Subject: [noglobal] iniziative di lotta per i kurdi sopravvissuti nel camion
della morte
resoconto presidio agli ospedali dove sono ricoverati i kurdi della strage
di Mirabella
by striker Sunday September 01, 2002 at 092 PM
RESOCONTO DELL'INIZIATIVA DI IERI A MIRABELLA ECLANO E DEL PRESIDIO DI OGGI
FUORI GLI OSPEDALI DOVE SONO RICOVERATI I SOPRAVVISSUTI DELLA STRAGE
A quell'ora tu probabilmente eri comodomente seduto a tavola nella tua
sicura casa d'occidente.
La televisione, tra una sfilata di moda e uno spot pubblicitario,
sommariamente raccontava l'ennesima strage di migranti, la notizia ti
scivola addosso, i dettagli sempre diversi, sempre uguali, stipati in un
camion, senza ossigeno, le bottiglie piene di urina per dissetarsi, il
cadavere con il cacciavite in mano nell'ultimo estremo tentativo di aprire
uno spiraglio di aria e di luce in quella bara per morti viventi.
Ma passiamo ad altro, dice la presentatrice, parliamo del boom turistico
sulla riviera romagnola....tu sei ancora seduto comodamente a tavola, mangi
un boccone, riempi il bicchiere, gli stessi gesti che in quel momento
decine di milioni di italiani compiono, ma noi - come te e chiunque legge
queste righe - siamo persone sensibili, conserviamo ancora un briciolo di
umanità nel mezzo di una barbarie sociale che avanza, e per questo ci
assale lo sdegno e la rabbia: "bastardi", "porca miseria" e bestemmie varie
interrompono la quiete delle nostre tavole.
Molti in giro per l'Italia l'avranno detto, ma alcuni di noi hanno sentito
e sofferto anche la vicinanza geografica dell'ennesima strage....proprio
qui a 20 chilometri dalla mia sicura casa d'occidente, porco dio dobbiamo
fare qualcosa, iniziano a suonare i telefoni, a incrociarsi gli
interrogativi, "hai sentito la Tv?", "dobbiamo fare qualcosa...",
"vediamoci al centro sociale tra mezz'ora",
"chiama agli altri compagni"....
Ci vediamo, all'appello siamo poco più di una decina, già molti visti i
tempi di "convicazione", qualcuno si sta muovendo da Avellino, intanto
facciamo uno striscione poi vediamo come e dove metterlo...un rotolo di
carta, una bomboletta ed ecco fatto "Bossi e Fini, siete voi gli
assassini", diretto, secco, senza troppi giri di parole.
Arriviamo, hanno appena portato via le bare per terra, cinque una affianco
all'altra, sull'asfalto di un anonimo autogrill.
Sbuchiamo dal sottopassaggio e glissiamo i controlli delle forze
dell'ordine: ci avviciniamo e mettiamo su quel camion della morte lo
striscione e urliamo slogan più per sfogare la rabbia che altro.
Piove, restiamo lì ancora un pò ma poi ci viene spontaneo muoverci alla
volta degli ospedali...Ariano Irpino, Benevento, le stesse scene di panico,
il terrore negli occhi, "contadini" li hanno definiti, sono ragazzi come
noi poco meno che ventenni.
All'inizio non parlano, il primo incontro è pieno di tristezza e angoscia
perchè loro giustamente non parlano con noi, hanno già ricevuto la visita
della polizia con l'interprete ma loro non capiscono, parlano lingua
strana, no inglese, no arabo.
Cerchiamo di spiegarli che noi siamo compagni, siamo lì per aiutarli, che
noi siamo con il Kurdistan, con il kurdi,...nulla...gli chiediamo di cosa
ha bisogno, nel suo sguardo si capisce che paradossalmente ha bisogno di
tutto e di niente.
Usciamo dall'ospedale con la rabbia addosso, di gran fretta convochiamo per
questa mattina un presidio fuori l'ospedale, un giro di chiamate tra le
varie realtà e i vari compagni, ma non è facile, e pur sempre il 31 agosto,
fortunatamente c'è il gruppo di fuoco, quel gruppuscolo di compagni campani
che non è mai andato in ferie e ormai si è rassegnato che anche quest'anno
mai ci andrà..
Ci ritroviamo alle 11 fuori l'ospedale, poco più di 50, i "soliti" noti
disobbedienti campani, quelli della contestazione a Fitto, dell'
antifascismo a Lanciano, dello smontaggio della fabbrica dei veleni: in
attesa delle "masse" (o moltitudini?) autunnali, ci siamo già messi in
moto, ma forse non ci siamo mai fermati, perchè troppe ingiustizie
avvelenano le nostre terre.
Poi finalmente arrivano i kurdi da Roma, la delegazione "ufficiale" di
quella sorta di consolato ribelle del Kurdistan. C'è Evi, una compagna
troppo in gamba, che appena capisce che la polizia (che ha militarizzato e
circondato l'intero perimetro dell'ospedale) ci vuol far perdere tempo e
attendere un presunto nulla osta del magistrato, si intrufola nel reparto e
inizia a parlare con Kanè, uno dei sopravvissuti.
Dopo aver smontato la provocazione delle guardie (il nostro avvocato
contatta il magistrato che casca dalle nuvole quando gli spiegano che la
polizia adduce ad un suo divieto di parlare con i ragazzo), saliamo tutti
su.
Rientro in quella stanza e ritrovo lo sguardo ieri impaurito di Kanè, oggi
finalmente sorridente...e lì con i compagni kurdi che parla e racconta la
storia allucinantr di quel viaggio della morte, l'orrore di vedere morire
piano piano gli altri e sapere che anche lui di lì a poco sarebbe
morto...quando racconta il viaggio trapela che lui è ancora terrorizzato da
quell'esperienza, malgrado i suoi occhi abbiano visto sin dall'infanzia l'
orrrore quotidiano della miseria e della morte: a Kanè gli hanno ucciso
entrambi i genitori, ha due sorelline di 8 e 10 anni nel villaggio, non
hanno nulla da mangiare, ma è terrorizzato per il suo futuro e quello dei
suoi familiari perchè ha un conto in sospeso con i trafficanti di schiavi,
con quella mafia turca e i loro consimili europei che sono riusciti ad
infilare 9 di loro in un camion diplomatico per 1000 dollari, dollari che
lui non ha ancora pagato.
Ma ora Kanè parla, parla e anche troppo!!
Gli spieghiamo che è il momento di riposarsi e tranquillizzarsi, i compagni
kurdi lo salutano indicando i compagni di Benevento come referenti per
qualsasi cosa abbia bisogno nei prossimi giorni.
Bisogna affrettarsi per fare la domanda per l'asilo politico prima che
entri in vigore la Bossi-Fini, bisogna vedere come organizzarsi una volta
dimesso dall'ospedale.
- Striker -
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