionali nel rispetto della pluralità delle culture, degli interessi e delle identità dei Popoli stessi.

    A questo punto è doverosa una precisazione: quando noi oggi diciamo che la pregiudiziale indipendentista va superata per realizzare una mobilitazione sicilianista sull'attuazione dello Statuto Speciale di Autonomia (gravemente disatteso), non intendiamo rinnegare l'indipendentismo, tutt'altro Intendiamo dimostrare invece senso di responsabilità e la nostra capacità di muoverci nel quadro dei principi costituzionali della Repubblica, con correttezza e con lealtà. E, d'altra parte, cos'è la difesa dello Statuto se non la difesa dei diritti costituzionali del Popolo Siciliano? Se non la difesa di ciò che dovrebbe esistere e che invece è stato attuato solo in parte (come struttura burocratica fine a se stessa senza alcun vantaggio per il Popolo Siciliano)?

    Analoga considerazione vale per la lotta contro la mafia o contro il terrorismo, cui abbiamo già fatto cenno, e che ribadiamo, per chiarire che il nostro essere contro tutti i tentativi di destabilizzazione (di qualsiasi matrice nazifascista, comunista, piduista, orientale, occidentale, nordista o sudista) scaturisce dal nostro impegno di difendere la libertà e la democrazia come beni cui ha diritto tutta l'umanità ed a/la cui conquista i Siciliani hanno contribuito notevolmente ed a/la cui difesa contribuiranno sempre. Noi respingiamo con fermezza le velleità qualunquistiche ed irresponsabili di chi predica il "tanto peggio, tanto meglio"

    Essere indipendentisti oggi significa anche essere sempre e ovunque al servizio del Popolo Siciliano, senza se senza ma senza dopo. Siamo quindi in primo piano nelle lotte, per la piena occupazione, per la costituzione della Sicilia in Zona Franca, per la rivalutazione della lingua e della cultura siciliane e per il loro insegnamento nelle scuole, siamo per la difesa dell'ambiente e per il rilancio dell'economia nei suoi variegiati aspetti, siamo soprattutto per un impegno di produttività immediata, per la valorizzazione delle risorse, per la revisione degli accordi comunitari, per una migliore qualità della vita e per le mille e mille iniziative che si possono adottare, e subito, nell'attuale contesto storico e legislativo

    Non rinneghiamo però niente, nè tantomeno la nostra identità nazionale, nè le nostre scelte di fondo, nè gli ideali di libertà e di autogovemo del Popolo Siciliano.

    Per concludere l'INDIPENDENTISMO è qualcosa di diverso dai concetti di "separatezza" e di "separatismo" nei quali gli avversari vorrebbero relegarci ed è anche un ideale più ricco di contenuti di quello che sommariamente e modestamente ho cercato di esporre in queste poche righe È conforme al richiamo di Giuseppe Montalbano quando dice "Diamo quindi al Popolo Siciliano -in lotta per il suo ideale millenario - la bandiera di un indipendentismo esente da mafiosità e brigantaggio, auspicandone la vittoria nella libertà, nella democrazia, nella giustizia sociale, nella concordia, nella pace e nello spirito europeistico e mediterraneistico" (G Montalbano "Indipendentismo e Autonomismo nel Trentennale dello Statuto Siciliano").

    Indipendentismo significa infine "avere il coraggio di essere Siciliani".

    Giuseppe Scianò

    Segretario del Fronte Nazionale Siciliano -"Sicilia Indipendente"

    cfr: www.fns.it

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    Predefinito Indipendentismo siciliano

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    Una Idea di Libertà:
    LA SICILIA INDIPENDENTE
    Chi ha piacere di non essere libero, indipendente e in pace col Mondo? Solo uno sciocco, un autolesionista, un babbu con la patente. E quello che vale per gli individui, nella Storia vale anche per i Popoli. L'Indipendenza è una Idea logica e naturale. L'Indipendenza è lo "scandalo" della Libertà, uno scandalo antico e senza fine che ha spinto milioni di uomini, nella Storia, a resistere all'oppressione, sia aperta che subdola, che l'idiozia e la sete di potere hanno sempre prodotto. Io penso tre cose terra terra: la prima è che i Siciliani, malgrado tutto, siano un Popolo; la seconda è che ciascun Popolo ha il diritto, e forse anche il dovere, di vivere libero, indipendente e in pace col Mondo; la terza, che di questi tempi è la più "inquietante", è che "due più due fanno quattro".
    Un raffinato "meccanismo coloniale" lavora da secoli per sradicare l' Idea di Indipendenza dalla Storia di Sicilia, negando l'esistenza stessa di questo diritto naturale per il "Popolo Siciliano".
    Ho contato almeno cento sofismi che vengono usati contro l'Idea di Indipendenza: vederli all'opera come virus è davvero impressionante!
    L'Indipendenza è il superamento della condizione di dipendenza neo-coloniale e parassitaria, che riduce la Sicilia a terra di rapina e mercato di consumo, attraverso un autentico Sistema, visibile e invisibile, di esproprio e dissipazione delle sue risorse ed energie interne. Tutti i Popoli hanno o sognano la propria Indipendenza. Il Popolo Siciliano è stato cosí disintegrato che oggi questa antica e attuale parola di Libertà fa perfino "paura", mentre il Potere neocoloniale la teme come il diavolo teme l'acquasanta. Perfino molti "sicilianisti" -che fondano partitini piú o meno confusionisti e inutili- non parlano di "Indipendenza", perché non hanno il coraggio politico e la Libertà interiore necessari ad essere all'altezza di questo concetto. Molti identificano la parola "Indipendenza" con cose negative. Ma i peggiori sono quelli che, pur non contestandone il valore, la relegano tra le "utopie impossibili": Iddio ci liberi da questi "amici"!
    Inseguendo questo nobile sogno di Libbirtà, migliaia di Siciliani, in tutte le Epoche, si sono battuti con coraggio. La Storia sconosciuta della R/esistenza Siciliana è un lungo cammino verso la Libertà, sistematicamente imbrigliato da interessi esterni che hanno trovato nell'Isola una minoranza di ascari e traditori pronti a barattare la Libertà del Popolo con miserabili privilegi per sé e i propri clan. Il risultato è che di questa Memoria di R/esistenza, spesso silenziosa e anonima, vengono nascoste anche le tracce, lasciando un vuoto che viene colmato, con una impressionante manipolazione psichica, da una "sindrome da dipendenza" diffusa a livello di massa. Ciò malgrado anche nella Sicilia di oggi ci sono piccoli gruppi che r/esistono all'omologazione imposta dallo Spettacolo neocoloniale e dai suoi eventi, praticano la "secessione" da questi eventi e camminano sulla Via dell'Indipendenza.
    La Sicilia non è stata del tutto "normalizzata" e occorre impedire che questo accada. Ne va della nuda Libertà. L'Indipendenza -che la "globalizzazione" rende ancora piú necessaria e perfino piú possibile- è l'esito logico dell'evoluzione naturale della lunga Storia del Popolo Siciliano.
    L'Indipendenza è sogno, antico e attuale, che diverrà Realtà, alleggiu-alleggiu, man mano che aumenta il numero di quanti vivono ogni santo giorno da Siciliani che non rinunciano all'Azione per liberare la Sicilia del secolo XXI da tutti gli inquinamenti, per affermare il valore delle Idee contro l'incultura coloniale, la forza dell'Identità radicata contro lo sradicamento coloniale, la convenienza dell'Indipendenza contro la dipendenza coloniale, la giustezza dell'Internazionalismo contro l'isolamento coloniale.
    L'Indipendenza non è la famosa "ora X" di una improbabile rivoluzione, non è il risultato elettorale di un partito, non è l'alzare una bandiera al posto di un'altra, non è il regalo che ci farà qualcuno. E non è una "parola" come altre, una pallina da imbucare nel flipper delle chiacchiere della politica politicante e salottiera. L'Indipendenza è in primo luogo un modo di vedere la Realtà in cui si vive attraverso gli occhi della Libertà autentica e dell'impegno per affermarla nella Verità. La Verità che rende liberi.
    L'Indipendenza piena e compiuta, dunque la sovranità statuale, è strumento necessario al dispiegamento di quel modello di sviluppo eco-identitario che cambierebbe profondamente la Vita di tutti, inverando una Sicilia Siciliana e non piú terra di conquista divorata da multinazionali e pescecani della grande finanza oltreché dall'incultura di masse sradicate, svuotate, senza Lingua né legami attivi con questa Terra Sacra ...
    L'Indipendenza, ancor prima di essere una necessità dell'economia politica, è un fatto Morale. Lo sradicamento del Popolo Siciliano dalla propria Terra Sacra è il daimòn che produce devastanti processi di disgregazione sociale, degrado ambientale, miseria politica, che stanno trasformando le nostre antiche città in ammassi di case intorno a un supermercato, le nostre coste in un'unica colata di cemento demenziale, i nostri giovani in vittime ignare dello Spettacolo neocoloniale...
    La secessione morale dagli eventi dello Spettacolo neocoloniale, la riorganizzazione della propria Vita intorno al principio spirituale della Terra, la lotta quotidiana per la nostra Indipendenza, la nostra Cultura, la nostra Salute interiore, fisica, ambientale, la lotta quotidiana per la Verità: questo Agire attraverso la Vita, cosí concepito determina un argine contro il deserto che avanza anche nei nostri cuori; uno stop alla logica del vuoto a perdere che impone l'aridità del suo marketing territoriale sull'Isola della Grande Madre e dell'Onore antico. Un esempio di R/Esistenza per la Libertà e nella Verità. (prima parte)
    ©Marzo-Aprile 2001. Mario Di Mauro (direttore di "Terra e LiberAzione")


    INDIPENDENTISMO E' ...
    Cosa significa essere indipendentisti siciliani, oggi, nel secolo XXI? Significa capire che la questione siciliana è una questione "nazionale" perché la Sicilia è una Nazione. Una nazione "abrogata" ufficialmente, abrogata con l'inganno, con la violenza, con la corruzione, con una legislazione di comodo ...ma sempre "nazione". Economisti, storici, sociologici, politologi su questo punto sono d'accordo (almeno quando ne parlano con sincerità). La questione siciliana non è la questione di una qualunque regione: è una questione nazionale per risolvere la quale occorre preventivamente risolvere il diritto all'esistenza del Popolo Siciliano, nel rispetto della identità, delle peculiarità, delle speranze, delle esigenze proprie. Ma non basta. Non è sufficiente infatti la semplice conoscenza, occorre lavorare, organizzati politicamente, ad un progetto di "rinascita" del Popolo Siciliano, sia dal punto di vista politico che economico che culturale che morale e sociale. Occorre adoperarsi per il reinserimento della Sicilia nel contesto internazionale dal quale è esclusa per le attuali condizioni di emarginazione, per lo stato coloniale, per la sua mancanza di adeguata "personalità giuridica".

    E' questo un discorso eversivo? No, certamente, perché essere indipendentisti oggi significa anche sapere difendere gli spazi di democrazia di libertà e di progresso, prendendo atto delle trasformazioni, anche di ordine costituzionale, intanto intervenute dal 1946 ad oggi (minacciate semmai dalle forze totalitarie più disparate).

    Essere indipendentisti significa avere la capacità di portare avanti le proprie idee con senso di responsabilità, con civiltà, con ricchezza dialettica, compiutamente, nel rispetto della regola democratica e della volontà popolare, nell'impegno globale di lotta contro la mafia contro la violenza e contro il terrorismo, senza compromessi né tentennamenti.

    Significa prendere atto della tesi giuridica oltre che politica (tanto cara a Giuseppe Montalbano, ad Attilio Castrogiovanni ed allo stesso Nino Scalisi, sia pure da posizioni differenziate) secondo la quale lo Statuto Speciale di Autonomia è una "Carta" costituzionale sui generis, caratterizzata da tante e tali peculiarità (origine pattizia, garanzie eccezionali come l' Alta Corte; alcune denominazioni: Assemblea, deputati ecc) da far scattare automaticamente il riconoscimento di "quasi stato" per quella parte del territorio dello Stato italiano cui si riferisce.

    Essere indipendentisti significa anche avere capacità di autocritica, capacità di individuare i mali che si nascondono nella realtà siciliana ed i problemi che bruciano sulla pelle del Popolo Siciliano (mafia, delinquenza organizzata e no, parassitismo, disservizi, assistenzialismo, mancanza di "coscienza" politica, autocolonialismo ecc.) senza rinviarne la soluzione a "dopo", a indipendenza ottenuta, cioè, chissà quando, chissà come.

    Per noi l'indipendenza infatti non deve essere un obiettivo che ci allontani dal nostro impegno politico di ogni giorno, tuttaltro. La Indipendenza della Sicilia avrà pienezza di significato soltanto se rappresenterà il culmine di un processo di riconquista della propria coscienza politica da parte del Popolo Siciliano. L'indipendenza infatti non dovrà essere un'indipendenza "ottriata", regalata cioè da qualcuno, ma un'indipendenza conquistata, democraticamente e pacificamente, dal Popolo Siciliano ed è punto di arrivo e di partenza della nostra lotta, che in sostanza è lotta per la rinascita del Popolo Siciliano, per la crescita democratica, per il progresso.

    Essere indipendentisti per noi Siciliani significa anche essere Europei, perchè la Sicilia ha dato molto all'Europa di ieri, così come all'Europa di oggi, ed ha con tutti i Paesi europei rapporti umani economici e culturali che non possono essere nè taciuti nè sottovalutati. Essere indipendentisti significa pure non rinunciare alla nostra identità mediterranea ed alla centralità della Sicilia sia nel Mediterraneo sia nel dialogo Nord-Sud.

    Ecco perchè proprio noi, indipendentisti, peroriamo la collaborazione fra i Popoli e stimoliamo la realizzazione di grandi federazioni internazionali nel rispetto della pluralità delle culture, degli interessi e delle identità dei Popoli stessi.

    A questo punto è doverosa una precisazione: quando noi oggi diciamo che la pregiudiziale indipendentista va superata per realizzare una mobilitazione sicilianista sull'attuazione dello Statuto Speciale di Autonomia (gravemente disatteso), non intendiamo rinnegare l'indipendentismo, tutt'altro Intendiamo dimostrare invece senso di responsabilità e la nostra capacità di muoverci nel quadro dei principi costituzionali della Repubblica, con correttezza e con lealtà. E, d'altra parte, cos'è la difesa dello Statuto se non la difesa dei diritti costituzionali del Popolo Siciliano? Se non la difesa di ciò che dovrebbe esistere e che invece è stato attuato solo in parte (come struttura burocratica fine a se stessa senza alcun vantaggio per il Popolo Siciliano)?

    Analoga considerazione vale per la lotta contro la mafia o contro il terrorismo, cui abbiamo già fatto cenno, e che ribadiamo, per chiarire che il nostro essere contro tutti i tentativi di destabilizzazione (di qualsiasi matrice nazifascista, comunista, piduista, orientale, occidentale, nordista o sudista) scaturisce dal nostro impegno di difendere la libertà e la democrazia come beni cui ha diritto tutta l'umanità ed a/la cui conquista i Siciliani hanno contribuito notevolmente ed a/la cui difesa contribuiranno sempre. Noi respingiamo con fermezza le velleità qualunquistiche ed irresponsabili di chi predica il "tanto peggio, tanto meglio"

    Essere indipendentisti oggi significa anche essere sempre e ovunque al servizio del Popolo Siciliano, senza se senza ma senza dopo. Siamo quindi in primo piano nelle lotte, per la piena occupazione, per la costituzione della Sicilia in Zona Franca, per la rivalutazione della lingua e della cultura siciliane e per il loro insegnamento nelle scuole, siamo per la difesa dell'ambiente e per il rilancio dell'economia nei suoi variegiati aspetti, siamo soprattutto per un impegno di produttività immediata, per la valorizzazione delle risorse, per la revisione degli accordi comunitari, per una migliore qualità della vita e per le mille e mille iniziative che si possono adottare, e subito, nell'attuale contesto storico e legislativo

    Non rinneghiamo però niente, nè tantomeno la nostra identità nazionale, nè le nostre scelte di fondo, nè gli ideali di libertà e di autogovemo del Popolo Siciliano.

    Per concludere l'INDIPENDENTISMO è qualcosa di diverso dai concetti di "separatezza" e di "separatismo" nei quali gli avversari vorrebbero relegarci ed è anche un ideale più ricco di contenuti di quello che sommariamente e modestamente ho cercato di esporre in queste poche righe È conforme al richiamo di Giuseppe Montalbano quando dice "Diamo quindi al Popolo Siciliano -in lotta per il suo ideale millenario - la bandiera di un indipendentismo esente da mafiosità e brigantaggio, auspicandone la vittoria nella libertà, nella democrazia, nella giustizia sociale, nella concordia, nella pace e nello spirito europeistico e mediterraneistico" (G Montalbano "Indipendentismo e Autonomismo nel Trentennale dello Statuto Siciliano").

    Indipendentismo significa infine "avere il coraggio di essere Siciliani".

    Giuseppe Scianò

    Segretario del Fronte Nazionale Siciliano -"Sicilia Indipendente"

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  3. #3
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    Appoggiando Lombardo vi siete venduti l'anima al diavolo! Da marxista convinto e da indipendentista siciliano serio, mi viene da dire che siete solo delle merde...

    ANTUDO

  4. #4
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    Ma con chi cazzo ce l'hai bello? Tiri su un post vecchio e poi ti scagli contro chi? Spiegati.

  5. #5
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    Mi scaglio contro Terra e Liberazione, "bello", che da poco ha annunciato di appoggiare Lombardo alle prossime elezioni! Tu sei di Terra e Liberazione? Se è così sto parlando anche con te, se no...perchè mi attacchi malamente? Sono indecenti, tutto qui! Gente che predica l'internazionalismo e si rifugia in una parvenza di socialismo e poi appoggia il clientelismo di cuffariana memoria non avrà mai il mio rispetto. Rinfrescata di idee?

    ANTUDO

  6. #6
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    In effetti i compagni(?) di TL sono stati una gran delusione, è da un bel pò che "arronzano" attorno a lombardo, si vinnittiru pu npaninu ca mievusa, ciao Vespro, una piccola presentazione sarebbe gradita, w a Nuce!!!

    ARDITI NON GENDARMI

  7. #7
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    Hai perfettamente ragione!

  8. #8
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    Cari kumpari, da ex di Rifondazione e adesso fiero INDIPENDENTISTA SICILIANO (non negherò mai però la mia matrice marxista-leninista, tranquilli!), mi sono sempre chiesto come la vedreste voi una (speriamo) futura lotta indipendentista siciliana...A riguardo vi posto il mio primo discorso su POL sul forum del MIS:
    Cari compagni e care compagne, vorrei illustrarvi la mia idea. La porto avanti per il web da un paio di anni e ho ottenuto molti consensi; spero di ottenere consensi anche da gente come voi, abbastanza esperti di idee nazionaliste e indipendentiste. Propongo un'idea d'indipendenza siciliana spostata a sinistra con una conseguente lotta 'estrema' alla mafia. Ricordiamoci, compagni e compagne, dell'origine dell'EVIS: l'EVIS nacque dalla mente di Mario Turri (alias Antonio Canepa), esponente del partito comunista clandestino, come alternativa repubblicana, anti-monarchica e anti-fascista. Canepa riteneva che l'idea indipendentista avesse una base popolare che si sarebbe immancabilmente rivelata in seguito, e sosteneva la necessità di essere presenti all'interno del separatismo per indirizzare positivamente queste forze popolari. Per questo era trattato con una certa freddezza dal resto del movimento indipendentista, più legato al latifondo (e mi riferisco al MIS). E per questo in una società influenzata negativamente dalla mafia, ebbe breve vita. L'attività di guerriglia intrapresa dall'EVIS infatti si esaurì nel giro di pochi mesi a causa della forza ad essa evversa del MIS, che ormai riceveva i consensi di gran parte della borghesia mafiosa. Quindi il motivo di un movimento indipendentista di stampo socialista è puramente di origini dell'attuale movimento. Possiamo anteporre alla questione nazionalista, una vera, seria e dura lotta alla mafia che, come tutti sappiamo, mira a distruggere il movimento socialdemocratico e ad ottenere un'indipendenza legata a scopi puramente capitalistici: la mafia, infatti, non è altro che "un 'sistema' che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel "vuoto" dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma "dentro" lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta (Sciascia)" o possiamo dire anche che
    la mafia è un insieme di organizzazioni criminali che agiscono all'interno di un vasto e ramificato contesto relazionale, configurando un sistema di violenza e di illegalità finalizzato all'accumulazione del capitale e all'acquisizione e gestione di posizioni di potere, che si avvale di un codice culturale e gode di un certo consenso sociale. Per non parlare poi dello sfruttamente che il proletariato deve subire dalla mafia (per maggiori informazioni vedi il link PROLETARIATO CONTRO LA MAFIAhttp://www.tightrope.it/user/chefare.../volmafia.html). Pertanto a mio avviso il popolo siciliano deve prima di tutto ribellarsi al potere mafioso; deve esserci una 'rivoluzionie' che riguardi l'attuale apparato statale, corroto e infettato da interessi mafiosi e borghesi. Ma dobbiamo ricordare anche che l'attuale sistema siciliano è figlio dello Stato italiano che ha trattato la nostra terra come una vera e propria colonia, che per 140 anni non ha fatto nulla per il popolo siciliano. Come siciliano sono disgustato da come siamo stati governati e da come siamo stati conquistati dall'Italia cavouriana e garibaldina. All'inizio della conquista del Sud, Garibaldi usò la allora primordiale criminalità organizzata per sconfiggere le truppe borboniche; come non ricordare la strage di Bronte, dove Nino Bixio (generale di un reparto delle truppe Garibaldine) eseguì numerosse sommarie condanne a morte di agricoltori che avevano osato ribellarsi al gran latifondo catanese, contadini che chidevano solamente che in un nuovo 'stato di cose' fossero redistribuite le terre demaniali. In principio lo Stato Italiano governò la Sicilia con una brutalità inaudita. L'unificazione era stata attesa come una liberazione dall'oppressione, dalla corruzione, dalla miseria, dai privilegi che contrassegnavano il regime borbonico. I contadini siciliani si aspettavano forme di autogoverno e la distribuzione delle terre: non ebbero nè le une nè le altre. I burocrati borbonici furono sostituiti dai 'torinesi', mentre i vecchi e i nuovi grandi proprietari rimanevano al loro posto vedevano accrescere ancor di più il loro potere; in più i contadini si trovarono gravati dall' inasprimento fiscale e dal servizio militare obbligatorio. La miseria dilagava e il brigantaggio cresceva e il tutto veniva represso con riforme assurde e con le armi. Per tutti questi motivi il popolo siciliano non dovrebbe riconoscere la legalità e la legittimità dello Stato Italiano: per aver permesso che la criminalità organizzata assumesse una struttura forte e inattaccabile, per aver usato la mafia al fine di sottomettere le classi meno abbienti, per aver sfruttato il proletariato siciliano e per aver accresciuto il potere borghese legato alla criminalità mafiosa, per aver conquistato con le armi una terra piena di problemi e non averne risolto nemmeno uno (primo su tutti la mafia), per non aver permesso che la cultura siciliana si sviluppasse in piena autonomia, per non aver riconosciuto i siciliani uniti come popolo (il parlamento riconosce come popolo solo quello sardo), per aver lasciato la Sicilia in balia della mafia per oltre 120 anni (riconosciamo il merito dei primi giudici antimafia), per non aver aiutato sindacalisti, uomini politici di sinistra, giudici che hanno osato ribellarsi al fenomeno mafioso, per aver permesso che dopo la Seconda Guerra Mondiale fossero messi a capo di ogni amministrazione comunale mafiosi e politici di centro al fine di favorire un'economia capitalistica e monpolistica. Ricordiamo tutti gli eroi antimafia di entrambe le parti politiche. C'è bisogno di una rivolta popolare che venga dal basso, una rivolta popolare contro ogni forma di clientelismo e di mafia, che coincida con una fase politica siciliana all'insegna del ripudio di quella nazione che ci ha lasciato marcire per oltre 140 anni.... Ma ci vuole prima di tutto qualche idea per una nuova antimafia: CHE AVETE IN MENTE? QUALI NUOVE FORME DI ANTIMAFIA PROPONETE?...
    ANTUDO

  9. #9
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    Non sono mai stato di Terra e Liberazione sono un compagno comunitarista e moderatore di questo Forum.Quindi calmati perche' sei entrato qui a gamba tesa e io i falli li restituisco sempre.Prima informati e poi attacca semmai.


    Citazione Originariamente Scritto da Vespro Visualizza Messaggio
    Mi scaglio contro Terra e Liberazione, "bello", che da poco ha annunciato di appoggiare Lombardo alle prossime elezioni! Tu sei di Terra e Liberazione? Se è così sto parlando anche con te, se no...perchè mi attacchi malamente? Sono indecenti, tutto qui! Gente che predica l'internazionalismo e si rifugia in una parvenza di socialismo e poi appoggia il clientelismo di cuffariana memoria non avrà mai il mio rispetto. Rinfrescata di idee?

    ANTUDO

  10. #10
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    Me ne sono accorto solo ora...Ti chiedo scusa, compagno...Comunque, che ne pensi?

    ANTUDO

 

 
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