La sanatoria interesserà le aziende "liberate" dal falso in bilancio
Frutterà al fisco 8-10 miliardi e potrebbe riguardare tutte le imposte
Ecco il condono
post-tangentopoli
di ROBERTO PETRINI
ROMA - La febbre del primo condono post-tangentopoli sale. Piccoli imprenditori, bottegai, evasori incalliti o gente che semplicemente vuole mettersi al riparo dal fisco sono in fermento. I commercialisti sono assediati dalle richieste di informazioni e notizie. Berlusconi ha detto "concordato di massa" ma in realtà gli uffici delle Finanze e le amministrazioni stanno lavorando giorno e notte alla preparazione della più grande sanatoria degli ultimi dieci anni (l'ultima fu del 1991, prima di Mani Pulite), quella che passa sotto il nome di "condono tombale", la prima da quando siamo in Europa, la più contestata dalle opposizioni che parlano di "licenza di evadere": la cifra, confermano al Tesoro, è già nel menù della Finanziaria, si tratta di 8 miliardi di euro (cioè 16 mila miliardi di vecchie lire). Per comporre l'intera manovra da 20 miliardi, altri 7 miliardi, secondo i tecnici di Via Venti Settembre, verranno da tagli e altri 5 da misure varie allo studio. Tutto mentre il deficit quest'anno sta correndo verso l'1,8 per cento del pil rispetto all'obiettivo dell'1,1 per cento.
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Il "prezzo" del 25 per cento in più rispetto al dichiarato per sanare ciascuno degli anni dal 1997 al 2001, resta una delle ipotesi più probabili anche se ancora si discute e si lima il provvedimento, con l'obiettivo di rendere appetibile l'offerta di perdono che lo Stato sta per lanciare agli evasori. Una delle questioni-chiave resta quella penale: chi ha evaso ha commesso almeno uno dei reati che vanno dalla dichiarazione infedele a quella fraudolenta, e che sono puniti fino a 6 anni di reclusione. Per questi, come è avvenuto per lo scudo fiscale, si pensa di ricorrere all'istituto della "non punibilità" che rimane limitata alle due fattispecie e non si estende a tutti i reati come l'amnistia e che, soprattutto, non ha bisogno della maggioranza dei due terzi in Parlamento per essere approvata. Fuori gioco ormai anche l'ostacolo del falso in bilancio: i tempi per perseguirlo attraverso querela di parte sono scaduti un mese e mezzo fa e dunque chi lo ha commesso in passato può chiedere tranquillamente il condono per sé e la sua azienda.
Vale la pena sottolineare che il concordato è atteso in aula da una maggioranza compatta che, ha dichiarato Luigi Vitali di Forza Italia, avrà il compito di trasformarlo in "condono tombale". Secondo Vitali, che ieri ha già preannunciato un emendamento alla Finanziaria, il gettito salirebbe così a 10 miliardi di euro e riguarderà Irpef, Irpeg e Iva ma anche imposte di successione e donazioni, di registro, ipotecarie e catastali.
Intanto Berlusconi, il giorno dopo aver confermato l'arrivo del condono, ieri in una pausa del consiglio dei ministri ha parlato di una Finanziaria "di rigore, di sviluppo e non banale" e ha detto che oggi darà altri dettagli nel suo intervento alla Fiera del Levante.




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