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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    09 Mar 2002
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    Predefinito Chiediamo asilo politico per i Curdi

    Subject: [noglobal] iniziative di lotta per i kurdi sopravvissuti nel camion
    della morte


    resoconto presidio agli ospedali dove sono ricoverati i kurdi della strage
    di Mirabella
    by striker Sunday September 01, 2002 at 092 PM


    RESOCONTO DELL'INIZIATIVA DI IERI A MIRABELLA ECLANO E DEL PRESIDIO DI OGGI
    FUORI GLI OSPEDALI DOVE SONO RICOVERATI I SOPRAVVISSUTI DELLA STRAGE

    A quell'ora tu probabilmente eri comodomente seduto a tavola nella tua
    sicura casa d'occidente.
    La televisione, tra una sfilata di moda e uno spot pubblicitario,
    sommariamente raccontava l'ennesima strage di migranti, la notizia ti
    scivola addosso, i dettagli sempre diversi, sempre uguali, stipati in un
    camion, senza ossigeno, le bottiglie piene di urina per dissetarsi, il
    cadavere con il cacciavite in mano nell'ultimo estremo tentativo di aprire
    uno spiraglio di aria e di luce in quella bara per morti viventi.

    Ma passiamo ad altro, dice la presentatrice, parliamo del boom turistico
    sulla riviera romagnola....tu sei ancora seduto comodamente a tavola, mangi
    un boccone, riempi il bicchiere, gli stessi gesti che in quel momento
    decine di milioni di italiani compiono, ma noi - come te e chiunque legge
    queste righe - siamo persone sensibili, conserviamo ancora un briciolo di
    umanità nel mezzo di una barbarie sociale che avanza, e per questo ci
    assale lo sdegno e la rabbia: "bastardi", "porca miseria" e bestemmie varie
    interrompono la quiete delle nostre tavole.
    Molti in giro per l'Italia l'avranno detto, ma alcuni di noi hanno sentito
    e sofferto anche la vicinanza geografica dell'ennesima strage....proprio
    qui a 20 chilometri dalla mia sicura casa d'occidente, porco dio dobbiamo
    fare qualcosa, iniziano a suonare i telefoni, a incrociarsi gli
    interrogativi, "hai sentito la Tv?", "dobbiamo fare qualcosa...",
    "vediamoci al centro sociale tra mezz'ora",
    "chiama agli altri compagni"....
    Ci vediamo, all'appello siamo poco più di una decina, già molti visti i
    tempi di "convicazione", qualcuno si sta muovendo da Avellino, intanto
    facciamo uno striscione poi vediamo come e dove metterlo...un rotolo di
    carta, una bomboletta ed ecco fatto "Bossi e Fini, siete voi gli
    assassini", diretto, secco, senza troppi giri di parole.
    Arriviamo, hanno appena portato via le bare per terra, cinque una affianco
    all'altra, sull'asfalto di un anonimo autogrill.
    Sbuchiamo dal sottopassaggio e glissiamo i controlli delle forze
    dell'ordine: ci avviciniamo e mettiamo su quel camion della morte lo
    striscione e urliamo slogan più per sfogare la rabbia che altro.
    Piove, restiamo lì ancora un pò ma poi ci viene spontaneo muoverci alla
    volta degli ospedali...Ariano Irpino, Benevento, le stesse scene di panico,
    il terrore negli occhi, "contadini" li hanno definiti, sono ragazzi come
    noi poco meno che ventenni.
    All'inizio non parlano, il primo incontro è pieno di tristezza e angoscia
    perchè loro giustamente non parlano con noi, hanno già ricevuto la visita
    della polizia con l'interprete ma loro non capiscono, parlano lingua
    strana, no inglese, no arabo.
    Cerchiamo di spiegarli che noi siamo compagni, siamo lì per aiutarli, che
    noi siamo con il Kurdistan, con il kurdi,...nulla...gli chiediamo di cosa
    ha bisogno, nel suo sguardo si capisce che paradossalmente ha bisogno di
    tutto e di niente.
    Usciamo dall'ospedale con la rabbia addosso, di gran fretta convochiamo per
    questa mattina un presidio fuori l'ospedale, un giro di chiamate tra le
    varie realtà e i vari compagni, ma non è facile, e pur sempre il 31 agosto,
    fortunatamente c'è il gruppo di fuoco, quel gruppuscolo di compagni campani
    che non è mai andato in ferie e ormai si è rassegnato che anche quest'anno
    mai ci andrà..
    Ci ritroviamo alle 11 fuori l'ospedale, poco più di 50, i "soliti" noti
    disobbedienti campani, quelli della contestazione a Fitto, dell'
    antifascismo a Lanciano, dello smontaggio della fabbrica dei veleni: in
    attesa delle "masse" (o moltitudini?) autunnali, ci siamo già messi in
    moto, ma forse non ci siamo mai fermati, perchè troppe ingiustizie
    avvelenano le nostre terre.
    Poi finalmente arrivano i kurdi da Roma, la delegazione "ufficiale" di
    quella sorta di consolato ribelle del Kurdistan. C'è Evi, una compagna
    troppo in gamba, che appena capisce che la polizia (che ha militarizzato e
    circondato l'intero perimetro dell'ospedale) ci vuol far perdere tempo e
    attendere un presunto nulla osta del magistrato, si intrufola nel reparto e
    inizia a parlare con Kanè, uno dei sopravvissuti.
    Dopo aver smontato la provocazione delle guardie (il nostro avvocato
    contatta il magistrato che casca dalle nuvole quando gli spiegano che la
    polizia adduce ad un suo divieto di parlare con i ragazzo), saliamo tutti
    su.
    Rientro in quella stanza e ritrovo lo sguardo ieri impaurito di Kanè, oggi
    finalmente sorridente...e lì con i compagni kurdi che parla e racconta la
    storia allucinantr di quel viaggio della morte, l'orrore di vedere morire
    piano piano gli altri e sapere che anche lui di lì a poco sarebbe
    morto...quando racconta il viaggio trapela che lui è ancora terrorizzato da
    quell'esperienza, malgrado i suoi occhi abbiano visto sin dall'infanzia l'
    orrrore quotidiano della miseria e della morte: a Kanè gli hanno ucciso
    entrambi i genitori, ha due sorelline di 8 e 10 anni nel villaggio, non
    hanno nulla da mangiare, ma è terrorizzato per il suo futuro e quello dei
    suoi familiari perchè ha un conto in sospeso con i trafficanti di schiavi,
    con quella mafia turca e i loro consimili europei che sono riusciti ad
    infilare 9 di loro in un camion diplomatico per 1000 dollari, dollari che
    lui non ha ancora pagato.
    Ma ora Kanè parla, parla e anche troppo!!
    Gli spieghiamo che è il momento di riposarsi e tranquillizzarsi, i compagni
    kurdi lo salutano indicando i compagni di Benevento come referenti per
    qualsasi cosa abbia bisogno nei prossimi giorni.
    Bisogna affrettarsi per fare la domanda per l'asilo politico prima che
    entri in vigore la Bossi-Fini, bisogna vedere come organizzarsi una volta
    dimesso dall'ospedale.

    - Striker -
    www.noglobal.org

  2. #2
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    Predefinito Chiediamo asilo politico per i Curdi

    Subject: [noglobal] iniziative di lotta per i kurdi sopravvissuti nel camion
    della morte


    resoconto presidio agli ospedali dove sono ricoverati i kurdi della strage
    di Mirabella
    by striker Sunday September 01, 2002 at 092 PM


    RESOCONTO DELL'INIZIATIVA DI IERI A MIRABELLA ECLANO E DEL PRESIDIO DI OGGI
    FUORI GLI OSPEDALI DOVE SONO RICOVERATI I SOPRAVVISSUTI DELLA STRAGE

    A quell'ora tu probabilmente eri comodomente seduto a tavola nella tua
    sicura casa d'occidente.
    La televisione, tra una sfilata di moda e uno spot pubblicitario,
    sommariamente raccontava l'ennesima strage di migranti, la notizia ti
    scivola addosso, i dettagli sempre diversi, sempre uguali, stipati in un
    camion, senza ossigeno, le bottiglie piene di urina per dissetarsi, il
    cadavere con il cacciavite in mano nell'ultimo estremo tentativo di aprire
    uno spiraglio di aria e di luce in quella bara per morti viventi.

    Ma passiamo ad altro, dice la presentatrice, parliamo del boom turistico
    sulla riviera romagnola....tu sei ancora seduto comodamente a tavola, mangi
    un boccone, riempi il bicchiere, gli stessi gesti che in quel momento
    decine di milioni di italiani compiono, ma noi - come te e chiunque legge
    queste righe - siamo persone sensibili, conserviamo ancora un briciolo di
    umanità nel mezzo di una barbarie sociale che avanza, e per questo ci
    assale lo sdegno e la rabbia: "bastardi", "porca miseria" e bestemmie varie
    interrompono la quiete delle nostre tavole.
    Molti in giro per l'Italia l'avranno detto, ma alcuni di noi hanno sentito
    e sofferto anche la vicinanza geografica dell'ennesima strage....proprio
    qui a 20 chilometri dalla mia sicura casa d'occidente, porco dio dobbiamo
    fare qualcosa, iniziano a suonare i telefoni, a incrociarsi gli
    interrogativi, "hai sentito la Tv?", "dobbiamo fare qualcosa...",
    "vediamoci al centro sociale tra mezz'ora",
    "chiama agli altri compagni"....
    Ci vediamo, all'appello siamo poco più di una decina, già molti visti i
    tempi di "convicazione", qualcuno si sta muovendo da Avellino, intanto
    facciamo uno striscione poi vediamo come e dove metterlo...un rotolo di
    carta, una bomboletta ed ecco fatto "Bossi e Fini, siete voi gli
    assassini", diretto, secco, senza troppi giri di parole.
    Arriviamo, hanno appena portato via le bare per terra, cinque una affianco
    all'altra, sull'asfalto di un anonimo autogrill.
    Sbuchiamo dal sottopassaggio e glissiamo i controlli delle forze
    dell'ordine: ci avviciniamo e mettiamo su quel camion della morte lo
    striscione e urliamo slogan più per sfogare la rabbia che altro.
    Piove, restiamo lì ancora un pò ma poi ci viene spontaneo muoverci alla
    volta degli ospedali...Ariano Irpino, Benevento, le stesse scene di panico,
    il terrore negli occhi, "contadini" li hanno definiti, sono ragazzi come
    noi poco meno che ventenni.
    All'inizio non parlano, il primo incontro è pieno di tristezza e angoscia
    perchè loro giustamente non parlano con noi, hanno già ricevuto la visita
    della polizia con l'interprete ma loro non capiscono, parlano lingua
    strana, no inglese, no arabo.
    Cerchiamo di spiegarli che noi siamo compagni, siamo lì per aiutarli, che
    noi siamo con il Kurdistan, con il kurdi,...nulla...gli chiediamo di cosa
    ha bisogno, nel suo sguardo si capisce che paradossalmente ha bisogno di
    tutto e di niente.
    Usciamo dall'ospedale con la rabbia addosso, di gran fretta convochiamo per
    questa mattina un presidio fuori l'ospedale, un giro di chiamate tra le
    varie realtà e i vari compagni, ma non è facile, e pur sempre il 31 agosto,
    fortunatamente c'è il gruppo di fuoco, quel gruppuscolo di compagni campani
    che non è mai andato in ferie e ormai si è rassegnato che anche quest'anno
    mai ci andrà..
    Ci ritroviamo alle 11 fuori l'ospedale, poco più di 50, i "soliti" noti
    disobbedienti campani, quelli della contestazione a Fitto, dell'
    antifascismo a Lanciano, dello smontaggio della fabbrica dei veleni: in
    attesa delle "masse" (o moltitudini?) autunnali, ci siamo già messi in
    moto, ma forse non ci siamo mai fermati, perchè troppe ingiustizie
    avvelenano le nostre terre.
    Poi finalmente arrivano i kurdi da Roma, la delegazione "ufficiale" di
    quella sorta di consolato ribelle del Kurdistan. C'è Evi, una compagna
    troppo in gamba, che appena capisce che la polizia (che ha militarizzato e
    circondato l'intero perimetro dell'ospedale) ci vuol far perdere tempo e
    attendere un presunto nulla osta del magistrato, si intrufola nel reparto e
    inizia a parlare con Kanè, uno dei sopravvissuti.
    Dopo aver smontato la provocazione delle guardie (il nostro avvocato
    contatta il magistrato che casca dalle nuvole quando gli spiegano che la
    polizia adduce ad un suo divieto di parlare con i ragazzo), saliamo tutti
    su.
    Rientro in quella stanza e ritrovo lo sguardo ieri impaurito di Kanè, oggi
    finalmente sorridente...e lì con i compagni kurdi che parla e racconta la
    storia allucinantr di quel viaggio della morte, l'orrore di vedere morire
    piano piano gli altri e sapere che anche lui di lì a poco sarebbe
    morto...quando racconta il viaggio trapela che lui è ancora terrorizzato da
    quell'esperienza, malgrado i suoi occhi abbiano visto sin dall'infanzia l'
    orrrore quotidiano della miseria e della morte: a Kanè gli hanno ucciso
    entrambi i genitori, ha due sorelline di 8 e 10 anni nel villaggio, non
    hanno nulla da mangiare, ma è terrorizzato per il suo futuro e quello dei
    suoi familiari perchè ha un conto in sospeso con i trafficanti di schiavi,
    con quella mafia turca e i loro consimili europei che sono riusciti ad
    infilare 9 di loro in un camion diplomatico per 1000 dollari, dollari che
    lui non ha ancora pagato.
    Ma ora Kanè parla, parla e anche troppo!!
    Gli spieghiamo che è il momento di riposarsi e tranquillizzarsi, i compagni
    kurdi lo salutano indicando i compagni di Benevento come referenti per
    qualsasi cosa abbia bisogno nei prossimi giorni.
    Bisogna affrettarsi per fare la domanda per l'asilo politico prima che
    entri in vigore la Bossi-Fini, bisogna vedere come organizzarsi una volta
    dimesso dall'ospedale.

    - Striker -
    www.noglobal.org

  3. #3
    agaragar
    Ospite

    Predefinito

    non ci sono già troppi curdi nel nostro paese?

  4. #4
    agaragar
    Ospite

    Predefinito

    non ci sono già troppi curdi nel nostro paese?

  5. #5
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Più che altro, ostacoliamo l'ingresso della Turchia nella UE !


  6. #6
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Più che altro, ostacoliamo l'ingresso della Turchia nella UE !


  7. #7
    agaragar
    Ospite

    Predefinito

    bravo, così se la pappano i fondamentalisti
    se la turchia entra nella ue si europeizza rapidamente
    e sarà un esempio per tutto il medio oriente

    integrazione e sviluppo poi significa che i turchi troveranno lavoro nel loro paese

  8. #8
    agaragar
    Ospite

    Predefinito

    bravo, così se la pappano i fondamentalisti
    se la turchia entra nella ue si europeizza rapidamente
    e sarà un esempio per tutto il medio oriente

    integrazione e sviluppo poi significa che i turchi troveranno lavoro nel loro paese

  9. #9
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    Guarda che in Turchia lavoro ce n'é a calci in culo. Solo che il salario minimo é di appena 90 € al mese. Che popolo di morti di fame!

  10. #10
    Forumista esperto
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    Guarda che in Turchia lavoro ce n'é a calci in culo. Solo che il salario minimo é di appena 90 € al mese. Che popolo di morti di fame!

 

 
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